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Discussione: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di LAUF
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    Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Una novità del 2013...

    "Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano: la rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale"



    Descrizione tratta dal sito dell'editore:

    "Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano. Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell’occupante.

    Sono i due stereotipi che hanno segnato la memoria pubblica nazionale e consentito il formarsi di una zona d’ombra: non fare i conti con gli aspetti aggressivi e criminali della guerra combattuta dall’Italia monarchico-fascista a fianco del Terzo Reich. A distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l’8 settembre dal re e da Badoglio e da tutte le forze dell’antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l’‘oppressore tedesco e il traditore fascista’, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un’immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell’Asse, non senza l’interessato beneplacito e l’impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo."
    ---

  2. #2
    Utente registrato
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Ottima cosa! Da sempre le responsailità degli italiani (non del governo fascista) sono rimaste in armadio... e le ossa scricchiolano e desiderano uscire.

    Rawa Ruska
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  3. #3
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Prima o poi bisogna fare i conti con il proprio passato, soprattutto quando è scomodo, molto scomodo.
    Era meglio prima.
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di H
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Non posso che concordare, è un libro che leggerò sicuramente. Grazie per la segnalazione
    H/Haflinger

  5. #5
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Libro da leggere senz'altro.
    Grazie per la segnalazione!

    Suggerisco, nel tema, quest'altro interessantissimo testo uscito nel 2006, e comunque non il primo ad analizzare e smentire la tesi autoassolutoria "Italiani brava gente".

    Descrizione dell'Editore:

    "Non si ammazza abbastanza!", ammonisce nel 1942 il generale Mario Robotti, comandante dell'XI Corpo d'Armata italiano in Slovenia e Croazia. Nello scenario drammatico e complesso dei Balcani, infatti, l'Italia fascista reagisce alla resistenza jugoslava, albanese e greca con brutale durezza: rastrellamenti, villaggi incendiati, esecuzioni sommarie, internamento di migliaia di civili. In questo saggio Gianni Oliva prosegue la sua rivisitazione delle pagine dimenticate della storia nazionale affrontando il tema, ancora oggi poco noto, dei 1857 ufficiali e soldati di cui fu chiesta l'estradizione per crimini di guerra. Dall'analisi di queste vicende emergono le strategie di controguerriglia, le atrocità inferte e quelle patite, ma, soprattutto, affiorano le ragioni che hanno determinato sessant'anni di oblio creando lo stereotipo degli "italiani brava gente".


    Le Scie Mondadori, Milano, 2006
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  6. #6
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Il libro di Oliva l'ho letto ed è molto interessante.
    Poi bisogna essere realisti e concreti e dire che se si fanno le guerre si uccidono le persone nemiche (civili o militari) e si distruggono le cose.
    sven hassel
    duri a morire

  7. #7
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    E' un errore madornale accettare come ineluttabili gli "effetti collaterali" di una guerra.

    Ci fa la guerra sa come e può limitare i danni ai non belligeranti.

    Il fatto è che spesso si vuole coinvolgere appositamente le popolazioni civili nelle operazioni militari, ma questa non è più guerra ma terrorismo, il tento deprecato terrorismo, quando lo mettono in pratica gli "altri".
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  8. #8
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Quoto in pieno Kleiner Pal.

  9. #9
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    Vero. E' un po' come il razzismo, se accetti la barzelletta sei pronto ad accettare i fornicrematori!

    Rawa Ruska
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  10. #10
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    Re: Il Cattivo Tedesco e il bravo italiano

    non voglio entrare in considerazioni di carattere politico o che altro ma posso portare la testimonianza di un ex camicia nera che ha combattuto nei balcani
    bene, quando si entrava nel discorso guerra in generale o si parlava di foibe questa persona, tra le lacrime, raccontava che in rapporto a cio' che avevano fatto gli italiani in serbia e croazia -avendo partecipato anche lui in prima persona- diceva che in rapporto gli slavi, anche quelli di tito sono stati dei signori.
    ripeto, riferito da chi aveva combattuto e partecipato alla lotta antipartigiana come camicia nera o milizia adesso non so di preciso.......

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