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Discussione: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

  1. #51
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Molto belle, quella con il manico in ottone ce l'ha un amico e l'ho potuta apprezzare dal vivo.
    Interessante quella che sembra si debba avvitare al fucile.
    Complimenti tutte molto belle.
    Ciao
    luciano

  2. #52
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Belli Oscar complimenti Se riesco oggi faccio le foto della mia baionetta del Berthier e le posto


    saluti
    "Lunga vita è prosperità"

  3. #53
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Se riesco oggi faccio le foto della mia baionetta del Berthier e le posto
    AZZZZ, per un attimo credevo ti fossi intenerito mi volessi "mandare" la Baionetta.
    LO sai che per legge non si può... vengo io a prenderla

  4. #54
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Sono rimasti in sospeso un po' di fucili
    Innanzitutto in ordine cronologico c'è il Lebel accorciato.
    Il fucile Lebel 1886, primo al mondo ad essere camerato per una munizione a polvere infume, fu modificato una prima volta nel 1893.
    Nel 1935, dopo mezzo secolo di onorato servizio, era ora che andasse in pensione!
    Ma nelle armi non si butta mai via niente, ed anzichè radiarlo si copiò dal resto d'Europa dove erano stati riciclati i fucili vecchi (un esempio per tutti il ta-pum ricamerato in 8x56 dagli austroungarici!) e lo si accorciò facendolo diventare una carabina, e visto che il caricatore è tubolare i colpi passarono da 5 a 3.
    Anche la baionetta originale fu accorciata.
    Purtroppo questo fucile in Italia non è catalogato, e possono quindi circolare solo esemplari antecatalogo (che in Italia sono pochini...).



    Passiamo al MAS 36, che a tanti ha riservato amare sorprese.
    Purtroppo, per ragioni che ignoro, in Italia se ne trovano molti con la camera di cartuccia non in grado di funzionare, tanto che viene da chiedersi come sia possibile che a Gardone qualcuno li abbia bancati!
    Un importatore nazionale comprò dalla Francia pochi fucili in ottime condizioni ed una grande quantità* di ricambi, e la utilizzò per assemblare dei fucili in condizioni (ovviamente) mint.
    Nei MAS 36 la camera di cartuccia veniva finita con l'alesatore a mano al termine dell'assemblaggio, ma questo all'importatore italiano deve essere "sfuggito", tanto che in svariati esemplari che mi è capitato di trovare l'otturatore che non va in chiusura con la munizione in camera.
    Come abbiano fatto a Gardone a bancarli, per me rimane un mistero!
    Inoltre se ne sono ritrovati diversi con la camera pesantemente danneggiata dall'uso improprio dell'alesatore.
    Presumibilmente chi ci ha "messo le mani" ha cercato di modificare il calibro dal 7.5 MAS (per il quale sono attualmente introvabili le munizioni commerciali) al .308 Winchester.
    Purtroppo in almeno tre casi (quelli che ho constatato de visu) l'operazione non è andata a buon fine, e la camera di cartuccia è talmente danneggiata che il bossolo si incolla alle pareti ed occorre estrarlo infilando la bacchetta dalla volata.
    Tanto per fare un "paragone internazionale" nel 2001 in Italia un MAS 36 costava circa 300.000 lire, mentre in USA la Numrich lo vendeva a 39 dollari, compresa la spedizione a casa.
    All'epoca c'era una discreta possibilità* di scelta, ed era anche possibile trovare un MAS 36 vero, non assemblato partendo da ricambi, come questo:



    I francesi erano fortemente combattuti tra il bolt action ed il semiauto. Non a caso progettarono bolt action fino al 1951!
    Nel 1944 realizzarono un discreto semiauto, il MAS 44, che assomigliava ad un MAS 36 con il caricatore esterno e semiautomatico.
    Purtroppo mi pare che anche questo in Italia non sia catalogato.
    In effetti la produzione del MAS 44 fu limitata, attorno ai 4000 pezzi, ed oltretutto andarono quasi tutti persi in Indocina.
    Dal MAS 44 derivarono sia il MAS 49 francese che il MAS 49 siriano (prodotto in Francia per la Siria).
    La differenza tra i due MAS 49 è principalmente nella baionetta, che nel siriano è alloggiata nell'astina come nel MAS 36 e nel MAS 44.
    Ovviamente il siriano si riconosce facilmente anche dall'utilizzo di numeri arabi.
    Questo è il mio 44:



    E poi, sempre parlando di MAS... aggiungerei "l'ultimo ruggito", l'ultimo MAS realizzato.
    Tra i semiautomatici dopo il MAS 49 venne prodotto il MAS 49/56.
    Spesso il 49/56 lo si trova in "versione sniper", approfittando del fatto che assieme ai fucili furono dismesse le ottiche modello 1953.
    In effetti tutti i MAS 49 e tutti i MAS 49/56 erano dotati di slitta per l'ottica, e quindi su tutti la si poteva montare.
    Piuttosto che vendere il fucile a 500 euro e l'ottica a 250, molti commercianti hanno preferito vendere il MAS 49/56 "sniper" a 1000 euro
    L'unico MAS a nascere "sniper" fu l'ultimo, il MAS 49/56 MSE, dove MSE significa "modifiè Saint Etienne".
    Nasceva come fucile da tiro (definirlo "da tiro" è molto più polically correct che definirlo "da cecchino") ed era facilmente riconoscibile dall'impugnatura a pistola e dalla calciatura di lunghezza adattabile al tiratore.
    L'Armée ne ordinò 1600 pezzi, ma alla fine ridusse l'ordinativo a 900.
    Ecco il giocattolo:



    Purtroppo tanti MAS sono stati ricamerati.
    In Francia infatti detenere delle armi è piuttosto facile, ma non è consentito detenere armi ex ordinanza in calibro originale se non con una licenza che ha un costo relativamente alto.
    E così tanti fucili ex ordinanza vengono modificati in calibri assurdi (ed inesistenti su mercati diversi da quello francese!).
    Tanti bei fucili francesi sono stati modificati dal calibro 7,5 MAS al calibro .30 Savage.
    Confesso che se io fossi francese... collezionerei solo fucili trainer in calibro .22LR, che in Francia si comprano con la sola carta d'identità* e costano una frazione del prezzo italiano.
    Buona giornata.

  5. #55
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Ciao Absolut, ma che bei MAS che hai preso.....dove li hai presi???
    Scommetto che hai anche un bel Noisin-Nagant mod 1907 Scuola bdi Cavalleria di S.Pietroburgo. Ciao...un abbraccio. Claudio.

  6. #56
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Citazione Originariamente Scritto da guarnere
    Scommetto che hai anche un bel Noisin-Nagant mod 1907 Scuola bdi Cavalleria di S.Pietroburgo.
    Claudio, è sempre un piacere leggerti!
    Sull'attribuzione della carabina Pagani aveva preso un granchio :P
    Sembra strano, ma la cosa difficile è trovare una 1907 VERA, che pure è catalogata, ma con i 91/30 in vendita al pubblico a 150 euro nessun importatore ha il fegato di importare una carabina 1907 originale, che costerebbe ovviamente di più
    Purtroppo... abbiamo gli importatori che ci meritiamo, gente che cataloga come moderne le armi antiche (come le rivoltelle Bodeo 1889 ed i fucili Schmidt Rubin 1889) senza che ce ne sia nessuna ragione, e mi piacerebbe capire quali "giochi" ci sono dietro queste catalogazioni stupide ed inutili, oltre che dannose per tutti i collezionisti! (aggiornamenti 248 e 252)
    Uno di questi giorni spero di riuscire a venirti a trovare!

  7. #57
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    un amico mi ha parlato di cartucce lebel pinzate, come quelle del 91 per il lancio delle bombe dal fucile (scusate i termini poco professionali), avete qualche foto?!?!?!

  8. #58
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Riesumo questo vecchio post per parlare dle fucile da fanteria 1842

    Dopo l`adozione del sistema a luminello i francesi si trovarono gli arsenali pieni di
    vecchi fucili con accensione a pietra e provvederono a trasformali a pietra con di versi sistemi dando origine ad una serie di fucili denominati 1822 che conservano l`acciarino del vecchio modello opportunamente trasformato per potere usare l`accensione a capsula.
    Erano ovviamente caratterizzati da un acciarino con molla avanti modificato opportunamente con un inserto che chiudeva lo spazio precedentemente occupato dal focone con un inserto metallico. Anche la canna era ovviamente modificata.
    Dopo un certo numero di anni si cominciò a costruire fucili ex novo ripercorrendo le tappe che avevano portato alla trasformazione dei vecchi fucili a selce.

    Le modifiche riguardarono:
    la canna costruita dapprima secondo le modalità* usate nelle prime trasformazioni del modello a selce e rivelatasi troppo fragile.
    Successivamente vennero costruite seguendo le caratteristiche della seconda trasformazione
    che aveva avuto maggior successo.
    Questa costruzione si ispirava ai fucili tipo Brunéel che erano in sostanza una militarizzazione di fucili da caccia dell`epoca in cui però veniva persa la caratteristica che consentiva di avere unito innesco e cartuccia.

    La cartella, anch`esso ispirato a quello delle armi da caccia, più innovativo di quello di Pontcharra
    Cui si ispirava per il montaggio, che ebbe un ottimo successo tanto da venire adottato da tutte le armi portatili.
    I vantaggi erano una maggiore leggerezza dell` insieme, una semplificazione del meccanismo ed una grande affidabilità*.
    Per contro la forma " all`indietro " della cartella costringeva ad incassarla nell`impugnatura che doveva essere rinforzata, aumentandone lo spessore.

    Fucile da fanteria modello 1840
    Lunghezza dell`arma 1,475m
    Lunghezza della canna 1,057
    Lunghezza della camera 0,026 m
    Calibro 0,018 m
    Peso 4,360 Kg

    Baionetta modello 1822

    ( dati tratti da "Armes a feu Francaises modeles Reglementaires 1833-1818" di Jean Budriot


    Le immagini

    Lato destro

    [attachment=2:20fviopk]mod. 1842 015 M.jpg[/attachment:20fviopk]

    Lato destro con la baionetta inastata

    [attachment=1:20fviopk]mod. 1842 006 M.jpg[/attachment:20fviopk]

    Lato sinistro

    [attachment=0:20fviopk]mod. 1842 021 M.jpg[/attachment:20fviopk]
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  9. #59
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    La baionetta

    [attachment=3:3sxmepyx]mod. 1842 007 M.jpg[/attachment:3sxmepyx]

    il suo innesto

    [attachment=2:3sxmepyx]mod. 1842 008 M.jpg[/attachment:3sxmepyx]

    [attachment=1:3sxmepyx]mod. 1842 013 m.jpg[/attachment:3sxmepyx]

    Vista staccata dal fucile

    [attachment=0:3sxmepyx]mod. 1842 014 M.jpg[/attachment:3sxmepyx]
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  10. #60
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    Re: I fucili francesi dal 1870 in poi (prima parte)

    Le scritte ( a mio parere strane) sulla cartella

    [attachment=3:j68cabsn]mod. 1842 009 M.jpg[/attachment:j68cabsn]

    [attachment=2:j68cabsn]mod. 1842 010 M.jpg[/attachment:j68cabsn]

    La contro piastra

    [attachment=1:j68cabsn]mod. 1842 018 M.jpg[/attachment:j68cabsn]

    Gli organi posteriori di mira

    [attachment=0:j68cabsn]mod. 1842 016 M.jpg[/attachment:j68cabsn]
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