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Discussione: Granate d'emergenza in calcestruzzo

  1. #11
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    Ciao a tutti
    ...il Nipolit era un'esplosivo di ripiego ma estremamente efficiente, inventato per utilizzare enormi quantitativi d esplosivi da lancio d'artiglieria inutilizzati e coi quali venne ideato e trasformato quello specifico esplosivo solido ma modellabile e lavorabile in sicurezza per tornitura ed estrusione pastosa, che successivamente venne impiegato in una moltitudine di ordigni, alcuni dei quali non lasciarono mai i tavoli di progettazione.
    Ma nelle granate a bastone si parla sempre e solo di cartucce cilindriche da 100 grammi d'ordinanza di TNT...nelle fonti a mia disposizione.
    Ciao Francesco
    Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza

    Leonardo da Vinci

  2. #12
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    Ciao Francesco, mi sa che ci siamo capiti male, la volkshandgranate, che tu citi, utilizzava il nipolit mentre le stielhandgranate e gli ovetti in calcestruzzo no, sono granate diverse.
    La carica della volkshandgranate era un piccolo cilindro di nipolit avvolto intorno ad un adattatore a vite, accenditore e detonatore venivano avvitati dentro l'adattatore che stava nell'esplosivo, una soluzione interessante.

  3. #13
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    Dopo aver stalkerato a suon di e-mail tanti, davvero tanti, collezionisti polacchi e tedeschi sono riuscito a mettere in collezione la eihandgranate in calcestruzzo

    Tra l'altro mi è stato riferito che la stragrande maggioranza di queste granate, compresa quella vi mostro ora, viene da un ritrovamento nella fortezza di Küstrin sull'Oder.

    La costruzione di questa granata è molto spartana, si vedono chiaramente le schegge di metallo affiorare dal calcestruzzo; è vuota ed inerte.

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  4. #14
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    Una delle tante "armi del crepuscolo", realizzata in fretta per risparmare materie prime (e armare in qualche modo il Volkssturm) e diffusissime in Prussia Orientale (ora Polonia). Ricordo di aver letto che erano più pericolose per il lanciatore che per il nemico. Negli ultimi mesi di guerra Speer mise a frutto anche le potenzialità dell' industria civile producendo ordigni dall' involucro in bakelite, ceramica, vetro, persino legno, non rilevabili al metal detector...

  5. #15
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    Una delle tante "armi del crepuscolo", realizzata in fretta per risparmare materie prime (e armare in qualche modo il Volkssturm) e diffusissime in Prussia Orientale (ora Polonia). Ricordo di aver letto che erano più pericolose per il lanciatore che per il nemico. Negli ultimi mesi di guerra Speer mise a frutto anche le potenzialità dell' industria civile producendo ordigni dall' involucro in bakelite, ceramica, vetro, persino legno, non rilevabili al metal detector...
    Vero, esistono anche due modelli di bombe a mano in vetro di fine guerra; per quanto riguarda le mine in materiale non metallico i tedeschi iniziaro a produrle diversi anni prima che la guerra volgesse al peggio già nel 42-43 fecero la loro comparsa le stockmine, glasmine e schumine rispettivamente in calcestruzzo, vetro e legno.
    All'epoca più che ad economizzare erano interessati a mine non rilevabili dai metal detector come hai detto tu.

  6. #16
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    Vero, esistono anche due modelli di bombe a mano in vetro di fine guerra; per quanto riguarda le mine in materiale non metallico i tedeschi iniziaro a produrle diversi anni prima che la guerra volgesse al peggio già nel 42-43 fecero la loro comparsa le stockmine, glasmine e schumine rispettivamente in calcestruzzo, vetro e legno.
    All'epoca più che ad economizzare erano interessati a mine non rilevabili dai metal detector come hai detto tu.
    Senza contare le trappole esplosive rudimentali ideate per essere realizzate dai giovanissimi "Lupi Mannari" dopo la caduta del Reich: riempiendo di plastico scatolette di coda i bue Heinz, o travisandolo in salsicce, in un pezzo di sapone o un bocco di carbone.

  7. #17
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    ...ciao a tutti...
    relativamente agli esplosivi plastici non ve ne è memoria, salvo scritti senza fonti, in particolare per due motivi:
    1:i tedeschi non avevano in servizio tali esplosivi, utilizzando in particolare per attivita' di sabotaggio ove possibile materiali sottratti agli Alleati, tipo le mine N°75 Hawkins, esplosivi plastici britannici ( Plastic explosive - Wikipedia, the free encyclopedia ), i detonatori Switch N°10 chimici ( Pencil detonator - Wikipedia, the free encyclopedia ) anche per portare attentato alla vita dello stesso Hitler;
    2:dopo il 1944 l'economia di guerra non poteva permettersi di produrre materiali che potessero essere impiegati in un'ultima difesa, perche' la propaganda diceva esattamente l'opposto, ovvero che la guerra sarebbe stata vinta con le armi segrete...inoltre vi era carenza di acidi nitrico e solforico che come è facile supporre, sono impiegati nella produzione, in grandi quantita' degli esplosivi in genere...motivo principale, nei primi del 1944, dello studio e immediata produzione del Nipolit.
    Avevano in servizio, per ovviare a problematiche inerenti la distruzione di materiali particolari come i pezzi d'artiglieria, delle cariche speciali preformate, oppure per le demolizioni di strutture metalliche o particolari, una speciale pasta adesiva che permetteva l'aderenza massima richiesta nelle demolizioni, impiegando pero' le cariche solide di ogni tipo e confezionamento.
    ciao Francesco
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    Leonardo da Vinci

  8. #18
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    Ciao Francesco, mi sa che ci siamo capiti male, la volkshandgranate, che tu citi, utilizzava il nipolit mentre le stielhandgranate e gli ovetti in calcestruzzo no, sono granate diverse.
    La carica della volkshandgranate era un piccolo cilindro di nipolit avvolto intorno ad un adattatore a vite, accenditore e detonatore venivano avvitati dentro l'adattatore che stava nell'esplosivo, una soluzione interessante.
    Torno sul topic per la precisazione del buon Andrea...so bene che le volks e le altre sono diverse , infatti avevo postato le foto , prese da libro commerciale, osservando pero' che le bombe sono di fattura artigianale e prodotte a livello locale e con quello che era disponibile sul posto.
    La Volkshandgranate era compresa nel mio topic, foto annessa.
    Infine nelle granate a uovo, in cemento, sembra che l'esplosivo fosse annegato nella colata di cemento e sempre, a mia conoscenza, composto da una cartuccia di TNT da 100g. Bohrpatrone 28 (3cm Dia x 10cm L) ( Improvised Concrete egg-grenade ) ma sempre di improvvisazione si tratta e potrebbe essere che tutte le bombe a mano rinvenute, possano appartenere ad un unico lotto di produzione.
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    Leonardo da Vinci

  9. #19
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    Vero, esistono anche due modelli di bombe a mano in vetro di fine guerra; per quanto riguarda le mine in materiale non metallico i tedeschi iniziaro a produrle diversi anni prima che la guerra volgesse al peggio già nel 42-43 fecero la loro comparsa le stockmine, glasmine e schumine rispettivamente in calcestruzzo, vetro e legno.
    All'epoca più che ad economizzare erano interessati a mine non rilevabili dai metal detector come hai detto tu.
    ...in realta' ne esistono diversi modelli ma come dicevamo si tratta di produzioni semi industriali o artigianali-improvvisate e caricate con esplosivi che vanno dal Donarit ( Donarit ) in diverse miscele, fino al Nipolit in scaglie o polverizzato, a volte con frammenti metallici.
    Innesco sempre Brennzunder classico.
    Ciao Francesco
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  10. #20
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    Grazie Francesco per le preziose integrazioni!

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