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Discussione: M 33

  1. #61
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    Re: M 33

    Si possono mettere gli allegati.
    Per Lafitte:
    ho la tua cartella con tutte le foto che hai postato su WW se può esserti utile?

  2. #62
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    Re: M 33

    Si,per me e non solo per me quel rivetto (o quei rivetti) sono un enigma sull'M.41.
    [justify:jttxqpd6]In effetti anche quelli su U&A sono differenti. Non so perché quel rivetto si presenti in quel modo. Credo che né io né te saremo mai in grado di spiegarlo. Tu ci vedi ombre e riflessi, io francamente no. Se fosse uguale al II tipo, non avrei difficoltà* a riconoscerlo, tanto per chiudere l'argomento. Io non riesco a fare ipotesi plausibili alla luce della foto, che devi riconoscerlo è proprio una bella foto in primo piano. Forse bisognerebbe chiedere all'Istituto Luce la foto originaria, e tramite qualche contatto che ho li', cercherò di farlo, ma la cosa non e' facile. Neanche io faccio expertise: dico solo quello che so come del resto fanno quasi tutti alla luce della loro esperienza. Circa l'M.42 degli Alpini Paracadutisti effettivamente forse ti sfugge qualcosa se non altro per il periodo della loro fondazione. Da parte mia ho avuto l'onore di conoscere il Col. Argento, uno dei fondatori di tale specialità* negli anni '60 ed ho anche ottenuto, bontà* sua, molta documentazione sull'impiego di materiali speciali in fase di adozione, tra cui un tipo di elmetto (classico M.42) con accessori interni più soffici del solito, compreso il paranaso, doppio soggolo in cuoio naturale biancastro, tinta esterna kaki con fregio dei paracadutisti del tipo senza corona (per intenderci come quello di West Point, poi generalizzato anche sugli M.33 in epoca successiva per la brigata meccanizzata Folgore).La tinta kaki era quella originaria, ma era soggetta a varie sopratinte di color bianco per impiego sulla neve. Tale tinta veniva tolta molto facilmente all'occorrenza. Tale elmetto non ebbe fortuna perché per contingenze varie gli M.42/47 e gli M.42/60 andarono a sostituire gli M.42 superstiti e quelli di nuova concezione.
    Ho poi avuto la fortuna ed anche il privilegio di servire negli anni '70 a Pisa e Livorno e debbo dire che le sorprese all'epoca furono molte, perché nei magazzini c'erano ancora molti M.42 a cui purtroppo non ho potuto accedere, (tranne un pezzo, che ho pubblicato sia qui che su BKM che su WA, oggetto d'omaggio di un maresciallo, responsabile di un deposito all'epoca). Ebbene ancora all'epoca tali elmetti, se non trasformati in M.42/47 venivano rimontati con nuove imbottiture e sottogola nonché paranaso di vecchio tipo!C'e' stato anche un periodo più recente in cui dopo prima visita di un reparto di paracadutisti yugoslavi col loro elmetto in fibra, vennero messi in cantiere dei progetti per la realizzazione di tre tipi di elmetti da paracadutista in fibra di vetro, che per fortuna (idea mia) non superarono la fase sperimentale. Insomma dico questo per dimostrare che non avrei alcuna preclusione a riconoscere un mio abbaglio su quel famoso rivetto! Io ho amore per queste cose e chi mi conosce lo sa. Sui fregi per i CCRR purtroppo bisogna aguzzare gli occhi, cosa che io ho fatto.
    Quello su U&A, buono per carità*! (conosco la fonte) e' già* differente da quelli che si vedono indossati. Ma questo e' un altro argomento, quasi O.T.[/justify:jttxqpd6]
    Saluto tutti per il momento PaoloM

  3. #63
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    Re: M 33

    Citazione Originariamente Scritto da inno

    L'ho tirato in ballo per un fine "statistico", per chi come me di parà* non ne capisce!
    E magari già* sapere quale tipo di rivetti è "più facile" trovarci può essere utile, senza andare sulle imbottiture che sono assai più complesse.

    E visto che sui forum non se ne vedono poi molti, direi pochissimi, è bene cercare di avere più informazioni possibili quando se ne ha l'occasione, ovviamente sempre per noi neofiti.

    Quoto!
    Grazie Lafitte per le ottime e interessantissime spiegazioni!
    DANIELE
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  4. #64
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    Re: M 33

    Un saluto a tutti!!
    @ Norby, potrebbero tornarmi utili ma probabilmete quelle le ho salvate in alcune cartelle su un vecchio hard Disk, quelle perse le avevo su quello primario che utilizzavo con un programma specifico prima di scaricarle sull' hard disk archivio.


    Citazione Originariamente Scritto da marpo
    Si,per me e non solo per me quel rivetto (o quei rivetti) sono un enigma sull'M.41.
    In effetti anche quelli su U&A sono differenti. Non so perché quel rivetto si presenti in quel modo. Credo che né io né te saremo mai in grado di spiegarlo. Tu ci vedi ombre e riflessi, io francamente no. Se fosse uguale al II tipo, non avrei difficoltà* a riconoscerlo, tanto per chiudere l'argomento. Io non riesco a fare ipotesi plausibili alla luce della foto, che devi riconoscerlo è proprio una bella foto in primo piano. Forse bisognerebbe chiedere all'Istituto Luce la foto originaria, e tramite qualche contatto che ho li', cercherò di farlo, ma la cosa non e' facile. Neanche io faccio expertise: dico solo quello che so come del resto fanno quasi tutti alla luce della loro esperienza. Circa l'M.42 degli Alpini Paracadutisti effettivamente forse ti sfugge qualcosa se non altro per il periodo della loro fondazione. Da parte mia ho avuto l'onore di conoscere il Col. Argento, uno dei fondatori di tale specialità* negli anni '60 ed ho anche ottenuto, bontà* sua, molta documentazione sull'impiego di materiali speciali in fase di adozione, tra cui un tipo di elmetto (classico M.42) con accessori interni più soffici del solito, compreso il paranaso, doppio soggolo in cuoio naturale biancastro, tinta esterna kaki con fregio dei paracadutisti del tipo senza corona (per intenderci come quello di West Point, poi generalizzato anche sugli M.33 in epoca successiva per la brigata meccanizzata Folgore).La tinta kaki era quella originaria, ma era soggetta a varie sopratinte di color bianco per impiego sulla neve. Tale tinta veniva tolta molto facilmente all'occorrenza. Tale elmetto non ebbe fortuna perché per contingenze varie gli M.42/47 e gli M.42/60 andarono a sostituire gli M.42 superstiti e quelli di nuova concezione.
    Mi ero perso Paolo perchè non riuscivo a capire a che tipo di elmo ti riferissi.
    La compagnia PA fu creata credo nel 1952 (vado a memoria perchè il periodo post bellico lo conosco indirettamente) e divenne operativa nel 53 con i brevettati e i primi lanci addestrativi su montagne. E' interessante quanto dici in merito ai materiali in sperimentazione giustamente come noti ad un certo punto ci si rese conto che potevano andare bene anche i vecchi bellici ricondizionati per cui si accantonò il progetto di quella variante; successivamente con il m.60 il tutto fu uniformato e agli effetti sul m.60 i nuovi tipi di materiali sono più morbidi e magari derivati dagli studi precedenti.
    Ovviamente il fregio che porta l'elmo non può essere altro che quello senza corona essendo la specialità* in costituzione utilizzava il fregio della BFM Folgore erede delle tradizioni solo successivamente arriverà* il fregio con il paracadute bianco e il paracatudino all' interno dei fregi da copricapo. E' interessante quanto affermi in merito alla tinta caki a sapere l'anno esatto del prototipo si porrebbe un limite temporale all' adozione del caki sugli elmi nel decennio 50-60.



    Citazione Originariamente Scritto da marpo
    Ho poi avuto la fortuna ed anche il privilegio di servire negli anni '70 a Pisa e Livorno e debbo dire che le sorprese all'epoca furono molte, perché nei magazzini c'erano ancora molti M.42 a cui purtroppo non ho potuto accedere, (tranne un pezzo, che ho pubblicato sia qui che su BKM che su WA, oggetto d'omaggio di un maresciallo, responsabile di un deposito all'epoca). Ebbene ancora all'epoca tali elmetti, se non trasformati in M.42/47 venivano rimontati con nuove imbottiture e sottogola nonché paranaso di vecchio tipo!C'e' stato anche un periodo più recente in cui dopo prima visita di un reparto di paracadutisti yugoslavi col loro elmetto in fibra, vennero messi in cantiere dei progetti per la realizzazione di tre tipi di elmetti da paracadutista in fibra di vetro, che per fortuna (idea mia) non superarono la fase sperimentale. Insomma dico questo per dimostrare che non avrei alcuna preclusione a riconoscere un mio abbaglio su quel famoso rivetto! Io ho amore per queste cose e chi mi conosce lo sa. Sui fregi per i CCRR purtroppo bisogna aguzzare gli occhi, cosa che io ho fatto.
    Quello su U&A, buono per carità*! (conosco la fonte) e' già* differente da quelli che si vedono indossati. Ma questo e' un altro argomento, quasi O.T.
    Saluto tutti per il momento PaoloM
    Due volte peccato, la prima perchè potevano lasciarli allo stato di m.42 la seconda perchè come sempre in un esercito privo di molte risorse tutto si utilizza e riutilizza fermo restante poi finito il suo periodo considerare il tutto come materiale di spazzatura di cui disfarsene magari schiacciandolo con il camion! La poca lungimiranza dei burocrati dei dicasteri che ovviamente non sborsano di tasca loro o forse lungimiranti lo sono troppo cercando di evitare che materiali in buono stato finiscano per equipaggiare eserciti e milizie private come nei paesi del IV° mondo, in vero nella penisola di antistato ce n'è parecchio!!!
    In merito ai fregi CC.RR. non mi pronuncio le foto son quel che sono meriterebbero ingrandimenti e comparazioni valide al momento noi qui siamo solo per il semplice "pur parlè".
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  5. #65
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    Re: M 33

    Citazione Originariamente Scritto da Lafitte
    Due volte peccato, la prima perchè potevano lasciarli allo stato di m.42 la seconda perchè come sempre in un esercito privo di molte risorse tutto si utilizza e riutilizza fermo restante poi finito il suo periodo considerare il tutto come materiale di spazzatura di cui disfarsene magari schiacciandolo con il camion!
    Conosco le motivazioni delle modifiche agli M.42. La grande maggioranza di questi elmetti era in condizioni pietose, infatti la gomma grezza interna, con tutte le sudate che vi avevano fatto,nonché la male conservazione, era diventata troppo dura, e la pelle dell'imbottitura, ormai
    anti-igienica e rinsecchita, si rompeva facilmente affetta dalle muffe peggiori. Stesso discorso per i paranaso e le doppie cinghie di sostegno. A parte un primo tentativo di ripristino in fase di riverniciatura degli elmetti,che contemplo' addirittura la verniciatura in kaki, anche dell'imbottitura (sic!), acuendo il problema del rinsecchimento totale, questi elmetti erano praticamente irrecuperabili se non ricondizionati. Non ci dimentichiamo che all'inizio, da due divisioni che erano, divennero meno di una brigata (per rispettare anche le regole dettate dai vincitori, che inizialmente neanche prevedevano dei nuovi reparti paracadutisti italiani), e furono veramente pochi gli elmetti di questo tipo utili all'impiego per reparti che l'elmetto dovevano utilizzarlo nelle condizioni peggiori. Comunque il ricondizionamento fu fatto, utilizzando quello che c'era, fino all'arrivo dell'M.42/47 (vecchio scafo, nuova imbottitura, nuovo soggolo di canapa e nuovo paranaso). Questi elmetti sono convissuti sia con la prima serie degli M.42/60 (vecchio scafo tagliato a mano e nuova imbottitura) e la seconda e ultima serie degli M.42/60 (nuovo scafo, nuova imbottitura). Per rimanere nel topic, tutti gli elmetti
    dagli M.42 ricondizionati, per arrivare all'M.42/60, montavano rivetti che noi ormai conosciamo bene come postbellici, e che erano i soli in grado di essere montati sull'elmetto con le macchinette portatili, senza neanche una martellata. Saluti. PaoloM

  6. #66
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    Re: M 33

    Non so se può essere d'aiuto, posto questo elmetto m.33 di caserma. Ricondizionato nei primissimi anni 50 (lo so di per certo!). Guscio postbellico interno con cerchione e cuffia sinigaliesi che sembra appena uscito dall'arsenale e guarda un pò che strani rivetti che sono stati utilizzati (a perere mio sono dei fondi di magazzino pre 45). Si nota come la macchina rivettatrice non abbia appiattito per bene le 6 linguette. Ricapitolando ipotizzo l'utilizzo di rimanenze belliche su guscio post (dico post perchè ha la prima verniciatura cachi e nessuna traccia di G.V.). Un saluto. Marius
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    Il soldato tedesco ha stupito il mondo! Il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco

  7. #67
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    Re: M 33

    Visto che è stata ripescata la discussione, posto il particolare di un rivetto post-bellico montato su un elmo post-bellico nuovo di magazzino, sicuramente prodotto negli anni '80.

    [attachment=0:1ayhk38e]Immagine 009.jpg[/attachment:1ayhk38e]
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    DANIELE
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  8. #68
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    Re: M 33

    Citazione Originariamente Scritto da Marius
    Non so se può essere d'aiuto, posto questo elmetto m.33 di caserma. Ricondizionato nei primissimi anni 50 (lo so di per certo!). Guscio postbellico interno con cerchione e cuffia sinigaliesi che sembra appena uscito dall'arsenale e guarda un pò che strani rivetti che sono stati utilizzati (a perere mio sono dei fondi di magazzino pre 45). Si nota come la macchina rivettatrice non abbia appiattito per bene le 6 linguette. Ricapitolando ipotizzo l'utilizzo di rimanenze belliche su guscio post (dico post perchè ha la prima verniciatura cachi e nessuna traccia di G.V.). Un saluto. Marius

    Grazie Marius. Puo' essere d'aiuto senz'altro come esempio! PaoloM

  9. #69
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    Re: M 33

    Molto interessante l'esempio proposto da Marius: un rivetto prebellico di quelli che solitamente sono aperti a due linguette, in questo caso aperto a sei e nel dopoguerra; dato che probabilmente non era fatto per tale sistema di apertura è venuto un po' male, però è un classico esempio di come "non si butta via nulla" e inoltre del fatto che le fisime collezionistiche siano alle volte ingiustificate.

  10. #70
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    Re: M 33

    Salve a tutti oramai questa cosa fa parte dei ricordi del 1987,come militare ricordo di aver montato e assemblato circa un migliaio di elmi al punto tale della nausea ,si usava di tutto ma tutto perche il montaggio era urgente...(28 BTG FANTERIA PAVIA 2000 militari nell 1987 ) ricordo che eravamo in tre a montare i 33.i rivetti erano a scalino,bombati col foro piccolo colorati in nero colorati in azzurro.in kaki, verdi erano dentro satole di cartone come quelle dei bulloni con scritto anche REI.iinsomma di tutto di piu.gli elmi erano incastrati uno nell altro a loro volta inpilati in contenitori industriali Le imbottiture erano gia col cuoio e il sottogola di canapa cerde scuro.Si usavano una pressa da banco a vite e il martello con uno scalpello conico ....direi inadatto uno teneva l elmo e l altro ribadiva a matrellate uno da solo non riusciva a farlo ..inutile dire come risultava il lavoro .alla fine se c era del gioco tra gli elementi giu a mazzate per stabilizzare il tutto, rivetti deformati storti un vero lavoro da galantuomini

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