Citazione Originariamente Scritto da u03205
mi mancano pero' letture del periodo precedente dove i ruoli erano invertiti .
In effetti, dall'Impero Bizantino in poi, l'area dei Balcani ha una storia interessante e complessa: un classico è Ostrogorsky, Storia dell'impero bizantino, Einaudi, Torino 1968.

I rapporti tra italiani e altre etnie (e tra italiani) al nordest e nord erano problematici anche ben prima del fascismo, posto un passo da un libro sulla Battaglia del Solstizio che sto per pubblicare come Ass.:

[...]come ricorda Frescura, numerosi civili avevano appoggiato le truppe austro-tedesche: "Il comandante della brigata ci viene incontro, sempre sorridente, figura magnifica di soldato intelligente e prode (...) egli ci racconta che, durante il ripiegamento da Robic-Potoki gli abitanti di Robedisce e di Bergogna sparavano contro i nostri unendosi agli austriaci, che acclamavano... Ah, la bontà* generosa del nostro soldato che durante tre anni non ha torto un capello alle donne, né l`osso del collo agli uomini!... "(Attilio Frescura, Diario di un imboscato, nuova edizione Milano 1981, alla data del 27 ottobre 1917). In realtà* episodi simili erano avvenuti anche all`inizio della guerra: a Villesse, nel Friuli austriaco, i vecchi, in gran parte reduci dell`Imperial Regio Esercito all`arrivo dei bersaglieri, si armarono di forconi, provocando una durissima rappresaglia. Gli italiani fucilarono circa centocinquanta uomini, in buona parte anziani e giovanissimi (gli uomini validi erano stati tutti richiamati nell`esercito austriaco) e in preda all`ira circondarono il paese con fascine e mobili bagnandoli con benzina e petrolio, per incendiare l`abitato. Ciò venne impedito dall`intervento dei comandi, ma non contribuì certo a creare simpatia tra i bersaglieri e gli abitanti (si noti, friulani e non slavi).