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Discussione: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

  1. #141
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Questa è la Roma 92 (o meglio l'etichetta) distribuita ai CC con relativo berretto (dello stesso contratto)
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  2. #142
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Citazione Originariamente Scritto da cicciomassiccio
    Ciao a tutti,lamimetica senza spalline non e' altro che la prima giacca a vento con imbottitura asportabile.Veniva usata dai Carabinieri cinofili e dalle squadriglie antiterrorismo nell' alto adige durante la caccia ai sabotatori di tralicci elettrici.Lo stesso elemplare veniva usato dalla scuola allievi carabinieri Cernaia di torino per servizi di pattugliamento interno e nelle occasioni quando si andava a sparare al poligono di Albenga.
    Eccovi le foto
    Questo dovrebbe essere il relativo berretto
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  3. #143
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Questa non credo sia stata postata finora è la mimetica del S.Marco usata fino a poco fa
    (peccato per i pantaloni più usurati ma tuttonon si può avere)
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  4. #144
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    -immediato dopoguerra: tuta monopezzo color kaki (?)

    -mod.51: tuta monopezzo policroma, con due tasche sul petto, tascone posteriore (alla cacciatora), due tasche cosciali e nessun rinforzo. Esisteva anche una versione da carrista (?) che aveva degli elastici per stringere attorno ai polsi e alle caviglie

    -mod.58: policroma in due pezzi, due tasche pettorali, due cosciali, rinforzi in gommapiuma su ginocchia e gomiti

    -mod.60: solo per paracadutisti, due tasche pettorali e due cosciali, chiuse da automatici, patte "tipo sahariana"; rinforzi in gommapiuma su ginocchia, gomiti e spalle.

    -mod.65: solo per paracadutisti, due tasche pettorali, due cosciali, chiuse da lampo. Rinforzi su ginocchia e gomiti stretti da laccetti e rinforzi anche sulle spalle

    -Mod.75: conosciuta anche come "verdona, scbt, 4 tasche, Roma 77", ne esistono diverse versioni: la prima aveva rinforzi rettangolari in gommapiuma, come il modello precedente, che con la seconda versione (197diventano ovali in gommapiuma molto ingombranti con sola cucitura a croce in genere asportate almeno nei pantaloni; successivamente (inizio 1979) vennero ridotte le dimensioni e aumentate le cuciture verticali (anche per evitare l'asportazione della gommapiuma)e inserito velcro per nome Terza versione, con tasche diagonali chiuse da una zip (in realtà* credo si tratti dell'uniforme sperimentale "Roma 87"). La quarta versione, detta "cinesina", era senza tasche pettorali, i rinforzi sui gomiti erano ovali, mentre sulle ginocchia erano rettangolari. Per le truppe alpine erano previsti dei pantaloni lunghi fino al ginocchio.

    -Mod. "Roma 87": uniforme sperimentale solo per truppe speciali, in tessuto verde e policromo tipo "woodland". Tasche in diagonale chiuse da lampo metalliche.

    -Mod. "Roma 92": molto simile alla "cinesina", era in tessuto policromo tipo "woodland", con un taschino sulla manica sinistra. Prodotta anche una variante desertica.

    - "Vegetata": continentale e desertica, dal 2004, ne esistono varie versioni
    <Sleep, my friend, and you will see
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  5. #145
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Bella integrazione Garand!
    Non sapevo che i C.C. avevano una fornitura, della Roma 92, prodotta appositamente per l'Arma!
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  6. #146
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Citazione Originariamente Scritto da silent brother
    Bene Ado!

    Questa è una copertura mimetica da elmetto, differente da quella dell'esercito soprattutto nei colori, usata dalla Fanteria di Marina, ovvero il Btg. San Marco.
    [attachment=3eutdcyp]Immagine 1.jpg[/attachmenteutdcyp]
    Qualcuno mi sa spiegare quella fascia nera che sembra di gomma cos'è o meglio da dove proviene?
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  7. #147
    Utente registrato L'avatar di Alpino X
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Citazione Originariamente Scritto da garand
    Questa non credo sia stata postata finora è la mimetica del S.Marco usata fino a poco fa
    (peccato per i pantaloni più usurati ma tuttonon si può avere)
    Molto bella.
    E' ancora parecchio usata, ho collaborato con i ragazzi del S.Marco in Abruzzo e parecchi la portavano ancora.
    Un saluto e complimenti ancora. :P
    <<< Nec videar dum sim >>>

  8. #148
    Utente registrato L'avatar di silent brother
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Citazione Originariamente Scritto da garand
    Qualcuno mi sa spiegare quella fascia nera che sembra di gomma cos'è o meglio da dove proviene?

    Ciao Garand! Si tratta di un anello di camera d'aria, era una pratica molto utilizzata anche nell'esercito.
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  9. #149
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    Scusa se insisto quindi si prende una camera d'aria (presumo di bicicletta) si taglia e si mette sul bordo dell'elmetto, ma come veniva (ri)unita dopo essere stata tagliata?(Spero di essermi spiegato bene)
    Tra l'altro ho visto una foto di un attempato sottufficiale del Tuscania che aveva fatto la stessa cosa sul kevlar in Somalia nel '93 evidentemente memore del passato utilizzo di questo accorgimento sui 42/60

  10. #150
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    Re: Le mimetiche italiane nel dopoguerra

    ciao, son passati quasi 20 anni ... ti confermo che si trattava di camera d'aria (d'auto presumo). Ho avuto quel tipo di elmo solo durante la qualificazione a FCM, poi sono arrivati i primissimi kevlar...
    Pb

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