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Discussione: Lettere dei soldati americani in Iraq

  1. #1
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    Lettere dei soldati americani in Iraq

    Oggi casualmente ho letto l'articolo su Repubblica, poi riportato anche al TG 4 su alcune delle lettere dei soldati americani caduti in Iraq. Mi piacerebbe veramente che se ne parlasse ai ragazzi e nelle scuole per indicare come chi vive la guerra sul campo, molte volte sa che non tornerà* e sa anche che non c'è un motivo per questo.
    sven hassel
    duri a morire

  2. #2
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    Bravo Sven, ogni tanto bisogna dirle queste cose e renderci conto che quello che vissero 60 anni fa dei giovani 20enni oggi altri ragazzi loro malgrado lo vivono ancora...

  3. #3
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    Esatto, purtroppo è sempre guerra, le esperienze sono simili a quelle di 60 anni fa, ma io non le paragonerei totalmente, cioè, mi spiego (o almeno ci provo): in iraq è guerra, ma i soldati vivono nettamente in modo diverso rispetto a quelli che combatterono 60 anni fa in Normandia, piuttosto che in Italia, o ancor più in Russia o Africa. Con questo cerco di dire che la logistica dei combattimenti è completamente diversa, il "confort" è maggiore e le misure di sicurezza sono maggiori.
    Laggiù mica passano le notti dormendo in una buca sulle casse di bombe a mano e non lottano con i pidocchi... con questo sia chiaro che non voglio dire che sia una passeggiata combattere in Iraq...
    Un saluto[^]
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  4. #4
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    Hai ragione Alpino X, ma la differenza è anche un'altra e sostanziale, 60 anni fa si sapeva chi era il nemico ed era una guerra tra eserciti regolari ed organizzati, nei conflitti in medioriente invece è guerriglia e i nemici sono dei terroristi, non portano uniformi e nei centri urbani non sai mai chi sia e ne dove sia il nemico.
    Io penso che, comfort a parte, quest'ultimo scenario sia molto peggiore di quello di 60 anni fa
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  5. #5
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    Eh, ma pensa per esempio ai combattimenti sul Fronte Russo, c'era sì l'Armata Rossa, ma pure i partigiani...
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  6. #6
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    Concordo totalmente Alpino, aggiungo anche tra i confort dei soldati di oggi: la play station ed Internet...

  7. #7
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    Sì è vero come anche del resto in italia, ma il nemico maggiore era sempre l'esercito, i partigiani da soli non potevano fare gran chè, ma in medioriente è esclusivamente terrorismo
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  8. #8
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    Si va beh, ripeto, non voglio assolutamente dire che le truppe USA piuttosto che le nostre sono laggiù a divertirsi, ci mancherebbe altro, anzi, pieno ed assoluto rispetto a loro che rischiano la pelle, però i tempi cambiano, la guerra di trincea (in senso lato)non esiste più.
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  9. #9
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    Ricordiamoci una cosa: nell'ultimo conflitto mondiale c'era ancora un briciolo di senso civile, se ne sono fatte di tutti i colori, è vero, però c'era anche un modo diverso di fare la guerra.
    In Iraq come in afghanistan non ci sono regole, questi mettono bombe in qualunque posto, in qualunque cosa, fregandosene se ci sono civili in mezzo al fuoco, sparano all'impazzata su chiunque sia in divisa;
    il brutto della faccenda è che poi i soldati che ci vanno di mezzo non possono nemmeno reagire, perchè poi finiscono dalla parte del torto.
    Lasciamo perdere sti confronti, perchè oggi ci saranno tutti i confort per i soldati "in missione di pace" però rischiano quasi di più di quelli che combatterono sessant'anni fà*.

    Saluti
    Die Nadel
    Komm mein Schatz, denn wir fahren nach Croce D’Aune

    Canale youtube: http://www.youtube.com/user/Feldgragruppe?feature=mhee

    Sito web: http://www.feldgrau.eu/

    Pagina facebook: http://www.facebook.com/Feldgraugruppe

  10. #10
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    Rischiano di più penalmente, ma fisicamente di meno. Parere mio personale.
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