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Discussione: info su carro

  1. #11
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    Re: info su carro

    Esatto!!!!...la dottrina di impiego di cotanto mastodonte prevedeva una squadra di fanteria che come incarico aveva proprio la protezione del pesante semovente dagli attacchi delle armi anticarro in dotazione alla fanteria avversaria, che come ben sappiamo, negli scontri cittadini era causa di ingenti perdite da parte degli attaccanti (...e la battaglia di Berlino lo dimostra!!)
    E a proposito di Berlino, un paio di foto...

    [attachment=1:1nd4rrwz]1945_is2_isu152_t34.jpg[/attachment:1nd4rrwz]

    e due...

    [attachment=0:1nd4rrwz]ISU_152.jpg[/attachment:1nd4rrwz]
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    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  2. #12
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    Re: info su carro

    Mi mette sempre i brividi la faciloneria con cui il comando supremo sovietico mandava al macello soldati con un addestramento veramente ridicolo tanto era scarso...
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  3. #13
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    Re: info su carro

    Purtroppo la stessa dottrina prebellica sovietica prevedeva un "esercito del popolo", di conseguenza con un addestramento di base già scarso per principio. In aggiunta a questo ci sono altri fattori per spiegare la quasi assoluta noncuranza per le perdite: in primo luogo la semplice consapevolezza della grandissima disponibilità di carne da cannone disponibile, molto superiore a qualsiasi singolo nemico europeo (il Grande Reich aveva in tutto circa 80 milioni di abitanti del 1939, l'URSS quasi il doppio). In secondo luogo le incredibili disfatte causate da "Barbarossa" portò ad una situazione di emergenza talmente elevata che i soldati venivano buttati in campo senza addestramento, armi o equipaggiamento e soprattutto tentando di tutto per fermare l'avanzata tedesca. In terzo luogo i generali di Stalin erano consapevoli che un fallimento, soprattutto nelle fasi iniziali (vedi Pavlov) poteva essere pagato con il prezzo più alto; di conseguenza non avevano remore a spingere gli attacchi, i contrattacchi o le fasi difensive oltre ogni qualsivoglia criterio militare. Anche di fronte ad una chiara disfatta continuavano a mandare gli uomini al macello, sperando che la massa e il sacrificio facessero ribaltare le sorti dello scontro. A tutto questo si aggiunsero gli ordini diretti di Stalin (il più famoso è il 270, conosciuto come quello del "non un passo indietro") e le compagnie di blocco dell'NKVD situate alle spalle dei reggimenti d'assalto. Spesso chi si ritirava veniva "convinto" a non farlo.
    La situazione cambiò nel 1943, 1944 e parte del '45, quando la situazione d'emergenza non era più grave e anche i vertici dello Stato Sovietico si resero conto che nemmeno loro avevano uomini infiniti. Soltanto nelle ultimissime fasi della guerra si ritornò in parte ad assalti sanguinosissimi, soprattutto perchè Stalin era preoccupato di accaparrarsi - a discapito degli Alleati occidentali - il maggior numero di terreno verso ovest. La presa di Berlino costò per esempio perdite immense all'Armata Rossa, perdite che a quello stadio della guerra erano del tutto inutili...

  4. #14
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    Re: info su carro

    Illuminante è la seguente ispirata considerazione di Stalin " Nell'esercito sovietico ci vuole piu' coraggio ad indietreggiare che ad andare avanti "

  5. #15
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    Re: info su carro

    Citazione Originariamente Scritto da Rheinmetall
    Illuminante è la seguente ispirata considerazione di Stalin " Nell'esercito sovietico ci vuole piu' coraggio ad indietreggiare che ad andare avanti "
    Per quanto ritenga che le citazioni lascino sempre un po' il tempo che trovano, in linea di massima questa corrisponde a realtà. Il fatto interessante è che ci sono molte testimonianze sui fanti dell'Armata Rossa che avanzano in linea di fila, quasi con il sorriso sulle labbra, davanti alle mitragliatrici nemiche (per quanto sia per lo più un falso propagandistico il fatto che urlassero "Stalin"). Questo apparente disprezzo della morte mostrato da molti soldati sovietici può essere in parte spiegato dalle condizioni in cui la popolazione dell'intera Unione Sovietica viveva nel periodo immediatamente precedente al conflitto. Il cosiddetto "Grande Terrore" coinvolse tutta la società sovietica in maniera quasi sconosciuta persino dalle popolazioni sotto il dominio tedesco. Alla I calcoli sono naturalmente molto sommari, ma secondo un censimento del marzo 1939 la popolazione aveva subito una flessione di circa 17 milioni di cittadini sovietici rispetto al periodo precedente all'inizio delle purghe. Nel 1938 Stalin era addirittura arrivato a vere e proprie fucilazioni "random" per quota: in pratica in una data provincia si dovevano fucilare 50.000 persone, in un'altra 30.000 e così via. Per la cronaca subito dopo i risultati del censimento, i suoi stessi autori vennero fucilati.
    In definitiva alla fine degli anni '30 non esisteva nessuno che poteva dirsi al sicuro dalle purghe di Stalin; gli stessi vertici del partito e dell'NKVD vennero diverse volte liquidati e sostituiti. Stalin era a tutti gli effetti l'unico che poteva dirsi al riparo, a meno che la sua intrinseca paranoia non lo facesse temere di se stesso.
    Quindi la componente psicologica giocò un ruolo notevole nella "Grande Guerra Patriottica" del 1941-45 e il soldato sovietico medio aveva sperimentato in precedenza privazioni e terrore su una scala così ampia, che probabilmente le cose non sarebbero state molto diverse anche senza le compagnie di blocco dell'NKVD alle spalle. Era semplicemente consapevole che la sopravvivenza in battaglia non lo avrebbe messo al sicuro quando sarebbe tornato a casa, basta considerare il trattamento riservato ai prigionieri di guerra dell'Armata Rossa quando ritornarono in patria dopo il 1945 (ed erano già stati immensamente fortunati a scamparla nei campi tedeschi), oppure quello riservato ai combattenti delle numerosissime bande partigiane che si crearono già nel 1941 nelle retrovie del fronte orientale: vennero trattati quasi come traditori. In effetti, per quanto tra il 1941 e il 1945 le persecuzioni dell'NKVD e il Grande Terrore subissero un notevole freno, dopo la fine del conflitto essi ripresero vigore, come anche il culto dello stesso Stalin.

  6. #16
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    Re: info su carro

    meno male che è morto....

  7. #17
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    Re: info su carro

    Infatti la continua processione di cittadini sovietici che ininterrottamente si recavano a Mosca presso il mausoleo che ospitava anche la salma di Stalin sulla Piazza Rossa era .... per sincerarsi che questi fosse morto veramente !!!
    Scherzi a parte però non bisogna dimenticare l'eccezionale patriottismo del popolazione delle repubbliche sovietiche: Rodina forse piu' che Stalin e il Partito fu l'elemento trascinante verso la vittoria del'Armata Rossa (unitamente ad una schiacciante se non annichilente superiorità di mezzi, materiali ed uomini).
    Inoltre occorre ricordare che il confronto con un avversario superlativo comportò una progressiva maturazione dell'RKKA:non solamente assalti ad ondate umane ma anche accresciuta capàcità di manovra e sapiente uso delle formazioni corazzate ispirandosi ai principi tattico/strategici già brillantemente messi in pratica dalla Wehrmacht.

  8. #18
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    Re: info su carro

    Beh sì, il fattore patriottico giocò una grande importanza nella guerra, dopotutto nel primo discorso pubblico che Stalin fece dopo l'invasione tedesca (il 3 luglio se non sbaglio) egli cambiò completamente indirizzo rispetto al periodo prebellico. Fece leva sul patriottismo russo (russo si badi bene, non ucraino, bielorusso ecc... i russi erano l'etnia più numerosa in URSS), chiamò tutto "fratelli e sorelle" e fece leva sul concetto di patria (Rodina appunto). Quindi egli era il primo ad essere pienamente consapevole che il fattore patriottico sarebbe stato più accattivante rispetto alla lotta per la conservazione della rivoluzione e del socialismo. Inoltre in breve tempo vennero ridotti i poteri dei commissari politici e reintrodotte le decorazioni (che spesso portavano il nome di eroi della storia imperiale russa).
    E' bene sottolineare tra l'altro che nonostante l'enorme fetta di territorio che i tedeschi ebbero sotto il loro controllo, al momento della loro massima avanzata non conquistarono mai più del 5/6% dell'Unione Sovietica, per quanto si trattasse della parte più industrializzata, ricca di risorse e in un certo senso "avanzata" del paese. Ma soprattutto l'avanzata tedesca toccò molto poco il territorio "russo" in senso stretto poichè le etnie che più risentirono dell'occupazione tedesca furono quelle dei paesi baltici, dell'Ucraina e della Bielorussia. Di conseguenza il nucleo più numeroso, patriottico e per alcuni versi "fedele" al governo centrale rimase sostanzialmente intatto e potè essere mobilitato totalmente per la guerra.

  9. #19
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    Re: info su carro

    Quello che ancora oggi a me pare incredibile, è come appunto nei territori toccati dall'invasore tedesco, lo stesso era acolto come "liberatore" dalle popolazioni della Russia csd bianca, stanca probabilmente di sottostare alla dittatura di Stalin. Ebbene, invece di approfittare di tale situazione i tedeschi (...ripeto incredibilmente...) si diedero subito allo sterminio di interi villaggi, cittadine e città, invece di approfittare di tale situazione a loro favore, nn aprofittando quindi di una enorme masa di popolazione che sostanzialmente li vedeva pure di buon occhio.
    Nonostante ciò, migliaia e migliaia di russi di arruolarono nelle file dell'esercito tedesco (certo l'alternativa magari era di morire di fame nei campi di concentramento), ma ripeto, secondo me la miopia...o la completa cecità, delle alte sfere dell'esercito tedesco (Hitler in primis, lo considero il miglior alleato di Stalin!!!) fece si che le popolazioni, con ritrovato patriottismo, si unissero alla lotta contro il bieco invasore fascista!!

    E' vero anche delle varie tattiche "suicide" dell'Armata Rossa, specialmente nei primi mesi di guerra....beh nn crediate che per i tedeschi sia poi stato rose e fiori l'invasione della Russia: lessi che solamente nei primi tre mesi di operazioni, l'esercito tedesco riportò le stesse perdite che aveva avuto dall'inizio della guerra nel settembre del 1939, senza contare le perdite in materiali e mezzi, assolutamente inadatti ad una guerra come quella condotta su suolo russo, e il terribile inverno del 1941 sarà letale per l'esercito tedesco!
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  10. #20
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    Re: info su carro

    L'invasione della Russia costò perdite alte alla Wehrmacht anche durante i primi 3 mesi di "Barbarossa", perdite molto più alte rispetto ad ogni singola campagna precedente. Ma esse sarebbero state comunque limitate se l'Armata Rossa avesse ceduto - come era logico aspettarsi da qualsiasi altro esercito al mondo dopo milioni di perdite in 3/4 mesi - come Franz Halder ebbe a confidare nel suo diario il 3 luglio 1941:" Non è un'esagerazione affermare che la campagna di Russia è stata vinta in due settimane".
    Non andò così, contro tutte le aspettative - sia tedesche, che inglesi e anche di analisti americani (Marshall per primo) - e nonostante perdite spaventose, l'esercito e soprattutto lo Stato sovietico non solo sopravvissero, ma si ripresero e già alla fine del 1941 riuscirono a lanciare un serio contrattacco davanti a Mosca, a tutti gli effetti stupendo il mondo.
    In effetti con il senno di poi si potrebbe arrivare ad affermare che soltanto in una condizione i tedeschi avrebbero potuto vincere contro l'Unione Sovietica: che quest'ultima decidesse di arrendersi. Nonostante le incredibili vittorie iniziali infatti - che ricordo ancora riuscirono a privare l'URSS del 5/6% del suo territorio - i tedeschi al 22 giugno 1941 si trovavano ad affrontare il paese di gran lunga più esteso del mondo; con una popolazione doppia rispetto alla propria; afflitto da condizioni climatiche allucinanti; con un economia e una popolazione che era già stata militarizzata nel periodo prebellico (e lo fu molto più di quella tedesca fino almeno al 1943) e con forze armate da tempo di pace di una consistenza numerica immensa. A tutto questo si aggiunse un fallimento quasi totale dello spionaggio germanico nel indicare il numero preciso di divisioni e forze aeree, ma soprattutto erano completamente fuorvianti i dati relativi alla produzione bellica e industriale.
    Da parte loro l'esercito tedesco partì fin dal principio contando su una vittoria rapida, perchè non erano stati fatti seri preparativi per una continuazione della guerra durante l'inverno, la produzione industriale tedesca era ben lontana dal suo "optimum" e soprattutto le linee logistiche furono fin dal principio (già in luglio si verificarono seri problemi) erano incredibilmente inadeguate.
    Quest'ultimo punto è forse il più decisivo. La Wehrmacht, a differenza dell'esercito britannico e soprattutto americano, era soltanto in minima parte motorizzato e anche se lo fosse stato per intero non si sa dove avrebbe trovato il carburante, quindi la massa dell'esercito era lenta. Lo scartamento delle ferrovie sovietiche era differente rispetto a quello delle ferrovie dell'Europa occidentale e le strade erano tali solo sulle cartine consegnate agli ufficiali tedeschi; in più fin dal tardo 1941 ci si mise di mezzo un movimento partigiano che al 1943 contava centinaia di migliaia di membri, di gran lunga il più numeroso ed efficace di tutto il conflitto, con la sola possibile esclusione di quello Jugoslavo sotto Tito.
    Alla luce di tutto ciò i tedeschi si trovavano di fronte un compito di una difficoltà immensa, anche se ovviamente tutto questo è facilmente analizzabile adesso a distanza di 70 anni. Nel 1941 le forze armate tedesche venivano da una serie praticamente ininterrotta di vittorie, erano effettivamente le migliori del mondo e dal canto suo l'immensa Armata Rossa aveva fatto una figura meschina di fronte alle difese della Linea Mannerheim presidiata da poche decine di migliaia di truppe finlandesi. Per questo motivo - oltre che per l'evidente assoluta mancanza di notizie di quello che era veramente l'URSS staliniana - quasi tutti gli analisti del mondo prevedevano una rapida vittoria della Wehrmacht contro l'Armata Rossa.

    Il comportamento tenuto dalle truppe germaniche nei confronti delle popolazioni baltiche, ucraine e bielorusse - che per la maggior parte accolsero gli invasori come liberatori - è stato affrontato da molti autori, ad esempio Richard J. Evans, Norman Davies o Chris Bellamy, ed è ben approfondito nel libro di Mark Mazower: L'impero di Hitler. C'è poco da aggiungere. Sicuramente se le truppe d'occupazione tedesche si fossero comportate in altro modo avrebbero soltanto ricavato vantaggi da tutto ciò: appoggio della popolazione, movimenti partigiani molto meno numerosi e in generale retrovie più sicure. Il problema però stava alla base: Hitler fin dal principio non considerava la guerra contro l'URSS un normale conflitto, era una guerra contro "sub-umani" razzialmente inferiori, che alla meglio avrebbero dovuti essere deportati verso est una volta terminata la conquista. Alla peggio sterminati e il tutto per far posto a centinaia di migliaia di coloni tedeschi o di tedeschi etnici. La collaborazione o l'appoggio delle rivendicazioni nazionalistiche delle popolazioni della Russia Bianca all'inizio non erano contemplate minimamente (per quanto negli ultimi anni del conflitto si fece in parte marcia indietro). Gli abitanti erano visti dai tedeschi alla stessa stregua degli indiani d'America nel 1800, solo che erano molto più numerosi: in pratica occupavano un territorio - il Lebenstraum - che invece doveva servire per assicurare il futuro alla "razza tedesca"; ergo dovevano essere eliminati o deportati più a est. Quelli che rimanevano dovevano essere tenuti in uno stato di semi-analfabetizzazione - eventualmente sterilizzati - e utilizzati per compiti di bassa manovalanza dai padroni ariani. Insomma roba che oggi fa vergognare di appartenere alla razza umana, ma che all'epoca era presa molto seriamente in Germania e non solo in Germania.

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