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Discussione: Fregi a matita...

  1. #1
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    Fregi a matita...

    Salve,
    da tempo ho in collezione un elmo sul quale è stato apposto con matita copiativa blu il numero del reggimento; avendone visti anche altri realizzati con la stessa tecnica, mi sono sempre chiesto quale poteva essere il motivo di una segnatura così poco affidabile.
    Poi mi capitò una copia di questo ordine del giorno del generale Graziani, emessso durante la rotta di Caporetto. Questo ordine sanciva l'obbligo di portare sul copricapo (senza distinguere se elmo o berretto)il numero del reggimento, tale numero doveva essere cucito in stoffa (quindi in questo caso si riferivano ai berretti) o scritto con matita indelebile o inchiostro (e qui penso si riferissero agli elmi, visto che scrivere con matita sul berretto non avrebbe dato accettabili risultati).
    Tale omissione avrebbe addirittura causato la FUCILAZIONE!!!!
    Concludendo, può essere questo il motivo o perlomeno uno dei motivi per i quali esistono alcuni adrian col numero scritto con matita copiativa?
    Immagine:

    60,38 KB

    Saluto tutti
    dimonios

  2. #2
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    Caro Dimonios
    hai toccato una pagina dolorosa del conflitto mondiale. Giustissima l'osservazione della numerazione dei reparti suffragata dall'ordine perentorio del generale Graziani che era uno che alle parole preferiva i fatti. Infatti il generale nominato Ispettore Generale del movimento di sgombero dopo lo sfondamento di Caporetto fu insignito da Cadorna di "speciali poteri di vita o di morte" discrezionalmente e su chiunque, senza processo. Era solito muoversi tra le truppe in ritirata a bordo di un automezzo al seguito di un drappello di carabinieri e castigava senza pietà* chiunque aveva la sventura di attraversargli la strada nel momento sbagliato.
    Ecco un episodio tratto da il giornale l'Avanti del 29 luglio del 1919:
    " Il generale Graziani di passaggio per Noventa di Padova il 3 novembre 1917 alle ore 16,30 circa, vede sfilare un regimento di artiglieri da montagna. Un soldato, certo Ruffini , di Castelfidardo, lo saluta tenendo la pipa in bocca. Il Generale lo redarguisce e riscaldandosi inveisce e lo bastona. Il soldato non si muove. Molte donne e parecchi borghesi sono presenti. Un borghese interviene ed osserva al generale che quello non è il modo di trattare i nostri soldati. Il generale infuriato rispose: "dei soldati faccio ciò che mi piace" e per provarlo fa buttare contro un muricciolo il Ruffini e lo fa fucilare immediatamente tra le urla delle povere donne innoridite. Poi ordina al tenente colonnello Folezzani (del 28 artiglieria campale) di farlo sotterrare: "è un uomo morto di asfissia" e salito sull'automobile riparte".
    A queste accuse nel 1919 il generale argomentò : "Ho operato con la sola visione di far quanto ritenevo indispensabile per il bene della patria in pericolo".
    Terribile
    HANDE WEG VOM LAND TIROL

  3. #3
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    da quel che mi ricordo Graziani anni dopo lo hanno ammazzato buttandolo da un treno in corsa... non penso avesse una bella fama nell'ambiente!
    D'avere il "barilotto"
    l'austriaco si vanta
    ma il bombardier d'Italia
    ha la "duecenquaranta"
    Bombardier, bombardier!

  4. #4
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    Interessante quanto scritto da walzorzi, non conoscevo l'episodio.
    Davide987, ma il Gen. Graziani è stato veramente buttato giù da un treno? In quale anno? Si conoscono altri particolari che riguardano la sua vita?
    Per tornare a bomba sul topic: se la teoria dei numeri a matita sugli elmi fosse corretta, questi dovrebbe appartenere esclusivamente ad unità* coinvolte nella ritirata. Si potrebbe fare una verifica. Il mio , per esempio riporta il numero 222. Notizie?
    Saluti
    dimonios

  5. #5
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    Caro Dimonios
    Sarebbe molto interessante vedere una fotografia del tuo 222 fregiato a matita copiativa.
    Mi devo documentare sulle sorti del reparto coinvolto nella precipitosa ritirata, se trovo qualche cosa farò seguito.
    Ciao
    HANDE WEG VOM LAND TIROL

  6. #6
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    ciao, poco ma qualcosa ho trovato circa la morte di graziani, è stato trovato morto sulla massicciata della ferrovia Firenze-Prato nel 31, più che probabilmente ammazzato gettandolo dal treno in corsa.
    davide
    D'avere il "barilotto"
    l'austriaco si vanta
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    ha la "duecenquaranta"
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  7. #7
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    Salve,
    sono riuscito a reperire queste notizie relative al 222° reggimento che insieme al 221° formava la brigata "Ionio".
    Anno 1917:
    "Il 25 ottobre riceve l'ordine di occupare il fronte Monte Purgessimo NatisoneMadlesena che la notte del 27 viene attaccato dal nemico che, respinto in un primo momento, costringe poi i reparti della brigata a ripiegare fino al ponte di San Quirino quindi su Carraia e su Cividale dove tenta un ultimo arresto. Raggiunto il Torre si schiera tra S. Bernardo e Rizzolo. Passato il Tagliamento, per successivi trasferimenti per varie località* giunge a Vigonovo ove inizia il suo riordinamento."

    Questo sembrerebbe confermare quanto ipotizzato nel mio topic.
    Ecco invece le foto dell'elmo che purtroppo non sono state realizzate con luce naturale. Cercherò di fare meglio appena avrò la nuova digitale...


    Immagine:

    26,03 KB

    Da notare che sul fregio è stato anche pesantemente inciso 77 M. , forse per indicare una compagnia mitraglieri dello stesso reggimento?
    Evidentememnte era molta la paura di finire nelle mani del generale Graziani!

    Fatemi sapere cosa ne pensate...
    Saluti
    dimonios

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di mauro
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    ciao!
    L'elmo sembra proprio bello! Ma siamo sicuri che i fregi in "amatita" (come lessi su di una cartolina in franchigia...) siano solo e sempre post Caporetto?
    ciao!
    p.s. Dimonios se ti serve la storia del 222 tratta dai volumi sme fammelo sapere!
    ciao
    mauro

  9. #9
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    Salve a tutti, i fregi a matita sovente si trovano sugli elmi italici I guerra, non necessariamente sono realizzati dopo il 17 il fatto che si trovino più spesso su elmi di brigate con numeri alti è imputabile al fatto che molte di queste durarono pochi mesi per cui era difficile reperire vernici e mascherine per odornare gli elmi, spesso poi l'iniziativa del singolo si spingeva oltre i regolamenti o producendo delle vere opere d'arte o dei pastrocci illegibili, bisogna tener conto poi che la matita copiativa era lo strumento di scrittura più diffuso all' epoca non esistendo le biro, aveva anche il pregio di non sparire con l'umidità* ed era di facile utilizzo, non necessitando, a differenza della vernice di pennelli. colore o trementina.
    Per quanto riguarda il generale Andrea Graziani, il famoso film uomini contro lo ritrae come il fautore delle "impenetrabili" corazze Farina, il personaggio si era distinto già* in Cadore per le sue nefandezze nei confronti delle sue truppe, direi che ha fatto la fine che si meritava, un conto è la giusta punizione per fatti gravi, un conto è l'abuso di potere.
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  10. #10
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    Ah..ah..ottima integrazione Lafitte
    ti devo solo bacchettare su un punto. Andando a memoria: il generale del famoso film "uomini contro" del regista Rosi girato ad inizio anni 70 non era Graziani ma era il generale di divisione Leone, l'episodio veniva tratto dal libro di Emilio Lussu "Un anno sull'altipiano" e le montagne non erano in Cadore ma era il monte Fior che è sull'altipiano di Asiago alle pendici del monte Ortigara. Gran bel film, forse il primo in controdendenza, infatti all'epoca suscito abbastanza scalpore, non si voleva ripercorrere e propagandare episodi della grande guerra come un fatto eroico, il classico film dei buoni contro i cattivi che spopolavano nelle sale cinematografiche. Diversamente si buttò in faccia agli italiani la cruda e dura realtà* di ciò che fù la guerra in trincea, il soldato contadino che era carne da macello nelle mani degli aristocratici ufficiali i quali ottusamente incuranti del valore della vita basandosi su concetti tattici degni del primo 800 pur di ottenere un briciolo di gloria, non esitavano a fare macellare senza rispetto e riguardo i loro sottoposti.
    Un caro saluto
    HANDE WEG VOM LAND TIROL

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