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Discussione: La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'Eggit

  1. #1
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    La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'Eggit

    Salve a tutti vorrei raccontare la storia di mio nonno Renato . I suoi genitori dalla Calabria si trasferirono in Alessandria d'Egitto in una colonia italiana, premetto che allora Alessandria era una delle città più evolute e più intelligenti di molte altre città europee quando l Italia tentò di conquistare quelle terre per poco non riuscì a conquistare anche Alessandria ,raccontava nonno si sperava di vedere trionfanti le nostre camicie nere lo speravano anche gli arabi (nessuno dimentichi la spada Dell islam portata dal duce,)ma questo non fu possibile in quanto alessandrina rimane di dominio inglese. Evitando di parlare di politica e di guerra almeno x ora quando la guerra finì anche coloro italiani che a questa guerra non parteciparono furono prima maltrattati e alcuni uccisi e poi con delle navi mercantili venivano rimpatriati in Italia e trattati da profughi d africa anche se alla fine erano quasi tutti italiani 100x100 questo porto molti nell estremismo di destra compreso mio nonno che a Reggio durante gli hanni settanta fu uno degli organizzatori dietro le quinte della rivolta di Reggio dietro le quinte cioè che non si esponeva a essere visto ma azionista e pensatore ( dimenticavo di dirmi che era laureato in tre facoltà e parlava ben sette lingue non da tutti ) ricordo qualche racconto da lui raccontato e credete i senza scendere nei particolari erano tempi che si agiva x poco non si sfiorò il colpo di stato detto questo volevo dirmi a tutti che cmq si agiva x il bene del futuro e non x arricchimento personale forse si stava meglio quando si stava peggio anche con qualche errore continuo in seguito a fare il segretario al sen Ciccio franco suo carissimo amico e grande camerata e cmq continuando con i giovani a cercare di trasmetter una mentalità patriottica a presto se oleate vi dirò altro grazie a tutti
    Decima!!!!!!!!!

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di fornasero
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    Re: La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'E

    potresti curare maggiormente l' esposizione dei tuoi ricordi ?

  3. #3
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    Re: La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'E

    Conosco la presenza italiana in altri Paesi Africani non colonie italiane, in queste ultime per altro emigrarono pochi connazionali, condivido che la tua esposizione è poco chiara e non aiuta a capire nulla.

  4. #4
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    Re: La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'E

    Potrebbe essere interessante, ma hai fatto un " minestrone " pazzesco, e come già detto da chi mi ha preceduto, poco comprensibile.

    Domenico

    http://www.progetto900.com

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di H
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    Re: La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'E

    Mi ha dato lo spunto per approfondire l'argomento, riporto qualche notizia presa dal web :http://www.webring.org/l/rd?ring=18t..._in_Egitto.htm

    La presenza italiana in Egitto risale a tempi molto remoti, ma una comunità numerosa e ben inserita nella vita economica e sociale del paese si ebbe allorquando, sull'onda delle riforme messe in atto da Mohammed Ali, si crearono le premesse per un'emigrazione costante e continua .
    All’emigrazione italiana in Egitto il maggior contributo venne dato, in un primo tempo, dagli israeliti di Toscana e dello Stato Pontificio. Poi vennero fin dal 1821 gli esuli politici, in gran parte massoni, che vi trovarono tranquillo asilo e costituirono un'élite di professionisti, tecnici, militari e artisti, élite che ebbe una notevole importanza nel processo di modernizzazione voluta da Mohammed Ali per la trasformazione dell'Egitto in uno Stato moderno.
    La presenza in Egitto di questi esuli (in tutto 5000 persone) ebbe anche importanti effetti duraturi nell'ambito della comunità italiana, come la nascita nel 1845 del primo giornale italiano in Egitto, "Lo Spettatore Egiziano", e la creazione ad opera della Loggia Iside, nel 1858, di una scuola italiana ad Alessandria aperta non soltanto ai figli di italiani, ma anche agli egiziani.

    Alla morte di Mohammed Ali, nel 1849, la comunità italiana contava non meno di 10.000 persone. La lingua italiana veniva usata dal Governo, dal mondo degli affari, e nelle relazioni fra i Consoli stranieri. Il primo libro stampato in Egitto, nella famosa tipografia di Bulacco, fu un dizionario italiano-arabo commissionato dal Vicere' Mohammed Ali al suo autore, don Raffaele Zakkur.

    A Risorgimento concluso, molti esuli scelsero di tornare in patria, mentre un discreto numero di essi rimase in Egitto e ad essi si aggiunse, intorno al 1860, una seconda ondata di emigranti di altre caratteristiche: ingegneri, tecnici ed operai attirati dai lavori in corso per la realizzazione del Canale di Suez. Molti dei quali, coinvolti in lavori successivi all'apertura del Canale, si stabilirono definitivamente nel paese.

    Per continuare ad attrarre gli europei, ormai indispensabili per la trasformazione dell'Egitto, il governo egiziano non solo assicurò ad essi tranquillità e protezione, ma tollerò anche che le autorità consolari interpretassero e applicassero in senso molto largo i privilegi capitolari.

    Nel 1882, con il bombardamento di Alessandria, iniziò l'occupazione inglese dell'Egitto che durò quasi settant'anni. La comunità italiana, allora, si elevava a 18.000 persone di cui il 70% risiedeva ad Alessandria ed il restante 30% al Cairo. Con la presenza degli inglesi iniziò l'arretramento delle posizioni italiane, sia nella lingua che negli impieghi nella Pubblica Amministrazione. Ma i grandi lavori pubblici (la prima diga di Assuan, la diga del Delta, i grandi ponti in ferro sul Nilo) attirarono ancora numerosissimi italiani, attratti dalle condizioni economiche più che favorevoli riservate agli europei.

    Dai 35.000 italiani residenti in Egitto nel 1907, si passò ai 52.000 nel 1927, ma la comunità era ormai costituita per tre quarti di operai, i quali in moltissimi casi seppero trasformarsi in imprenditori e capi d'azienda di floridissime imprese di costruzioni.



    La comunità italiana prosperò nella stima e nella grande considerazione degli egiziani e delle altre comunità europee, specie negli anni '30-'39 quando il sostegno e il riconoscimento dall'Italia divenne consistente. Alla vigilia della 2a Guerra Mondiale, gli italiani residenti in Egitto erano circa 55.000.

    Poi scoppiò il conflitto. L'Egitto era sotto la tutela dell'Inghilterra e l'Italia aveva dichiarato guerra all'Inghilterra. Ne conseguì l'internamento di tutti gli italiani adulti in campi di concentramento per civili per quattro lunghissimi anni.

    Infine si ebbe la ripresa che durò soltanto sette anni. Nel 1952 i "liberi ufficiali" fecero voltare pagina definitivamente alla Storia dell'Egitto con il colpo di Stato, il rovesciamento della monarchia, le nazionalizzazioni, e il divieto alle società pubbliche e private di dar lavoro agli europei. Iniziò così il rimpatrio definitivo della comunità italiana d'Egitto i cui membri non si erano mai considerati nè comportati da colonialisti con gli egiziani, ma che, al contrario, consideravano l'Egitto una loro seconda Patria.

    Nei 150 anni che vanno dal 1802 al 1952 molti italiani si sono resi celebri per la loro attività svolta in Egitto. E' doveroso ricordarli anche se in Italia nessuno si ricorda più di questi connazionali che contribuirono fortemente a far nascere una grande amicizia tra italiani ed egiziani.

    H/Haflinger

  6. #6
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    Re: La storia della mia famiglia cacciata da Alessandria d'E

    Ad Alessandria vivevano molte famiglie italiane compresa la mia quando ci fu la seconda guerra l asse cerco di conquistarla e arrivo non molto lontano da essa gli italiani residenti di queste zone dagli inglesi in buona parte furono cacciati qualche tempo dopoe rimandati nei loro paesi d origine questo porto nonno ad un ambiente di destra anti anglo americano e con la rabbia e col sentimento di essere stato tradito da parte del mondo con questo incomincio a ragionare su come cambiare qualcosa col tempo si arrivò al 1970 quando a Reggio Calabria scoppiò una rivolta dovuta al cambio di capoluogo da Reggio a Catanzaro questa rivolta portò l ambiente estremista a lottare x le strade di Reggio corto carri armati ed esercito ,questa rivolta x come mi fu raccontato era una escamotage x cercare di riportare il fascis in tutta Italia a Reggio non c'erano solo i reggini cera tanta Italia questa storia e'rimasta segreta fino a qualche anno fa poi incominciò ad essere detta in qualche racconto fino ad oggi a discutere se vera o no .io so che cmq i giovani d allora erano disposti a tutto ma nonostante ciò non portarono a termine determinate idee x colpa di tradimenti più o meno interni cmq la mia storia e' x raccontare come mi sono appassionato alla militaria e a questo ambiente lui mi lasciò dei quadri fez spille tutto originale e pensare che questi oggetti siano stai tenuti così con cura e passione mi hanno fatto pensare alle storie che ci sono dietro e credete mi fa venire i brividi possedere oggetti appartenuti ad eroi ora italiani ora inglesi ora tedeschi ora americani eroi che anche se hanno combattuto in eserciti rivali ragazzi disposti a tutto x un ideale più o meno giusto ma nel cuore avevano di sicuro tanta bontà e gentilezza so di non esprimersi al meglio e voliate scusar i x questo e' che si tratta di un racconto con tanti particolari e scriverlo tutti non basterebbe un libro a presto e credete voglio solo raccontare avvenimenti nessuna ideologia tutti i militari che allora combatterono furono degli eroi nonno stesso andò a visitare il cimitero di inglesi ad el ala men
    Ciao a tutti gli appassionati del mondo militaria
    Decima!!!!!!!!!

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