TITOLO ORIG.:THE LONG DAY'S DYING
GENERE: guerra

REGIA:
Peter Collinson
SCENEGGIATURA:
Charles Wood
ATTORI:
David Hemmings, Tony Beckley, Tom Bell, Alan Dobie
FOTOGRAFIA:
Ernest Day, Brian Probyn
PRODUZIONE: HARRY FINE PER PARAMOUNT
PAESE: Gran Bretagna, USA 1968
DURATA: 93 Min
TRAMA :
In Europa durante l'ultimo anno di guerra. Tagliati fuori dalla loro unità, tre paracadutisti inglesi, John, Cliff e Tom, si sono accampati in un casolare semidistrutto. Dopo aver trascorso varie ore in attesa del loro sergente, escono e posizionano delle piccole mine: un tedesco vi inciampa e rimane ferito ma John lo finisce con uno stiletto. Sorpresi da un altro paracadustista tedesco riescono a ferirlo e a farlo prigioniero. Un altro ancora che stava per arrendersi viene ucciso. Mentre si avviano verso le loro presunte posizioni cadono in un'imboscata ma John e Tom riescono a sfuggire uccidendo tutti i nemici, mentre Cliff muore. Vagando vicino alla proprie trincee, e non riconosciuti, vengono mitragliati e uccisi e John, prima di morire, riesce ad uccidere il prigioniero.Un film di guerra realizzato con estremo rigore stilistico e particolarmente efficace nel disegno psicologico dei pochi personaggi sottratti alla facile retorica e al manicheismo che di solito caratterizzano opere del genere realizzate oltre oceano. Attraverso la presentazione di episodi di esasperata crudezza il film denuncia il carattere disumanizzante ed assurdo della guerra moderna nella quale non possono esserci che vinti.E' un film molto ben realizzato ma non fatto per i deboli di stomaco perché qui la guerra sembra quella vera, che non risparmia nessuno e rende l'uomo che vuol sopravvivere alla carneficina un perfetto animale.
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