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Discussione: Glisenti 1910

  1. #161
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    Re: Glisenti

    Caro Kanister, il MAB 38 non può essere paragonato ad un archibugio. Deriva da un'arma nobilissima!
    Sempre cordialissimi saluti
    Giuliano

  2. #162
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    Re: Glisenti

    Obbiettivamente mi sembra un pò troppo paragonare Tullio Marengoni a Browning ed a Colt. Il primo era dotata di inventiva e genialità*. Il nostro Marengoni copiò, modificò, semplificò. Certamente attività* rispettabili, ma prive di genio inventivo ..... nulla di originale. Lo stesso MAB 38 fu la copia modificata del Mitra Bergmann, se ben ricordo.
    Giuliano, non sono io a fare questi paragoni (che comunque mi vedono d'accordo) ma parecchi autori anche stranieri. Non vorrei dire eresie ma il MAB 38, secondo me è l'estrema evoluzione del MAB 18 ( detto "siringone") figlio diretto della pistola mitragliatrice Villar Perosa...ma su questo bisognerebbe aprire un nuovo post altrimenti si va fuori tema!
    Effettivamemte, la 34 è l'espressione di un paese povero! Fu adottata in quanto costava veramente poco.
    io considero la 34 razionale, sufficientemente potente, ben fatta e con materiali di qualità*.
    Io, dovendo andare al fronte: una HP, una Radom o, meglio, una TT33. Le Beretta solo come armi da difesa ... civile. Anche se, essendo una persona ... "complicata" preferirei una Walther PP (non PPK).
    Giuliano..io parlavo di armi italiane.Sulla HP concordo al 100%
    Per fortuna nessuno ha ancora paragonato il MAB ad un archibugio, altrimenti qualche similarità* l'avrebbe trovata.
    Per me il MAB 38 era tra le migliori armi automatiche del periodo.
    The blade

  3. #163
    Utente registrato L'avatar di kanister
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    Re: Glisenti

    Citazione Originariamente Scritto da giualfi
    Caro Kanister, il MAB 38 non può essere paragonato ad un archibugio.
    Beh, la canna ce l'hanno tutti e due......

    E comunque non sono certo io che appoggio queste idee.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  4. #164
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    Re: Glisenti

    Caro Andrea, sono d'accordo che il MAB era un'ottima arma, forse un poco pesante.
    Per concludere questa nostra discussione, io penso che:
    1) la Modello 1910 era un'arma originale, progettata con cura eseguita con materiali ottimi (salvo che per le guancette) e con macchinari altrettanto ottimi (forniti dalla Ludwig Loewe: che era azionista della Metallurgica Bresciana Tempini). Quest'arma era all'altezza delle armi corte dell'epoca e funzionava bene se si impiegavano le sue cartucce. Per altro le 9 Parabellum, all'epoca, erano diffuse solo in Germania.
    2) Le prime pistole Beretta adottate durante la I Guerra Mondiale erano oggetti copiati. Ad esempio, l'innesto della canna era copiato da quello delle Mauser Mod. 1910 e 14; il carrello otturatore con la doppia finestra pure da queste copiato. Sulle pistole Beretta si dovette eliminare la finestra di espulsione perchè dava luogo ad inceppamenti (questo non si verificava sulle pistole della Mauser). Il sistema di scatto era mutuato da pistole spagnole tipo Ruby, l'impugnatura delle 1915 calibro 9 Glisenti era scomodissima, sia per angolazione che per dimensioni, la mancanza di sistema di ritardo di apertura dava luogo ad un notevole rinculo con notevole rilievo dell'arma. Il tentativo di ammortizzare il rinculo con la molletta e lo spessore di cuoio era qualche cosa di estremamente approssimato e rustico. Per quanto riguarda il forte riculo, lo stesso vale per la Beretta Mod.1923.
    Essendo le capacità* progettuali di questo Fabbricante quelle che erano, si dovette ricorrere, per gli usi di guerra, al calibro 9 Browning short (9 Corto), ottenendo la Mod. 34.
    Queste pistole erano ottimamente eseguite ed efficienti. Il caricatore, però, era copiato da quello della Glisenti, che era un capolavoro di funzionalità*, anche rispetto a quello delle P08.
    L'innesto della canna, a slitta, fu mutuato da un'altra arma, la Long Tom tedesca, ma mi potrei sbagliare. Tullio Marengoni, che ne seguì lo sviluppo a partire dal Modello 1931, poteva lasciare quello prima mutuato dalle Mauser, molto meno soggetto, anzi, per niente soggetto a consumi.
    Eccellente, per le 34 e per le 35, l'impugnatura, estremamente confortevole. Queste Beretta, infine, hanno una forma molto accattivante.
    La Glisenti, rispetto alle Beretta costava molto di più e l'Italia del primo dopoguerra non era più quella dei primi del Novecento, quando si avevano velleità* di assurgere a livello di Potenza Mondiale!
    La Glisenti non era certamente una "schifezza", anzi era estremamente dignitosa e rappresentava quello che allora voleva essere l'Italia: autosufficiente, autonoma, romanticamente aggressiva. Pensa all'angolo del passante della fondina, tiene lo stesso orientamento di una spada!
    Caro Andrea e cari Amici, penso che si sia capito che voglio bene alla Glisenti.
    Questo è nato quando, da giovane, un amico mi disse che l'unica caratteristica positiva di quest'arma era quella di mantenersi in equilibrio sulla suola del caricatore. Mi posi il problema e studiai (per quanto possibile alle mie capacità*) la pistola. Mi resi subito conto che questa caratteristica era un fatto estremamente positivo. L'arma, sia carica che scarica, in mano era sempre bilanciatissima ( ... diversamente dalle Beretta della serie 92) .... e poi il resto!
    Veramente cordialissimi saluti, caro Andrea ed Amici tutti
    Giuliano

  5. #165
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Re: Glisenti

    Bella!
    Mi piace questa disquisizione sulla Glisenti, fatta con il giusto ardore moderato dalla cortesia ed intriso di cultura!
    Così dovrebbero essere portate avanti tutte le discussioni costruttive!

    Posso aggiungere poco sul tema...
    Ho conosciuto il sig. Simoni personalmente, si affacciò una volta all'armeria del TSN e fece "morbido" il Presidente fin quando non mi telefono pregandomi di mostrare i nostri pezzi come richiesto. Ho passato un paio di interessanti pomeriggi disponendo in bella mostra molte delle armi conservate perché le potesse fotografare a proprio agio...

    Della Glisenti abbiamo solo le minuterie, l'otturatore ed il caricatore, probabilmente di un'arma andata distrutta molti anni fà*. Come tecnico metalmeccanico (specializzato nella fresatura CNC e con esperienza di stampaggi e creazione manuale di stampi a tranciare, etc etc....) rimango affascinato dalle numerose lavorazioni richieste per la realizzazione di ogni particolare. Tenendo conto che per ogni fase di lavoro occorreva avere un macchinario predisposto per quella unica operazione l'impegno industriale doveva essere notevole. Oggi una singola macchina CNC esegue moltissime operazioni differenti arrivando addirittura a restituire un particolare completamente finito partendo da una barra grezza, con un magazzino utensili a bordo macchina di 40/60 posizioni sostituisci altrettante macchine tradizionali.
    Resta indubbio il fatto che più una cosa è complicata più è facile che sia soggetta a malfunzionamenti, come si usa dire in meccanica "quello che non c'è non si rompe!".
    Occorre anche valutare la "destinazione d'uso", le armi corte erano (oggi più che mai) destinate alla difesa ravvicinata non all'attacco sulla lunga distanza. Meglio che fossero sempre in grado di sparare ad un metro che di colpire una moneta in fondo ad un campo di calcio solo se curatissime (sono un tiratore agonista di Carabina Libera, abituato a tenere le mie "bambine" nell'ovatta)...
    La Glisenti a mio personale avviso resta un'arma di classe, finissima, rappresentativa di un'alta qualità* di lavoro ma abusata nell'impiego alla quale fu destinata.
    Leggere che Giualfi si adopera per salvare pezzi simili mi rende felice, se mi perdonate questo termine, perché questo significa difendere la cultura della tecnologia e della storia dall'ignoranza in materia di chi riveste ruoli decisionali in merito.
    Penso che comunque la sfortuna di questa bella pistola sia stata decretata anche dal grande numero di cartucce cal. 9 Luger che hanno invaso il nostro paese durante il conflitto, cosa che nella cultura partigiana prima e popolare poi l'hanno relegata ad un ruolo di "scatoletta di latta" rispetto alle concorrenti straniere.
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  6. #166
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    Re: Glisenti

    Caro Centerfire, sono veramente contento di sentire il giudizio di un tecnico, quale sei tu, in merito alla fabbricazione delle Pistole Glisenti. Si trattava di oggetti che richiedevano, per la loro produzione, di macchinari di primissima qualità*. Infatti, erano forniti dalla Loewe. Ma non solo la meccanica era eccellente, con minimissime (sic) tolleranze, ma anche le finiture, sia interne che esterne, erano di primissimo ordine. Questo dimostra che chi produceva queste armi era orgoglioso di ciò che faceva: "Lo faccio io e vedete che faccio"! Altri tempi ed altre persone. Oggi è tutto "usa e getta" (dopo poco tempo). Ti dico la verità*, questo non mi piace.
    Sono assolutamente d'accordo che la cattiva fama asquisita dalla Nostra deriva dal fatto che, con queste, si impiegarono le 9 Parabellum ed, ancora di più, le M38. In gioventù, con queste cartucce, spaccai il ginocchiello di una P08 ... l'ignoranza !
    Cordialissimi saluti
    Giuliano

  7. #167
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    Re: Glisenti

    Le due contendenti. Brutto sfondo ma belle pistole!
    Saluti
    Giuliano
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  8. #168
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    Re: Glisenti

    Le due contendenti. Brutto sfondo ma belle pistole!
    Qusta bella immagine è il giusto sugello a questa animata e piacevolissima chiacchierata (discussione mi fa pensare più ad un litigio che ad un piacevole confronto). Pur rimanendo delle mie convinzioni ed apprezzando anche io l'intervento di un tecnico come Centerfire, aggiungo solo che, da collezionista, posso solo apprezzare queste due armi che, nel bene e nel male, hanno contribuito a scrivere la storia della nostra Italia. Un saluto a tutti.
    Andrea
    The blade

  9. #169
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    Re: Glisenti

    Caro Andrea, sono d'accordo! E' stato divertente e costruttivo.
    Saluti
    Giuliano

  10. #170
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    Re: Glisenti

    Posso solo unirmi ai ringraziamenti per questo bellissimo ed istruttivo post.
    Da "quasi" profano della materia posso solo aggiungere che, (tralasciando l'aspetto estetic0) non ci sono pistole belle o brutte, ma solo pistole che fanno il loro dovere, dandoti una possibilità* di salvezza, e quelle che non riescono a farlo. Una pistola efficace a 15/20 mt sicuri è una garanzia. Se si vuole più margine si deve allungare l'arma.
    saluti

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