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Discussione: L'ultimo giapponese

  1. #1
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    L'ultimo giapponese

    Hiroo Onoda, muore a 91 anni, è stato l'ultimo soldato giapponese ad arrendersi, fedeltà encomiabile al suo Imperatore, questo è quel che penso..................

    Morto il soldato giapponese che ignorò per tre decenni la fine della guerra - Repubblica.it

    ChM
    Virgo fidelis Usi ubbidir tacendo e tacendo morir

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  2. #2
    Utente registrato L'avatar di brus
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  3. #3
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    Riposi in pace! Veramente un uomo d' altri tempi! Chissà quanto tempo impiegherà questa volta per arrendersi a Dio!!

  4. #4
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Ho il libro 'Non mi arrendo' di H. Onoda. E' bellissimo .Vi sono stati numerosi soldati giapponesi che non si arresero in vari settori.
    Tutte storie quasi incredibili, ma che dimostrano il loro spirito d'onore nei confronti dell'Imperatore. Che ne dite di fare una ricerca, magari sul web di questi superstiti? PaoloM

  5. #5
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Ottima idea marpo.....personalmente ammiro molto i giapponesi.
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  6. #6
    Utente registrato L'avatar di CHri
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    Citazione Originariamente Scritto da marpo Visualizza Messaggio
    Ho il libro 'Non mi arrendo' di H. Onoda. E' bellissimo .Vi sono stati numerosi soldati giapponesi che non si arresero in vari settori.
    Tutte storie quasi incredibili, ma che dimostrano il loro spirito d'onore nei confronti dell'Imperatore. Che ne dite di fare una ricerca, magari sul web di questi superstiti? PaoloM
    Davvero una bell'idea!

  7. #7
    Utente registrato L'avatar di gotica68
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    bella ed interessante proposta! avevo letto tempo addietro della storia del soldato Onoda, una vita incredibile la sua ultimo ad arrendersi!

  8. #8
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    Onore a questo prode, vero eroe del dovere e della fedeltà.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da marpo Visualizza Messaggio
    Ho il libro 'Non mi arrendo' di H. Onoda. E' bellissimo .Vi sono stati numerosi soldati giapponesi che non si arresero in vari settori.
    Tutte storie quasi incredibili, ma che dimostrano il loro spirito d'onore nei confronti dell'Imperatore. Che ne dite di fare una ricerca, magari sul web di questi superstiti? PaoloM
    L'ultimo ad arrendersi non fu Onoda ma il soldato Terua Nakamura in Indonesia, a dicembre del 1974, 9 mesi dopo Onoda. Non ebbe grandi riconoscimenti ufficiali dal Giappone perchè nativo di Formosa (oggi Taiwan o Cina Nazionalista). Nel 1972 si era arreso a Guam il caporale Yokoi, mentre nello stesso 1972 il soldato Kozuka è ucciso in "combattimento" dalla polizia Filippina che si era trovata sotto tiro.
    Nel 1989 i soldati Tanaka e Hashimoto si arrendono alle autorità Thailandesi: sapevano della fine della guerra ma si erano uniti alla guerriglia comunista antigovernativa; un caso non infrequente in precedenti episodi di "ultimi giapponesi, basti ricordare i diversi casi di ex soldati giapponesi arruolatisi con i Viet Minh in Indocina (ma se è per questo pure diversi ex RSI combatterono con la Legione Straniera a Diem Bien Phu).
    L'ultima grande unità organica ad arrendersi fu una divisione di 15000 uomini rimasta isolata in Manciuria, nel 1950 a guerra civile cinese già in corso (qualcosa di simile all'epopea della divisione Cecoslovacca nella guerra civile russa, immagino).

    E se non lo sapeste ci sono stati anche degli "ultimi giapponesi" italiani, o per meglio dire Ascari Eritrei fedelissimi, anche se parliamo "solo" del 1946.

  10. #10
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Soldati fantasma giapponesi


    Da Wikipedia.(Mi rendo conto che questa ricerca sul web non e' completa, tuttavia, tanto per cominciare Wikipedia e' utile).PaoloM





    Riproduzione del rifugio ove il sergenteShoichi Yokoi visse per 28 anni sull'isola di Guam
    Con il termine soldati fantasma giapponesi o resistenti giapponesi (in inglese Japanese holdouts o Japanese stragglers) si indicano i membri dell'esercito e della marinanipponica che non obbedirono all'ordine di resa imposto dagli Alleati, formalmente entrato in vigore il 2 settembre 1945. Il termine giapponese per riferirsi a loro è zan-ryū Nippon hei (残留日本兵, soldati giapponesi lasciati indietro?)

    I motivi per cui questi militari non obbedirono all'ordine di arrendersi agli Alleati sono vari: fedeli al rigido codice etico del Bushidō, che considerava profondamente disonorevole la resa al nemico, molti soldati giapponesi ritennero impensabile che la loro nazione si fosse arresa, arrivando a considerare come propaganda le varie comunicazioni che annunciavano la fine della guerra; altri, tagliati fuori dalle loro unità dopo le offensive degli Alleati, semplicemente non vennero mai a conoscenza della fine del conflitto, o, se ne vennero a conoscenza, scelsero di non rientrare in patria. Molti di loro continuarono ad attuare azioni di guerriglia contro l'esercito statunitense o contro altre forze locali (in particolare, l'esercito e le forze di polizia delle Filippine), ma altri scelsero di restare nascosti in zone inaccessibili o in appositi rifugi.
    Il 15 agosto 1945, quando l'Imperatore Hirohito accettò formalmente la richiesta di resa avanzata dagli Alleati e ne diede comunicazione alla nazione, i servizi segreti statunitensi stimarono in 550.000 uomini l'ammontare delle truppe nipponiche ancora in armi poste al di fuori del territorio nazionale giapponese (Corea e Formosa incluse), con un ulteriore milione e 600.000 militari dislocati in Cina eManciuria e ancora impegnati in scontri con le forze sovietiche e cinesi]. Fra la metà di settembre ed il dicembre 1945 la maggioranza di queste truppe si arrese pacificamente alle truppe Alleate mandate a disarmarle, ma alcuni gruppi, soprattutto nelle Filippine, continuarono con le azioni di guerriglia ancora per molti mesi. La quasi totalità dei soldati fantasma fu catturata o si arrese nella seconda metà degli anni '40, ma singoli individui o piccoli gruppi isolati furono capaci di resistere per molti altri anni.




    Casi accertati


    1945 - 1949



    Il capitano Sakae Ōba in un ritratto del 1937

    • Il 1º dicembre 1945 sull'isola di Saipan si arrende il capitano Sakae Ōba con un gruppo di 46 militari; la sua è l'ultima unità organizzata giapponese ad arrendersi dalla fine della battaglia di Saipan, ufficialmente conclusa il 9 luglio 1944.
    • Il 20 gennaio 1946 soldati giapponesi si scontrano con elementi della polizia filippina poco fuori la capitale Manila; a seguito di questo e di altri scontri del genere viene avviata nel febbraio dello stesso anno una massiccia operazione di rastrellamento, condotta da reparti militari filippini ed americani. Dieci giapponesi, otto americani e due filippini rimangono uccisi negli scontri.
    • In una data imprecisata del 1946, soldati francesi uccidono il maggiore Sei Igawa, arruolatosi volontario nel movimento guerrigliero indocinese delViet Minh.
    • Ai primi di aprile 1946, 40 giapponesi si arrendono ai soldati filippini sull'isola di Lubang.
    • Verso la fine del marzo 1947, alcuni soldati giapponesi attaccano le pattuglie della guarnigione americana dell'isola di Peleliu, tre anni e mezzo dopo la fine ufficiale della battaglia di Peleliu; consistenti rinforzi americani sono inviati sull'isola, ma solo l'invio di un ammiraglio giapponese convince il tenente Ei Yamaguchi ed il suo gruppo di 26 soldati ed 8 marinai ad arrendersi pacificamente il 22 aprile seguente].
    • Nell'aprile 1947, 15 giapponesi si arrendono agli americani sull'isola filippina di Luzon, seguiti pochi giorni dopo da altri 7 soldati sull'isola diPalawan.
    • Il 13 agosto 1947 soldati olandesi catturano in un villaggio indonesiano il tenente di vascello Hideo Horiuchi, aggregatosi come ufficiale al locale movimento indipendentista.
    • Il 27 ottobre 1947 si arrende l'ultimo componente della guarnigione giapponese di Guadalcanal, quattro anni e mezzo dopo la fine ufficiale della battaglia di Guadalcanal.
    • Nel gennaio 1948 si arrende sull'isola di Mindanao un gruppo di circa 200 giapponesi.
    • Il 6 gennaio 1949 due mitraglieri giapponesi, Matsudo Linsoki e Yamakage Kufuku, si arrendono spontaneamente ai soldati americani dislocati sull'isola di Iwo Jima, più di tre anni dopo la fine della battaglia di Iwo Jima.
    • Nel dicembre 1949 si arrende l'ultimo reparto giapponese in Cina, una divisione di 15.000 uomini ancora bene armati ed inquadrati, dislocata in una zona montuosa della Manciuria e rimasta isolata dopo la ripresa della guerra civile cinese.

    1950 - 1959



    • Il 20 maggio 1950 è ucciso in combattimento in Indocina il maggiore Takuo Ishii, unitosi ai guerriglieri del Viet Minh.
    • Nel marzo 1950, il soldato scelto Yūichi Akatsu si arrende nel villaggio filippino di Looc, sull'isola di Lubang.
    • Il 30 giugno 1951 si arrende sull'isola disabitata di Anatahan un gruppo di 19 giapponesi, militari e civili (tra cui una donna); il gruppo, finito sull'isola dopo l'affondamento della nave su cui viaggiavano, era già stato scoperto nel febbraio 1945, ma si era ostinatamente rifiutato di arrendersi. La resa avvenne solo dopo il recapito di un messaggio inviato dal governatore della prefettura di Kanagawa.
    • In una data imprecisata del 1953, è catturato sull'isola di Tinian il soldato Murata Susumu.
    • Nel maggio 1954, il caporale Shōichi Shimada, compagno di Akatsu, è ucciso sull'isola di Lubang in uno scontro a fuoco con i soldati filippini.
    • Nell'agosto 1954, al termine della guerra d'Indocina, il tenente Kikuo Tanimoto fa ritorno in Giappone dopo aver prestato servizio nel Viet Minh

    1960 - 1969


    • Intorno alla metà del maggio 1960, alcuni boscaioli sull'isola di Guam catturano il soldato Bunzō Minagawa; il 23 maggio seguente viene convinto ad arrendersi anche ilsergente Tadashi Itō, compagno di Minagawa. I due si erano dati alla macchia fin dalla conclusione della battaglia di Guam, nell'agosto del 1944.

    1970 - 1979



    Il tenente Hiroo Onoda nel1944

    • Il 24 gennaio 1972, si arrende sull'isola di Guam il caporale Shoichi Yokoi, ultimo componente del gruppo del sergente Tadashi Itō; sono passati 31 anni dalla sua partenza dal Giappone, 28 dei quali passati a nascondersi nella giungla.
    • Nell'ottobre del 1972, il soldato scelto Kinshichi Kozuka è ucciso in uno scontro a fuoco contro poliziotti filippini sull'isola di Lubang.
    • Nel marzo 1974 si arrende sull'isola di Lubang il tenente Hiroo Onoda, ultimo componente del gruppo formato da Akatsu, Shimada e Kozuka; il tenente, in possesso della sua spada regolamentare, di un fucile e di alcune bombe a mano ancora efficienti, si arrende solo dietro esplicito ordine del suo ufficiale superiore, giunto appositamente sull'isola. Onoda era stato dichiarato legalmente morto 15 anni prima.
    • Il 18 dicembre 1974 viene recuperato sull'isola indonesiana di Morotai il soldato Teruo Nakamura, scoperto qualche giorno prima da un aereo da ricognizione; poiché Nakamura non è giapponese ma nato a Formosa, il governo nipponico non gli conferisce nessun riconoscimento speciale, ma si limita a versargli gli arretrati della sua paga di soldato, pari a 227 dollari.

    1980 - 1989



    • Nell'aprile 1980 il capitano Fumio Nakahira si consegna spontaneamente alle autorità filippine dopo essere rimasto nascosto per quasi 35 anni nella giungla intorno al monte Halcon, sull'isola di Mindoro. La storia si è rivelata essere un falso.
    • Sul finire del 1989, i soldati Kiyoaki Tanaka e Shigeyuki Hashimoto si consegnano spontaneamente alle autorità nel sud della Thailandia; i due erano a conoscenza della fine della guerra, ma avevano scelto di unirsi ai guerriglieri comunisti della Malaysia, rimanendo con essi fino al loro scioglimento. I due erano gli unici sopravvissuti di un gruppo di circa 200 giapponesi, civili e militari, che si era unito ai guerriglieri al termine del conflitto.

    Casi non confermati


    A parte i precedenti, ci fu una serie di avvistamenti e casi non confermati su militari giapponesi ancora nascosti su isole disabitate e in zone di giungla fitta. Nel gennaio del 1997venne annunciato il ritrovamento del soldato Noubo Sangrayban, scoperto sull'isola di Mindoro da un'équipe di esploratori occidentali interessata alla vita degli indigeni Mangyan; in seguito, tuttavia, venne accertato che Sangrayban non era nemmeno giapponese. Nel maggio del 2005, venne comunicato il ritrovamento di altri due soldati, indicati con i nomi di Yoshio Yamakawa e Tsuzuki Nakauchi, ormai ultraottantenni, sull'isola di Mindanao; la notizia venne poi smentita dalle autorità giapponesi. Altri avvistamenti non confermati vennero segnalati in Nuova Guinea nel 1949, a Rabaul nel 1975, e a Vella Lavella, nelle Isole Salomone, nel 1989.
    Soldati fantasma nel cinema


    Nel film Chi trova un amico, trova un tesoro, diretto dal regista Sergio Corbucci, i due protagonisti Alan Lloyd (Terence Hill) e Charlie O'Brian (Bud Spencer) trovano un tesoro su un'isola sperduta e custodita da un soldato fantasma giapponese di nome Kamasuka (John Fujioka). Nel film L'ultimo viaggio dell'arca di Noè (1980), prodotto dalla The Walt Disney Company, i protagonisti vengono assaliti da 2 soldati giapponesi che non sanno che la guerra sia finita.

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