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Discussione: La maschera antigas tedesca e i suoi accessori

  1. #3271
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    Re: tubo per mag verde chiaro

    ciao e buon anno

    io ho trovato su quel Feldpost , questi dati

    (Mobilmachung-1.1.1940) Stab II Infanterie-Regiment 67,

    (28.4.1940-14.9.1940) Stab II u. 5.-8. Kompanie Infanterie-Regiment 67,

    (15.7.1942-24.1.1943) Stab II u. 5.-7. Kompanie Panzergrenadier-Regiment 67,

    (7.11.1944-Kriegsende) 9.11.1944 Stab II u. 6.-10. Kompanie Panzergrenadier-Regiment 67,

    (7.11.1944-Kriegsende) 22.3.1945 Stab II u. 6.-10. Kompanie u. Versorgungs-Kompanie II Panzergrenadier-Regiment 67.
    Ciao Mauro

  2. #3272
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: tubo per mag verde chiaro

    Citazione Originariamente Scritto da der graf
    La colorazione è il feldgrau "canonico", tipico di questi oggetti. L'effetto di schiarimento potrebbe avvenire per causa dell'ossidazione della vernice dovuta al tempo e alla luce.
    Buon inizio anno a tutti.
    kdg

  3. #3273
    Moderatore L'avatar di Waffen
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    Re: tubo per mag verde chiaro

    Risulta che questa divisione era a Castel Martini In provincia di Pistoia in Toscana dall'Agosto del 1944
    kappa

  4. #3274
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    Re: tubo per mag verde chiaro

    [quote="Waffen"]Risulta che questa divisione era a Castel Martini In provincia di Pistoia in Toscana dall'Agosto del 1944 [/quote

    ...tutto torna!

  5. #3275
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    MASCHERE ANTIGAS TEDESCHE 2^GM

    Uno fra gli accessori più assiduamente presenti nell’equipaggiamento del soldato tedesco della seconda guerra mondiale è senza dubbio la maschera e porta maschera antigas (Tragbüchse mit Gasmaske), oggetto oltretutto di facile reperibilità e quindi immancabile all’interno di ogni collezione di militaria tedesca. Anche se durante tutta la 2a guerra nessun esercito belligerante fece uso di gas, la Germania, fin dall’inizio degli anni trenta, cercò di proteggere i propri soldati al meglio delle proprie possibilità, memore degli episodi trascorsi nella prima guerra, quando di uso invece ne venne fatto assai pesantemente. E’ questo il motivo che indusse gli alti comandi della Wehrmacht a dare un peso notevole alla questione e ad ordinare il porto del kit antigas in ogni istante ed in ogni fronte. Dal punto di vista uniformologico, questo diede origine ad una interessante serie di varianti molto apprezzate nell’ambito collezionistico, in quanto per ragioni di cammuffamento si rese necessario adattare il colore nativo Feldgrau del tubo porta maschera all’ambiente circostante, sia per iniziativa personale che ordinata.
    [center:1ji1q2n7][attachment=44:1ji1q2n7]Senza titolo-1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    MASCHERE ANTIGAS

    I modelli di maschera usati dalla Wehrmacht furono sostanzialmente due. Entrambe erano versioni modernizzate del precedente modello (1924) risalente all’era della Reichswehr provvisoria e consisteva in una maschera facciale con collegato un filtro a sezione ovale tramite uno scomodo tubo flessibile. Ne venne fatto uso anche dalla Wehrmacht seppur con il solo fine di addestramento delle reclute. I modelli che ebbero un ruolo attivo durante la guerra furono i due successivi.


    Entrambi modelli erano realizzati in tre taglie ben evidenti nella parte frontale. Il primo, anch’esso nato nel periodo della Reichswehr, mod. 1930, era prodotto in tela gommata, avente i bordi trattati con gomma vulcanizzata ed una cornice interna di morbido cuoio scamosciato indispensabile per farla aderire meglio al viso ed impedire l’ingresso dell’ aria da fuori. Al centro erano presenti due grossi visori in metallo asportabili tramite svitatura per un’eventuale sostituzione degli oculari esterni. Nella loro parte interna vi erano presenti due supporti per il posizionamento dei filtri antiappannanti (Klarscheiben) di cui ogni soldato ne era dotato di due paia (4 dal 1942) siti nella propria scatola all’interno del porta maschera. Questi una volta montati, dovevano prevenire l’annebbiamento da umidità dei visori quando la maschera era in uso nei climi freddi. La cartuccia filtrante era avvitata sul supporto metallico al di sotto del mento dove vi era anche ubicata la valvola di inspirazione.
    [center:1ji1q2n7][attachment=39:1ji1q2n7]mascheratela1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=38:1ji1q2n7]mascheratela2.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]
    [center:1ji1q2n7][attachment=37:1ji1q2n7]26.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=36:1ji1q2n7]32.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=35:1ji1q2n7]30.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Il condotto dell’aria d’espirazione invece era posto nella parte retrostante il supporto e fu oggetto di tre modifiche nell’arco del tempo. Inizialmente non vi era alcun oggetto atto a proteggerlo, cosa che venne pensata in un secondo momento aggiungendo un profilo bucherellato solidale al corpo principale tramite fascettatura. Successivamente iniziò ad essere tutt’uno con il corpo principale.
    [center:1ji1q2n7][attachment=45:1ji1q2n7]29.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=47:1ji1q2n7]27.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=46:1ji1q2n7]28.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    La maschera veniva sostenuta al viso del soldato tramite una serie complicata di cinghie in tela (Schultergurt) contenenti al loro interno molle pretensionatrici e fibbiette a scorrimento per regolarne la lunghezza. Una cinghia più lunga, detta di trasporto (Trageband), ne permetteva la sospensione all’altezza della pancia in posizione di allerta.

    Per ragioni di complessità di costruzione e reperimento dei materiali utili, nel 1938 uscì un nuovo modello di maschera con esattamente le stesse caratteristiche estetiche e funzionali ma realizzata interamente in gomma di colore Feldgrau o nero anche se la versione in tela gommata continuò ad essere prodotta fino al finire della guerra. Il sistema di cinghie di trattenuta al viso era stato leggermente semplificato fissandole non più al corpo della maschera ma ad anelli rettangolari a loro volta fissati nella gomma ed eliminando un paio di molle pretensionatrici non più necessarie. Entrambe i visori erano diventati smontabili ad estrazione ed intelligentemente la struttura manteneva lo stesso sistema di avvitamento delle cartucce filtranti (Filter Einsatz) rendendole di fatto compatibili anche con il nuovo modello. Verso metà del 1943, causa ristrettezze economiche, si annunciò la sostituzione del tipo di materiali metallici con altri di origine ferrosa di conseguenza dannosa per un eventuale lettura della bussola magnetica. Per questo motivo ci si premurò di rendere evidenti questi modelli dipingendone le parti metalliche di blu.
    [center:1ji1q2n7][attachment=41:1ji1q2n7]mascheragomma1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=40:1ji1q2n7]mascheragomma2.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]
    [center:1ji1q2n7][attachment=43:1ji1q2n7]25.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=42:1ji1q2n7]24.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Le cartucce filtranti vennero prodotte in tre modelli, FE37, FE41 ed FE42 diversificandole in base alla loro azione contro i vari tipi di gas annotandone con timbri neri tutte le caratteristiche costruttive sulla parte superiore. Una ulteriore piccola variante venne prodotta con l’inizio del fronte africano allorchè si introdusse il modello FE37R con l’aggiunta della timbro ‘tropen’ o ‘tp’ sopra di esso. Tutti i modelli di maschere e filtri furono utilizzati fino alla fine della guerra, subendo sistematicamente una serie di controlli e revisioni da parte degli organi specializzati i quali ne timbravano l’anno d’esecuzione.

    FE37 (Filter Einsatz 37= Filtro ad innesto modello 37); RFe migliore circolazione del filtro (Verbesserter Ringförmiger Nebelfilter = Adatta alle condizioni di nebbia) e prodotto con materiale ferroso (Ferrum Eisen = Ferro Acciaio); AB 1940/379 marchio del produttore (Auer) e anno di produzione/lotto di produzione; WaA 320 (Waffenamt) codice amministrativo dell’ispettore di produzione.
    [center:1ji1q2n7][attachment=34:1ji1q2n7]fe37davanti.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=33:1ji1q2n7]fe37sopra.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=32:1ji1q2n7]fe37sotto.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    FE37R (Filter Einsatz 37= Filtro ad innesto, migliore circolazione del filtro (Verbesserter Ringförmiger Nebelfilter = Adatta alle condizioni di nebbia)); tp adatto per teatri d’operazione tropicali; Fe prodotto con materiale ferroso (Ferrum Eisen = Ferro Acciaio); flr codice del produttore (Draeger-Gesellschaft mbH, Wien); WaA ? (Waffenamt) codice amministrativo dell’ispettore di produzione.
    La parte inferiore della FE37R è tipicamente la stessa del modello FE41.
    [center:1ji1q2n7][attachment=31:1ji1q2n7]fe37rdavanti.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=30:1ji1q2n7]fe37rsopra.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=29:1ji1q2n7]fe37rstotto.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    [center:1ji1q2n7]Notare la piccola scritta 'tp' a sinistra del modello FE37R.[/center:1ji1q2n7]
    [center:1ji1q2n7][attachment=28:1ji1q2n7]fe37rtp.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    FE41 (Filter Einsatz 41= Filtro ad innesto mod. 41); Fe prodotto con materiale ferroso (Ferrum Eisen = Ferro Acciaio); ? caratteristica Wasserabweisend (idrorepellente); bwz codice del produttore (Auer-Gesellschaft AG, Werk Oranienburg); WaA 185 codice amministrativo dell’ispettore di produzione; 42/495 anno di produzione/lotto di produzione.
    [center:1ji1q2n7][attachment=27:1ji1q2n7]fe41davanti.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=26:1ji1q2n7]fe41sopra.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=25:1ji1q2n7]fe41sotto.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    FE42 (Filter Einsatz 42= Filtro ad innesto mod. 42); Fe prodotto con materiale ferroso (Ferrum Eisen = Ferro Acciaio); ? caratteristica Wasserabweisend (idrorepellente); fcc codice del produttore (Nier, Hermann, Metallwarenfabrik, Beierfeld in Sachsen); WaA ? codice amministrativo dell’ispettore di produzione; 44/3624 anno di produzione/lotto di produzione.
    [center:1ji1q2n7][attachment=23:1ji1q2n7]fe42davanti.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=22:1ji1q2n7]fe42sopra.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=21:1ji1q2n7]fe42sotto.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    [center:1ji1q2n7][attachment=24:1ji1q2n7]fetutti.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]


    PORTAMASCHERE

    I modelli di porta maschera (Tragebusche) usati dalla Wehrmacht furono sostanzialmente due.
    Il primo non fu altro che il riadattamento del modello originale nato durante la Reichswehr nel 1930. Questo, geometricamente parlando, era simile ad un cilindro chiuso ad una estremità avente un coperchio richiudibile tramite gancio a scatto che ricordava quella tipica delle bottiglie di birra dell’epoca. Le dimensioni erano 26 centimetri di altezza, 11,5 di diametro. Tutt’attorno al suo perimetro erano presenti delle scanalature verticali ed una orizzontale con lo scopo di irrobustirne la struttura realizzata interamente in metallo. All’interno di ogni tubo vi era posto un foglio isolante metallico per tutta la superficie circolare. Sul corpo vi erano saldati due anelli nella parte superiore ed uno in quella inferiore aventi lo scopo rispettivamente di trattenere una tracolla (Schultergurt) aggiustabile in lunghezza (circa 160 cm) per il suo regolare trasporto ed una piccola cinghietta con annesso un gancio piatto per tenere il porta maschera solidale al cinturone una volta indossato. Entrambe le cinghie erano trattenute tramite abbottonatura e rinforzate da una piccola sezione di cuoio amovibile per prevenire l’usura da strofinamento sui ganci metallici. Nella parte sottostante al coperchio di chiusura vi era apposto un vano per la sistemazione dei filtri anti appannanti.

    Nel 1936 il tubo porta maschera subì la prima modifica. Ne venne riprogettato il coperchio abbassandone l’altezza totale a 25 cm ed inserendo nella sua parte interna un nuovo comparto richiudibile con sportellino per la custodia dei filtri anti appannanti. Contemporaneamente ne venne modificato anche il sistema di chiusura del coperchio introducendo due varianti, una successiva all’altra. La prima molto simile a quella del modello precedente ma con struttura rinforzata avente una cinghietta in canapa per velocizzarne l’apertura, la seconda molto più moderna e tutta nuova, avente un sistema di aggancio/sgancio a tirare essendo dotata di armatura con molla interna. Nella conformazione fisica del tubo venne anche aggiunta una ulteriore scanalatura orizzontale nella parte inferiore per aumentarne la rigidità strutturale.

    Foto sotto: Portamaschera mod. 30/36 prodotto dalla ditta Draeger nel 1937.
    [center:1ji1q2n7][attachment=15:1ji1q2n7]tubobasso2.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=16:1ji1q2n7]tubobasso1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Rinforzi in cuoio montati ad infilare su entrambe le cinghie di trasporto. I rivetti di fissaggio sono entrambi realizzati in alluminio poiché di fattura prebellica; successivamente diventeranno in zinco per ragioni di economia.
    [center:1ji1q2n7][attachment=20:1ji1q2n7]11.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=19:1ji1q2n7]12.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Il tubo è appartenuto al soldato R. Buchinger N. 1631/4i ES come attesta il pezzetto di stoffa con il nome ed inquadramento militare cucito a metà della cinghia lunga. Un altro pezzetto invece ne ricorda le sue iniziali ricamate in rosso.
    [center:1ji1q2n7][attachment=10:1ji1q2n7]13.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=9:1ji1q2n7]14.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]


    Il modello successivo, introdotto nel 1938, viene comunemente detto ‘alto’ per le sue dimensioni leggermente cresciute (27,5 cm) e allargate (12 cm) rispetto il precedente, resesi necessarie per una migliore accomodatura della maschera in virtù del nuovi tipi di filtri. Per la chiusura del coperchio venne scelto il tipo decretato più funzionale, quello a molla, mantenendo lo stesso efficiente sistema di trasporto a cinghia spalleggiabile. Durante il proseguo della guerra fu deciso di correggerne i piccoli difetti limitanti. Per ordine (AWA. A. 1AC, N° 21909) datato 26 Novembre 1941, il tubo mod. ’38 subì un paio di modifiche affinché diventasse impermeabile all’ingresso di acqua e polvere. Vennero rinforzate le saldature e, anche se raramente riscontrata nella realtà, venne aggiunta una guarnizione dentro il tappo di chiusura. Il modello definitivo fu contraddistinto con una “D” in rilievo sotto la base (Dicht). Curiosamente, esistono porta maschere aventi la ‘D’ datati 1939, cosa che ci fa pensare che la disposizione burocratica in cui ne venne dato valore ufficiale fu successiva alla realtà dei fatti. Probabilmente si era ritenuto porre in essere le sperimentazioni per migliorare il prodotto finale anche in assenza di regolamenti. Dal 1942 in avanti, vennero realizzate altre variazioni a causa della difficoltà crescente del reperimento di materie prime e prive di comunicazioni ufficiali. Queste sono relative all’abolizione del piccolo supporto di cuoio sulle cinghie di trasporto e del foglio di metallo isolante interno (quest'ultimo in modo discontinuo). Anche la struttura fisica del tubo subì qualche cambiamento grazie alla soppressione della ribaditura dell’orlo della base inferiore (similmente a quanto accaduto all’elmetto mod. ’42) e all’assottigliamento della sezione dei passanti per le cinghie di trasporto. Altra caratteristica che denota la tardiva produzione, la si riscontra nell’armatura del gancio di chiusura avente i fianchi con profilo assottigliato.
    Tutte le maschere e porta maschere di ogni modello erano sistematicamente controllati alla loro produzione dall’ispettorato amministrativo il quale ne apponeva il proprio sigillo (Waffenamt) per confermarne l’affidabilità d’uso.

    Foto sotto: Portamaschera mod.38 prodotto dalla ditta Eckhardt & Co., Fabrikerzeugung von Auto-gen u. Atemgeraete, Chotebor nel 1943 con entrambe le cinghie rinforzate in gomma prodotte nel 43/44 dalla ditta Fatra AG, Napajedl / Maehren.
    [center:1ji1q2n7][attachment=18:1ji1q2n7]tuboalto1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=17:1ji1q2n7]tuboalto2.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Marchio ‘D’ presente in rilievo sul fondo che attesta la presenza delle caratteristiche di idrorepellenza (Dicht), (Wasserdichtem boden).
    [center:1ji1q2n7][attachment=14:1ji1q2n7]4.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Comparto richiudibile con sportellino per la custodia dei filtri anti appannanti. Nel tagliando in carta vi è scritto il nome del proprietario: Jg. (Jaeger) Horngacher Johann.
    [center:1ji1q2n7][attachment=11:1ji1q2n7]5.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=13:1ji1q2n7]6.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: A sinistra, tubo con foglio metallico interno isolante inserito fino al 1942. Da questa data in avanti il suo uso sarà discontinuo (come in quello a destra).
    [center:1ji1q2n7][attachment=12:1ji1q2n7]7.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=4:1ji1q2n7]18.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Sistema di chiusura/apertura realizzati con sistema a molla interna. Il primo (sinistra) è montato dal mod. ’36 in avanti ed il sistema è rimasto inalterato fino alla fine, se non per il l’assottigliatura dei fianchi dell’armatura nel finire della guerra.
    [center:1ji1q2n7][attachment=7:1ji1q2n7]10.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=8:1ji1q2n7]8.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Modello di portamaschera tardo in cui vi è stata soppressa la ribaditura dell’orlo della base inferiore. Non siamo distanti al periodo di quanto accaduto all’ultimo modello di elmetto.
    [center:1ji1q2n7][attachment=0:1ji1q2n7]1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Foto sotto: Portamaschera mod.38 versione camo mono tono tipico della campagna d’Italia(ritrovato in Sicilia) prodotto dalla ditta Eckhardt & Co., Fabrikerzeugung von Auto-gen u. Atemgeraete, Chotebor nel 1942.
    [center:1ji1q2n7][attachment=6:1ji1q2n7]tubocamo1.jpg[/attachment:1ji1q2n7][attachment=5:1ji1q2n7]tubocamo2.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Il metodo normale di indosso del tubo porta maschera nel soldato di fanteria era il seguente: la tracolla girava sopra la spalla sinistra e veniva aggiustata affinchè il tubo fosse posto quasi in orizzontale sopra il tascapane e di poco sotto il cinturone. Quindi il gancio della cinghia corta veniva assicurato al cinturone posizionato in mezzo fra il passante sinistro ed il supporto centrale del tascapane. Se il soldato doveva sedersi, il gancio doveva essere rimosso dal cinturone affinché il porta maschera fosse posizionato in avanti.
    [center:1ji1q2n7][attachment=2:1ji1q2n7]MMMMMMMMMMMMMMMMMM copia.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Se le condizioni non ne permettevano un simile indosso, vedi ad esempio per i soldati mitragliatori, il porta maschera doveva essere indossato nel lato opposto, a sinistra, ma alla stessa maniera.
    [center:1ji1q2n7][attachment=1:1ji1q2n7]narva-1941-eatern-front copia.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]

    Le truppe montate dovevano allacciare il cinturone sopra il bretellame del porta maschera col fine di trattenerne il più possibile i movimenti. Per gli autisti di veicoli a motore e motociclisti era invece posto sopra il petto con la tracolla attorno al collo con il coperchio rivolto nel lato destro.
    [center:1ji1q2n7][attachment=3:1ji1q2n7]2575-31ss.jpg[/attachment:1ji1q2n7][/center:1ji1q2n7]
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  6. #3276
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: Maschere e porta maschere antigas m. '30, m.'38

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro
    continua...
    Complimenti...
    Rimaniamo in attesa...

    P.S.
    Non dirmi che le maschere e i filtri in foto sono anch'esse tue...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  7. #3277
    Moderatore L'avatar di Waffen
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    Re: Maschere e porta maschere antigas m. '30, m.'38

    F A V O L O S O!!!
    kappa

  8. #3278
    Utente registrato L'avatar di stefano c
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    Re: Maschere e porta maschere antigas m. '30, m.'38

    complimenti alessandro, ottimo topic che seguiro' con interesse sopratutto se arriverai alla fine con i fantastici tubi mimetici, bellissimi e ricercatissimi nonche' oggi anche un po' "carini"

    stefano

  9. #3279
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    Re: Maschere e porta maschere antigas m. '30, m.'38

    spendido topic grazie

  10. #3280
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    Re: Maschere e porta maschere antigas m. '30, m.'38

    Resto anch'io in attesa, ma dico già da subito, ottimo lavoro ben spiegato e con tante belle immagini, complimenti
    luciano

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