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Discussione: Il soldato tedesco durante la 2gm, mezzi ed equipaggiamento.

  1. #1
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    Il soldato tedesco durante la 2gm, mezzi ed equipaggiamento.

    nazi2.PNG

    Salve,
    prima di iniziare con il post, voglio ringraziare Andrea (HeerX) per la pazienza e i consigli, poi una cortesia dal momento che il post sarà* un po` lungo, per una questione di continuità* vi chiedo cortesemente di attendere che io abbia finito di postare tutte le varie parti, per eventuali risposte.
    Se per caso, tanto per cambiare, ho errato stanza, siete pregati di spostarmi il tutto.
    Ed ora iniziamo.

    Introduzione
    Molto si è scritto e tanti ed autorevoli sono gli articoli su questo forum, quindi lo scopo di questo lavoro/ricerca non è riscrivere o dettagliare l`uniforme e l`equipaggiamento del soldato tedesco, che ripeto è già* stato abbondantemente fatto, ma il voler tracciare, almeno spero, una sorta di linea/guida, rapportando i vari fattori: tempo, luogo, clima, uniforme, equipaggiamento e mezzi.
    Non ultimo anche il fattore "di scelte tecnico/politico/militari/economiche" che hanno determinato ed influenzato scelte e modi di condurre operazioni e battaglie.
    Molte volte si tende ad analizzare separatamente e in modo a se stante alcuni oggetti facenti parte dell`equipaggiamento del soldato tedesco o gli stessi capi di vestiario, senza poi dare o avere una ben precisa collocazione di tempo e luogo ove questi ebbero a operare ed il perché di tali combinazioni ed abbinamenti, poi è naturale per ulteriori approfondimenti e specifiche si ricorrerà* agli appositi articoli.
    Oltretutto con la Seconda Guerra Mondiale viene applicato un nuovo modo di condurre la guerra e l`esercito tedesco ne fu il precursore
    Con questo lavoro di ricerca è mia intenzione analizzare e ripercorrere le varie tappe ed evoluzione dell`uniforme del soldato tedesco e del proprio equipaggiamento in connubio o meglio in simbiosi del mezzo corazzato, l`uno in funzione dell`altro.
    In particolare, in modo cronologico in tempo/luogo le varie combinazioni mimetiche adottate sia sui mezzi che dal personale adibito all`uso.
    Questi sono gli eventi storico-bellici che videro protagonista l`esercito tedesco e che prenderemo in esame in questa prima parte:
    - 12 marzo 1938 – Anschluss , Annessione dell`Austria
    - 1 ottobre 1938 – Cecoslovacchia
    - 22 marzo 1939 - Memel
    - 1 settembre 1939 – Campagna di Polonia
    - 9 aprile 1940 – Operazione Weserübung , invasione della Danimarca con conseguente e preventivata occupazione della Norvegia.
    - 10 maggio 1940 – occupazione Islanda.
    - 10 maggio 1940 – Fall Gelb – invasione dei Paesi Bassi, Belgio e Francia.

    Il periodo prebellico 1918 – 1935.
    Già* dal 1918 , dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il Reichswehr studiava forme di classificazione e mimetizzazione dei propri mezzi ed equipaggiamenti, stesso dicasi per le uniformi, ma è nel 1933 con l`ascesa al potere di Hitler e poi con la riforma delle Forze Armate nel 1935 e la relativa creazione della Wehrmacht che l`industria bellica tedesca iniziò il suo cammino verso il riarmo, osteggiato dalle limitazioni imposte dal trattato di Versaille e lo studio e realizzazione dei mezzi ed equipaggiamenti che resero noto in tutto il mondo il soldato germanico.[attachment=24:1gd1v8lj]Immagine 175.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=23:1gd1v8lj]Immagine 176.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=22:1gd1v8lj]Immagine 161.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    Per quanto concerne i mezzi come ambulanze, traini e bus venivano verniciati in lacca grigio-colombo lucida con parti dello chassis in nero opaco.
    Camion, rimorchi per camion, cucine da campo, camion trasporto carburante e motocicli venivano verniciati in grigioverde opaco con parti dello chassis, ruote e parafanghi in nero opaco.
    Auto per personale e autocarri leggeri per trasporto personale per tour erano verniciati in lacche lucide che potevano essere grigio scuro, blu scuro, verde scuro o marrone scuro, mentre in lacca nera lucida erano parti dello chassis, ruote e parafanghi.
    Trattori, trattori per artiglieria, veicoli militari, veicoli blindati e mezzi corazzati erano verniciati in un sistema mimetico a tre toni con colore base in Anthrazitgrau (RAL 7016) e chiazze a striatura con bordi sfumati di Signalbraun (RAL 8002) e Dunkelgrün.[attachment=21:1gd1v8lj]Immagine 061.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=20:1gd1v8lj]Immagine 031.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=19:1gd1v8lj]Immagine 166.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=18:1gd1v8lj]Immagine 168.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    Il periodo prebellico 1935 – 1939.
    Dal 1935 fino al 1939 sui veicoli, artiglieria, semicingolati e mezzi corazzati la colorazione commissionata era in Anthrazitgrau (RAL 7016 , grigio antracite) come colore dominante al 66% e con chiazze spruzzate con contorni sfumati a spezzare la sagoma del mezzo con del Signalbraun (RAL 8002). In particolar modo questa tipologia di colorazione fu usata in Spagna (1936/1939).[attachment=17:1gd1v8lj]Immagine 055.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=16:1gd1v8lj]Immagine 174.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=15:1gd1v8lj]Immagine 062.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=14:1gd1v8lj]Immagine 173.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    Già* dal 1938 il colore adottato era il solo Anthrazitgrau e poi il Panzergrau/Schwartzgrau (RAL 7021), anche perché i studi portati avanti sul mimetismo, assodarono che una tinta monocromatica in movimento risulta meno visibile di una policroma, al contrario una policroma in posizione statica è meno visibile rispetto a una monocromatica, più avanti vedremo e capiremo il perché di tale scelta.[attachment=13:1gd1v8lj]Immagine 200.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=12:1gd1v8lj]Immagine 177.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=11:1gd1v8lj]Immagine 034.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    Dal 1933 fu introdotta una nuova feldbluse, che appunto prendeva nome Modell 33, con varie modifiche arriviamo al 1936, con il Modell 36, una giacca di taglio pratico ed al contempo elegante, di colore feldgrau (traduzione letterale è verde campo, noto anche come grigioverde), nella M 36 il feldgrau aveva una tonalità* tendende al verde
    Un soppanno in colore bluverdastroscuro ricopriva il colletto, dello stesso colore era il soppanno della Adler sul petto a destra (emblema nazionale) , le spalline e il soppanno delle litzen sul colletto.
    Il waffenfarbe, il colore d`arma che indica la specialità* al quale il soldato appartiene era presente sulla profilatura delle spalline e all`interno delle litzen.
    La feldbluse M36 era chiusa sul davanti da una fila centrale di cinque bottoni in alluminio zigrinati (accorgimento per far aggrappare la vernice e per non riflettere alla luce) tinti in feldgrau, il colletto era ben tenuto chiuso da dei gancetti metallici, va detto che il colletto si doveva sempre presentare chiuso, salvo in zona d`operazione, ma sempre dietro autorizzazione, all`interno del colletto erano presenti quattro bottoni in osso o cartone pressato per l`utilizzo della kragenbinde, una apposita fascia salva colletto feldgrau esterna e bianca all`interno, l`utilizzo di detta fascia non fu più obbligatoria con l`entrata in dotazione della camicia con colletto.[attachment=4:1gd1v8lj]Immagine 137.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=3:1gd1v8lj]Immagine 138.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    Quattro erano le tasche due pettorali a toppa e due laterali sui fianchi sempre a toppa con soffietto per maggiore capacità*, sul davanti al centro era presente una pieghettatura di rinforzo, le alette di chiusura, quelle di primo tipo con la caratteristica forma detta a "pipistrello", poi con la forma meno accentuata, erano tenute chiuse da un bottone in alluminio zigrinato tinto in feldgrau. Posteriormente vi era uno spacco di circa quindici centimetri per maggiore comodità* e agevolezza dei movimenti.
    All`interno della blusa, nella fodera ci sono quattro asole due avanti e due dietro, atte al passaggio di due cinture con i terminali asolati in canapa, la funzione di dette cinture era quello di bretelle per il sostegno e la regolazione dei quattro ganci in alluminio, che fuoriuscendo da appositi fori (tre per parte) posti sui fianchi della blusa, permettevano l`ancoraggio del cinturone e dell`equipaggiamento, distribuendo equamente il peso del carico, va menzionato che, con l`introduzione delle Koppeltraggestell, bretelle in cuoio a Y, la funzione delle cinture interne veniva meno.[attachment=10:1gd1v8lj]Immagine 117.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=9:1gd1v8lj]Immagine 144.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=8:1gd1v8lj]Immagine 139.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=7:1gd1v8lj]Immagine 140.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=6:1gd1v8lj]Immagine 142.jpg[/attachment:1gd1v8lj][attachment=5:1gd1v8lj]Immagine 143.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    Nella falda anteriore in basso a destra era presente un taschino per i pacchetti di medicazione individuali, le maniche avevano uno spacco, chiuso da due bottoni in osso o cartone pressato, che permettevano di tenere le maniche arrotolate, ma solo in zona d`operazione.[attachment=2:1gd1v8lj]Immagine 141.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    La feldbluse M36 era accompagnata con dei pantaloni a taglio diritto M36 di colore grigio pietra o grigio ardesia, tale diversificazione si avrà* fino al 1940 (Francia) poi man mano lo stesso modello di pantaloni fu confezionato dello stesso colore feldgrau della blusa.
    Le calzature erano dei comodi stivali in cuoio, con la suola chiodata e punta e tacco con rinforzi metallici, caratteristico il rumore durante le marce prodotto dal battere della chiodatura sul terreno.[attachment=1:1gd1v8lj]Immagine 127.jpg[/attachment:1gd1v8lj]
    La creazione delle Panzer Division e dei reggimenti corazzati, videro l`introduzione di una specifica uniforme speciale e di servizio per i carristi, tale uniforme sia per il colore il nero sia per le particolari e specifiche insegne i teschietti, si ispirava agli Ussari della Morte "Leib-Husaren Regiment, come detto confezionata in panno nero, non solo per la rinnovata tradizione, ma sopratutto per nascondere le tracce di grasso e olio, la bottoniera era nascosta per non offrire appigli nell`angusto spazio del carro, al posto delle litzen vi erano dei teschietti in alluminio su soppanno nero profilato con il waffenfarbe rosa che profilava anche il bordo del colletto, tale uniforme era talmente "amata" dai carristi che ne fecero la loro uniforme principale, anche contravvenendo alle disposizioni che volevano indossata la feldbluse feldgrau fuori dal servizio sui carri, tale ostinazione, fece diventare l`uniforme nera quella dei carristi tedeschi, tant`è che, per esempio, i carristi britannici abbandonarono la loro uniforme nera, per non essere confusi.[attachment=0:1gd1v8lj]Immagine 164.jpg[/attachment:1gd1v8lj]

    continua.
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  2. #2
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    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    [attachment=24:1gdfybmo]Immagine 069.jpg[/attachment:1gdfybmo]
    L`equipaggiamento del soldato tedesco 1939-1940.
    Alcuni oggetti facenti parte dell`equipaggiamento del soldato tedesco sono così particolari e unici da divenire sinonimo e caratteristica principale appunto del milite germanico.
    Nel periodo sotto analisi che comprende il 1939-40 il soldato tedesco, tenendo in considerazione un soldato facente parte della Fanteria, aveva in dotazione base i seguenti capi di equipaggiamento:
    Koppel und Koppelschloss, cinturone con fibbia, il cinturone in cuoio spesso 4 mm. e alto 4,5 cm. e di varie lunghezze, in colore nero.
    La fibbia in alluminio zigrinato (stesso accorgimento usato per i bottoni) con davanti stampato il serto con l`aquila che ghernisce la svastica e la nota scritta "Gott Mit Uns" , Dio è con noi, tinta in feldgrau, va detto che l`alluminio materia necessaria per l`industria bellica aereonautica, verrà* progressivamente sostituito dal ferro, già* dalla fine del 1940 abbiamo le prime fibbie in ferro.
    Patronenkasten, numero due cartucciere con triplice taschetta in cuoio nero, per il contenimento e trasporto di 12 lastrine con 5 colpi ciascuna (60 colpi totali) di proiettili in calibro 7,92 per la carabina Mauser K98, le cartucciere si portavano sul cinturone mediante due passanti ciascuna in cuoio.[attachment=23:1gdfybmo]Immagine 118.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=22:1gdfybmo]Immagine 119.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=21:1gdfybmo]Immagine 121.jpg[/attachment:1gdfybmo]
    Brotbeutel Modell 31, sacca porta-pane, altro elemento caratteristico del soldato tedesco, in tela di canapa feldgrau e finimenti in alluminio nei primi modelli e di color ocra e finimenti in ferro nei successivi, si teneva agganciata al cinturone (lato posteriore destro) mediante due passanti in tela rinforzati con cuoio, all`interno della sacca trovavano alloggio un contenitore in bachelite per sostanze alimentari (fettbüsche), un fornelletto Esbit con le proprie piastrine di alimentazione, la bustina se non indossata, un maglioncino o camicia, set di posate e altri oggetti che a discrezione e per necessità* del soldato trovavano spazio.
    Sugli anelli a D posti sul davanti sotto i passanti, andavano appese la borraccia (feldflasche M31) a sinistra e la gavetta (kochgeschirr M31) a destra, va detto che inizialmente la gavetta trovava alloggio in apposita sacchetta all`interno dello zaino (tornister M34 / M39) , ma non essendo questi portato in operazione e la filosofia era quella dell`autosufficienza del soldato, la gavetta veniva portata sul brotbeutel, invertendone anche posizione con la borraccia per motivi di praticità*.[attachment=20:1gdfybmo]Immagine 122.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=19:1gdfybmo]Immagine 123.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=18:1gdfybmo]Immagine 125.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=17:1gdfybmo]Immagine 129.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=16:1gdfybmo]Immagine 130.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=15:1gdfybmo]Immagine 133.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=14:1gdfybmo]Immagine 131.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=13:1gdfybmo]Immagine 134.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=12:1gdfybmo]Immagine 158.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=11:1gdfybmo]Immagine 160.jpg[/attachment:1gdfybmo]
    Gasmaske, altro elemento dell`iconografia del milite germanico, il tubo metallico della maschera antigas, anche se non usata mai, se non in esercitazione, la maschera antigas e il suo contenitore metallico fecero parte integrale della dotazione del soldato tedesco dall`inizio fino alla fine della guerra.
    Il tubo contenitore tinto in feldgrau si portava a mediate una cintura in canapa a tracolla e alla estremità* bassa del tubo una cinghia in canapa corta con gancio in metallo si ancorava al cinturone, ciò per tenerlo più stabile possibile senza andarlo a fare sbattere sugli altri oggetti dell`equipaggiamento.[attachment=10:1gdfybmo]Immagine 153.jpg[/attachment:1gdfybmo]
    Schanzzeug, attrezzo individuale, badile o vanghetta fissa, portata appesa al cinturone al fianco sinistro mediante due passanti in cuoio del portapala sempre in cuoio, secondo le disposizioni del regolamento su di essa veniva alloggiata anche la baionetta per la carabina Mauser K98, Seitengewehr SG. 84/98.[attachment=9:1gdfybmo]Immagine 120.jpg[/attachment:1gdfybmo]Zeltbahn Modell 31, telo tenda o telo poncho, telo di tessuto impermeabile di forma triangolare con disegno mimetico da ambo i lati (uno più scuro), base giallo ocra, a schegge marrone rossiccio e verde scuro, con striature verde scuro ad effetto pioggia. Il lato della base di lunghezza di 250 cm. , gli altri due lati uguali lunghi 203 cm e alto dalla base al vertice 190 cm. , asole e bottoni in alluminio a quattro fori erano distribuiti lungo tutta la circonferenza (62 bottoni in alluminio in tutto, 31 per ogni lato uguale), al centro è presente un`apertura tenuta chiusa da bottoni, per il passaggio della testa ad uso poncho.
    Il primo vero e proprio indumento o elemento mimetico in dotazione al soldato tedesco, era un elemento multifunzione e poteva essere utilizzato sia singolarmente che in abbinamento con altri, offrendo varie combinazioni di utilizzo, tutte appositamente studiate ed elencate nei regolamenti e manuali di istruzione militare.
    Lo zeltbahn poteva essere portato sullo zaino (durante le parate o tradotte) o appositamente arrotolato e tenuto in posizione con due cinghie a sgancio rapido al cinturone, alle bretelle a Y ed infine al bastino/telaio ad A in canapa, spesso in questa combinazione all`interno dello zeltbahn venivano riposti, a volte in apposita sacca, tre picchetti in alluminio o legno (questi ultimi eredità* del Primo Conflitto Mondiale) e tre o quattro paline in legno con rinforzo terminale e alloggio per innesto in ferro, più apposito cordino in colore nero o bianco.[attachment=8:1gdfybmo]Immagine 124.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=7:1gdfybmo]Immagine 155.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=6:1gdfybmo]Immagine 156.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=5:1gdfybmo]Immagine 145.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=4:1gdfybmo]Immagine 126.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=3:1gdfybmo]Immagine 128.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=2:1gdfybmo]Immagine 147.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=1:1gdfybmo]Immagine 136.jpg[/attachment:1gdfybmo][attachment=0:1gdfybmo]Immagine 150.jpg[/attachment:1gdfybmo]


    continua.
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  3. #3
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    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    [attachment=22:wazrb9he]Immagine 151.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=21:wazrb9he]Immagine 149.jpg[/attachment:wazrb9he]
    Il periodo bellico 1 settembre 1939 – 18 febbraio 1943.
    Dal 1939 al 1940 - Teatro Europeo.
    Nei tardi anni trenta la Germania aveva riorganizzato il suo esercito per includere un certo numero di divisioni d`élite, le Panzer Division, costituite quasi interamente da reggimenti di carri armati, fanteria su semicingolati per il trasporto truppe Panzergrenadier e camion per i rifornimenti.
    La teoria venne tradotta in pratica per la prima volta contro la Polonia 1 settembre 1939, dove si rivelò efficace anche se la meccanizzazione delle truppe era in quel momento ancora limitata, ad esempio era molto diffuso e necessario per soccombere alle carenze di mezzi l`uso di unità* ippotrainate.[attachment=20:wazrb9he]Immagine 201.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=19:wazrb9he]Immagine 041.jpg[/attachment:wazrb9he]
    La tecnica del Blitzkrieg dimostrò la sua vera efficacia nel 1940 durante la Campagna di Francia, quando una piccola forza di panzer seguendo il piano ideato dall`epoca Generalleutnant (Generale di Divisione) Erich von Manstein, fece breccia nelle linee difensive e corse verso la costa prima che i difensori potessero organizzare qualsiasi tipo di contrattacco.[attachment=18:wazrb9he]Immagine 028.jpg[/attachment:wazrb9he]
    Dal 1939 al 18 febbraio 1943 il colore base commissionato per i veicoli, artiglieria e corazzati fu il Panzergrau/Schwartzgrau (RAL 7021) , come già* detto in questo periodo, la configurazione della guerra era prevalentemente di movimento, stiamo parlando del Blitzkrieg (guerra lampo) dove l`azione travolgente a tenaglia svolta dai carri armati e dalle divisioni motorizzate in stretta combinazione con la Luftwaffe, erano l`innovazione e asse portante nel modo di condurre i combattimenti.
    Il Blitzkrieg nella storia dell`arte militare, descrive una tattica militare nella quale movimenti ampi e rapidi di truppe meccanizzate non lasciavano all'avversario il tempo di organizzare una difesa stabile.
    La filosofia del Blitzkrieg era basata sull'uso massiccio dei carri armati, i cui primi esemplari erano già* comparsi durante la Prima Guerra Mondiale, ma le cui possibilità* strategiche non erano ancora state comprese interamente, il maggior merito va al General der Panzertruppen Heinz Guderian che per decenni predicò le sue teorie malgrado l'ostilità* di buona parte dei circoli militari ancorati alla vecchia concezione di guerra di posizione e che concepivano il carro armato come mero supporto alla fanteria.[attachment=17:wazrb9he]Immagine.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=16:wazrb9he]Immagine 017.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=6:wazrb9he]Immagine 022.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=15:wazrb9he]Immagine 020.jpg[/attachment:wazrb9he]
    Il Blitzkrieg era un metodo di combattimento veloce e aperto, che si affidava prevalentemente alle nuove tecnologie, la strategia venne teorizzata come reazione all'attrito statico della guerra di trincea della Prima Guerra Mondiale e divenne realizzabile in pratica agli inizi degli anni trenta, grazie alla crescente affidabilità* e potenza del motore a scoppio e della radio da campo, che permettevano il coordinamento degli attacchi.
    Nella prima fase, l'aviazione veniva usata come artiglieria a lungo raggio, per distruggere i nodi ferroviari e viari rendendo impossibili o difficoltosi i rifornimenti, difese fortificate, i capisaldi nemici, attaccare le concentrazioni di truppe e seminare il panico.
    Merita una menzione particolare il bombardiere Junkers Ju 87 detto Stuka, famoso per il sinistro sibilo emesso dall`aereo durante la picchiata.[attachment=14:wazrb9he]Immagine 042.jpg[/attachment:wazrb9he]
    Successivamente le forze combinate di carri armati e fanteria motorizzata, coordinate via radio, distruggevano gli obiettivi tattici prima di muoversi in profondità* nel territorio nemico.
    Risulta interessante vedere dai vari fotogrammi dell`epoca l`uso di bandiere da combattimento (campo rosso con cerchio bianco e svastica nera), quindi molto visibili, sul cielo dei carri e dei veicoli, ciò segnalava alla Luftwaffe in caso di cacciabombardieri la presenza di truppe amiche e nel caso di ricognizione le punte avanzate dell`avanzata.
    Una differenza fondamentale con i precedenti modelli tattici era la devoluzione del comando, sul campo i giovani ufficiali erano incoraggiati a usare la propria iniziativa, piuttosto che affidarsi a una struttura di comando centralizzata, ciò snelliva e velocizzava le manovre.
    La chiave di lettura del Blitzkrieg era l'organizzazione delle truppe in forze mobili con eccellenti comunicazioni e comando, in grado di mantenere unite le varie unità* militari mentre venivano impiegate in battaglia.
    Ottenuto lo sfondamento, i carri si sarebbero diretti verso i centri logistici, puntando a tagliare definitivamente le linee di rifornimento e ad effettuare un accerchiamento a medio raggio del fronte nemico.
    La fanteria motorizzata meccanizzata, seguendo le colonne corazzate, avrebbe assicurato la protezione dei fianchi e delle retrovie della punta corazzata, così facendo si venivano a creare piccole sacche oramai inerti di avversari ai quali non rimaneva altro che arrendersi alla fanteria tedesca che seguiva con compiti di ripulitura e rastrellamento.[attachment=13:wazrb9he]Immagine 197.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=12:wazrb9he]Immagine 180.jpg[/attachment:wazrb9he]
    Più di mimetismo vero e proprio in quel periodo potremmo parlare di occultamento delle reali forze in campo, erano diffuse alcune pratiche quali appunto celare con vernice le insegne di divisione e tattiche dei veicoli e mezzi al fine di nascondere allo spionaggio e alla ricognizione nemica l`entità* e la quantità* delle proprie forze, ciò avveniva specialmente durante le tradotte verso il fronte.
    Ad esempio sempre il regolamento imponeva ai carristi che fuori dal carro, o meglio quando non prettamente operativi, dovessero vestire l`uniforme feldgrau e non quella speciale nera, al fine di non segnalare in maniera fin troppo evidente e a distanza la presenza di truppe corazzate nell`area.
    Già* dalle prime fasi della campagna di Polonia e Francia, a livello di espediente personale, era in uso girare le spalline, erano le prime soluzioni di mimetismo, specialmente per quanto riguarda gli ufficiali, le tresse, le stellette romboidali, numeri e lettere metallici che potevano riflettere la luce solare, verranno anche introdotti allo scopo dei manicotti in panno grigio da introdurre sulle spalline.[attachment=11:wazrb9he]Immagine 049.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=10:wazrb9he]Immagine 044.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=9:wazrb9he]Immagine 182.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=8:wazrb9he]Immagine 063.jpg[/attachment:wazrb9he]
    Per quanto concerne i primi espedienti di mimetismo, va menzionato il lasciare impolverata la superficie dei mezzi e il coprire con fogliame, più che altro questo genere di camuffamento serviva quando si stanziava in aree aperte.
    All`entrata in guerra il soldato della Heer aveva in dotazione come capo mimetico standard il telo-tenda Zeltbahn, sono varie le combinazioni di uso, tutte appositamente studiate ed elencate nei regolamenti e manuali di istruzione militare.
    [attachment=7:wazrb9he]Immagine 183.jpg[/attachment:wazrb9he]
    L`elmetto tedesco in acciaio da combattimento, lo Stahlhelm, in quel periodo oltre il transazionale Modell 16, retaggio del Primo Conflitto Mondiale e ancora in dotazione presso alcuni reparti, era il Modell 35 e a partire dal 1940 , appunto il Modell 40, lo Stahlhelm Modell 40 fu per motivi di resistenza e consistenza e struttura, l`elmo perfetto per eccellenza
    Il verde mela colore di fabbrica dato ai Modell 35 aveva una finitura satinata e troppo riflettente e quindi visibile, i primi espedienti di camuffamento furono l`usare una vernice grigioscuro con finitura opaca al quale veniva talvolta aggiunta della sabbia ottenendo una finitura rugosa e porosa antiriflesso, altre tecniche erano usare la tracolla del tascapane a mo di struttura per tenere il fogliame, allo stesso scopo erano usati dei cerchietti di gomma ricavati da pneumatici.
    Altro accorgimento era l`occultamento e/o eliminazione della decal tricolore (nero-bianco-rosso , i colori imperiali) troppo visibili a distanza..
    Altra soluzione mimetica adottata in quel periodo era il ricoprire l`elmo con tela di sacco o con sezioni di telo mimetico ricavato dallo zeltbhan.[attachment=5:wazrb9he]Immagine 025.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=4:wazrb9he]Immagine 027.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=3:wazrb9he]Immagine 036.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=2:wazrb9he]Immagine 030.jpg[/attachment:wazrb9he][attachment=1:wazrb9he]Immagine 053.jpg[/attachment:wazrb9he]

    Segue uno specchietto ad elencare, nel tempo, gli armamenti e mezzi in dotazione all`esercito tedesco.

    Situazione al 1 settembre 1939.

    Armi da fuoco corte.
    Luger Pistole P08 , calibro 9.
    Walther Modell 34 , calibro 7,65.
    Mauser C96 , calibro 7,63.

    Armi da fuoco lunghe.
    Karabine Mauser K98 , modelli: 98a – 98b – 98k , calibro 7,92.

    Bombe a mano.
    Stielhandgranate Modell 24 , bomba a mano con manico in legno.
    Eierhandgranate Modell 39 , bomba a mano a forma d`uovo.

    Moschetti automatici.
    MP18 e MP34 Bergmann , calibro 9.
    MP28 e MP38 Schmeisser , calibro 9.
    MP34 Erma e Steir-Solothurn , calibro 9.

    Fucili mitragliatori.
    MG26 (ZB26 produzione cecoslovacca) , calibro 7,92.

    Mitragliatrici.
    MG13 Dreyse , calibro 7,92.
    MG08/15 Maxim , calibro 7,92.
    MG15 , calibro 7,92.
    SMG08 , calibro 7,92.

    Mortai.
    Granatenwerfer 34 da 81 mm.
    Granatenwerfer 36 da 50 mm.

    Armi anticarro, artiglieria e antiaerea.
    Pzb 38 , fucilone controcarro , calibro 7,92.
    Mitragliere Pak da 20 mm.
    Cannoni Pak da 37 mm.
    Cannoni da 75, 105 e 155 mm.
    Obici da 75 e 105 mm.
    Flak 18 e Flak 36/37 , calibro 88 mm , bivalenti contraerea e controcarro.

    Mezzi corazzati.
    Panzerkampfwagen Pzkfw I , numero 2 MG da 7,92.
    Panzerkampfwagen Pzkfw II , numero 1 MG da 7,92 e un cannone da 20 mm.
    Panzerkampfwagen Pzkfw III , dalla versione ausf A alla versione ausf E , numero 2/3 MG da 7,92 e un cannone da 37 mm.
    Panzerkampfwagen Pzkfw IV , dalla versione ausf A alla versione ausf D, numero 2/3 MG da 7,92 e un cannone corto da 75 mm.
    Panzerkampfwagen Pzkfw 35(t) , produzione cecoslovacca , numero 2 MG da 7,92 e un cannone da 37 mm.
    Panzerkampfwagen Pzkfw 38(t) , produzione cecoslovacca , numero 2 MG da 7,92 e un cannone da 37 mm.
    Carro pesante NF-A.
    Complessivamente 2886 carri leggeri, 309 carri medi e 5 carri pesanti.

    Lanciafiamme.
    Flammenwerfer 35.

    Nebbiogeni.
    Nebelwerfer Nbw 35 , mortaio spargi nebbia.

    Nell`elenco non sono presenti mezzi semicingolati, trasporto truppe motorizzati, veicoli vari, come pure a livello di artiglieria non sono presenti pezzi ereditati dal Primo Conflitto Mondiale e usati nel primo periodo bellico e riesumati anche successivamente, ma che vedremo in seguito.
    Nel 1939 la Wehrmacht può mobilitare 6 comandi di armata, 18 corpi di armata, 46 divisioni di fanteria, 3 divisioni di montagna, 5 divisioni motorizzate leggere, 5 divisioni corazzate, per complessivi 1.200.000 uomini.
    Durante la mobilitazione le divisioni possono sdoppiarsi e difatti allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale dispone in campo di circa 75 divisioni che aumenteranno nuovamente negli ultimi mesi del 1939.













    Queste sono le fonti sulle quali ho realizzato la mia ricerca e tratto alcune delle immagini:

    Reibert – Der Dienst-Unterricht Im Heere 1938/39.

    Uniform & Traditions of the German Army 1933-1945 – Vol. 3 – John R. Angolia e Adolf Schlicht
    R. James Bender Publishing.

    Uniformi e Distintivi dell`Esercito Tedesco 1933-1945 – Brian L. Davis
    Ermanno Albertelli Editore.

    Le Uniformi Tedesche della Seconda Guerra Mondiale – P. Marton e G. Vedelago
    De Vecchi Editore.

    Panzer Colors I – Camouflage of the German Army Panzer Forces 1939-45 – B. Culver B. Murphy
    Squadron/Signal Publications.

    Panzer Colors II – Markings of the German Panzer Forces 1939-45 – Bruce Culver
    Squadron/Signal Publications.

    La Seconda Guerra Mondiale – Arrigo Petacco
    Armando Curcio Editore.

    La Seconda Guerra Mondiale – Enzo Biagi
    Fabbri Editori.

    Grande storia fotografica della Seconda Guerra Mondiale
    Peruzzo Editore.

    Il Terzo Reich
    Hobby & Work – Italiana Editrice.

    Osprey – Men At Arms Series – 24 – The Panzer Division.[attachment=0:wazrb9he]Immagine 043.jpg[/attachment:wazrb9he]

    Per il momento questa prima parte è chiusa, ora se volete siete liberi di esprimere ed integrare con ciò che volete.
    Ciao
    Roberto
    alla prossima
    con i Balcani
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  4. #4
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Jun 2006
    Messaggi
    37,658

    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    Roberto.....dire qualcosa dopo un lavoro del genere può addirittura sembrare patetico......ho seguito tutto il tempo l'evolversi di questo tuo lavoro/scheda studio......penso che diventerà* un punto fermo per la ricerca e lo studio in WW forum a riguardo dell'argomento trattato.
    Ci vuole avere quel qualcosa in più per fare quanto da te fatto.....e tu ce l'hai.
    Onorato di averti come compagno di viaggio/studio/condivisione sulle pagine di WW forum.

    Roberto....."chapeau"

    In attesa dei Balcani......

  5. #5
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Nov 2009
    Località
    ROMA
    Messaggi
    1,482

    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    Grazie Giancarlo,
    troppo buono, mi fai diventare rosso
    Ciao
    Roberto

  6. #6
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Sep 2007
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    1,622

    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    Hai fatto un lavoro d'importanza notevole....una pagina di bibbia sulla militaria tedesca grazie a te su questo forum!
    è doveroso ringraziarti!
    cerco e scambio materiale wehrmacht e afrikakorps!!!

  7. #7
    Collaboratore L'avatar di EnzoLuca
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Agrate Brianza MB
    Messaggi
    2,886

    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    Questo bellissimo lavoro lo metterei in formato PDF nella homepage.

    Bravissimo Roberto
    Ciao. Enzo
    "Non abbiate paura"

  8. #8
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: Il soldato tedesco durante la 2GM, mezzi ed equipaggiamento.

    Quoto tutti gli ultimi interventi , aggiungo ottimo lavoro
    luciano

  9. #9
    Collaboratore L'avatar di milit73
    Data Registrazione
    Jan 2010
    Località
    Verona,Italia
    Messaggi
    1,422

    Re: IL SOLDATO TEDESCO DURANTE LA 2GM, MEZZI ED EQUIPAGGIAMENTO.

    a tutti,

    i miei complimenti,Roberto.
    Veramente un lavoro enciclopedico .

    Ciao
    Michele

  10. #10
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Oct 2007
    Località
    Trieste
    Messaggi
    4,675

    Re: IL SOLDATO TEDESCO DURANTE LA 2GM, MEZZI ED EQUIPAGGIAMENTO.

    Questo lavoro di studio e ricerca merita senza dubbio almeno due importanti note di merito, una va all`autore che ha dimostrato tanta dedizione nell`esposizione a livello storico ma anche tecnico, supportando il tutto con essenziali ed indispensabili immagini; l`altra al topic stesso che a mio avviso possiede tutti i requisiti per apparire sottoforma di articolo nel sito WW. Infine come comoderatore di questa sezione, sono orgoglioso di vedere lavori fatti con tanta passione all`unico ed esclusivo scopo di dare informazione e mettere a disposizione la propria esperienza maturata agli occhi dell`utenza.
    Complimenti Roberto!
    Infanterie Königin aller Waffen

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