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Discussione: La Strage di Gorla ,20 Ottobre Bombardamenti su Milano...

  1. #1
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    La Strage di Gorla ,20 Ottobre Bombardamenti su Milano...

    Mi e' arrivato e giro:

    La Strage di Gorla ,20 Ottobre Bombardamenti su Milano...


    il 20 ottobre, ricorrerà* il 65° anniversario della "Strage di Gorla" nella quale, in un attimo, furono cancellate le vite di 184 bambini della scuola elementare di Gorla ( allora un piccolo paesino alle porte di Milano oggi inglobato nella metropoli ) e delle loro maestre.
    Fu sicuramente uno dei peggiori crimini contro l'umanità* della storia del bombardamento aereo per il quale nessun responsabile ha mai pagato.
    Ma quello che oggi indigna è constatare come il ricordo di quei piccoli angeli sia stato da sempre affidato alla carità* dei soli parenti che sono riusciti a costruire il sacrario-ossario che sorge oggi al posto della scuola, con le loro sole forze superando ostacoli burocratici e politici di ogni genere.
    La vista delle foto di quei corpicini allineati tra le macerie dai soccorritori, ancora oggi dovrebbe riempire di orrore chiunque abbia un minimo di sensibilità* e di civiltà* e spingere i nostri politici ad un gesto riparatore verso la loro memoria.

    Chi volesse approfondire la conoscenza di quanto accaduto nella mattina di quel 20 ottobre 1944, può visitare il sito dell'Associazione Genitori e Parenti dei Piccoli Martiri di Gorla, cliccando sul seguente link:



    20 ottobre 1944 - Ricordiamo la scuola di Gorla


    Bombardamenti....


    Presso il comando generale della 15a Air Force, dal febbraio 1944 era presente un rapporto della R.A.F. britannica dove si informava che gli stabilimenti milanesi operanti nel settore meccanico-siderurgico erano in piena attività*, probabilmente al servizio dell'industria bellica; questo portò alla decisione di effettuare sopra la città* di Milano una pesante incursione che distruggesse tutti gli impianti produttivi. La data decisa era quella venerdi 20 ottobre 1944.


    Da ricerche effettuate sui foto-rilevamenti dell'epoca è singolare il fatto che dalla scelta degli obiettivi da colpire quel giorno vennero escluse grandi fabbriche come le Acciaierie e Ferriere lombarde Falck e la Caproni (produttrice di aerei) dove erano presenti davvero produzioni belliche, mentre la Breda, l'Alfa Romeo e la Isotta Fraschini oggetto della missione avevano decentrato tutta la loro produzione in stabilimenti ombra nella provincia o addirittura in Germania, dove furono costretti a trasferirsi molti operai della Breda;

    Un'altra novità* riguardava la scelta degli obiettivi: a parte un episodio avvenuto il 30 aprile 1944 dove venne distrutto un distaccamento della Breda situato nel vicino aeroporto di Bresso, le altre incursioni sulla zona avevano interessato solo lo scalo ferroviario di Lambrate e in parte minore quello di Greco.

    Un fatto da segnalare era la presenza quella mattina a Milano del ministro degli armamenti tedesco Albert Speer, ma pensare ad un tentativo da parte americana di eliminare quel personaggio politico colpendolo con un bombardamento aereo avrebbe comportato un grande "colpo di fortuna" nonchè un esagerato dispendio di energie quando allo scopo sarebbe stato sufficiente un tiratore scelto.

    I preparativi per questa missione vennero quindi messi in opera, incaricando della missione tre Bomb Group dislocati nelle basi pugliesi, e più precisamente: 38 aerei B-24 del 461° group diretti sugli stabilimenti Isotta Fraschini, 29 aerei B-24 del 484° group per gli stabilimenti Alfa Romeo, 36 aerei B-24 del 451° group con obiettivo gli stabilimenti Breda di Sesto san Giovanni; in totale 103 bombardieri quadrimotori con rotta su Milano per effettuare il più grande bombardamento sulla zona dopo gli attacchi dell'agosto 1943.

    Gli aerei del 461° e del 484° group arrivarono sul bersaglio prestabilito senza particolari problemi, anche per il fatto che i caccia germanici erano stati richiamati in patria e l'antiaerea di terra era praticamente inesistente, e portarono a termine il loro compito secondo quanto prestabilito a parte alcune bombe che caddero fuori bersaglio colpendo numerosi palazzi civili nella zona della Fiera, causando un elevato numero di morti tra la popolazione.

    Il 451° ebbe una storia tutta diversa.

    La formazione di attacco di questo gruppo prevedeva un numero di 36 aerei disposti su due ondate di 18, composte a loro volta da tre box di 6 aerei in fila di due disposti a punta di freccia. Decollati dall'aeroporto di Castelluccio a Foggia alle 7,58 si ritrovarono ben presto in 35 in quanto un aereo tornò alla base poco dopo il decollo per problemi meccanici, mentre gli altri procedendo alla velocità* di 160 miglia orarie arrivarono su Milano poco dopo le 11,00; ogni componente della formazione aveva a bordo 10 bombe da 220 Kg. il cui tempo di caduta da un'altezza di 10.000 metri era calcolato in 180 secondi.



    Raggiunto dopo un largo giro da destra fin quasi sulla Svizzera l'I.P. e cioè l'initial point, un punto rilevante a circa 4 Km. ad ovest del bersaglio da colpire, da dove aveva inizio la corsa d'attacco, cambiarono rotta dirigendosi verso gli stabilimenti Breda, ma a questo punto le cose non andarono più secondo i programmi: accadde che il group leader, l'aereo di testa del box centrale della prima ondata, a causa di un corto circuito al pulsante di lancio sganciò fuori bersaglio il proprio carico, imitato dai componenti degli altri box; le bombe caddero quindi in aperta campagna nella zona di Saronno.

    La seconda ondata che seguiva dopo alcuni minuti, raggiunto l'I.P. prese senza apparente motivo una rotta di attacco deviata di 22 gradi verso destra invece che verso sinistra (vedi foto aerea); quando il leader della formazione si accorse dell'errore ormai la corsa di attacco gia avanzata non gli permetteva di ritornare al punto di partenza, un errore di 22 gradi gli aveva fatto "mancare" gli stabilimenti; non essendoci in zona altri obiettivi militari decise di rientrare alla base considerando la missione come "fallita".

    Rimaneva il problema del carico: le bombe (circa 2200 Kg. ogni aereo) non potevano essere riportate a casa in quanto già* innescate; il problema era di primaria importanza per l'incolumità* dell'equipaggio. Una via per uscire da questa situazione poteva essere quella di proseguire per 140 gradi raggiungendo la campagna verso Cremona dove lo spazio per liberarsi dello scomodo carico non mancava, oppure lanciarle nel mare Adriatico sulla via del ritorno. Ma il comandante decise diversamente.



    Non sappiamo e probabilmente non sapremo mai se la soluzione che scelse fu frutto di una sua decisione o se era prevista dal suo piano operativo, sappiamo però che in quel momento si concretizzò quello che possiamo definire uno dei peggiori crimini contro l'umanità* nella guerra aerea di quegli anni, perchè egli ordinò agli altri velivoli di sganciare le bombe subito, sulla città*, anche se sotto di lui non c'erano obiettivi militari ma solo abitazioni civili che poteva perfettamente vedere date le favorevoli condizioni meteorologiche.


    Le conseguenze di quella decisione si manifestarono dopo tre minuti, dopo cioè il tempo necessario agli ordigni per raggiungere terra dall'altezza di lancio di circa 10.000 metri.

    Trascorso infatti quel breve intervallo, durante il quale la popolazione vedendo cadere le bombe cercava di trovare riparo raggiungendo i rifugi sotterranei, l'abitato di Gorla raggiunto da oltre 37 tonnellate di esplosivo divenne l'inferno... vennero colpite case, negozi, officine ma una bomba più delle altre provocò una strage che avrebbe cambiato la vita del quartiere per sempre: quella che aveva centrato la scuola elementare "Francesco Crispi" uccidendo 184 bambini con i loro insegnanti ed alcuni genitori che al suono delle sirene d'allarme erano accorsi per portarli in salvo.

    L'unico commento a quanto accaduto venne dal colonnello Stefonowicz del 49° Wing, da cui dipendeva il 451° group, che criticò pesantemente l'operato del gruppo, non tanto per aver sganciato le bombe dopo aver preso atto di essere fuori bersaglio (colpendo quindi la popolazione civile) quanto per il danno d'immagine che lo scadente lavoro di squadra aveva causato all'aviazione americana.

    Una missione "riparatoria", organizzata per i giorni seguenti, venne annullata a causa del maltempo e la cosa fini li.

    Nessuno venne mai chiamato sul banco degli imputati, ne a Norimberga ne successivamente, a rispondere di questa azione che era costata la vita, oltre ad altre centinaia di milanesi civili inermi, a 184 bambini italiani.

    Ciao Tommaso...
    VALCHIRIA76
    ad excelsa tendo
    ne' con speranza ne' con paura

  2. #2
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    Re: La Strage di Gorla ,20 Ottobre Bombardamenti su Milano...

    curiosita'..... se non erro Clark Gable, famoso divo di holliwood era sul bombardiere che sgancio' la bomba

  3. #3
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    Re: La Strage di Gorla ,20 Ottobre Bombardamenti su Milano...

    Domani sera io accenderò un cero e lo porrò sulla finestra per ricordare questa strege di innocenti !!!!!!!

  4. #4
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    Re: La Strage di Gorla ,20 Ottobre Bombardamenti su Milano...

    Citazione Originariamente Scritto da antigone
    curiosita'..... se non erro Clark Gable, famoso divo di holliwood era sul bombardiere che sgancio' la bomba
    la cosa non era possibile, gable si dimise dal servizio attivo il 12 giugno del 1944 con il grado di maggiore

    da wiki
    In May 1944, Gable was promoted to major. He hoped for another combat assignment but when D-Day came and passed in June without further orders, he requested and was granted a discharge. He completed editing of the film, Combat America, in September 1944, providing the narration himself and making use of numerous interviews with enlisted gunners as focus of the film

    da http://foronceinmylife.info/cactus_st/f ... raphy.html
    He was relieved from active duty on June 12, 1944, at the rank of Major. His military service brought him new admiration and respect from the public.

  5. #5
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    Vorrei ricordare a tutti questa discussione vista l'avvicinarsi della commemorazione.
    Ottimo l'articolo su Avvenire in data odierna dove viene intervistata una delle poche bambine superstitii.
    sven hassel
    duri a morire

  6. #6
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    Grazie "sven hassel" per la segnalazione dell'articolo pubblicato sul quotidiano "Avvenire", è veramaete significativo. Consiglio la lettura, anche collegandosi sul sito internet.

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