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Discussione: I Comandamenti della Vittoria

  1. #1
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    I Comandamenti della Vittoria

    Onora Dio e te stesso e ama l’ umanità nella Patria.
    Non sacrificare i prossimi per i remoti, perché il sangue è una verità più calda del sudore e più schietta del pianto.
    Non immolare l’ uno alla moltitudine, perché il pensiero è la prima verità e la massima forza è l’ umanità nell’ uomo, non l’ uomo nell’ umanità.
    Non nominare il nome della Patria invano, perché essa è un’ idea che vuol esser servita umiltà e amata in silenzio.
    Se ami la Patria ch’è l’ Idea, rispetta il popolo che è la sua incarnazione, pensando che questi non cade se non per risorgere e ogni sua rovina è un trionfo, ogni sua morte una risurrezione.
    Non imprecare alle percosse della sorte, perché la folgore si abbatte sulle cime e il male è piuttosto provvidenza che sventura, è piuttosto privilegio che maledizione.
    Non servire con speranza di mercede, affinchè ogni tua offerta non diventi baratto e ogni tuo dono non si muti in usura.
    Non invitare il prossimo a donare, se prima non avessi tu stesso donato, perché alla scuola del sacrificio l’ unica lezione è l’ esempio.
    La Patria è in tutti noi, ma nessuno di noi è la Patria, e chiunque sostituisce e sovrappone se stesso all’ Idea, si macchia di sacrilegio e si copre d’ infamia.
    Il dovere sia la tua legge e la fede la tua forza e la coscienza il tuo premio; il tuo cammino sia nella vita e la tua meta oltre.


    CARLO DELCROIX
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  2. #2
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    Pieve di Cento (BO ) Emilia Romagna
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    Periodo e provenienza di questo brano?
    Grazie
    sven hassel
    duri a morire

  3. #3
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    Penso i primi anni del fascismo. Carlo Delcroix era un grande invalido della 1 g.m. e presidente della Ass. Naz. Mutilati e Invalidi di Guerra durante il Ventennio.
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

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