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Discussione: M 26 PERSHING e COMET

  1. #1
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    M 26 PERSHING e COMET

    Chiedo informazioni sui due carri citati in quanto le infromazioni a mie mani sono laacunose e contraddittorie.

    M26
    Avevaa un rapporto potenza pese marginalmente superiore alle ultime serie del PZWK IV, quindi mobilità solo sufficiente. Ma è possibile una velocità in fuori strada di soli 8,3 kmh contro i circa 16 kmh del carro tedesco? Circa l'affidabilità meccanica e motoristica, pur non essendo ottima, alcuni elementi mi fasso pensare che dovesse perlomeno essere buona e certamente superiore al PZKW V.
    Se la mobilità fosse state troppo modesta, bisognerebbe rivedere il decisamente positivo giudizio sul valore bellico del mezzo.

    COMET
    E' possibile che la protezione laterale dello scafo fosse di soli 29 mm contro i ben 64 mm laterali della torretta?
    Il fatto che "nella sua configurazione era nettamente inferiore al Panther" secondo voi a cosa si riferoisce, oltre che alla profilatura balistica?

    Grazie sin d'ora per i lumi e spunti che mi darete:
    Davide
    "La guerra non è questione di fortuna" - Federico il Grande

  2. #2
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    Re: M 26 PERSHING e COMET

    Sui dati relativi alla "velocità fuori strada" è sempre molto difficile per me fare raffronti: bisogenerebbe capire esattamente come viene rilevato questo dato e a quale tipo di terreno (consistenza, pendenza, etc.) si sta facendo riferimento.
    Sul valore "bellico" dell'M26 Pershing è a mio parere abbastanza difficile pronunciarsi: il Pershing venne impiegato in pochissimi esemplari durante gli utlimi mesi del conflitto in Europa e all'atto pratico non ebbe modo di confrontarsi con i carri tedeschi se non in pochissimi scontri documentati. L'unico ruolo di rilievo lo svolse durante la guerra di Corea dove si dimostrò senz'altro superiore ai T34/85 ma anche in questo caso giocò molto il livello di addestramento e le modalità tattiche adottate dai contendenti: di fatto, quando i Pershing statunitensi incontrarono i T-34/85 l'arma corazzata nord-coreana era già molto logorata dai combattimenti e i pochi carri ancora efficienti venivano utilizzati come fortini corazzati rinunciando totalmente alla protezione assicurata dalla mobilità, diventando quindi dei facili obiettivi per gli Sherman e i Pershing USA.
    La bocca di fuoco e il munizionamento del cannone M3 da 90mm erano senz'altro superiori a quelle del 7.5 cm. KwK 40 tedesco e al cannone ZIS S-53 sovietico, ma il Pershing era senz'altro inferiore quanto mobilità sia al PzKpfw IV che al T-34/85 russo: non dimentichiamo , per altro, che l'M26 era classificato come carro pesante e che quindi la protezione e l'armamento contavano più della mobilità pura e semplice che su questi veicoli corazzati non poteva certo dirsi elevata in nessuna condizione, nè su strada nè fuori strada. Oggi come oggi una velocità di 8,5 km/h ci farebbe sorridere ma se pensiamo al peso di questi colossi, alle potenze non certo elevatissime dei motori dell'epoca e alle soluzioni adottate per quanto riguardava le sospensioni e gli organi di trasmissione una velocità dell'ordine dei 10/15 km/h poteva considerarsi già un buon risultato. Il celebratissimo Tigre, d'altronde, e lo stesso Panther avevano il loro tallone d'achille proprio nella trasmissione che era sottoposta a un notoevole affaticamento e quindi soggetta a frequenti guasti e rotture.
    Sembra comunque che l'Armored Corps USA fosse più che soddisfatto dei suoi Sherman da 76mm, anche per questa ragione la produzione del Pershing andò molto a rilento e l'M26 finì per ricoprire il ruolo di "carro di transizione" in attesa dello sviluppo di una nuova classe di "main battle tank" che si concretizzò nei mezzi della serie M48 e M60.

    Sulla qualità della protezione dei Comet inglesi non dispongo di molti dati: a occhio e croce, al di là dei dati riferiti allo spessore, la profilatura dello scafo e della corazza non potevano a mio parere reggere il confronto con quelle del Panther tedesco. Nella valutazione dell'efficienza della protezione balistica di un carro entrano in gioco d'altronde anche molti altri fattori, quali le caratteristiche fisico-meccaniche e metallurgiche dell'acciaio impiegato, i metodi di formatura e di assemblaggio (per fusione, per saldatura, per rivettatura, etc.), la prezenza o meno di aperture (botole, portelli, etc,) che costituiscono una soluzione di continuità nella massa della blindatura alterandone la resistenza all'impatto con i proiettili. E' noto che i mezzi corazzati britannici furono quasi sempre surclassati dai pariclasse avversari e il Comet non faceva eccezione per quanto la mobilità e l'armamento di questo caso supplisero in larga misura le deficienze della protezione.

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