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Discussione: Gli UFO ai tempi del fascismo e del nazismo

  1. #11
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    Re: Gli UFO ai tempi del fascismo e del nazismo

    Ribadisco ed insisto! Solo su avvistamenti UFO ai tempi del fascismo e del nazismo.
    Cio' puo' portarci alle 'armi segrete' che potevano cambiare il volto della guerra. PaoloM

  2. #12
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    Ritorno su questa discussione postando materiale, chissà che non stimoli l' interesse dei forumisti...

    - - - Aggiornato - - -

    A voler dare credito ai numerosi documenti che l’ ufologo Roberto Pinotti ricevette a più riprese a partire dal 1996, in data 13 giugno 1933 un oggetto volante non identificato si sarebbe schiantato accidentalmente in una località del nord Italia, dando il via ad una catena di avvenimenti tale da cambiare la storia. Secondo la fonte anonima - un misterioso ma ben informato ‘Mister X’ - nel velivolo di forma campanulare (definita poi adamskiana, dal nome del controverso contattista statunitense degli anni ’50 George Adamsky) furono rinvenuti i cadaveri di due piloti umanoidi di tipologia ‘nordica’ alti, biondi, occhi azzurri. Ciò allarmò le autorità che ritenendo inizialmente l’ Ufo una arma segreta inglese o tedesca misero il bavaglio alla stampa per non offuscare il mito dell’ invincibilità della nostra aeronautica. Insomma, un evento tipo Roswell in pieno ventennio fascista!

    - - - Aggiornato - - -

    1) e 5) Telegrammi relativi alla secretazione della notizia sullo schianto di un disco volante in Lombardia.
    2) e 3) Foto e spaccato di un disco campanulare diffuse da George Adamsky negli anni '50.
    4) Copertina del libro di Lissoni e Pinotti nel quale si trattò per primo l' argomento negli anni '90.
    6) Il contattista americano George Adamsky nel secondo dopoguerra.
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  3. #13
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    Quando fu chiara l’ origine extraterrestre dei reperti, per ordine diretto di Mussolini si costituì il Gabinetto RS/33 (laddove RS sta per Ricerche Speciali e 33 corrisponde all’ anno di costituzione, il 1933). Finalità del gruppo segreto capeggiato da Guglielmo Marconi e Italo Balbo era lo studio dei velivoli non convenzionali e delle creature che li pilotavano, analogamente a quanto accadde negli Stati Uniti dal 1947 col gruppo ‘Majestic 12’. Gli scenziati fascisti potevano contare anche sul supporto di autarchici ‘Men in Black’(che in nero lo erano non solo in senso figurato, appartenendo a speciali nuclei RS/33 dell’ OVRA) presenti in modo capillare in ogni provincia. La retroingegneria aliena mirata ad appropriarsi delle conoscenze tecniche dei dischi volanti ebbe ricadute positive , portando alla realizzazione negli anni ’40 di aeromobili discoidali ed ali volanti da parte dell’ Asse, senza dimenticare il raggio della morte vagheggiato e forse sperimentato da Marconi. Collaborarono a vario titolo all’ RS/33 Vallauri, Pirrotta, Crocco, De Blasi, Severi, Bottazzi, Eredia e Giordani, eminenti scienziati legati all’ Accademia d’ Italia, all’ Università “La Sapienza” di Roma, al C.N.R. o al Centro studi della R.A. di Guidonia. Tutti erano tenuti al più rigoroso silenzio sulle attività del Gabinetto (e oltretutto lavorando a compartimenti stagni avevano conoscenza solo parziale degli argomenti trattati) avendo sottoscritto un apposito modulo che li vincolava alla segretezza, pena gravissime ritorsioni. Ma ricordiamoci che l’ Italia è un paese dove è impossibile mantenere un segreto. E ne abbiamo la riprova da un testimone d’ eccezione. Il senatore a vita Andreotti riportò in uno dei suoi libri di memorie un insolito episodio: frequentando lo stesso liceo romano ove studiava la figlia di Gaetano Arturo Crocco - scherzosamente chiamata dagli amici ‘crocchetta’ - il giovane Giulio si trovava spesso ospite a casa dell’ accademico, già progettista di dirigibili e pioniere dell’ aeronautica. Comprensibilmente il discorso cadeva spesso sul futuro dell’ aviazione e sulle imprese aviatorie da record compiute da Balbo negli anni ’30, che riempivano d’ entusiasmo i giovani studenti. Ebbene Crocco (alla faccia di qualsiasi giuramento) sosteneva apertamente in presenza di familiari e amici che in un futuro prossimo i voli spaziali sarebbero divenuti realtà e che la vita extraterrestre era ormai fatto certo e studiato con interesse dalle autorità italiane ai più alti livelli.


    ______________________

    1) e 6) Documenti dell' RS/33 ritenuti autentici da Pinotti.
    2) Giuramento di segretezza per i collaboratori del Gabinetto
    3) Guglielmo Marconi, capo del RS/33 fino alla sua morte.
    4) Il giovane studente Giulio Andreotti.
    5) Biglietto del RS/33 su carta intestata del Senato del Regno.
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  4. #14
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    Secondo l’ ufologo Pinotti ad avvalorare indirettamente l’ autenticità di una storia tanto inverosimile sarebbe anche il proliferare, a partire proprio dal 13 giugno 1933, di affermazioni favorevoli alla esistenza di una vita extraterrestre. Parliamo di decine di articoli, libri, rappresentazioni teatrali, trasmissioni radiofoniche dedicate a un argomento poco prima del tutto ignorato dal popolo italiano, e ciò nel contesto di una dittatura che controllava rigidamente tutti i media dell’epoca (censurando quanto di negativo, futile o fantasioso contrastasse con l’ immagine di una Italia fascista sana, austera e bellicosa, sull’ esempio di Roma antica). Tanto che si può ipotizzare l’ esistenza nell’ Italia fascista degli anni ’30 di un preciso disegno acculturazione delle masse, portato avanti parallelamente alla riduzione di eventi ufologici reali a semplici fenomeni atmosferici, mediante spiegazioni di comodo. Qualcosa di simile a quanto fatto dagli americani negli scorsi decenni con il progetto “Blue Book” dell’ U.S.A.F. e con le produzioni cinematografiche di argomento ufologico, da “Ultimatum alla terra” ad “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Il fine ultimo in entrambi i casi è evidente: abituare progressivamente la popolazione - esposta suo malgrado a fenomeni UFO - all’ esistenza di vita extraterrestre evitando fenomeni panico e isterismo collettivo che avrebbero minato l’ autorità governativa e la fiducia nelle forze armate.

    Di uno dei testi trasmessi dall’ EIAR di Milano e intitolato “Nocchieri dell’ etere” sappiamo qualcosa di più, grazie a un trafiletto apparso nel settembre 1976 sul n° 6 della rivista di fantascienza Robot. La rivista aveva ospitato nei primi numeri un ampio dibattito fra i lettori sull’ effettivo valore della fantascienza italiana dei primordi. A stretto giro di posta tale A.F. Pessina rivendicò a suo merito l’ essere stato l’ autore della prima radiocommedia italiana di fantascienza, trasmessa a puntate dalla sede EIAR di Milano tra il 1934 e il 1935. La prima puntata di tale opera, che oggi definiremmo fiction seriale, venne mandata in onda senza specificarne la natura, con tutti i crismi di una vera radiocronaca del lancio di un razzo italiano nello spazio. Ciò – se dobbiamo dare credito alle parole di Pessina – provocò un ingorgo di traffico attorno alla sede della radio e l’ accorrere di migliaia di entusiasti verso l’ aeroporto milanese. Anticipando cioè di ben quattro anni quanto sarebbe accaduto negli Stati Uniti nel 1938 in seguito alla celeberrima trasmissione radiofonica di Orson Welles “La guerra dei mondi”. In quel caso l’ iperrealistico adattamento dall’ omonimo romanzo di H.G. Wells scatenò il panico tra i radioascoltatori statunitensi, tanto convinti dell’ invasione aliena da intasare le strade con le proprie autovetture tentando di scampare con ogni mezzo dai feroci marziani (non pochi tentarono addirittura il suicidio). Vanterie senza fondamento? Non proprio. Bisogna ricordare che in quegli anni Balbo aveva trasformato la Regia Aeronautica non solo in un efficace strumento bellico studiato e temuto dalle maggiori potenze, ma anche in strumento di propaganda mediante le trasvolate, i record e le innovazioni tecniche: gli italiani erano tanto abituati all’ idea che fossimo invincibili da poter credere a possibile ogni impresa, perché non l’ esplorazione spaziale? Inoltre il manoscritto di “Nocchieri dell’ etere” fu regolarmente depositato in SIAE, tradotto in varie lingue e ritrasmesso dalla RAI degli anni ’50 nel pieno della ‘mania missilistica’ che seguì il lancio del primo satellite artificiale sovietico Sputnik.
    _________________

    1) e 3) Lettera di A.F. Pessina al direttore della rivista.
    2) La copertina di ROBOT del settembre 1976.
    4) A.F. Pessina negli anni '70.
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  5. #15
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    Aldo Franco Pessina (n. Milano 1907 – m. Roma 1984) lungi dall’ essere un Carneade, già negli anni ’30 era un giovane e brillante fisico, amico di Fermi e degli altri scienziati della cerchia di via Panisperna. Fu insegnante, giornalista, scrittore, commediografo, viaggiatore e sportivo (praticando a buoni livelli sci e canottaggio). Negli anni ’40 il suo progetto per la creazione di ostelli, sull’ esempio di quanto realizzato in Germania già dal 1908, fu sottoposto alla Gioventù Italiana del Littorio ma gli valse prima il confino e poi il carcere, per la rivendicazione del carattere apartitico dell’iniziativa (ispirata allo statuto della International Youth Hostel Federation – Hostelling International, operante a livello mondiale sin dal 1932). Nell’ immediato dopoguerra, il 19 dicembre 1945, Pessina fondò l’ Associazione Italiana Alberghi della Gioventù (oggi A.I.G.) che diresse fino al 1972 essendone l’ ispiratore oltre che il nume tutelare del movimento degli Ostelli per la Gioventù nel nostro paese. L’organizzazione, che oggi con le sue oltre 110 strutture è la più grande catena alberghiera italiana, gli ha intitolato l’ Ostello del Foro Italico a Roma. Molte sono le opere letterarie di Aldo Franco Pessina ( racconti di viaggio, reportages, commedie, radiodrammi). Gli editoriali apparsi tra il 1948 e il 1970 sulla rivista “Nomadi”, organo ufficiale dell’ A.I.G., sono raccolti nel volume: “La Via degli Ostelli, storia, etica, poetica dell'Associazione italiana Alberghi per la Gioventù” a cura di Roberto Messina. Il suo libro di maggior successo è invece “La teleferica misteriosa”, un giallo avventuroso per ragazzi originariamente edito nel 1937 da Salani (con 28 illustrazioni e copertina a colori di Fiorenzo Faorzi, uno dei disegnatori più in voga nel ventennio). Protagonisti sono cinque adolescenti, ospiti di un collegio sulle Alpi che scoprono casualmente e riescono a sgominare una banda di falsari, non senza l’ intervento delle forze dell’ ordine. Il libro ebbe almeno due ristampe, nel 1955 e nel 1988.


    ___________________________

    1) L' Ostello del Foro Italico
    2) e 3) I libri di Pessina citati nel testo
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  6. #16
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    Alcune delle gradevoli illustrazioni realizzate da Faorzi per "La teleferica misteriosa".
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  7. #17
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    Enrico Fermi nel 1934 ai tempi della sua amicizia con Pessina.
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  8. #18
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    Interessante la documentazione che hai postato!PaoloM

  9. #19
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    Il prossimo passo sarà una discussione sul "Raggio della morte"...

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