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Discussione: La Battaglia di Stalingrado

  1. #11
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    Niente da fare, ho cercato in lungo e in largo ma i filmati che dico io niente, almeno su ioutube, ci sono tremila e più filmati sull'argomento ma sono poco pertinenti: o contengono immagini di repertorio che conoscono tutti oppure sono documentari di un o dell'altra parte, niente che possa andare bene, spiacente, stavolta niente filmati...

    Saluti
    Die Nadel
    Komm mein Schatz, denn wir fahren nach Croce D’Aune

    Canale youtube: http://www.youtube.com/user/Feldgragruppe?feature=mhee

    Sito web: http://www.feldgrau.eu/

    Pagina facebook: http://www.facebook.com/Feldgraugruppe

  2. #12
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    Tranquillo Fritz,nessun problema,va bene anche così[]

  3. #13
    Collaboratore L'avatar di mirco
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    Cari amici non dimentichiamo che stiamo parlando di eserciti invasori,ed in quanto tali portatori di una politica di conquista e distruzione,su uno stato sovrano riconosciuto internazionalmente;questo vale ovviamente anche per Polonia,Francia,Belgio,Olanda, ecc...ecc...Quindi scusate ma la responsabilità* non è stata certo di chi si è difeso!!!!o NO .

  4. #14
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    Mirco,scusami,ma non è questa la tematica in discussione,non ti pare?SAppiamo tutti che i tedeschi hanno invaso ed ucciso,massacrato e fatto porcherie,nessuno lo nega,solo non capisco anche in questo caso questo intervento a risabilire la solita verità* assoluta....ma santo cielo,qua si parla di una coa e puntualmente si cerca di uscire con le solite polemichette,ma la vogliamo finire una volta per tutte.
    Piuttosto,perchè non apri un topic di tuo gradimento e parli di quello,piuttosto che fare interventi che dicano quello che tutti già* sappiamo,ma ovviamente in chiave non polemica?
    Parla della glorisoa armata rossa,parla di quello che hanno o non hanno fatto,ma non pensate sempre e solo a puntualizzare quello che non vi garba....non mi sembra una cosa costruttiva.
    E poi,siamo sempre alle solite,se qualcuno non riesce a vivere senza la polemichetta....questo è un'altro discorso,ma che tristezza......

  5. #15
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    Quoto l'intervento di Mulon.. parliamo di Storia e il tutto va visto con un occhio diverso.. sono affamato di Storia.. [ad]
    Die continua così sono molto interessanti i tuoi Topic.. e mi aiutano a comprendere, seppur tutto in pillole cose che non ero a conoscenza.. il resto cerco di integrarlo con delle buone letture di libri.. Viper 4
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  6. #16
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    parliamo di Storia e il tutto va visto con un occhio diverso

    Ecco,questa frase è sintomatica,da prendere da esempio.....hai espresso in una riga quello che io non sono riuscito a fare in migliaia di post,davvero ottimo Viper[]

  7. #17
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    Siamo qui tutti più o meno per la stessa cosa.. imparare, scambiarci opinioni e crescere []
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  8. #18
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    Bene Die aggiungo qualcosina evitando di citare per quanto possibile i dati che tu hai esposto molto bene.
    E parto dalle cartine.

    <font color="navy">A sinistra la cartina del piano originario dell'0ffensiva tedesca del giugno 1942 (Direttiva 41) a destra il nuovo piano (Direttiva 45</font id="navy">)
    Immagine:

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    <font color="navy">MOVIMENTI TRA IL 25 LUGLIO E IL 19 AGOSTO</font id="navy">
    Immagine:

    169,65*KB

    <font color="navy">I quattro uomini che difesero Stalingrado durante una riunione di guerra. Da sinistra Krylov, Ciujkov, Gurov e Rodimtsev
    Immagine:

    115*KB
    </font id="navy">

    <font color="navy">Friedrich Wilhelm Ernst Paulus comandante della 6a armata segue le fasi di un bombardamento sul fronte di Stalingrado da un osservatorio d'artiglieria</font id="navy">
    Immagine:

    178,94*KB

    Nell`avanzata che dovrebbe rendere la Wehrmacht definitivamente padrona della Russia si trova, lungo una direttrice la città* di Stalingrado, l`antica Caricyn fondata dagli Zar.
    E come già* detto la città* non era affatto un obiettivo primario, diviene un centro nevralgico della lotta e assurge ben presto a simbolo di prestigio per gli invasori che vorrebbero piantare la bandiera con la croce uncinata e per i difensori decisi a non cedere la città* che porta il nome del dittatore sovietico.

    <font color="navy">Un'immagine aerea di Stalingrado prima della guerra</font id="navy">


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    In quella calda estate del 1942 aveva all`incirca 450.000 abitanti.
    Era una città* che venendo dall`ovest si scorgeva all`ultimo minuto, dopo chilometri e chilometri di campi di grano e piccoli villaggi.

    L`abitato appariva disteso per 32 Km.
    Di qua del Volga si offriva allo sguardo di chi veniva dall`ovest il grande quartiere industriale suddiviso in tre grandi zone, tutte disposte a nord, la grande fabbrica di trattori "Dzerzinskij" , lo stabilimento metallurgico "Barrikady" (barricate) e l`acciaeria "Krasny Oktibar" (Ottobre Rosso) da cui uscivano quasi la metà* dei trattori, dei carri armati e dei veicoli meccanici di tutta l`Unione Sovietica, oltre a cannoni, mortai, Katiuscie, mine, proiettili per l`artiglieria leggera e pesante, filo spinato, esplosivo e altri prodotti necessari all`esercito.
    Ad ovest e a sud sorgeva il Colle 102 (perché a 102 metri sul livello del Volga) noto anche come Mamayev Kurgan su questa altura si trovava un vecchio cimitero tartaro.
    C`era anche il tram a Stalingrado sempre zeppo di gente e anche tre reggimenti di polizia che controllavano la città* e i suoi accessi.
    I tedeschi non lo sapevano ma con uno sforzo incredibile, il comitato di difesa in 10 mesi, adoperando più di 200.000 uomini e donne, aveva fatto costruire tre linee di difesa che nel loro insieme comprendevano 2.700 chilometri di fossati anticarro, trincee.piazzole per mitragliatrici, per cannoni e trappole.
    Le linee erano fatte in modo che se anche il nemico fosse riuscito a controllare il corso del Volga, la città* avrebbe avuto sempre libera una o più vie di rifornimento.
    Questo fattore si dimostrerà* della massima importanza nei momenti di maggiore crisi consentendo agli assediati sempre sia pur precari punti di contatto con l`esterno.

    <font color="navy">Colonna di soldati russi si preparano a difendere ad oltranza la città*</font id="navy">
    Immagine:

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    Questa città* con El Alamein segnò una svolta nella seconda guerra mondiale.
    Nessuno dei due stati, il tedesco e il russo, l`aveva inserita espressamente nei suoi piani pensando di svolgere in essa o intorno ad essa, una grande battaglia, la battaglia più dura e la più sanguinosa di tutta la guerra, nacque quasi per caso, fu il frutto della fatalità*.
    L`obiettivo per Hitler era il Caucaso che rappresentava un boccone prelibato, con tutto il suo petrolio (il 70 % della produzione russa ), il suo gas (il 65 % dei giacimenti), le sue miniere, la sua energia elettrica, i suoi prodotti agricoli ( dal cotone al grano e all`uva), cavalli e animali che si trovavano nelle fattorie.
    Il Caucaso era anche l`anticamera dell`Iran e del Medio Oriente arrivandovi avrebbe forse potuto dare inizio a quel grande piano di ricongiungimento con le truppe di Rommel (e quelle italiane) che stavano mettendo in rotta gli inglesi ed erano già* penetrate nell`Egitto.

    <font color="navy">Stalingrado bombardata</font id="navy">
    Immagine:

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    <font color="navy">Il Silos di Stalingrado uno fra gli edifici più contesi della città*, cambiò più volte di mano </font id="navy">
    Immagine:

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    La battaglia ebbe due volti, un`estate caldissima, con il sole implacabile sulla steppa prima del Don.
    Una steppa piena di polvere e di piccoli arbusti alternati a campi di miglio e di girasole.
    Era tanta la polvere che quando le colonne dei soldati o dei mezzi cingolati si muovevano si levava una nube alta decine di metri.

    <font color="navy">Carri tedeschi che avanzano nella steppa</font id="navy">Immagine:

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    Immagine:

    165,62*KB

    Quella steppa diventò una lastra terribile di ghiaccio.
    Il Don cominciò a gelare in ottobre e così anche il Volga.
    La crosta diventò così spessa che i carri armati vi passavano come su piste di cemento, il termometro calò anche a 40 gradi sotto zero.
    Per arrivare al Caucaso i tedeschi schierarono 900.000 uomini, 1.260 carri armati, 17.000 cannoni e 1.640 aerei.
    Le forze erano suddivise in due gruppi d`armate A e B.
    I russi avevano in linea 655.000 uomini, 740 carri armati. 14.200 cannoni e mortai e un migliaio di aeroplani.
    Per la difesa di Stalingrado si presentarono 50.000 abitanti come volontari e vennero aggregati alla Guardia del Polpolo.
    Altri 75.000 entrarono a far parte della 62° armata, inoltre 3.000 ragazze furono impiegate come infermiere, telefoniste e staffette, mentre a un certo punto entrarono a far parte delle formazioni di combattimento anche migliaia di ragazzi.
    luciano

  9. #19
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    Luciano bravo,questo si che si chiama partecipare attivamente ad un topic facendo cultura,storia.Ottima integrazione,come sempre.....le immagini poi sono veramente delle chicche.Complimenti.

  10. #20
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    Sono daccordisssssssimoooo parliamo di STORIA!

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