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Discussione: Il C.E.F. francese, uniformi

  1. #1
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    Il C.E.F. francese, uniformi

    dà* un po di tempo, mi sto informando sulla storia del fronte qua a Siena, ed ho scoperto (datemi del'ignorantone) che il CEF non si limitò solo a supporto delle truppe anglo americane, ma operò individualmente su gran parte del territorio della provincia di Siena di sua competenza.

    Non vorrei però parlare qua delle vicende storiche (magari possiamo aprire un topic a se), ma vorrei che si analizzassero le uniformi, gli equipaggimenti, i distintivi ecc... che i vari reparti avevano in dotazione.
    Io sono assolutamente a digiuno di questo settore della militaria, quindi mi limito a mettere una foto,tanto per dare uno spunto di partenza.

    [attachment=0:1mdeb93e]goum_c.jpg[/attachment:1mdeb93e]
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    ciao
    lo squadrista
    -------------
    Và nuova Italia, combatti!
    Stringi in un sol destino quanti hanno la bella tua lingua!
    Pianta le insegne romane sui limiti antichi di Roma!
    -------------
    Cerco materiale del ventennio e italiano della 2^GM - cerco anche materiale del 7° Rgt. di Artiglieria di Corpo d'Armata e foto su Siena nel periodo 1919-1945
    www.rabem.it
    www.arsmilitaris.altervista.org

  2. #2
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    niente nessuno??
    ciao
    lo squadrista
    -------------
    Và nuova Italia, combatti!
    Stringi in un sol destino quanti hanno la bella tua lingua!
    Pianta le insegne romane sui limiti antichi di Roma!
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  3. #3
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    Citazione Originariamente Scritto da lo squadrista
    niente nessuno??
    credo si tratti di una delle conseguenze del misogallismo italiano... un mio amico, che aveva un'estesa collezione di militaria della I GM, al momento di alienarla, non ebbe difficoltà* alcuna a piazzare il materiale (armi, uniformi ed equipaggiamento) italiano, austriaco e britannico, ma quello francese tra un po' non trovava nessuno che glielo prendesse nemmeno in regalo! E' nota poi la fama che si sono lasciati dietro i goumiers in Italia, e quindi questo può avere ulteriormente influenzato la loro ricezione dal punto di vista del collezionismo di militaria. Peraltro, essendo stati equipaggiati dagli americani, a me come collezionista di roba britannica interessano poco, anche se, per esempio a Bir Hakeim, la legione aveva equipaggiamento e uniformi britanniche. Tutto quello che so, è che l'apparente Mk II che indossavano in Italia in realtà* era l'elmetto M 1917 americano, e che le truppe coloniali indossavano la jellabah a strisce... ma non ho idea se fosse un capo d'ordinanza...

  4. #4
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    Arrivo un pò tardi con questa foto che evidenzia l'armamento misto USA-francese dei goumiers. Si vedono due tizi con elmetti diversi, un adrian e un m1917a1. Tutti e due hanno cartridge belts e suspenders USA così come le borracce e il coltello M3 nel raro fodero in cuoio M6 ma fucili francesi.
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  5. #5
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    Nella foto di Artu il soldato con l'elmetto francese lo porta a rovescio, curioso sto fatto....

    Da parte mia vado controcorrente perché invece sono molto interessato alle vicende dei "marocchini", forse perché con la nostra Toscana hanno avuto a che fare, nel bene e nel male.

    Ricordo sommariamente che il ricordo più brutto in Toscana l'hanno lasciato all'Isola d'Elba, dove però furono veramente mandati al macello solo per motivi di opportunità* politica: la Francia voleva il "suo" sbarco; dopo la Sicilia, Salerno, Anzio e la Normandia, De Gaulle era molto geloso dei sui Alleati Anglo-Americani e benché per tagliar fuori l'Elba bastasse occupare Piombino, cosa che era militarmente facile, fu deciso questo assurdo sbarco a Marina di Campo, facendo sbarcare 'sti disgraziati fra Nordafricani e Senegalesi su una spiaggetta, tra l'altro piena di campi minati, contornata da roccioni fortificati, dove italiani e tedeschi avevano ricavato anche postazioni in caverna, e fecero un vero tiro al piccione.

    Fu una carneficina, ma siccome tutti non potevano morire (la forza di sbarco era costituita da ben 15000 uomini) qualcuno riuscì a sfondare e i tedeschi con i pochi italiani cominciarono a ritirarsi, per poi arrendersi qualche giorno dopo. Come d'abitudine tutta francese, una volta presa l'isola, fu concesso ai maghrebini diritto di saccheggio e quant'altro e furono giorni davvero brutti per la popolazione elbana, fin quando poi questi soldati furono riorganizzati e rimessi in prima linea; per fortuna della gente delle mie parti (io abito lungo la costa tirrenica, una 40 di km. a nord dell'Elba) le truppe coloniali furono dirottate verso l'interno, direttrice Monte Amiata-Siena, riunendosi ai colleghi, quelli che venivano da sud e avevano fatto Cassino e anche il resto (ricordate La Ciociara?); ad onor del vero nelle operazioni puramente dal punto di vista militare questi soldati si dimostrarono coraggiosi e valorosi, temibili nemici per i soldati tedeschi, che certo non erano dei novellini, in quanto vi erano i parà* reduci di Cassino, le SS della 16^ Div. "Reichsfuhrer", altre unità* composte da veterani di tutta la campagna d'Italia, della WH e della LW e via dicendo.
    Dopo la liberazione di Siena furono comunque frettolosamente trasferiti in Corsica per partecipare poi allo sbarco in Provenza.

    Qualche altra "perla" comportamentale da combattenti medievali nei confronti dei civili si ebbe anche durante questa avanzata, del resto era il "premio" che a loro era promesso dai "padroni".

    Al di là* di queste brevi note comunque da parte mia ho già* proposto alcuni elmetti impiegati da questi soldati.
    Ve li ricordo:

    viewtopic.php?f=35&t=8440
    viewtopic.php?f=35&t=8178
    viewtopic.php?f=35&t=4373
    viewtopic.php?f=35&t=4752&start=50

  6. #6
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    A proposito di senegalesi, questa foto è una bellezza per le espressioni dei visi. Felice il senegalese con la sua .45 che tiene il tedesco con le mani sulla testa, il francese in uniforme americana che se la ride per la scenetta e il tedesco incacchiato nero per essere prigioniero di un essere inferiore.
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  7. #7
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    L'ultima fotografia non è sata fatta in Italia ma durante la
    Battaglia di Normandia.

  8. #8
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    Come è già* stato notato, il corpo di spedizione francese in Italia utilizzava un misto di uniformi ed equipaggiamenti francesi ed americani. Non è possibile stabilire una regola generale, le cose cambiavano da unità* ad unità*, e il miscuglio era presente anche all'interno dei singoli reparti. Ad esempio, anche i reparti che utilizzavano fucili di provenienza USA in calibro .30-06 mantenevano per lo più, come arma di squadra, lo Chatellerault Modèle 1929 in calibro 7,5 e non il B.A.R., e così via. Lo stesso per le uniformi: come già* mostrato nelle foto, elmetti USA e francesi convivevano fianco a fianco, etc. Tendenzialmente, soprattutto col proseguo della guerra, i reparti combattenti non coloniali ricevettero armi più moderne (ad esempio i Garand al posto degli M1903 e M1917), etc.

    Il miglior riferimento storico e iconografico è l'opera di Paul Gaujac L'Armée de la Victoire, Vol. 2° De Naples à* l'Ile d'Elbe 1943-1944
    Kilroy

  9. #9
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    erano i tabor marocchini spesso aggregati agli inglesi, poveracci nn direi dato che violentavano e sacheggiavano sistematicamente i paesi in cui passavano

  10. #10
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    Re: il Corpo di Spedizione Francese - le uniformi

    Citazione Originariamente Scritto da FestungMessina
    erano i tabor marocchini spesso aggregati agli inglesi, poveracci nn direi dato che violentavano e sacheggiavano sistematicamente i paesi in cui passavano
    Questo l'abbiamo già* detto, è una indubbia verità* ma rientra anche nel grande novero dei cosiddetti luoghi comuni.

    Ovvero, se si vuole cercare di essere obiettivi e seri studiosi o anche semplicemente appassionati di storia, bisognerebbe andare un po' più in là*, e non limitarsi alla facile vulgata pubblica.

    Ci sono motivi storici, cause e decisioni a monte, per il comportamento dei nordafricani in taluni frangenti.

    La storia di questi uomini al fronte non si limitò alle malefatte nei confronti della popolazione civile, ma spesso tolsero le castagne dal fuoco pagando un durissimo prezzo.

    Anche loro erano imbottiti nella loro testa di pregiudizi e luoghi comuni; tutt'oggi molti marocchini (sentito coi miei orecchi) anche giovani sono convinti che i tedeschi avevano un lauto premio per ogni testa africana portata al comando, che il minimo che potesse capitare ad uno di loro catturato dai tedeschi, scusate la crudezza, era di ritrovarsi coi propri genitali in bocca e con gli occhi tolti con la baionetta, impiccati col filo spinato e altre piacevolezze del genere.

    Era ciò che i loro ufficiali francesi facevano credere, facendo leva su ignoranza e superstizione; sennò col cavolo che avrebbero sfondato sui Monti Aurunci, probabilmente, anche se morivano come le mosche.
    Per inciso ho letto una testimonianza di un alto ufficiale americano che sull'argomento affermò "certo che ce la fecero, loro avevano asini e muli, mica come noi...." poverini, aggiungo io..... che avevano solo carri armati, jeep, aerei, artiglieria pesante, ecc. ecc., insomma loro erano fortunati ad essere primitivi.....mah......

    In più la promessa di saccheggio una volta sfondato le linee, in ossequio alla mentalità* medievale di questi combattenti.

    Ma non solo, dopo la promessa, la punizione: gli alleati americani probabilmente rimasero scioccati per il loro comportamento e fecero la voce grossa coi francesi, pretendendo un comportamento più corretto, anche perché loro vedevano anche più avanti, e non volevano macchiare l'immagine di liberatori "amici", pensando anche al futuro.

    Fu così che molti maghrebini finirono davanti al plotone di esecuzione, non riuscendo a capire perché prima fosse stata loro promessa e concessa carta bianca e dopo pochi giorni invece puniti così duramente.

    Quindi anche poveracci, certo, e parafrasando De André, mi viene sempre in mente "...se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo..."

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