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Discussione: Le ragioni della nostra guerra

  1. #1
    Moderatore L'avatar di BIGGET
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    Le ragioni della nostra guerra

    Cosi riporta il retro di alcune di queste cartoline. Vendute per pochi "soldini", piccole cartoline che, in modo semplice ed immediato, volevano istruire e giustificare persino azioni complesse come quella della nostra entrata in guerra. Altri tempi, decisamente.

    Saluti BIGGET
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    Perché negarlo...mi piaccion le Fibbie!!

  2. #2
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    Re: Le ragioni della nostra guerra

    Belle Bigget,soprattutto l'ultima,mi piace molto.

  3. #3
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    Re: Le ragioni della nostra guerra

    Molto belle e interessanti

  4. #4
    Moderatore
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    Re: Le ragioni della nostra guerra

    Belle e anche interessanti in particolare le ultime due.
    Complimenti
    luciano

  5. #5
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    Re: Le ragioni della nostra guerra

    Certamente c' erano delle ragioni da parte italiana per un ingresso in guerra, soprattutto in seguito alle reiterate provocazioni britanniche, ma non si giustifica un Governo che vi entra con una dichiarazione avventata e a sorpresa, con forze armate impreparate, un servizio segreto (se vogliamo, "intelligence") all' atto pratico inesistente e la parte migliore e più consistente del naviglio mercantile fuori delle acque territoriali. La "filiera di comando" era farraginosa e cervellotica, specie nelle comunicazioni "wireless" fra le tre armi. I fatti poi dimostrarono che era assurdo andare a cozzare contro la "Maginot delle Alpi" se mai possibile ancor più tosta e senza soluzione di continuità* di quella del confine con le Germania, e nessuno aveva mai neanche ipotizzato uno sbarco in Costa Azzurra; così come non si era pensato ad un utilizzo di paracadutisti e truppe aviotrasportate (questo ultimo sistema adottato anche mesi prima per l' Albania); con ancora maggiore leggerezza si inviò in Belgio un Corpo Aereo Italiano costituito da velivoli inadatti (a quello e ad altri settori che non fossero "del bel tempo") proprio quando le coste liguri stavano per essere prese di mira da una pesante azione navale britannica; la Regia Aeronautica non possedeva la figura del "navigatore" presente nelle altre aviazioni moderne e l' impiantistica di bordo degli aerei, anche di quelli dell' ultima generazione, e nello specifico dei plurimotori, era tale da richiedere la costante presenza a bordo di un sottufficiale motorista; non si militarizzò - per così dire - l' industria bellica che continuò a fornire apparecchi e carri armati obsoleti, con i risultati che ben sappiamo - si mantenne un esercito numericamente gonfiato ma con livello addestrativo prossimo a zero e non si contingentarono in Patria le merci di valore strategico. Assurdamente poi la terra di Guglielmo Marconi entrò in guerra senza apparati radio sufficienti qualitativamente e quantitativamente per non parlare del radiolocalizzatore; grande Paese di inventori ma povero di realizzazioni su vasta scala.- In compenso infarcito di burocrazia. Un Bristol Blenheim - tanto per fare un esempio - abbattuto dalla contraerea a Crotone fu oggetto di una disputa fra la locale Regia Dogana e lo Stato Maggiore dell' Aeronautica per mancata corresponsione del DAZIO! Come se si fosse trattato di merce di importazione dall' estero!
    Si spera che il nemico non ne sia mai venuto a conoscenza altrimenti si sarebbe sbellicato dalle risate. Morale della favola: si entra in guerra seriamente, perchè la guerra non è un' esibizione da parata.- E soprattutto non si danno da gestire le Forze Armate a "veline permalose" ma a veri professionisti del settore.- Quali erano questi, da noi? Sarebbe interessante stilarne una graduatoria.- Da allora ad oggi non siamo cambiati poi di molto, come mentalità*.-
    Molto più prossimi ai livelli produttivi e organizzativi occidentali lo eravamo stati durante la Grande Guerra in cui - tanto per fare un esempio - i trasporti e l' aviazione erano bene organizzati e non ci si era intestarditi a voler produrre "materiale nazionale scadente" preferendo, ove necessario, costruire su licenza validi armamenti progettati all' estero.
    Un saluto
    baffobruno

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