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Discussione: Il legno dei fucili?

  1. #1
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    Il legno dei fucili?

    Non sono molto esperto di armi mi sono sempre chiesto con quale tipo di legno erano fatti i calci ecc dei più famosi fucili della ww1e ww2 e l' eventualle trattamento a cui era sottoposto.Vi ringazio per un'eventuale risposta.
    Non pensate mai che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine."

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Il legno dei fucili?

    Ti passo quel poco che so, poi altri arricchiranno il topic.
    Noce, faggio betulla e laminati in rari casi. Noce e faggio sono i più comuni betulla e laminati ripieghi. Il migliore resta il noce, il faggio è più scheggioso.La finitura poi era spartana, olio di lino nella maggioranza dei casi e poi tanto, troppo, sano olio per armi.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  3. #3
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    Re: Il legno dei fucili?

    per le armi USA:
    i Garand e gli M1903 e '03A3 '03A4 avevano tutti calcio in noce americano;
    le carabine M1 noce americano o faggio, a seconda dei produttori.

    Il trattamento consisteva solo nel'immersione in un bagno di olio di lino e asciugatura all'aria. Talvolta i legni più chiari erano trattati con mordente per dargli coloritura uniforme.

    I calci in betulla sono sostituzioni postbelliche
    Kilroy

  4. #4
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    Re: Il legno dei fucili?

    Bella domanda.
    Aggiungo che il nostro 91 era in noce o in faggio, così come l'enfield inglese e il k98 tedesco in faggio massello o laminato. Rimangono fuori i mosin nagant e i fucili giapponesi che non conosco.

  5. #5
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    Re: Il legno dei fucili?

    Citazione Originariamente Scritto da Fabio 90
    Bella domanda.
    Aggiungo che il nostro 91 era in noce o in faggio, così come l'enfield inglese e il k98 tedesco in faggio massello o laminato. Rimangono fuori i mosin nagant e i fucili giapponesi che non conosco.
    Per il Mosin Nagant non si andava troppo per il sottile.... si usava il legno che capitava, e finitura a gommalacca.
    Nel caso delle calciature prodotte dai finlandesi per i loro Mosin Nagant (ad esempio per i 28/30 o i 39) il legno utilizzato era betulla artica, che si rivela adatta per i climi freddi.
    Per i fucili giapponesi la particolarità* è nella finitura, che per molto tempo è stata realizzata con l'olio di urushi (o "olio da laccatura").
    Finita la seconda guerra le truppe d'occupazione americane tornavano a casa, ed i tempi di attesa nei porti erano molto lunghi.
    Quasi tutti si portavano a casa un Arisaka come souvenir.
    E molti soldati cominciarono ad avere dei problemi alla pelle, che si ricopriva di vesciche.
    Si scoprì che la malattia (in italiano "dermatite vescicolare") era causata proprio dalla polvere dell'olio di urushi che i militari raschiavano con il coltello per "restaurare" il fucile che portavano a casa.
    Insomma... ricavare l'olio da una pianta che ha il nome scientifico di TOXICOdendron magari non è sempre una buona idea :-)
    http://www.thefreedictionary.com/urushiol

  6. #6
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    Re: Il legno dei fucili?

    Per il Mosin Nagant non si andava troppo per il sottile.... si usava il legno che capitava, e finitura a gommalacca.
    Nel caso delle calciature prodotte dai finlandesi per i loro Mosin Nagant (ad esempio per i 28/30 o i 39) il legno utilizzato era betulla artica, che si rivela adatta per i climi freddi.
    Ah ecco, infatti ne ho visti tanti in giro e in alcuni non riuscivo a capire bene il tipo di legno.

  7. #7
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    Re: Il legno dei fucili?

    Vi ringrazio per le vostre esaudienti risposte,non pensavo che il noce legno molto ricercato , costoso e non di facile reperibilità* fosse usato in grandi quantità* per armi da guerra che erano costruite nell'ordine di centinaia di milgliaia di pezzi.Grazie anticipatamente per altre informazioni e ulteriori approfondimenti su i legni delle armi da guerra.Ciao e a presto Gabriele.
    Non pensate mai che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine."

  8. #8
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    Re: Il legno dei fucili?

    Citazione Originariamente Scritto da avio
    Vi ringrazio per le vostre esaudienti risposte,non pensavo che il noce legno molto ricercato , costoso e non di facile reperibilità* fosse usato in grandi quantità* per armi da guerra che erano costruite nell'ordine di centinaia di milgliaia di pezzi.Grazie anticipatamente per altre informazioni e ulteriori approfondimenti su i legni delle armi da guerra.Ciao e a presto Gabriele.
    Quelli erano tempi felici per il legname. Per darvi un idea dell'evoluzione prezzo del noce al metro cubo di cui ho memoria, sappiate che negli anni 60 costava 80.000 lire, nel 70 ben 200.000. Io ho pagato nel 1992 un tavolone ben 5.000.000 al metro cubo. Altra cosa da sapere è che il bel noce italiano si è industrialmente estinto sul finire degli anni 60 e si è passati al noce francese che si è esaurito (nel senso che non lo esportavano più) negli anni 70. Si è quindi passati al noce turco e poi non ho più notizie sicure. Quello comprato da me era noce abruzzese proveniente da una pianta orfana e figlia unica che qualcuno ha venduto alla segheria. Forse perchè non faceva più noci.

  9. #9
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    Re: Il legno dei fucili?

    Citazione Originariamente Scritto da Absolut
    Citazione Originariamente Scritto da Fabio 90
    Bella domanda.
    Aggiungo che il nostro 91 era in noce o in faggio, così come l'enfield inglese e il k98 tedesco in faggio massello o laminato. Rimangono fuori i mosin nagant e i fucili giapponesi che non conosco.
    Per il Mosin Nagant non si andava troppo per il sottile.... si usava il legno che capitava, e finitura a gommalacca.
    Nel caso delle calciature prodotte dai finlandesi per i loro Mosin Nagant (ad esempio per i 28/30 o i 39) il legno utilizzato era betulla artica, che si rivela adatta per i climi freddi.
    Anche per I Mosin Russi/sovietici il legno era la betulla. A metà* della seconda guerra mondiale sono stati introdotti anche i calci laminati, utilizzati in particolar modo in epoca post bellica. Verso la fine degli anni 70 anche il faggio è stato utilizzato per i calci che venivano montati su I 91/30 riarsenalizzati.


    Saluti.

  10. #10
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    Re: Il legno dei fucili?

    Citazione Originariamente Scritto da artu44
    Citazione Originariamente Scritto da avio
    Vi ringrazio per le vostre esaudienti risposte,non pensavo che il noce legno molto ricercato , costoso e non di facile reperibilità* fosse usato in grandi quantità* per armi da guerra che erano costruite nell'ordine di centinaia di milgliaia di pezzi.Grazie anticipatamente per altre informazioni e ulteriori approfondimenti su i legni delle armi da guerra.Ciao e a presto Gabriele.
    Quelli erano tempi felici per il legname. Per darvi un idea dell'evoluzione prezzo del noce al metro cubo di cui ho memoria, sappiate che negli anni 60 costava 80.000 lire, nel 70 ben 200.000. Io ho pagato nel 1992 un tavolone ben 5.000.000 al metro cubo. Altra cosa da sapere è che il bel noce italiano si è industrialmente estinto sul finire degli anni 60 e si è passati al noce francese che si è esaurito (nel senso che non lo esportavano più) negli anni 70. Si è quindi passati al noce turco e poi non ho più notizie sicure. Quello comprato da me era noce abruzzese proveniente da una pianta orfana e figlia unica che qualcuno ha venduto alla segheria. Forse perchè non faceva più noci.
    Ciao,per quanto mi risulta,in seguito era arrivato anche a 6 milioni,oggi non saprei,negli anni "80/"90 venne "scoperto" il noce di Mansonia,proveniente dall'Africa,un legno piuttosto pesante e di buon aspetto,se ben lavorato,anche se di fibra meno compatta del nazionale,è stato molto usato in oggettistica e per mobili,ha un solo piccolo difetto,la sua polvere,se inalata,provoca emorragie polmonari pressochè immediate,e per questo motivo oggi viene usato poco,e solo da chi ha potuto dotarsi di particolari sistemi di sicurezza. Ciao. Dan.
    Stai attento, stai bene attento, oh Dim, se della vita la continuazione a cuor ti sta.

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