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Discussione: Foto di scena da "Unsung Heroes" (1978)

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    Foto di scena da "Unsung Heroes" (1978)

    “Unsung Heroes” (Eroi senza nome) è un serial in 20 puntate girato in Corea del Nord nel 1978 che ebbe un enorme successo in patria. Descriveva gli eroismi delle spie nordcoreane, sempre pronte a sventare i complotti dei capitalisti americani e dei loro servi sudcoreani. Nella seconda metà degli anni ’70 il “Grande Leader” Kim Il Sung affidò al figlio Kim Yong Il, che gli sarebbe in seguito succeduto col titolo di “Caro Leader”, la presidenza della Azienda cinematografica di Stato. Insoddisfatto della bassa qualità dei film di propaganda realizzati sino ad allora, il giovane Kim, che era un accanito cinefilo e possedeva a Pyongyang una vasta collezione di pellicole occidentali, decise di realizzare pellicole spettacolari, sperando ingenuamente che potessero competere sul mercato estero con quelle prodotte a Hollywood al duplice scopo di incassare valuta pregiata per il regime e cambiare in meglio l’ immagine della Corea del Nord presso l’ opinione pubblica dei paesi capitalisti. Fu uno sforzo enorme che impegnò per anni l’ economia del paese. Kim si spinse persino a ordinare il rapimento di attori e tecnici di varia nazionalità, il caso più clamoroso è quello della più famosa stella sudcoreana, Choi Un Hee e di suo marito. Dal punto di vista materiale si ordinarono all’ estero i migliori macchinari da ripresa disponibili nel blocco sovietico, soprattutto di produzione russa e tedesco-orientale, ma anche apparati giapponesi per il riversamento delle immagini su cassetta. Vennero edificati in gran fretta nuovi teatri di posa con una estensione doppia rispetto ai Warner Studios americani. Per le riprese in esterni furono eretti tre grandi set riproducenti rispettivamente la Seoul degli anni ’30 sotto la dominazione giapponese, la Seoul degli anni ’50 durante la guerra di Corea e la Seoul contemporanea degli anni ’70. In una base militare vicino Pyongyang l’ esercito nordcoreano ricostruì, per i film di ambientazione bellica, un campo di battaglia della guerra di Corea con tanto di trinceee e bunker, disseminato di carcasse bruciate di carri Sherman e camion GMC. Numerosi altri automezzi USA di preda bellica in condizioni di marcia erano a disposizione della produzione, oltre ad armi, elmetti ed equipaggiamenti dell’ U.S. Army. Quanto alle uniformi, se quelle degli anni ’50 potevano essere copiate da originali catturati all’ epoca, quelle in uso negli anni ’70/’80 erano ben diverse e furono riprodotte localmente in modo a volte molto fantasioso. La nota dolente erano però gli attori. In precedenza i personaggi occidentali erano stati interpretati da nordcoreani travisati con biacca e cerone, ma Kim Yong Il in uno sforzo di realismo coinvolse nelle riprese gli unici americani presenti in Corea del Nord. Si trattava di quattro militari statunitensi disertori, che avevano attraversato il confine tra il 1962 e il 1965. Abshier, Dresnok, Parrish e Jenkins interpretarono in “Unsung Heroes” i personaggi negativi, diventando loro malgrado beniamini del pubblico nordcoreano. In seguito reciteranno in numerosi altri films propagandistici.
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