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Discussione: Il caso Leopoli

  1. #61
    Utente registrato L'avatar di H
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    Citazione Originariamente Scritto da baffobruno

    ma per mettere per un attimo a fuoco la questione della produzione bellica dell' industria italiana pesante, quella parassitaria aeronautica in primis: bastava a loro essere pagati in Lire-oro anche se fornivano prodotti di infimo ordine. ...
    baffobruno
    Trovo che quanto hai scritto sia molto interessante e valga la pena di approfondire l'argomento,magari aprendo una nuova discussione.
    [ciao2]
    H/Haflinger

  2. #62
    Utente registrato
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    Mi raccontava un alpino, catturato dai tedeschi dopo l' 8 settembre, ma che come altri suoi commilitoni si era rifiutato di sparare contro i suoi alleati di ieri, che finì in un campo di prigionia che ospitava anche parecchie baracche di IMI; il campo era "multinazionale" dato che ospitava ancora vecchi prigionieri francesi che si erano rifiutati di aderire al governo di Vichy e che praticamente, per anzianità* acquisita, la facevano da padroni. Non avendo, lui e i suoi commilitoni, imbracciato le armi contro i tedeschi, venne presto il momento di poter uscire su permesso per poter andare a lavorare in una fabbrica (poco più che artigiana e a conduzione familiare) di biciclette. Uscita al mattino e rientro alla sera, con appello, e trattamento in ditta come tutti gli altri operai. Non avendo accettato di aderire alla RSI lui come parecchi suoi commilitoni venne messo nel girone dei "politici". Ma il trattamento rimase inalterato. Salvo il fatto che così non aveva speranze di reimpatrio prima della fine della guerra. Stranamente sapevano praticamente tutto dell' andamento delle cose, e soprattuttod el crollo del fronte est, tramite radio gavetta. Le visite degli ufficiali medici per ordine e conto della Croce Rossa Internazionale non erano infrequenti e accompagnate da ufficiali medici delle varie nazioni coinvolte; un ufficiale francese contestò ad uno italiano (della RSI) che le razioni anche se gonfiavano (peso e aspetto fisico parevano da leoni) non nutrivano e lo dimostrò saggiando la saldezza dei muscoli dei polpacci di un po' di prigionieri IMI, di fronte a tutta la commissione. Il risultato fu che le razioni vennero leggermente aumentate nella quantità* ma la qualità* rimaneva quella. Chi stava peggio erano i soldati che dopo l' 8 settembre erano stati catturati o si erano arresi ai tedeschi dopo aver impugnato le armi contro di loro. Costoro, pur avendo normali razioni alimentari, venivano prelevati ad ogni ora del giorno e della notte e portati al vicino scalo ferroviario a scaricane treni e treni soprattutto carichi di - e qui qualcuno mi saprà* magari dare una spiegazione - pannelli o rotoli di fibra di vetro; si ipotizzava per rivestimenti dei bunkers antiaerei in funzione antincendio o addirittura per i serbatoi di combustibile dei razzi balistici V1 e V2, ma prove certe non ne ho. Praticamente costoro schiattavano per la fatica da mancanza di sonno. La vita fuori dal campo non era rose e fiori nemmeno per la popolazione tedesca. Il datore di lavoro degli IMI (proprietario quindi di una fabbrica di biciclette) invitò il nostro alla cena della Vigilia di Natale 1944, procurandogli l' opportuno pass e poermesso firmato, con grande orgoglio per il pasto servito, che risultò composto solo e esclusivamente di ortaggi e verdure, grassi nisba! Quando nel maggio 1945 arrivarono i russi i cancelli del campo vennero aperti e i prigionieri messi in libertà*, ma di alimenti neanche a parlarne. I russi fornirono agli italiani che se ne intendevano qualche dozzina di bombe a mano e indicarono il fiume che scorreva poco lontano, invitandoli a procurarsi da mangiare, se così si può dire, autonomamente, pescando di frodo. Non si sa poi per quale motivo, alla frontiera alpina con l' Italia, i prigionieri in fase di rientro furono bloccati dagli Americani che li tennero "in quarantena" per più settimane.
    Non chiedetemi date e luoghi precisi: io al momento del racconto ero un "bocia" e assorbivo tutti i particolari che mi venivano forniti contando poi di approfondire in un secondo tempo. Il reduce IMI purtroppo lasciò questa valle di lacrime prima del previsto e pertanto adesso non sono in grado di ulteriormente approfondire.
    ^^^^^
    baffobruno

  3. #63
    che risultò composto solo e esclusivamente di ortaggi e verdure, grassi nisba

    Il mitico "stammgericht"!

  4. #64
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    Grazie baffobruno per il bel racconto.
    Anche per la popolazione tedesca non erano tempi buoni.
    Già* nella prima decade del 43 in russia a causa della penuria di rifonimenti la razione quotidiana del soldato tedesco era di 70 grammi di pane, 12 di grassi, 11 di zucchero, 200 fra ossa e carne di cavallo, 1 sigaretta.
    La nostra aviazione in Russia credo si possa definire inesistente.
    [ciao2]
    luciano

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