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Discussione: Gennaio 1848 i moti di palermo

  1. #1
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Gennaio 1848 i moti di palermo

    Il famoso '48 nasce a Palermo con un manifesto affisso alle mura di ogni casa delle vie della città nella mattina del 9 gennaio, esso invoca istituzioni analoghe al progresso del secolo (ovvero più democratiche come accadeva in altri paesi europei), sul manifesto c'era scritto "E noi popolo libero, ridotto fra catene e nella miseria, tarderemo ancora a riconquistare i legittimi diritti? All'armi figli di Sicilia". La rivolta sarebbe partita 3 giorni più tardi, cioè all'alba del 12 gennaio genetliaco del Re Ferdinando II.
    Tale rivoluzione era stata annunciata già da tempo, il comitato rivoluzionario con sede a Napoli aveva fissato la data suddetta come perentoria e non rimandabile e il rappresentante siciliano Francesco Crispi ne da annuncio definitivo, gli inglesi informati di tale manovra danno il loro tacito assenso la loro flotta era all'ancora nella rada del porto di Palermo.
    I borbonici rimangono comunque dubbiosi, sul fatto che si possa concretizzare una reale rivolta e con la polizia si limitano ad arrestare solo alcuni sospetti.
    [attachment=3:33ocmtvn]Sanesi_-_La_rivoluzione_di_Palermo-12_gennaio_1848_-_ca._1850.jpg[/attachment:33ocmtvn]

    Fatto strano è che nonostante la popolazione fosse stata allertata, non successe nulla di particolare all'alba del 12 gennaio, vi era però, una ovvia tensione colma di aspettativa e attesa; attesa che qualche patriota prendesse l'iniziativa di sollecitare la folla, distribuendo coccarde e armi, ma nessuno fino a quel momento aveva il coraggio e la forza di attaccare nè la polizia nè le truppe borboniche lì stanziate ( circa 5000 uomini); a questo punto è Giuseppe La Masa a prendere l'iniziativa (risultò uno dei caporioni più intraprendenti di quelle fatidiche giornate), comincia a distribuire in Piazza della Fieravecchia le armi, e con la colonna di popolani da lui armata si dirige verso al chiea di Sant'Orsola, dove fa suonare le campane, altre campane si aggiungono alla chiesa in tutta risposta, e in questo modo cominciano per strada a organizzarsi squadre composte di ogni ceto sociale (pezzenti, borghesi e anche preti), gli scontri con la polizia procedono fin al tramonto con caduti e feriti da ambo le parti.

    [attachment=2:33ocmtvn]a1848s.jpg[/attachment:33ocmtvn]

    Nella piazza della Fieravecchia durante la notte i rivoluzionari consolidano le posizioni arrivando fino a Porta Termini, in questo modo le comunicazioni verso l'esterno sono assicurate, anche perchè dalla campagna arrivano rinforzi, aumentando così i ranghi scarsi e male armati.
    Nella mattina del 13 Gennaio, sempre sotto la guida di La Masa i patrioti ( preferisco chiamarli così piuttosto che ribelli o insorti), riprendono gli attacchi, e assaltano all'arma bianca le truppe borboniche in più punti contemporaneamente, in tal modo le varie postazioni non possono aiutarsi tra di loro, prendono possesso dell'ospedale militare e uccidono tutti coloro che trovano nei posti di polizia di cui si impossessano; tenuto conto che erano armati solo di armi quali sciabole falci e pochi fucili contro cannoni e fucili, non avrebbero potuto resistere a lungo, ma erano sostenuti dalla popolazione, e i responsabili borbonici in loco (maresciallo Pietro Vial e il luogotenente del Re generale De Majo), esitavano a impegnarsi con più energia, dato che aspettavano un aiuto da Napoli, i borbonici rimanevano per questa ragione concentrati negli edifici pubblici nel forte di Castellamare e a tenere libere dai patrioti le due strade principali cioè via Toledo e via Maqueda.
    I borbonici non reagendo, perdevano ovviamente porzioni sempre più grandi della città, a favore dei cittadini palermitani, che dovendo controllare porzioni sempre più grandi di Palermo si trovavano sempre più isolati dal punto di vista logistico e strategico, tutto ciò richiamava alla memoria il tragico moto rivoluzionario del 1820 che era fallito miseramente; La Masa per queste ragioni cercò con tutte le sue forze di far valere le rivendicazioni dei palermitani e coinvolge tutti i personaggi più importanti della città quali: aristocratici e borghesi moderati che fino a quel momento si erano tenuti neutrali, da tale azione del La Masa, nascono quattro comitati presieduti da altrettanti principi, il comando militare rimane al La Masa in piazza della Fieravecchia.
    [attachment=1:33ocmtvn]imag34.jpg[/attachment:33ocmtvn]
    La Masa doveva essere stato ispirato da qualche forza sovranaturale, perchè di lì a pochi giorni (la sera del 15 gennaio) arrivò da Napoli una forza navale al comando del fratello del Re, cioè Luigi Carlo Maria di Borbone, conte d'Aquila.
    Le nuove truppe raddoppiarono immediatamente gli effettivi, e il generale Roberto De Sauget prende subito l'iniziativa e attacca, ma dopo un durissimo scontro viene respinto, tale scontro risulta decisivo per le sorti della rivoluzione (molti furono i patrioti distintosi e i nomi sono diversi e tutti importanti e per non fare torto a quegli eroi non ne cito nessuno); a questo punto il De Majo consente di ascoltare i patrioti e ottengono dal Re tramite lui una parziale autonomia per l'intera isola, per i palermitani non è comunque abbastanza e riprendono la lotta il 24 gennaio, formando un governo alternativo e espugnano Palazzo Reale e costringono il generale De Sauget all'evacuazione, la difesa ormai è impossibile e i borbonici lasciano Palermo; nei primi giorni di febbraio tutta la Sicilia è libera, a parte Caltanissetta che viene presa ad aprile e la cittadella di Messina impossibile da conquistare visti i suoi 300 cannoni a impedirne la presa.
    [attachment=0:33ocmtvn]cittadel[1].jpg[/attachment:33ocmtvn]
    ( Fonti: un Libro di Andrea Frediani e altri testi in mio possesso a conferma dei dati da lui scritti)

    Ch. M.
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  2. #2
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: GENNAIO 1848 I MOTI DI PALERMO


    Grazie di farci ricordare l'epopea del Risorgimento...
    Fa sempre piacere leggere ciò con spirito diverso da quando si doveva studiarlo a scuola...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di stecol
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    Re: GENNAIO 1848 I MOTI DI PALERMO

    All'epoca venne "coniata" una filastrocca che iniziava così: "Ferdinando, Ferdinando, il tuo regno va' calando ..." , non mi ricordo il resto purtroppo.
    Era dedicata a Ferdinando II di Borbone che in seguito diverrà tristemente noto come "Re Bomba" a seguito della repressione di questi moti.

    Ciao
    Stefano
    É difficile volare con le aquile quando hai a che fare con i tacchini ....

  4. #4
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Re: GENNAIO 1848 I MOTI DI PALERMO

    Grazie sono contento vi piaccia, questo mi da morale e voglia di continuare a rimembrare la Storia del nostro Risorgimento.

    Ch. M.
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  5. #5
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Re: GENNAIO 1848 I MOTI DI PALERMO

    aggiunte foto per rendere migliore l'articolo per dare migliore impatto visivo al testo.
    Virgo fidelis Usi ubbidir tacendo e tacendo morir

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  6. #6
    Utente registrato L'avatar di stecol
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    Re: GENNAIO 1848 I MOTI DI PALERMO

    Citazione Originariamente Scritto da squalone1976
    Grazie sono contento vi piaccia, questo mi da morale e voglia di continuare a rimembrare la Storia del nostro Risorgimento.

    Ch. M.
    No, siamo noi a ringraziarti per questi "stralci" (consentimi il termine) della Nostra storia che ci offri, permettendoci di apprendere o di conoscere meglio episodi quasi dimenticati, ma che danno la dimensione di quanto sia stato duro e travagliato il cammino che ha portato alla nascita del Nostro Paese.
    É difficile volare con le aquile quando hai a che fare con i tacchini ....

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