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Discussione: Il Trattato di Osimo del 1975

  1. #1
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    Il Trattato di Osimo del 1975

    Ecco riproposto, rivisto e corretto il documento sulle vicende del Venezia Giulia, dal Dopoguerra fino al trattato di Osimo del 1975.

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    10 Febbraio 1947: firma, a Parigi, del Trattato di Pace tra l'Italia e le nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale. Un atto fortemente contestato, anche da personalità* non certo accusabili di filofascismo (per tutte Benedetto Croce), un trattato che viene imposto all'Italia senza alcuna possibilità* negoziale (sarà* definito, per tale ragione, "Diktat") e che segna in maniera drammatica le sorti del confine orientale italiano: cessione alla Jugoslavia di Zara, di Fiume e di gran parte dell'Istria, costituzione di uno stato cuscinetto, tra Italia e Jugoslavia, definito T.L.T. - Territorio Libero di Trieste, affidato alla tutela dell'ONU (che dovrà* nominarne il Governatore) - e comprendente Trieste, il territorio ad essa immediatamente limitrofo ed una parte dell'Istria, corrispondente a circa un quarto della penisola.

    All'epoca, non meno che in tutti i decenni che ne sono seguiti, il Diktat del '47 è stato ripetutamente bollato per la sua ingiustizia ed iniquità*: giudizio di certo sacrosanto se è vero, come è vero, che esso andò a sancire quel drammatico esodo di centinaia di migliaia di Italiani che abbandonarono le proprie terre, le proprie attività*, i propri morti, pur di continuare ad essere Italiani; un Trattato che andò a premiare l`operato dei comunisti di Tito che, con le foibe, gli eccidi, il terrore di massa, realizzarono la "pulizia etnica" degli Italiani, in qualche modo anticipatrice di quelle "pulizie" che, decenni dopo, segneranno la dissoluzione della Jugoslavia.

    Il Trattato di Parigi, però, fu qualcosa di più che un atto di ingiustizia, (e ciò in politica è bene più grave): perché nel '47 pretese affrontare e risolvere certi problemi, ignorando del tutto che oramai la situazione non era quella del '45. L'Europa infatti non era più divisa tra paesi fascisti ed antifascisti, bensì tra blocco occidentale e blocco orientale. Fu proprio questa "stupidità*" a costituire la causa specifica del fenomeno dell'Esodo. Infatti sia gli Italiani dell'Istria che quelli di Briga e Tenda si videro ceduto ad uno stato straniero e sempre a causa dello stesso Trattato di Parigi: i primi finirono sotto la Jugoslavia comunista, i secondi sotto la Francia democratica ed occidentale. L'esodo, le foibe, gli eccidi riguardarono però solo il confine orientale d'Italia, non certo quello ad occidente. Tutto ciò non era stato peraltro previsto dal Trattato di Pace che, scandalosamente, aveva ignorato che il mondo ormai si divideva tra paesi comunisti e paesi democratici e che, pertanto, ben diversa era la conseguenza di uno spostamento di confini quando realizzato a cavallo della linea divisoria tra i due blocchi.

    Un secondo esempio fu il meccanismo della nascita dello stato cuscinetto del Territorio Libero di Trieste era ormai tanto fuori dalla realtà* da morire prima ancora di nascere e ciò per la banalissima ragione che l'Onu non riuscì mai a mettersi d'accordo neppure sul nome del designando Governatore. Ogni nome proposto dalle nazioni occidentali incappò nel veto di Mosca e viceversa. Sempre perché nel '47 (e così per lunghi successivi decenni) la situazione politica sarebbe stata ormai totalmente condizionata da una logica (quella dei blocchi) che il trattato di Parigi aveva preteso di totalmente ignorare.

    5 ottobre 1954: a Londra, Francia, Inghilterra e Stati Uniti siglano con Italia e Jugoslavia un "Memorandum d'intesa" in forza del quale la parte del costituendo Territorio Libero amministrata dagli Alleati viene restituita all'amministrazione dell'Italia. E l'atto che permetterà*, il 26 ottobre dello stesso anno, il ritorno definitivo di Trieste alla madrepatria.

    Il Memorandum non ebbe mai la natura di un trattato internazionale, tanto che non venne neppure sottoposto a ratifica del parlamento italiano. Fu semplicemente un accordo di natura pratico-amministrativa che si contava sulla constata impossibilità* di dare attuazione a ciò che il Trattato di Parigi aveva previsto e cioè la nascita del nuovo staterello.

    Tale constatazione non si tradusse peraltro in quella che doveva essere la logica sua conseguenza e cioè restituire all'Italia tuffo ciò che non era possibile dare ad uno stato mai nato e che mai sarebbe esistito. La restituzione si realizzò solo limitatamente a Trieste, nel mentre la cosiddetta "zona B", vale a dire la parte dell'Istria del previsto T.L.T., continuò a subire l'amministrazione della Jugoslavia, amministrazione che aveva il suo solo fondamento giuridico nell'occupazione militare del '45 e che era in pieno contrasto con i confini della Jugoslavia, così come fissati dal Trattato di Parigi.

    La conseguenza, umana, di tutto ciò che fu proprio il Memorandum di Londra segnò la spinta finale perché Capodistria, Isola, Pirano, Buie, Umago e Ciffanova vedessero trasformarsi i propri cittadini in Esuli in Italia, così come già* era awenuto per i fratelli di Zara, di Fiume, di Pola e del resto dell'Istria.

    10 novembre 1975: nella cittadina marchigiana di Osimo il ministro degli Esteri italiano, Mariano Rumor, e quello jugoslavo, Milos Minic, firmano un trattato meritevole di entrare nel Guinness dei primati. Uno dei due contraenti, il governo di Roma, paga una serie di prezzi non da poco: la rinuncia alla sovranità* italiana sulla zona B, la concessione di una zona franca italo-jugoslava, a cavallo del confine di Trieste, che apre a Belgrado una porta verso il Mercato Comune, più altri vantaggi materiali. L'altro contraente, la Jugoslavia, non dà* contropartite di alcun genere, si limita ad incassare i lauti benefici.


    Per approfondire l`argomento: http://www.trattatodiosimo.it/


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  2. #2
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    Ahiaiai...tema scottante che più scottante non si può,soprattutto per noi "Giuliani".
    Cmq,invito tutti da subito alla massima pacatezza in eventuali commenti.Invito altresì a riflettere su cosa successe in quei anni...e forse potrebbe bastare anche questo.Mi raccomando non "facciamo" chiudere questa discussione come già* successo altrove.
    Per cui leggiamo,riflettiamo e soprattutto non provochiamo casini!

  3. #3
    Moderatore L'avatar di Italien
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    Concordo in pieno con quanto anticipato prima dal collega MULON...
    L'argomento in questione, è una ferita che brucia ancora nei cuori (e nelle coscenze) Italiani... x cui serio è il pericolo che gli animi si infiammino (costringendo ovviamente i responsabili di WW ad agire).
    Tuttavia esso è parte della storia (della nostra storia) e questo nessuno può negarlo, è dunque giusto che se ne parli, ma con giudizio e misura.
    Saluti.
    LA MIA PAGINA "FORTIFICATA" SU FACEBOOK©: http://www.facebook.com/pages/Italien/323925510817

    Nel mezzo del cammin di questa vita, mostrassi alfin la truce metà oscura...
    ché la pazienza mia era finita, e lo baston calassi su ogne testa dura.


    Fatti non fummo, a viver come inermi... bensì pello inimico, far divorar dai vermi.


  4. #4
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    Secondo me è un argomento ancora troppo vivo per poterne parlare serenamente. A Trieste ci sono almeno due o tre opinioni ferocemente opposte in materia, rischiamo di far scoppiare una terza guerra mondiale. [:107]

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