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Discussione: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

  1. #131
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Grazie mille della spiegazione, Jolly46. Sull' etichetta c'è scritto 1984.
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  2. #132
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    In ambito del medesimo esercito, si denota come sembra, che ogni reparto avesse la tendenza di personalizzare la terminologia per definire gli indumenti od altro.
    Non c'era in questo sito la lista del materiale che veniva consegnato al militare con la quantità*???????

    Ciao by Andrea.
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  3. #133
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Direi che è il "gergo" ovvero l'utilizzo di nomi (inventati o derivanti) per identificare certi oggetti dipende anche dai bacini d'origine dei militari dei vari reparti (quindi uso di forme dialettali), dagli usi tramandati nell'ambito degli stessi reparti e le cui origini magari sono casuali od indefinite, insomma da elementi di difficile identificazione temporale.
    Le denominazioni così nate restano comunque nel capitolo del gergale e non certo nell'uso ufficiale ed amministrativo.

    Le denominazioni ufficiali sono invece uguali da Dobbiaco a Pantelleria e sono quelle stabilite nelle circolari identificative e successivamente nelle tabelle di corredo o negli elenchi del vestiario ceduto a pagamento dai magazzini militari.

    Ad esempio tra ghette, cavigliere ed uose, tre termini utilizzati correntemente per identificare lo stesso oggetto mi pare (vado a memoria) che nella documentazione ufficiale l'unico termine utilizzato è uose.

  4. #134
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Rispolvero questo topic per fare un po d'ordine per quanto riguarda le uniformi da combattimento dell'E.I.
    Ricapitolando ciò che è stato scritto in queste 6 pagine (e non solo), possiamo fare uno "schemino":

    -immediato dopoguerra: tuta monopezzo color kaki (?)

    -mod.51: tuta monopezzo policroma, con due tasche sul petto, tascone posteriore (alla cacciatora), due tasche cosciali e nessun rinforzo. Esisteva anche una versione da carrista (?) che aveva degli elastici per stringere attorno ai polsi e alle caviglie

    -mod.58: policroma in due pezzi, due tasche pettorali, due cosciali, rinforzi in gommapiuma su ginocchia e gomiti

    -mod.60: solo per paracadutisti, due tasche pettorali e due cosciali, chiuse da automatici, patte "tipo sahariana"; rinforzi in gommapiuma su ginocchia, gomiti e spalle.

    -mod.65: solo per paracadutisti, due tasche pettorali, due cosciali, chiuse da lampo. Rinforzi su ginocchia e gomiti stretti da laccetti e rinforzi anche sulle spalle

    -Mod.75: conosciuta anche come "verdona, scbt, 4 tasche, Roma 77", ne esistono diverse versioni: la prima aveva rinforzi rettangolari in gommapiuma, come il modello precedente, che con la seconda versione diventarono ovali e senza gommapiuma. Terza versione, con tasche diagonali chiuse da una zip (in realtà* credo si tratti dell'uniforme sperimentale "Roma 87"). La quarta versione, detta "cinesina", era senza tasche pettorali, i rinforzi sui gomiti erano ovali, mentre sulle ginocchia erano rettangolari. Per le truppe alpine erano previsti dei pantaloni lunghi fino al ginocchio.

    -Mod. "Roma 87": uniforme sperimentale solo per truppe speciali, in tessuto verde e policromo tipo "woodland". Tasche in diagonale chiuse da lampo metalliche.

    -Mod. "Roma 92": molto simile alla "cinesina", era in tessuto policromo tipo "woodland", con un taschino sulla manica sinistra. Prodotta anche una variante desertica.

    - "Policroma": non so quale sia il nome ufficiale e non so quando è stata introdotta...

    Questo è solo uno schemino provvisorio, se qualcuno ne sa più di me, corregga....
    Marco
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  5. #135
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Buzz:

    immediato dopoguerra: tuta monopezzo color kaki (?)
    ...posso anche fallare ma non ricordo un qualcosa del genere...

    Ciao

    F.M.
    E' la somma che fa il totale.

  6. #136
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    per esperienza diretta suggerisco la modifica in verde
    Citazione Originariamente Scritto da buzz
    -Mod.75: conosciuta anche come "verdona, scbt, 4 tasche, Roma 77", ne esistono diverse versioni: la prima aveva rinforzi rettangolari in gommapiuma, come il modello precedente, che con la seconda versione (197diventano ovali in gommapiuma molto ingombranti con sola cucitura a croce in genere asportate almeno nei pantaloni; successivamente (inizio 1979vennero ridotte le dimensioni e aumentate le cuciture verticali (anche per evitare l'asportazione della gommapiuma)e inserito velcro per nome......... Marco
    . ............................

  7. #137
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Fatto:


    -immediato dopoguerra: tuta monopezzo color kaki (?)

    -mod.51: tuta monopezzo policroma, con due tasche sul petto, tascone posteriore (alla cacciatora), due tasche cosciali e nessun rinforzo. Esisteva anche una versione da carrista (?) che aveva degli elastici per stringere attorno ai polsi e alle caviglie

    -mod.58: policroma in due pezzi, due tasche pettorali, due cosciali, rinforzi in gommapiuma su ginocchia e gomiti

    -mod.60: solo per paracadutisti, due tasche pettorali e due cosciali, chiuse da automatici, patte "tipo sahariana"; rinforzi in gommapiuma su ginocchia, gomiti e spalle.

    -mod.65: solo per paracadutisti, due tasche pettorali, due cosciali, chiuse da lampo. Rinforzi su ginocchia e gomiti stretti da laccetti e rinforzi anche sulle spalle

    -Mod.75: conosciuta anche come "verdona, scbt, 4 tasche, Roma 77", ne esistono diverse versioni: la prima aveva rinforzi rettangolari in gommapiuma, come il modello precedente, che con la seconda versione (197diventano ovali in gommapiuma molto ingombranti con sola cucitura a croce in genere asportate almeno nei pantaloni; successivamente (inizio 1979) vennero ridotte le dimensioni e aumentate le cuciture verticali (anche per evitare l'asportazione della gommapiuma)e inserito velcro per nome Terza versione, con tasche diagonali chiuse da una zip (in realtà* credo si tratti dell'uniforme sperimentale "Roma 87"). La quarta versione, detta "cinesina", era senza tasche pettorali, i rinforzi sui gomiti erano ovali, mentre sulle ginocchia erano rettangolari. Per le truppe alpine erano previsti dei pantaloni lunghi fino al ginocchio.

    -Mod. "Roma 87": uniforme sperimentale solo per truppe speciali, in tessuto verde e policromo tipo "woodland". Tasche in diagonale chiuse da lampo metalliche.

    -Mod. "Roma 92": molto simile alla "cinesina", era in tessuto policromo tipo "woodland", con un taschino sulla manica sinistra. Prodotta anche una variante desertica.

    - "Policroma": non so quale sia il nome ufficiale e non so quando è stata introdotta...
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  8. #138
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Citazione Originariamente Scritto da Furiere Maggiore
    Buzz:

    immediato dopoguerra: tuta monopezzo color kaki (?)
    ...posso anche fallare ma non ricordo un qualcosa del genere...

    Ciao

    F.M.
    Purtroppo non ricordo dove, ma sono sicuro di averla letta da qualche parte, e c'era pure una foto...
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  9. #139
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Citazione Originariamente Scritto da buzz
    - "Policroma": non so quale sia il nome ufficiale e non so quando è stata introdotta...
    Vegetata: continentale e desertica, dal 2004, ne esistono varie versioni, e qua sarebbe d'aiuto il buon MP38.
    Un saluto
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  10. #140
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Policroma lo era anche la Roma 92 se è per quello!!! Almeno così diceva l' etichetta...
    Mi pare ci fosse scritto sull' etichetta qualcosa tipo " Uniforme da lavoro e da combattimento in tessuto policromo " o qualcosa del genere...
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