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Discussione: i Draken

  1. #1
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    i Draken

    Nel solito baule delle meraviglie, in mezzo ad altre fantastiche foto, è sbucata questa quà.. ...anzi queste dato che è in doppia stampa(sono fotunato!)
    e sulle prime mi sono detto -Orca boia, foto fatte al nulla e per di più con una bella macchia...-
    poi, una volta finito di dividere tutte le foto cercando di dargli un ordine decente(lavoro che è ancora in corso d'opera tra l'altro) inizio a leggere
    le scritte sul retro delle foto e mi accorgo che è un'immagine scattata ad un DRAKEN!
    Purtroppo però è in lontananza. Qualcuno ha per caso delle immagini più dettagliate o ha aneddoti da raccontare in relazione all'utilizzo di questa maccchina bellica?!
    A quanto ne sò io veniva utilizzato come Occhi per le fanterie di terra ma faceva anche dell'altro? e come comunicavano con le truppe a terra?
    Dai Dai raccontate..... ..
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  2. #2
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    Re: i Draken

    Moderatori ho postato nella Sezione sbagliata? forse sarebbe stato meglio postarlo in... ... "aviazione"?!?!


    Comunque a giro per la rete mi sembra di aver capito che "Draken" èer un termine che si riferiva in generale ai palloni aerostatici e che, prima dell' utilizzo degli idrovolanti
    la facevano da "padroni" negli avvistamenti in mare.. Quindi le navi che ne facevano utilizzo erano un po' i prototipi delle future portaerei e sicuramente si potevano
    avvalere di un supporto di gran superiorità strategica. Parlando con un caro amico che è poco appasionato di ww ma lo è di più di fisica in genere mi ha detto
    che in condizioni ottimali la visuale in mare aperto, a poco più che l'altezza della superficie stessa del mare, si attesta sui 2-3 Km; profondità di campo migliorata sicuramente
    dalle torrette di avvistamento ma, perbacco, resa impensabile con l'utilizzo dei palloni che potevano raggiungere quote ben più elevate fornendo quindi un vantaggio
    tattico strategico del tutto non indifferente!!
    A quanto ho capito poi i palloni erano "ancorati" alle navi per mezzo di cavi che ne operavano il recupero.. ..
    .. ..certo è che con lo sviluppo del volo con aeroplano e soprattutto con la capacità di atterrare in spazi ridotti.. ..mi sembra datato
    1911 il primo successo di atterraggio su nave grazie ad una serie di funi con dei sacchi appesi ai lati per rallentare l'aereo... ...appunto dicevo, con l'utilizzo
    degli aerei e gli ovvi benefici sempre in termini tattici soppiantarono i palloni Draken.

    Però evidentemente dalla foto di cui sopra il loro utilizzo,almeno in terra, rimase attivo anche in periodo di guerra.. ..forse dovuto
    al non facilissimo abbattimento? alla loro silenziosità? autonomia di volo? insomma che vantaggio aveva l'utilizzo di queste balene dell'aria?
    .. ..mi viene da sospettare anche che volare sulle alpi in aereo con le cabine e l'abbigliamento dell'epoca, in pieno inverno, non fosse poi una gran cosa ma è solo una
    mia personalissima supposizione.. ..e i micidiali 280 con cosa li sganciavano?! forse proprio con i Draken?

    Quello che mi chiedo è se il pallone in questione sia "nostro" o "loro" e sopratutto mi sale una sempre maggiore curiosità sul loro utilizzo,
    unita ad una gran fame di immagini e di aneddoti.
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  3. #3
    Moderatore L'avatar di Arturo A.
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    Re: i Draken

    Belle foto

    Questo è quanto ho trovato sull'enciclopedia militare, miscelando un po' di voci in merito:

    I Drachen-Ballon presentano il vantaggio, rispetto ai palloni sferici sfrenati, di avere una grande stabilità rispetto alle variazioni d'intensità del vento. I Drachen impiegati nelle sezioni aerostatiche da campagna hanno la cubatura di 630 mc. E possono sollevarsi fino a 500-600 metri di quota sul livello del mare con due persone, e fino a 900-950 con una sola persona.

    I compiti nei quali possono essere impiegati sono:
    1)individuazione delle batterie nemiche;
    2)Aggiustamento e controllo del tiro (terrestre e navale)
    3)osservazione delle azioni di fanteria;
    4)sorveglianza generale del campo di battaglia;
    5)sorveglianza degli sbarramenti delle piazze marittime;
    6)sorveglianza delle rotte di sicurezza dei porti;
    7)servizio delle ostruzioni aeree;
    identificazione degli ormeggi dei palloni avversari.

    L'osservazione fatta dal pallone è più lontana e più obliqua di quelle dall'aeroplano. Questo e la grande distanza dagli obiettivi nemici sono svantaggi che diminuiscono l'efficacia e l'esattezza del suo impiego nei confronti dell'aeroplano; però il pallone offre i vantaggi determinati dalla stabilità della navicella, dalla continuità delle osservazioni e dalla facilità e rapidità di comunicare con la terra.


    I 280 erano usati solo dall'artiglieria e non dalle armi aeree.

    I palloni frenati vannero comunque usati anche nella seconda guerra mondiale per creare barriere di sbarramento aeree con cavi d'acciaio.

    Vedo se risco a trovare qualcos'altro in merito

    Ciao,
    Arturo
    "Distruggere un album fotografico, disperdendo le fotografie nei quattro angoli della Terra, può essere paragonato ad un moderno incendio della Biblioteca di Alessandria."

  4. #4
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    Re: i Draken

    Il 18 marzo Coppens ebbe la prima occasione buona quando, nel cielo di Bovekerke, attaccò un pallone,ma non riuscì ad abbatterlo per mancanza di munizioni adeguate.
    Gli aerostati da osservazione erano una caratteristica della Prima guerra mondiale, nel corso della quale furono largamente usati dalle artiglierie per l'osservazione del tiro specie sul piatto fronte franco-tedesco.
    Proprio perché costituivano l'occhio delle batterie, essi svolgevano compiti importantissimi che ne facevano bersagli da abbattere con precedenza su altri, allo scopo di 'accecare' i direttori di tiro.

    Tratto dalla storia di:
    Willy Coppens, nato a Watermael, presso Bruxelles, il 6 marzo 1892... .... ..... ..."Ballon buster"
    in realtà ho fatto operazione di taglio di quelle che sono le vicende dettagliate del personaggio per l'esigenza
    di mantenere i draken come protagonisti.. .... ..però che storia ragazzi!!!!


    ........Si trattava di grandi salsiccioni pieni di idrogeno, nella cui navicella si trovavano uno o più osservatori collegati con i reparti a terra mediante telefono.
    Al primo avvistamento di aerei nemici gli osservatori saltavano con il paracadute, mentre il personale di servizio metteva in azione il verricello per far scendere il pallone e le difese antiaeree entravano in azione.
    Attaccare quei torpidi mostri era impresa pericolosa ed anche se fosse sfuggito alla contraerea l'attaccante avrebbe potuto abbatterli solo se le armi di bordo fossero state dotate di munizioni adatte, cioè incendiarie e traccianti.
    Altrimenti, nonostante l'infiammabilità dell'idrogeno, i proiettili passavano da parte a parte il pallone senza atterrarlo.
    Ne derivava che la caccia agli aerostati era considerata una specialità nell'ambito della caccia, alla quale si dovevano assegnare piloti abilissimi e dai nervi saldi.
    Consapevoli dell'enorme importanza che avevano i Draken (come i tedeschi li chiamavano e come si prese a chiamarli anche da parte alleata), gli Stati Maggiori britannico e francese avevano chiesto ai tecnici un munizionamento per aereo che fosse efficace contro di essi.

    I cacciatori britannici e francesi di aerostati pertanto disponevano, sia pure non in abbondanza, non solo di proiettili traccianti e incendiari per le mitragliatrici di bordo, ma anche di sia pur rudimentali missili anti-aerostato:
    in pratica razzi simili a quelli dei fuochi artificiali delle sagre paesane applicati ai due lati della fusoliera o sotto le ali o sui montanti alari.
    L'Aeronautica belga, però, non disponeva di proiettili incendiari per mitragliatrice, per cui Coppens, dopo l'insuccesso della sua prima azione contro un pallone frenato, rientrò alla base e si precipitò dagli alleati inglesi della non lontana base di Bray-Dunes per chiedere un po' di pallottole incendiarie.
    Purtroppo sembrava che la fortuna continuasse a tenergli il broncio, tanto che, dopo 35 voli di guerra, egli era ancora a zero vittorie.



    Il pilota in questione diventerà poi un grande abbattitore di questi palloni aerostatici fino a quando perse una gamba a causa della contraerea
    a difesa di uno di questi draken il 14 ottobre del 1918


    la fonte di queste notizie http://www.alireggiane.com/t356-balloon-buster


    Però ancora non sappiamo se fosse nostro quel draken in volo oppure no.... ...sicuramente sembra "girato" verso di noi.. ..significherà qualcosa??
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  5. #5
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    Re: i Draken

    Citazione Originariamente Scritto da eziomuscatello
    Il 18 marzo Coppens ebbe la prima occasione buona quando, nel cielo di Bovekerke, attaccò un pallone,ma non riuscì ad abbatterlo per mancanza di munizioni adeguate.
    Gli aerostati da osservazione erano una caratteristica della Prima guerra mondiale, nel corso della quale furono largamente usati dalle artiglierie per l'osservazione del tiro specie sul piatto fronte franco-tedesco.
    Proprio perché costituivano l'occhio delle batterie, essi svolgevano compiti importantissimi che ne facevano bersagli da abbattere con precedenza su altri, allo scopo di 'accecare' i direttori di tiro.

    Tratto dalla storia di:
    Willy Coppens, nato a Watermael, presso Bruxelles, il 6 marzo 1892... .... ..... ..."Ballon buster"
    in realtà ho fatto operazione di taglio di quelle che sono le vicende dettagliate del personaggio per l'esigenza
    di mantenere i draken come protagonisti.. .... ..però che storia ragazzi!!!!

    Ciao!Diversi di questi draken o "palloni frenati" furono posti qui nella pianura veneta lungo il medio-basso corso del Piave a causa della mancanza di rilievi su cui stabilire osservatori...ne furono posti sia da parte nostra che austriaca e tra l'altro un ormeggio di un pallone simile era a qualche km da dove abito,nella zona tra Maser e Caerano S.Marco...Fritz Weber nel suo"Tappe della disfatta"testimonia l'abbattimento di uno dei loro draken da parte dell'aviazione italiana!
    ........Si trattava di grandi salsiccioni pieni di idrogeno, nella cui navicella si trovavano uno o più osservatori collegati con i reparti a terra mediante telefono.
    Al primo avvistamento di aerei nemici gli osservatori saltavano con il paracadute, mentre il personale di servizio metteva in azione il verricello per far scendere il pallone e le difese antiaeree entravano in azione.
    Attaccare quei torpidi mostri era impresa pericolosa ed anche se fosse sfuggito alla contraerea l'attaccante avrebbe potuto abbatterli solo se le armi di bordo fossero state dotate di munizioni adatte, cioè incendiarie e traccianti.
    Altrimenti, nonostante l'infiammabilità dell'idrogeno, i proiettili passavano da parte a parte il pallone senza atterrarlo.
    Ne derivava che la caccia agli aerostati era considerata una specialità nell'ambito della caccia, alla quale si dovevano assegnare piloti abilissimi e dai nervi saldi.
    Consapevoli dell'enorme importanza che avevano i Draken (come i tedeschi li chiamavano e come si prese a chiamarli anche da parte alleata), gli Stati Maggiori britannico e francese avevano chiesto ai tecnici un munizionamento per aereo che fosse efficace contro di essi.

    I cacciatori britannici e francesi di aerostati pertanto disponevano, sia pure non in abbondanza, non solo di proiettili traccianti e incendiari per le mitragliatrici di bordo, ma anche di sia pur rudimentali missili anti-aerostato:
    in pratica razzi simili a quelli dei fuochi artificiali delle sagre paesane applicati ai due lati della fusoliera o sotto le ali o sui montanti alari.
    L'Aeronautica belga, però, non disponeva di proiettili incendiari per mitragliatrice, per cui Coppens, dopo l'insuccesso della sua prima azione contro un pallone frenato, rientrò alla base e si precipitò dagli alleati inglesi della non lontana base di Bray-Dunes per chiedere un po' di pallottole incendiarie.
    Purtroppo sembrava che la fortuna continuasse a tenergli il broncio, tanto che, dopo 35 voli di guerra, egli era ancora a zero vittorie.



    Il pilota in questione diventerà poi un grande abbattitore di questi palloni aerostatici fino a quando perse una gamba a causa della contraerea
    a difesa di uno di questi draken il 14 ottobre del 1918


    la fonte di queste notizie http://www.alireggiane.com/t356-balloon-buster


    Però ancora non sappiamo se fosse nostro quel draken in volo oppure no.... ...sicuramente sembra "girato" verso di noi.. ..significherà qualcosa??
    SONO STATO QUELLO CHE GLI ALTRI NON VOLEVANO ESSERE,SONO ANDATO DOVE ALTRI NON VOLEVANO ANDARE;HO PORTATO A TERMINE QUELLO CHE GLI ALTRI NON VOLEVANO FARE;HO VISTO IL VOLTO DELLA PAURA E SENTITO IL MORSO DEL TERRORE;QUANDO GIUNGERA'LA MIA ORA AGLI ALTRI POTRO' DIRE CHE SONO ORGOGLIOSO PER QUEL CHE SONO STATO:UN SOLDATO. G.L. STIPECK

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di leon1949
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    Re: i Draken

    questa foto è di una rivista del 1923 un pallone tedesco abbattutto sul fronte francese notate l'osservatore che si butta col paracadute
    ciao
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  7. #7
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    Re: i Draken

    Bellissima Leon, grande.
    Invece in quest'altra immagine si vede come l' aerostiere francese si equipaggiava e difendeva, anche dal freddo. Però qualcuno sà più nello specifico come avveniva il lancio
    della salvezza? insomma da quelle quote e con i paracadute dell'epoca... ...credo che il lancio fosse quntomeno vincolato ma è solo un mio ragionamento... ..se conoscete un esperto parà
    lo potreste contattare che sarei proprio curioso di saperne di più.

    Comunque mi immagino, o almeno ci provo, la sensazione che si doveva provare a stare dentro un cesto di vimini(?) dentro un pallone mentre provano ad abbatterti e poi dover fare
    un bel respirone e buttarsi fuori... ...mamma mia!!! ma da quant'era che esistevano i paracadute e a quanto si scendeva????

    che spettacolo!!
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