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Discussione: Il forte di Champlas Seguin

  1. #11
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    Il pavimento di legno, sembra ancora abbastanza intatto ma forse è meglio non camminarci sopra.
    Però dopo tutti questi anni e l'incuria, è davvero incredibile vederlo intero quel pavimento.
    La maestria dei cosruttori è sempre ammirevole.
    Complimenti Matty.

    Ciao by Andrea
    "NELLA ROCCIA, COME LA ROCCIA". motto XI°R.A.P.

  2. #12
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    Ottime integrazioni.. grazie
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  3. #13
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    Le polveri, chiuse nei recipienti venivano disposte e conservate entro appositi magazzini.
    Di questi magazzini ve ne erano di due specie:
    a prova di bomba, che erano quelli costruiti in siti fortificati per contenere la polvere, che costituisce la dotazione, al riparo delle offese del nemico e quelli non alla prova che erano collocati differentemente nelle piazze forti quanto in altri luoghi.
    I magazzini a prova di bomba erano costruiti in varie specie, sempre circondati da grosse mura coperte da volte robustissime.
    MAGAZZINO DA POLVERE
    la volta (solitamente tra la volta ed il tetto vi era uno spazio vuoto piuttosto alto, il quale si riempiva di terra) era costruita in modo da far circolare l`aria per mezzo di aperture comunicanti con l`intercapedine e con l`esterno e la ventilazione interna era ottenuta con altre aperture alle quali facevano capo i condotti ventilatori che attraversavano il calcestruzzo e la terra soprastante alla polveriera e terminavano con aerospire che facevano continuamente circolare l`aria dal basso all`alto.
    Appositi sfiatatoi permettevano di rinnovare l`aria nei magazzini ed i pavimenti anziché essere costruiti di mattoni (che per le materie silicee che contengono potrebbero aver dato luogo a scintille), erano di legno, sollevato da terra di circa 50 centimetri, e formati con travi coperti di tavole e sostenuti da colonne verticali di legno e le tavole non erano inchiodate sui travi.
    Il tavolato che serviva da pavimento come già* detto era elevato sul suolo e non toccava la terra, i muri erano verniciati o meglio rivestiti di legno, le eventuali finestre erano munite di imposte in legno collocate all`esterno, di sportelli, generalmente di tela di fili di ottone, raramente di vetri, perché questi rompendosi avrebbero coperto il pavimento di frantumi, che stritolati potevano dare scintille, tutte le guarniture metalliche delle porte e delle finestre erano in rame od in ottone ed il magazzino era protetto dagli effetti della folgore per mezzo di uno o più parafulmini o da gabbia parafulmini.
    Nei magazzini le polveri si tenevano separate secondo la loro qualità*, secondo la forma e le dimensioni dei recipienti che le contenevano, e quando era possibile, distinte ancora per ogni specie a seconda del polverificio da cui provenivano e dall`anno di fabbricazione.
    Le casse o i barili si assestavano in modo che la loro maggiore dimensione riesca perpendicolare all`andamento delle pile; le pile non dovevano poggiare sul pavimento, ma bensì su di un telaio
    composto da travicelli disposti secondo la direzione delle pile e trattenuti alle estremità* da traverse fissate con caviglie di legno.
    Trattandosi di casse, ognuna di quelle degli strati superiori doveva corrispondere alle altre dello strato sottostante, ma esserne separata da listelli di legno collocati longitudinalmente, onde sia lasciata libera la circolazione dell`aria; per lo stesso motivo ogni fila verticale di casse si teneva alquanto scostata da quella che le stava accanto.
    Le pile erano possibilmente doppie, formate cioè da due file di casse che si tocchino con i fondi.
    Tra le pile si lasciava un vuoto della larghezza di un metro circa per il passaggio.
    Se il luogo lo permetteva era bene tenere le pile alquanto scostate dai muri, in modo che rimanesse un andito libero fra questi e le casse, e per ultimo non si doveva sovrapporre più di sette strati di casse.
    Nei casi in cui la polvere era collocata in barili, i barili esterni dello strato inferiore dovevano essere calzati con piccoli travi perché non fossero rotolati, oppure essere trattenuti con calzatoie fissate mediante caviglie di legno ai travicelli del telaio su cui posavano; i barili degli strati superiori si disponevano nelle cavità* lasciate dai barili sottostanti.
    Ma non basta assestare bene le polveri nei magazzini per essere certi della buona conservazione .
    I magazzini dovevano essere ventilati molto spesso, aprendo le finestre e gli spiragli durante il giorno, quando l`aria era secca ed il cielo sereno.
    Si manteneva secco l`ambiente di ogni sala per mezzo di cloruro di calcio, da collocarsi in una cassetta sospesa al centro del soffitto e da rinnovarsi ogni mese.
    Non era assolutamente permesso surrogare il cloruro di calcio con la calce viva, perché quest`ultima si riscalda potentemente nell`assorbire l`umido e così diventava pericolosa.
    Si doveva verificare spesso che i muri non si scrostassero a causa dell`umidità* o per qualche altro motivo.
    Per l`illuminazione venivano usati fanali a riverbero disposti nelle nicchie appositamente costruite, questi fanali si potevano collocare al proprio posto grazie alla presenza di una intercapedine la quale, oltre a permettere che il servizio di illuminazione si facesse con la dovuta sicurezza, serviva a mantenere asciutto il magazzino da polvere.
    Sotto il nome di munizioni si comprendono:le polveri, i proietti e le munizioni diverse come spolette, inneschi e cannelli fulminanti, artifici da guerra e cartucce per fanterie e mitragliere.
    Si ebbero inoltre dotazioni di esplosivi diversi dalla polvere e più potenti di essa (dinamite, gelatina esplosiva, ecc.) per servire alle distruzioni da effettuarsi dalle truppe del genio.
    In generale, l`ordinamento dei locali per munizioni doveva essere subordinato alle esigenze della difesa, assicurando che il servizio del munizionamento, che comprendeva la preparazione delle cariche, il caricamento dei proietti ed il loro trasporto in batteria, fossero conciliati nel miglior modo.
    ciao a tutti

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