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Discussione: La Guardia della Rivoluzione. La Milizia nel 1943 (vol. I)

  1. #1
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    La Guardia della Rivoluzione. La Milizia nel 1943 (vol. I)

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    Formato: 17x24
    Pagine: 307
    Casa Editrice: Herald Editore (Roma 2013)
    Costo: Euro 20
    Non si possono pubblicare le e-mail personali
    LA GUARDIA DELLA RIVOLUZIONE
    La Milizia fascista nel 1943

    E’ uscito per i tipi della Herald Editore di Roma il nuovo studio del Dott. Pietro Cappellari: La Guardia della Rivoluzione. La Milizia fascista nel 1943: crisi militare – 25 Luglio – 8 Settembre – Repubblica Sociale.
    A 70 anni dagli eventi, Cappellari, ricercatore della Fondazione della RSI, ha illustrato come le Camicie Nere, in quel cruciale 1943, rappresentarono quanto di meglio le Forze Armate italiane seppero schierare sui campi di battaglia, fondendo in un unico organismo politico-militare le energie del volontarismo di guerra, l’orgoglio di un Corpo di aristocràti, le idealità di un romanticismo politico di stampo nazional-patriottico.
    Lo studio rappresenta un primo volume di un’opera complessiva in tre tomi che ha l’ambizione di descrivere in maniera nuova ed esaustiva gli ultimi due anni di vita di quella che fu chiamata “la Guardia Armata della Rivoluzione”. Infatti, sugli ultimi due anni di vita della Milizia, ossia l’organizzazione militare creata originariamente per difendere la Rivoluzione fascista, non esistono studi esaurienti. Questo per una serie di fattori. Il 1943-1945, infatti, è un periodo straordinariamente, quanto drammaticamente, ricco di eventi: si pensi solo che nel primo anno di questo biennio si verificarono il 25 Luglio, ossia la caduta di Mussolini; l’8 Settembre, la resa incondizionata del Regno d’Italia agli Angloamericani; la nascita della Repubblica Sociale Italiana.
    Con questo primo volume si è evidenziato il ruolo della MVSN nel drammatico 1943. Fu un anno cruciale per la storia d’Italia. Lo studio di come la Milizia abbia reagito davanti agli eventi che si succedettero con rapidità impressionante ha permesso di revisionare alcune pagine di storia. Non solo superando quelle incrostazioni sedimentate dalla vulgata antifascista e anti-italiana.
    Con la caduta di Mussolini la Milizia ripiegò su se stessa, non reagendo al colpo di Stato. Che la MVSN “resse” al dramma del 25 Luglio lo dimostra il suo comportamento all’annuncio della resa incondizionata (e del conseguente passaggio al nemico). La sera dell’8 Settembre, mentre tutti i reparti del Regio Esercito si squagliavano come neve al sole, i Legionari della Milizia – indossati nuovamente camicia nera, fez e fascetti in precedenza epurati per ordine di Badoglio – si posero senza indugio al fianco dell’alleato germanico, garantendo ovunque l’ordine pubblico e “facendosi Stato”. Furono proprio le caserme della MVSN a rappresentare, in quei drammatici giorni, il simbolo che l’Italia come Stato non si era eclissata dalla storia, divenendo il punto di riferimento per tutti coloro che rifiutavano la resa incondizionata. Furono le Camicie Nere a riaprire le Federazioni del Partito Nazionale Fascista chiuse dopo il 25 Luglio e a riprendere l’attività politica su tutto il territorio nazionale non ancora occupato dal nemico angloamericano. Fu dalla reazione delle Camicie Nere che poté mantenersi in vita lo Stato italiano, quello Stato che prenderà, successivamente, il nome di Repubblica Sociale Italiana.

    Primo Arcovazzi


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    PIANO DELL’OPERA

    ABBREVIAZIONI E SIGLE
    RINGRAZIAMENTI
    INTRODUZIONE
    La Milizia di fronte alla storia
    Un anno di fuoco: il 1943

    CAPITOLO I: LA MILIZIA IN GUERRA
    La “debolezza” della MVSN
    La Milizia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale
    Le Camicie Nere sui campi di battaglia
    I Battaglioni M

    CAPITOLO II: LA CRISI MILITARE ITALIANA
    Complotti e complottisti
    La Divisione Corazzata M
    I Battaglioni Squadristi
    La Guardia ai Labari

    CAPITOLO III: IL TRAUMA DEL 25 LUGLIO: TRA PATRIA E PARTITO
    Verso il colpo di Stato
    Un crollo generale
    I fascisti resistono
    La “marcia su Roma” del “Pontida”

    CAPITOLO IV: IL DRAMMA ITALIANO
    La gestione Armellini
    Il tradimento dell’8 Settembre
    La morte della Patria

    CAPITOLO V: PER L’ITALIA, PER IL FASCISMO
    Italo Romegialli: l’alfiere della rinascita
    La 1a Legione M
    Lo spontaneismo fascista
    La Milizia nel Regno del Sud
    La Repubblica delle Camicie Nere


    CAPITOLO VI: LA MILIZIA NELLO STATO NAZIONALE REPUBBLICANO
    La Repubblica Sociale: un “Governo di fatto”
    I rapporti con i Germanici
    La Milizia “totalitaria”
    Il progetto Graziani: un esercito nazionale
    Il promemoria Canevari
    Gli Internati in Germania

    CAPITOLO VII: LA MILIZIA IN ARMI
    Il Congresso di Verona
    Il fallimento di Canevari
    Il Corpo delle Camicie Nere
    Dalla Milizia alla Guardia
    Il rifiuto del Regio Esercito

    CAPITOLO VIII: UN FENOMENO EPOCALE: IL VOLONTARISMO GIOVANILE DI GUERRA
    Renato Ricci, il fascista integrale
    La Milizia Artiglieria Controaerei
    La Milizia Artiglieria Marittima
    La Guardia Giovanile Repubblicana
    La Milizia Nazionale Universitaria

    APPENDICE
    Documento n. 1: Gradi e struttura della MVSN-GNR
    Documento n. 2: I diari storici dei reparti della MVSN
    Documento n. 3: L’attività degli USI della MVSN tra il 1° Febbraio 1942 e il 1° Febbraio 1943
    Documento n. 4: Dislocazione delle Unità della Milizia Postelegrafonica al 1° Febbraio 1943 e sviluppo della sua struttura operativa nella RSI
    Documento n. 5: I numeri della Milizia
    Documento n. 6: Le Camicie Nere nella Provincia di Lubiana
    Documento n. 7: I Battaglioni CC.NN. operativi all’estero dopo l’8 Settembre

    BIBLIOGRAFIA

    INDICE DEI NOMI

    NOTE

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di stecol
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    Piero, che ne diresti di passare nella stanza delle PRESENTAZIONI ?

    Grazie
    É difficile volare con le aquile quando hai a che fare con i tacchini ....

  3. #3
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    Bravo Pietro! Sei sempre una fucina di novità editoriali.
    Cmq lasciati dire, e te lo dice uno che ha chiare simpatie, come ben sai, che questa introduzione mi sembra un po' troppo roboante. Non ho letto il libro e spero di avere presto il piacere di leggerlo, tuttavia sentir dire "La sera dell’8 Settembre, mentre tutti i reparti del Regio Esercito si squagliavano come neve al sole, i Legionari della Milizia – indossati nuovamente camicia nera, fez e fascetti in precedenza epurati per ordine di Badoglio – si posero senza indugio al fianco dell’alleato germanico" mi sembra un po' eccessivo anche perchè in qualche caso la MVSN, quando ebbe comandi superiori degni di questo nome (cioè con le idee chiare) come in Corsica, le camice nere non esitarono ad anteporre gli interessi in quel momento e in quel luogo nazionali, ai principi politico-ideali. In Corsica i tedeschi aggredirono i soldati italiani, comprese le CCNN da sbarco e della Milmart e queste reagirono obbedendo ai giusti e chiari ordini del gen. Magli che fu uno dei pochissimi ufficiali a capire e a prepararsi per quello che probabilmente sarebbe successo a breve, dopo il 25 luglio.
    Per inciso, per curiosità storica, pochi sanno che proprio in Corsica si ebbero combattimenti tra le due milizie di partito, cioè tra MVSN ed SS, con il successo della prima.

  4. #4
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    P.S.
    Anche a Bari furono soprattutto le CCNN a respingere il tentativo dei guastatori tedeschi (appartenenti ai temibili paracadutisti Diavoli Verdi), in fatti il Gen. Bellomo che respinse l'attacco con le camice nere e altri reparti di formazione era stato inviato a Bari proprio col compito di riorganizzare i quadri dei locali reparti della MVSN e quindi era proprio il comandante degli ex reparti MVSN della piazza di Bari.
    Aggiungo che anche a Napoli ex appartenenti alla MVSN e iscritti al PNF locale combatterono contro i tedeschi, anche se nel caso delle 4 giornate di Napoli di fatto non combatterono reparti organici nè ex camice nere nè regio esercito, fatta qualche modesta eccezione per i marinai del porto e delle difese costiere.

  5. #5
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    Esatto, e ciò è ben evidenziato all'interno del libro. La presentazione è di per se generale. Le eccezioni confermano la regola.

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