Risultati da 1 a 1 di 1

Discussione: La Lex Scatinia e l'Editto "De adtemptata pudicitia"

  1. #1
    Moderatore L'avatar di Gertro
    Data Registrazione
    Oct 2010
    Localitā
    Italia - Puglia
    Messaggi
    3,519

    La Lex Scatinia e l'Editto "De adtemptata pudicitia"

    Ciao a tutti, e' mai possibile che nel 149 a.C. (secondo alcuni nel 225 a.C. circa) il Senato dovette intervenire con la lex Scatinia per reprimere alcuni comportamenti omosessuali dei cittadini romani? La legge, infatti, colpiva con una sanzione di 10.000 sesterzi il partner passivo e l'adulto che avesse infastidito o tenuto una relazione con un puer libero. Se si senti' la necessita' di una legge evidentemente si trattava di pratiche che avevano oramai raggiunto una larga diffusione. Mi chiedo allora dove sia l'austerita' dei costumi repubblicani se il Senato dovette addirittura intervenire con una simile legge.
    Per di piu' questa legge fu la prima ad occuparsi dell'omosessualita' dei cittadini romani prima di una costituzione imperiale del 342 d.C.
    Nel 18 d.C. poi Augusto intervenne con la lex Iulia per impedire e colpire comportamenti corrotti dei cittadini romani. E' evidente che i costumi sessuali dei romani fossero molto licenziosi e Svetonio di sicuro non ha raccontato circostanze infondate sugli aspetti sessuali degli imperatori romani.
    Tornando alla lex Scatinia va rilevato che quest'ultima non debello' la pederastia evidentemente perche' la pena prevista era solo pecuniaria. I ragazzi romani, infatti, nonostante tale legge, continuavano ad essere infastiditi. I ragazzi venivano infastiditi per strada anche sfacciatamente.
    Fu un Pretore urbano a tentare un ulteriore rimedio a questa diffusa e preoccupante situazione. Nell'editto nel quale, all'inizio del suo periodo di carica, come era consuetudine, il Pretore indicava ai cittadini i criteri in base ai quali avrebbe amministrato la giustizia, questo Pretore, di cui non si conosce il nome, introdusse una sanzione (anche questa ignota) nei confronti di coloro che per strada avessero infastidito, oltre alle donne, anche i ragazzi praetextati (erano i ragazzi di nascita libera che indossavano la toga praetexta, una toga bianca bordata di rosso, la stessa toga dei sacerdoti e magistrati). I comportamenti puniti dall'editto "de adtempata pudicitia" erano diversi. Oltre a chi seguiva per strada un ragazzo pretestato o una donna, veniva sanzionato anche colui che a questi sottraeva la scorta (i ragazzi perbene come le donne non potevano uscire da soli) e coloro che blandivano tali ragazzi come anche le donne con discorsi o parole suadenti per evidenti fini. Tale editto fu emanato nel 119 a.C. circa dopo trent'anni dalla lex Scatinia. Com'e' evidente si trattava di un malcostume molto diffuso cui le leggi e gli interventi sanzionatori cercavano di porre rimedio ma vanamente perche' nonostante questo ulteriore intervento la situazione non miglioro'. I romani, infatti, continuavano a corteggiare i fanciulli. Mal si addice, a mio avviso, questo malcostume ad un popolo di conquistatori.
    Dal web, ricostruzione di un ragazzo con toga praetexta.
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login



Tag per questa discussione

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •