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Discussione: la mia gallina dalle uova d'oro

  1. #1
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    la mia gallina dalle uova d'oro

    F. Corridoni - Alla riscoperta di Filippo Corridoni e della Trincea delle Frasche

    ed ecco qua la mia gallina dalle uova dora




    Trincea delle Frasche e Filippo Corridoni: due miti da riscoprire e rivalutare, strettamente dipendenti, legati in un unico breve itinerario. Un percorso che si propone di mettere in luce una porzione piccolissima del Carso isontino, in un breve periodo della nostra storia, l`autunno del 1915, e contemporaneamente riscoprire un personaggio, poco o mal conosciuto, inquadrandolo nel suo contesto storico-politico, della cui figura si è appropriato Mussolini facendone ingiustamente un mito della rivoluzione fascista (1).
    A chi avesse desiderio di conoscere dettagliatamente le vicende storiche appena narrate e desiderasse trovare puntualmente le tracce sul terreno dei sanguinosi avvenimenti bellici che si sono susseguiti, consiglio caldamente di munirsi di una guida (2). Se, grazie a studi ampi e recenti, è possibile proporre un itinerario breve ma completo e attendibile e se la storia che ha fatto da sfondo alle vicende narrate risulta obiettiva ed esauriente, ben altrimenti è necessario procedere per riscoprire il clima storico-politico in cui vive e opera Filippo Corridoni e soprattutto per riproporre una figura storica di problematica e difficile collocazione. I capitoli seguenti assumeranno un`importanza determinante per una puntuale comprensione dei fenomeni.

    Il luogo: Altopiano di Doberdò; salendo da Sagrado, dopo la località* Castelnuovo, ci si trova di fronte ad un bivio: una strada prosegue diritta verso San Martino, l`altra gira a destra verso Doberdò. Partendo dal bivio che rappresenta il vertice, è possibile individuare un ideale triangolo, alto poco meno di due km, teatro d`azione della Brigata Siena, dei suoi tentativi di conquistare la trincea delle Frasche e dove "l`arcangelo sindacalista" trova la morte.
    La storia: Gli avvenimenti si susseguono incalzanti in questo piccolo lembo di terra; le tracce delle battaglie si sovrappongono e il quadro che ne risulta non è affatto semplice da decifrare. Dopo l`inizio delle ostilità* che vedono le truppe italiane costantemente avanzare, è necessario affrontare le linee di difesa approntate dagli austroungarici sulle prime alture del Carso. Tra luglio e agosto 1915 le truppe italiane sono ormai attestate sull`altopiano; il 21 ottobre dalla linea trincerata di Castelnuovo si lanciano contro la prima linea austriaca, mentre il 23, nel tentativo di conquistare la Trincea delle Frasche muore Filippo Corridoni. Le vicende belliche purtroppo non si esauriscono qui, le Frasche saranno occupate il 13 novembre e solo dopo la presa di Gorizia questa parte del fronte conoscerà* una relativa pace (3).
    Il personaggio: Nonostante rappresenti uno dei pochi casi o forse l`unico di un uomo che abbia dato il proprio nome alla città* natale, modificando quello originario, e nonostante sia presente assiduamente nella toponomastica italiana, prestando il proprio nome a vie, piazze, scuole, Enti e Associazioni di tutti i tipi, Filippo Corridoni non compare nella nostra storia e pochi sono gli studi recenti che ne mettono in risalto la figura, che ne ripropongono la memoria e che facendo luce sul suo disegno politico, apparentemente contraddittorio ma portato avanti coerentemente fino alla morte, ne denunciano lo sfruttamento consumato dal fascismo prima e da tutta la destra poi.
    Nasce a Pasula in provincia di Macerata nel 1887, divenuta nel 1931 Corridonia. Socialista, antimilitarista, si schiera prestissimo con il movimento dei sindacalisti rivoluzionari che trovano in G. Sorel (4) il loro precursore e diventa un personaggio di primo piano nelle lotte sindacali prima a favore del bracciantato agricolo, poi dei lavoratori dell`industria. Nel 1912 insieme ai fratelli De Ambris, Tullio Masotti e altri compagni pensa sia giunto il momento di dare vita ad un movimento sindacale rivoluzionario, autonomo rispetto alla Confederazione Generale del Lavoro, troppo condizionata dalle idee riformiste e caute del Partito Socialista e fonda l` Unione Sindacale Italiana.
    Nel giugno1914 partecipa attivamente alle dimostrazioni che dalle Romagne si propagano in tutta Italia. "La settimana rossa" appare l`occasione per dare vita allo sciopero generale ma il sogno diventa illusione e il fallimento lo fa riflettere sul ruolo del sindacato, mentre un avvenimento nuovo si affaccia alla ribalta della storia: la guerra. Allo scoppio della prima guerra mondiale l`Unione Sindacale Italiana si pronuncia in favore della neutralità* ma Corridoni pensa alla guerra e alle possibilità* che questa può offrire alla rivoluzione sindacale ed è qui che le strade di Corridoni e di Mussolini s`incontrano. Nel 1915, sei mesi prima di morire, scrive "Sindacalismo e Repubblica" in cui riassume il suo pensiero proponendo una nuova azione del sindacato per trasformare l`economia e lo stato, attribuendo alla guerra il ruolo di catalizzatore, la grande occasione rivoluzionaria che il proletariato deve sfruttare. Parte volontario per il fronte e il 23 ottobre 1915 viene colpito da un proiettile alla testa mentre difende la Trincea delle Frasche, il suo corpo scompare e non viene più ritrovato. L`amico Tullio Masotti scriverà*: "Morto, rimane ugualmente davanti a noi. Cadavere, Corridoni era sempre all`avanguardia" (5).
    Il percorso: L` itinerario ora proposto, come più volte messo in evidenza, riguarda una zona limitata e tocca solo quei luoghi che hanno rappresentato lo scenario in cui si sono mossi gli uomini della Brigata Siena, in particolare Filippo Corridoni, fino al tentativo, non riuscito, di conquistare le Frasche e fino alla sua morte avvenuta il 23 ottobre 1915.
    Sulla strada Sagrado-Doberdò, a circa 100 metri dal bivio, parcheggiata l`automobile, si imbocca a sinistra una carrareccia che prosegue costeggiando un vigneto a sinistra, dove un tempo c`era la quota 142 e a destra la Dolina Piras, grande anfiteatro naturale, luogo di ricovero a ridosso della linea di partenza italiana per gli attacchi alle Frasche. La strada prosegue diventando una labile traccia sul terreno e dopo circa 300 m. si avvicina al bordo superiore di una dolina, da qui si incontra un sentiero che conduce sul fondo, si tratta della Dolina Comando Sottosettore di sinistra, rifugio sicuro e punto avanzato per sferrare gli attacchi alle Frasche. E` possibile, ancora oggi, individuare una caverna sede del comando italiano, mentre un camminamento blindato costruito nel 1916 è stato distrutto nei primi anni ‘70 e sono visibili solo i ruderi. Dopo poche centinaia di metri si incontra una traccia di trincea che rappresentava la prima linea italiana prima della conquista delle Frasche. Da qui si raggiunge la Buca dei Bersaglieri o Buca Frasche; situata nella terra di nessuno rappresentava un`ulteriore protezione delle Frasche che correva sul bordo superiore ed era motivo di tormento per i fanti italiani che dovevano risalire dal fondo per attaccare gli austroungarici. Arriviamo così sulla Trincea delle Frasche non quella originaria austriaca ma la stessa riadattata dagli italiani, rivoltata e rinforzata dopo la conquista di Gorizia. Seguendo il sentiero raggiungiamo il fondo di un altro avvallamento: la Dolina dei Bersaglieri. Abbiamo ora passato le Frasche, che rappresentavano la prima linea austriaca e siamo nelle retrovie nemiche; da qui, due gallerie, ancora oggi percorribili, permettevano l`afflusso dei rincalzi in prima linea. Tutto questo sistema difensivo austriaco viene, come il resto, rimaneggiato e fortificato dagli italiani in tempi successivi. Procedendo verso oriente, dopo qualche centinaio di metri, incontriamo il monumento dedicato a Corridoni, ben visibile da ogni punto dell`Altopiano carsico. Scendendo lungo il sentiero, dopo circa 200 metri dal monumento, si vede sulla destra una zona pianeggiante che nell`autunno del 1915 è stata interessata da violentissimi scontri perché proprio qui le due linee di trincee contrapposte si avvicinano e qui presumibilmente muore Filippo Corridoni. Si segue il sentiero verso sud, prima di incrociare la strada asfaltata Doberdò-Sagrado e ritornare al punto di partenza, si incontra la Trincea dei Razzi.
    Muniti di guida, è possibile estendere la ricerca alle fasi successive della guerra, incontrare altri monumenti (Cippo Brigata Sassari, Cippo Marras, Trincea del Saliente, Trincea Tortuosa), altri sentieri e venire a conoscenza delle imprese delle Brigate Sassari, Macerata, Caltanisetta e delle tracce lasciate da migliaia di soldati italiani e austroungarici che qui hanno combattuto e qui sono morti.


    saluti
    Gianluca

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Re: la mia gallina dalle uova d'oro

    Oh, grazie Gianluca!
    Questo topic mi ha risolto un mistero, visto che abito a pochi passi da Via Filippo Corridoni e non avevo la più pallida idea di chi fosse!
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: la mia gallina dalle uova d'oro

    Citazione Originariamente Scritto da Centerfire
    Oh, grazie Gianluca!
    Questo topic mi ha risolto un mistero, visto che abito a pochi passi da Via Filippo Corridoni e non avevo la più pallida idea di chi fosse!
    Però ne apre un altro di mistero, cosa ci faccia in "rinvenimenti ed identificazione"
    Forse sarebbe più da Schegge o Cultura.
    Comunque quel tanto che basta a ricordare un personaggio misconosciuto, ottimo.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

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