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Discussione: Film: Un giorno da leoni

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    Film: un giorno da leoni

    Un giorno da leoni (1961)
    [ Italia 1961, Guerra, durata 118', b/n] Regia di Nanni Loy
    Con Renato Salvatori, Tomas Milian, Nino Castelnuovo, Anna Maria Ferrero
    [attachment=0:1bdet2ay]giorno leoni.jpg[/attachment:1bdet2ay]

    La trama
    Azione eroica di un gruppo di giovani, a Roma, dopo l'otto settembre 1943.
    Danilo, Michele e Gino sono tre ragazzi le cui strade e i cui destini si incontrano e si intrecciano nell'Italia divisa dalla guerra, dopo l'otto settembre del 1943. Sfuggiti a un rastrellamento tedesco, i tre si uniscono a una formazione partigiana guidata dal giovane Orlando; con lui compiono un'azione di sabotaggio su un ponte durante la quale Michele il piu' pavido dei tre perde volontariamente la vita.
    Primo film importante di Nanni Loy, è la ricostruzione di un microcosmo personale e di una maturazione dei protagonisti che passano dal disimpegno all'eroismo, al sacrificio di sé. Attraverso queste figure, Loy dipinge ottimamente il quadro della tragica epoca dalla quale è nata l'Italia contemponea.A parte gli svarioni uniformologici tipo le mostrine montate rovesciate per la San Marco,si tratta di un buon film abbastanza avvincente su un episodio della Resistenza, che conferma l'attitudine di Nanny Loy per film corali con diversi personaggi e nessun protagonista in particolare. Al regista riescono bene le scene d'azione e quelle con dialoghi tra più persone; meno bene, invece, gli vengono le scene con monologo (vedasi quella tra la vedova e alcuni partigiani alla stazione). Anche il ritmo sembra buono, fatta eccezione per qualche lieve incertezza qua e là.
    Gli attori sono tutti bravi, a cominciare da Tomas Milian in versione "pre-Monnezza" ma sempre popolare e un po' grezzo, fino a Nino Castelnuovo e Renato Salvatori.
    Le musiche di Carlo Rustichelli sono al solito molto belle e malinconiche, come il volto di Carla Gravina.
    Quanto al ritratto storico che il film offre, si può parlare di un variegato e vitale ritratto del caos che seguì l'armistizio Badoglio, e le scelte che molti dovettero compiere in quei difficili frangenti. Quanto alla rappresentazione di certe situazioni ed episodi, il film arriva a tratti in un lieve didascalismo e retorica. Vedasi ad esempio la scena degli impiccati e alla giustificazione dell'esecuzione del giovane maro' (in un bellissimo e agghiacciante episodio). Lo spinoso problema degli omicidi necessari alla Resistenza se lo sarebbe posto anche Jean Pierre Melville in "L'armata degli eroi", ma avrebbe lasciato la risposta in sospeso, ponendo anzi atroci e angosciosi dubbi. Questo film, invece, giustifica l'uccisione di persone che in qualche modo possono danneggiare la causa, anche se l'assassino e chi assiste vengono mostrati tormentati dal senso di colpa.Chiave del film:
    Danilo e Michele sfuggono uno all'arruolamento e l'altro al treno che doveva trasferire la burocrazia al nord(chi non era sposato doveva andare in Germania). Danilo è uno studente, Michele un'impiegato che lascia a Roma una fidanzata. Saliti su un treno che li deve portare o avvicinare alla linea Gustav per unirsi alla lotta partigiana, conoscono Gino un nero-borsista che si sta recando a barattare delle patate. Fermati da un commando di tedeschi, riescono a fuggire insieme a Rolando .
    E' in pratica la storia dei giovani italiani dell'epoca,nel marasma dell'occupazione nazista e della schifosa guerra civile che tutto travolse. Un film da vedere e ponderare.

    Pur non essendo prettamente bellico vi proporrei qeusto film girato da Nanni Loy nel 1961.
    TRAMA: (Sven Hassel)
    Roma, 8 settembre 1943: Danilo, studente universitario, evita l'arruolamento mentre il suo amico Michele, un giovane e pavido ragioniere, già su un treno diretto a Nord assieme ad altri impiegati del suo ministero, fugge e riesce a tornare a Roma, dove ha lasciato la fidanzata Ida. Vinto dalla paura, tuttavia, si unisce a Danilo per cercare di superare la linea Gustav. Per caso conoscono Gino, che si aggrega ai due amici quando il treno della ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri sul quale viaggiano viene fermato dai Tedeschi. I tre si rifugiano in una cantina, adibita a "covo" di un gruppo di ex-soldati, comandati da Orlando. I militari vengono poi raggiunti dal partigiano Edoardo, che dà loro il compito di far saltare un ponte utilizzato dalle truppe tedesche per ricevere rifornimenti. Procuratosi l'esplosivo necessario al sabotaggio, il gruppo si disperde però alla notizia della cattura di Edoardo da parte dei Tedeschi. Danilo, Michele e Gino tornano a Roma, dove vengono a conoscenza della morte di Edoardo, che ha affidato ai compagni il compimento del sabotaggio. Profondamente maturati, i tre giovani protagonisti decidono di portare a termine la missione: riunitisi ad Orlando, riusciranno a far saltare il ponte. Nell'operazione, Michele perderà la vita, riscattando con un gesto da vero eroe una vita vissuta nel terrore.

    Sarebbe interessante un commento anche sulle uniformi (prevalentemente fasciste) che si vedono nel film
    Io l'ho visto per la prima volta ieri su RAI STORIA. Sven Hassel.

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