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Discussione: Identificazione obice

  1. #1
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    Identificazione obice

    Chi può riconoscere questo pezzo di artiglieria ?
    Mille grazie
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  2. #2
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    Max

    Frangar non flectar

  3. #3
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    Molte grazie Max

  4. #4
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    ciao historyfiend, ciao tutti!
    La foto in oggetto ben si coniuga con la discussione da te aperta bombarda? che riguardava il mortaio di artiglieria 210-8 (nel caso specifico DS).
    In effetti l'arma di questa discussione è quella che si può identificare, nel reimpiego di questo termine, quale "bombarda". Giusto viene denominata anche lanciabombe, lanciamine, mortaio da trincea a seconda degli eserciti o dalla provenienza linguistica.
    (attenzione: devo sottolineare che non sono a conoscenza di come quest'arma fosse inquadrata nell'Esercito Italiano, ossia se artiglieria o fanteria!!! Non viene generalmente trattata nei testi riguardanti l'artiglieria e sovente si parla di "bombardieri" [del Re] piuttosto che di artiglieri...).
    Concettualmente riprende scopo del tiro del mortaio di artiglieria, ossia tirare preferibilmente nel secondo arco in modo da avere un proiettile che giunge sull'obiettivo tendendo alla verticale.
    Gli obiettivi della "bombarda" sono più che altro i reticolati, le trincee ed i punti protetti di fanteria. È quindi un'arma da "prima linea" per il combattimento diretto più che di seconda linea o di assedio. Per questo motivo l'arma (e, in parte, la munizione) è piuttosto "leggera" e facilmente trasportabile senza mezzi pesanti (arma in batteria circa una tonnellata, rispetto alle 7-11 tonnellate del mortaio 210-8, molto dipendenti dal tipo di affusto). Cambia la gittata e precisione, che non oltrepassa i 1000 metri (a meno di utilizzare granate/bombe più leggere munite di "sabot" o meno) rispetto ai circa 8000 metri del mortaio 210-8 di artiglieria.
    Questo perchè la canna è essenzialmente un "tubo" in grado di resistere solo a basse pressioni di lancio. La munizione è stabilizzata per alettaura e non per costrizione in canna rigata come nelle bocche da fuoco di artiglieria del medesimo periodo. Personalmente ho avuto pochissimo a che fare con queste "bombarde", ma posso fare l'interessante esempio del lanciamine 10.5 cm funzionante ad aria compressa, da me meglio conosciuto (per rimanere nel periodo della prima guerra mondiale e successivo dopoguerra).

    Simile per concetto al mortaio di fanteria tipo Stokes, dal quale si dissocia sicuramente per calibro, per sistema di affusto/puntamento e per essere a retrocarica o "mista" (avancarica per "bomba" e retrocarica per carica di lancio). Difficile dire se sia nato prima il "mortaio Stokes" oppure la "bombarda"... date alla mano è chiaro come queste ultime fossero già schierate quando Stokes stava brevettando il suo...

    Ecco che, semplificando molto, le armi di queste due discussioni possono essere d'esempio per comprendere, come anche ha espresso Spinger, la metamorfosi di queste (e di altre, naturalmente!) nei moderni mortai di artiglieria fondendo gli aspetti positivi dell'una e dell'altra.

  5. #5
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    per quanto riguarda la foto, si tratta di una bombarda da 240mm di fabbricazione italiana, utilizzata durante il secondo conflitto mondiale. La divisa del militare italiano la pone decisamente nel periodo del secondo conflitto o poco prima.
    Rispetto al modello 1915 di progettazione francese, ci sono state due modifiche:

    1. Le manovelle che regolavano l'alzo sono state sostituite da due manubri.

    2. L'alzo è inoltre regolato da un vitone posto sotto la canna della bombarda (sistema simile a quello adottato sui 149G). Nella foto che segue se ne può vedere la posizione di tre quarti.

    240 bombarda 23.png

    Per quanto riguarda se venne prima lo Stokes o la bombarda da 240mm, il primo è un modello di fabbricazione inglese del 1916 ed entrato in servizio nell'esercito italiano nel 1917. La seconda è un modello francese realizzato nel 1915 entrato in servizio nell'esercito italiano nel 1916.

    Nel manuale "criteri d'impiego delle bombarde" del comando supremo del 1916, già è presente la bombarda da 240mm.
    L'impiego di questo tipo di arma è previsto sia in offesa sia in difesa, sempre in appoggio alla fanteria, che, tra 'altro, avevo in caso utilizzo difensivo l'obbligo di copertura durante lo spostamento delle batterie di bombarde.
    Pur essendo un reparto d'artiglieria l'assegnazione delle unità di bombarde alle divisioni di fanteria viene affidata dal comando di corpo d'armata. ".... Il comandante di raggruppamento addetto al comando di corpo d'armata è l'organo consulente del comando stesso per la ripartizione dei gruppi...." In sostanza, durante il primo conflitto mondiale, i gruppi di bombardieri erano indipendenti e spostati alle divisioni di fanteria in base alle necessità, questo perché erano artiglierie di prima linea.

  6. #6
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    Ciao Spinger,
    ti ringrazio per i preziosi dettagli soprattutto per quanto riguarda l'inquadramento dell'arma.
    Riguardo alla questione inerente "l'invenzione" del mortaio Stokes e della "bombarda", apparentemente coeve (Stokes ha già un brevetto e più di un prototipo attivi nel 1915 ma pare che non vi sia ancora sufficiente munizione per impiegarlo in battaglia) è semplicemente per comprendere se è la bombarda ad essere un grande Stokes oppure lo stokes ad essere una bombarda in miniatura ....seghe mentali ma appunto: oggigiorno si tende a dire "Stokes" su tutto quanto ha un tubo liscio e una granata con alette...

  7. #7
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    Nota di colore: una canzone della grande guerra riportava: "di avere il barilotto l'austriaco si vanta, ma il bombardier d'Italia ha la duecenquaranta, bombardier, bombardier, bombardier"

  8. #8
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    beh, se vogliamo fare una nota di colore, posso riportare due delle frasi, che sono costate al mio bisnonno, sloveno e soldato dell'esercito imperiale austriaco, il confino negli anni trenta a Latronico, per comportamento anti italiano. Lui non si è mai sentito italiano:

    "I tagliani se boni solo per cantar, perché in guera i xe come tanti lampareti"

    "Se gavemo perso la guera, xe perché ne g'a manca un baril de capuci" ( quest'ltima parola in dialetto si legge capuzi e sono i crauti sotto sale ).


  9. #9
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    Quale sarebbe la traduzione di "lampareti"?
    sven hassel
    duri a morire

  10. #10
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    lampioni

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