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Discussione: Krieg SchaferHunde.....

  1. #11
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    Un grigione si, di gran carattere. Un cane completamente diverso dalla mia Lara, dolcissima e tranquilla. Mel è territoriale, di una intelligenza vivissima. Abbiamo fatto assieme un primo brevetto (utilità e difesa BH) più che sul serio perché è un cane che esige di fare, di usare la testa.... notevole. mel e io.jpg
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  2. #12
    Utente registrato L'avatar di Hetzer
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    Bellissimi animali, complimenti!!

    Credo che, durante la guerra, anzi le guerre, la cura di un animale servisse come una sorta di "ancora di salvezza" per chi si trovasse al fronte, in mezzo ad orrori di ogni genere.
    Mio padre fu conduttore di muli, e quando parlava dei suoi adorati quadrupedi gli si riempivano gli occhi di lacrime, mio padre amava cavalli, muli...e asini, credo gli servisse anche per sentire meno la lontananza da casa.

    Ci sono molte foto che testimoniano l'attaccamento soldato - cane al fronte. Una di queste mi ha sempre colpito, è la mia preferita, ed è questa....

    Foto pow.jpg

    Vorrei sperare che questo soldato possa essere tornato a casa, in Italia, insieme al suo inseparabile cane.
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  3. #13
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    Ricordo la foto.... Prigionieri degli inglesi. Chissà.

    RR
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  4. #14
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    La Pet teraphy, curare con gli animali è nata negli anni 50, ma sicuramente aveva valenza anche prima, anche se non lo sapevano....
    comunque i russi li adoperavano anche come cani anticarro, erano addestrati a infilarsi sotto i carri, trasportando una carica da demolizione sulla schiena, gli americani con i war dog, li usarono sia come portamessaggi che come scout, anche se nel loro primo impiego in italia ebbero, in seguito, bisogno di un nuovo ciclo di addestramentro, nel pacifico, erano implacabili a scovare il nemico nascosto..... i fedeli amici dell'uomo, nel bene e nel male...

    Grigioni sono i pastori tedeschi selezionati per le attitudini al lavoro, spesso sono fuori standard per colore, mantello o altro ma hanno una intelligenza e una capacità di lavorare impressionante, qualche decina di anni fà ebbi modo di vederli al SAS all'opera.... impressionanti.... una ragazza che conosco fà footing in una zona non raccomandabile, accompagnata dal suo grigione non è mai stata neanche lontanamente ....avvicinata...
    Quando nacque mia figlia, la cagna precedente a questa, deceduta 4 anni fà, portai la neonata in casa nell'ovetto, lo lascia in cucina... feci chiamare il cane da mia moglie ... entro in casa sentendo subito l'odore "nuovo", mise la testa dentro l'ovetto per capire e si acciambellò intorno subito dopo, da quel giorno mia figlia divenne initoccabile,ebbe una guardiana, una compagna di giochi, una sorella maggiore ..... indimenticabile vederle giocare con il tubo dell'irrigazione, l'una che toglieva all'altra, mai fatto un graffio neanche per sbaglio.....
    Sono Cani socievoli e molto intelligenti, pur soffrendo alla dipartita, non riesco a pensare ad una vita senza loro..... ognuno mi ha accompagnato per un pezzo di vita con i loro caratteri e le uniche caratteristiche, le ricordo tutte ......

  5. #15
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Come non quotarti ! PaoloM

  6. #16
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    E' un po' lungo, ma poi mi direte. Introduzione al mio Cani e soldati....

    <Due cani di guerra attaccati a una mitragliatrice> E’ un carico infame e tiriamo ugualmente, ché fino alla morte fedeli noi siamo. Che bello era il sole di Dio risplendente! Ma il diavol chiamò e corse il cane al richiamo. (Karl Krauss, Gli ultimi giorni dell’umanità) Il primo si chiamava Rohan; aveva sette anni quando sono nato. Quel cane avrebbe fatto per me qualsiasi cosa. Il nonno diceva che era un Pastore Alsaziano. Morì l’anno della mia prima comunione. Da noi in famiglia abbiamo sempre rispettato un periodo di lutto e riflessione prima di prendere un’altro cane, così ci vollero alcuni anni prima che arrivasse Tommy, un bassotto a pelo raso di un’intelligenza viva e dannatamente birbone. Gli piaceva nascondere gli oggetti per far poi capire che era stato lui a farlo e sfidare il proprietario in una vera e propria caccia al tesoro. Lo prendemmo cucciolo, consci del fatto che era ammalato dalla nascita. Rimase con noi soli quattro anni, quelli della mia adolescenza e passò ore ed ore ad ascoltare le mie confidenze senza mai annoiarsi o lasciarmi da solo. Poi è stato il turno di Poncho, che non venne scelto, ma ci scelse; la mia ragazza ed io lo incontrammo durante una passeggiata sul lungomare e lui ci seguì fino a casa. Aveva il pelo pieno di salsedine e le unghie consumate. Era una specie di volpino, di buona taglia con il pelo scuro e la coda a nord ovest. Non sapemmo mai da dove fosse capitato, ma rimase con noi per quasi quindici anni, vivendo una vita libera al punto che per lungo tempo vidi i prodotti della sua libertà nei giardini del mio rione temendo che prima o poi qualcuno mi avrebbe chiesto gli alimenti. Rin Tin Tin invece, Rinti per gli amici era il cane della mia fidanzata, un pastore meticcio di media taglia e di buon carattere con il quale condivisi gli anni di studio del liceo. Col servizio militare conobbi il mio primo cane da caserma, inevitabilmente Congedo. Era il cane della scuola militare Alpina di Aosta, o forse era la scuola ad essere sua. Comunque fosse era sempre pronto ad uscire in marcia con le varie compagnie, puntuale e preciso come un vero soldato. Un meticcio autentico, privo di ogni connotazione di razza. Morì di vecchiaia durante la sua ultima marcia, a Pila, prima che Pila diventasse una grande stazione sciistica. Spero che il luogo dove lo ho sepolto con i miei compagni sia stato risparmiato dalle ruspe. Dopo il militare, il matrimonio, si beh, il primo matrimonio. Adottammo Lila, una bastardina simil-beagle di un obbedienza esemplare. Al mare, in campeggio, girava libera attorno alla tenda senza allontanarsene mai. Quando nacque mia figlia l’annusò, la osservò e si pose a guardia della culla. Mi seguì anche nel divorzio, condividendo gli ultimi anni di Poncho per poi sostituirlo nella cuccia a casa dei miei genitori. Non voglio tacere di Champagne, la cocker doverosamente nevrastenica dei miei suoceri di allora. Un cane terribile: se si nascondeva sotto ad un mobile era impossibile stanarla, salvo ritrovarsela attaccata ad una scarpa nel tentativo che a volte riusciva, di forarla. Quando in vecchiaia si ammalò ebbe le migliori cure, ma la sua ora era ormai arrivata. Ho frequentato invece poco Pinki, il primo cane di mia figlia, che morì molto presto ed anche Batuffolo, il cane della mia ragazza dei tempi di Poncho. Gelosissimo, non mi sopportava proprio. Forse aveva ragione dato che adesso siamo di nuovo assieme ed assieme abbiamo il privilegio di vivere con Lara e Pedro, i nostri amici dell’età matura. Lara è un bel esemplare di Pastore Tedesco, femmina, Pedro appartiene ad una razza che ha un nome più lungo del cane: West Higland White Terrier, Westy, per gli amici. Sono cani fanatici della grande guerra. Non c’è caverna, dolina o trincea che non conoscano ed hanno conquistato anche varie vette delle Alpi Giulie, delle Carniche, delle Dolomiti. Solo l’ultima, ripida scaletta ha impedito loro di arrivare sulla cima del Sas de la Stria. Almeno credo che siano loro, i fanatici della grande guerra. Di certo sono così partecipi alle mie attività che Lara in più occasioni si è persino “vestita” da rievocatrice, trasformandosi in un perfetto Sanitätshund. Così come Pika, una meticcia Sanitätshundin arruolata in un reparto di rievocatori da montagna: il GSR2, di Nova Gorica. Spesso con Lara e Pedro ci sono Betty, oppure Nina, la nuova compagnia di mia figlia, che è in tutto e per tutto una copia della Lila della sua prima infanzia. Tutti assieme partecipano spesso alle escursioni dell’associazione Zenobi, con amici, alcuni dei quali non ci sono più, come Sara, Ania, Pino, Alice, Eva, Tex, Chicca, Dody, Lola, Kimba, Nerina, Lilli. O il vecchio Otto. Un mondo di affetti che viene dal passato e che continua tuttora. Un mondo di affetti non dissimile da quello che nel 1914 venne interrotto con la leva canina: i proprietari dei cani infatti dovettero obbligatoriamente portare i loro amici ad una visita nella quale i veterinari militari avrebbero deciso se l’esemplare fosse idoneo o meno ai servizi necessari per l’esercito: Sanitäts und Kriegszugshunde (cani per servizi di sanità o per il traino in guerra). Posso solo immaginare lo strazio della forzata separazione tra i cani ed i loro padroni. Lo choc per tutti, il duro addestramento, il lavoro faticoso, la speranza di vederli un giorno tornare a casa, come da apposita ricevuta. In Germania il 10% dei cani venne reso ai proprietari dopo la guerra. Vierbein Kamerad. Un grande risultato, considerando le condizioni di quel paese nei momenti del collasso del Reich e del fronte. Non abbiamo dati precisi per l’impero austro-ungarico, sfasciatosi a causa di scellerate decisioni politiche che tante tragiche conseguenze hanno portato negli anni successivi alla grande guerra, trascinandosi quasi sino ai giorni nostri. Cani da guerra, da traino, della sanità. Il cane, il miglior amico dell’uomo. Ma non tutti gli uomini, sono i loro migliori amici.
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  7. #17
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    nell'orecchio gli sussurri, vai vai..... e lei parte, incurante delle persone intorno, porta il messaggio ai compagni, poi risfreccia indietro per la risposta, su e giu per il Giogo, che ormai è casa sua, è diventata la mascotte di tutti.....
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  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Rawa Ruska Visualizza Messaggio
    Ricordo la foto.... Prigionieri degli inglesi. Chissà.

    RR
    Quei prigionieri affrontavano la lunga marcia che li avrebbe portati nei campi di prigionia in India. E' già tanto se il cucciolo non è finito in pentola...

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    Citazione Originariamente Scritto da Hetzer Visualizza Messaggio
    Bellissimi animali, complimenti!!

    Credo che, durante la guerra, anzi le guerre, la cura di un animale servisse come una sorta di "ancora di salvezza" per chi si trovasse al fronte, in mezzo ad orrori di ogni genere.
    Mio padre fu conduttore di muli, e quando parlava dei suoi adorati quadrupedi gli si riempivano gli occhi di lacrime, mio padre amava cavalli, muli...e asini, credo gli servisse anche per sentire meno la lontananza da casa.

    Ci sono molte foto che testimoniano l'attaccamento soldato - cane al fronte. Una di queste mi ha sempre colpito, è la mia preferita, ed è questa....

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    Vorrei sperare che questo soldato possa essere tornato a casa, in Italia, insieme al suo inseparabile cane.
    Ricordo un' altra foto di soldati italiani della Piave disarmati dai tedeschi dopo l' 8 settembre a Roma. Uno di loro porta un cucciolo al guinzaglio: se la trovo la posto, ok?
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

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