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Discussione: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

  1. #1
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    M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Salve ,vi posto due elmetti post guerra uno colore nocciola e uno colore kaki, se possibile vorrei sapere quando è stato cambiato il colore da nocciola a kaki e perchè?Grazie per vostre informazioni.
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    Non pensate mai che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine."

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Ciao, belli i due 33, rappresentano due epoche. In sostanza negli anni 50 l'uniforme del nostro esercito era in un cachi rossiccio molto simile al panno inglese per cui il colore dell'elmetto venne adeguato a questa tonalita', soggolo compreso. Negli anni 60, con l'adozione di un panno di colore piu' marcatamente oliva anche il colore dell'elmetto venne nuovamente adeguato a questa tonalita'. Ciao.

  3. #3
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Citazione Originariamente Scritto da Gertro
    Ciao, belli i due 33, rappresentano due epoche. In sostanza negli anni 50 l'uniforme del nostro esercito era in un cachi rossiccio molto simile al panno inglese per cui il colore dell'elmetto venne adeguato a questa tonalita', soggolo compreso. Negli anni 60, con l'adozione di un panno di colore piu' marcatamente oliva anche il colore dell'elmetto venne nuovamente adeguato a questa tonalita'. Ciao.
    Grazie per tua risposta,ho notato che M33 nocciola non ce ne sono molti in giro,il mio è saltato fuori da uno kaki che ho sverniciato con diluente nitro il quale ha tolto il kaki senza danneggiare il sottostante nociola come è successo anche con altri 2 miei M33 postbellici dei carabinieri che sono tornatri grigioverde purtropo a danno del fregi,domanda?A quale base erano le pitture precedenti a quelle a base nitro?Saluti Gabriele.
    Non pensate mai che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine."

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Citazione Originariamente Scritto da Gertro
    Ciao, belli i due 33, rappresentano due epoche. In sostanza negli anni 50 l'uniforme del nostro esercito era in un cachi rossiccio molto simile al panno inglese per cui il colore dell'elmetto venne adeguato a questa tonalita', soggolo compreso. Negli anni 60, con l'adozione di un panno di colore piu' marcatamente oliva anche il colore dell'elmetto venne nuovamente adeguato a questa tonalita'. Ciao.

    Scusa, non è per fare il bastian contrario, ma questo cambiamento nella tonalità delle uniformi a me non risulta, non ci sono sostanziali differenze di colore tra uniformi da truppa modello '46, 49, e la più recente 55 utilizzata fino all'introduzione della così detta "drop", se delle differenze di colore si riscontrano tra una uniforme e l'altra questa è dovuta solo alla pezza di tessuto dalla quale è stata confezionata, dovuta a differenza di produttore, di tintura e così via.
    E' pur vero che esiste un panno tendente al rossiccio ma questo è molto poco diffuso e costituisce più una eccezione che la regola.

    C'è da dire che l'esercito italiano fece abbondante uso di uniformi Battle Dress britanniche, e che queste continuarono a circolare anche alcuni anni dopo l'introduzione dell'uniforme modello 1946, però è anche vero che nei primi anni della repubblica il colore degli elmetti fu soggetto ad una notevole variabilità, si fa menzione di elmetti grigio verde,verde scuro, sabbia; non è escluso comunque che vista la prevalenza di uniformi di produzione britannica nei primi anni venisse di donseguenza spontanea l'adozione di un kaki, con una forte componente marrone.

    Resta quindi il dubbio circa la decisione di cambiare la tonalità degli elmetti e quando questo avvenne con precisione, anche perché si tratta di uno di quelle variazioni non supportate da documentazione coeva.

  5. #5
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Tutto esatto Adriano, pero' il fatto qui e' notorio sugli elmetti. I primi postbellici ufficiali dell'E.I. avevano questa strana colorazione marrone rossiccia .I piu' conosciuti sono quelli dei Carabinieri.
    Verso la fine degli anni '60, la dominante rossiccia non si ebbe piu' (si ignora il motivo e la documentazione e' carente o forse ancora 'classificata'.Io so solamente che alla mescola kaki non venne dato piu' l'idromembrolo (additivo opacizzante)).Negli elmetti successivi le vernici, per lo piu' sintetiche potevano essere aggiustate piu' facilmente con la componente nitro facente parte, da sola di ogni tipo di vernice adoperata per la mescola (giallo, kaki e nero).So queste cose perché ho avuto modo, ai tempi dell'universita' di analizzare chimicamente queste vernici.
    Quasi contemporaneamente, visto che le tinte degli elmetti tendevano ad ossidarsi, per via della reazione chimica tra acciaio grezzo e tinte sintetiche alle intemperie,al fine di evitare la produzione assai costosa di elmetti in acciaio inossidabile,si previde, ed in parte fu adoperato un anti-ossidante giallo tipo minio.(lo si riscontra su certi elmetti M.42/60 da para'). PaoloM

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Il mio discorso ed il tuo non si contraddicono, anzi si integrano, quello che facevo notare è che nel panno delle uniformi confezionate in Italia, non c'è il cambiamento di tinta descritta da Gertro, che invece è noto per quanto riguarda gli elmetti.

    Quanto alla presenza del primer giallo, questo si ritrova con una certa regolarità sugli elmetti kaki/oliva senza fregio (post 1969), che evidentemente sono stati accuratamente ricondizionati privandoli delle precedenti livree, a conferma di quanto detto da Marpo (con un piccolo aggiustamento di date) recentemente sono entrato in possesso di un elmetto con fregio, associato a materiali che lo collocano intorno alla metà degli anni '60 in cui è presente sotto l'unico strato di colore kaki/oliva il primer giallo (sia dentro che fuori).

    [attachment=0:2a8kuvtc]DSCF0007.JPG[/attachment:2a8kuvtc]

    Quella sostanza opacizzante (idromembrolo) era universalmente utilizzata? Ed aveva, da quel che ho capito, lo scopo di rendere apoca la vernice, però io ho osservato alcuni elmetti kaki/nocciola piuttosto lisci e lucidi, credo che questo si spieghi con l'estrema eterogeneità dei materiali utilizzati, riscontrabile del resto in ogni singola componente degli elmetti impiegati nell'EI, a mio modesto parere l'analisi degli elmi 33 in uso nel dopo guerra, piuttosto bistrattati, risulta assai più complessa degli stessi in uso dal 33 al 45 (fatta eccezione per quelli relativi alla RSI).
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  7. #7
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    L'idromembrolo, se ne trova menzione anche su manuali postbellici, veniva usato
    normalmente nelle fabbriche anteguerra e belliche che provvedevano alla verniciatura degli elmetti. Serviva a compendiare le tinture adoperate, molto raramente lasciate lucide.
    In epoca postbellica, a partire dagli anni '60, si preferi' adoperare un altro antiossidante, ma
    francamente il risultato ha sempre lasciato molto a desiderare.
    Non so se Gertro intendesse riferirsi, per quanto concerne il colore delle uniformi, ai BDs
    chiamati 'bottiglioni', effettivamente di colore indefinibile. Se pero' si riferiva al colore tipico degli anni '50 e '60, e prossimamente vicini,per me hai ragione tu, infatti il colore non e' affatto cambiato,contrariamente a quello degli elmetti. PaoloM

  8. #8
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    io invece preponderei per una opzione nociola per i reparti che lo utilizzavano in abinamenti operativi con le tute mimetiche (dove in effetti prevale queste tonalità di marrone /rossiccio) invece che con i BD

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Gli elmetti venivano utilizzati a seconda delle circostanze con le varie tenute, quindi sia con l'uniforme ordinaria invernale (giacchino di panno), sia con quella estiva (camicia e pantaloni di tela), in determinate circostanze addestrative od operative si usavano le combinazioni mimetiche con la tenuta ordinaria di servizio, dubito quindi che il colore degli elmetti potesse essere inteso in funzione di questa tanto più che la "chiazzata" fu abolita nel 1971-73...

    In sostanza negli anni 50 l'uniforme del nostro esercito era in un cachi rossiccio molto simile al panno inglese per cui il colore dell'elmetto venne adeguato a questa tonalita', soggolo compreso. Negli anni 60, con l'adozione di un panno di colore piu' marcatamente oliva anche il colore dell'elmetto venne nuovamente adeguato a questa tonalita'.
    Solo Gertro può chiarire ed eventualmente rettificare il senso della sua affermazione, ma mi sembra di intendere che egli, nell'ambito delle uniformi adottate e realizzate per il nostro esercito, affermi che ci furono due fasi, scandite dall'impiego di tessuti di diversa tonalità, il che non corrisponde ai fatti...

  10. #10
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: M33 dopoguerra,prima nocciola e poi kaki.

    Citazione Originariamente Scritto da adriano
    Solo Gertro può chiarire ed eventualmente rettificare il senso della sua affermazione, ma mi sembra di intendere che egli, nell'ambito delle uniformi adottate e realizzate per il nostro esercito, affermi che ci furono due fasi, scandite dall'impiego di tessuti di diversa tonalità, il che non corrisponde ai fatti...
    Il discorso che facevo era a linee generali. Da discussioni tra collezionisti di battle dress ho appreso che il panno utilizzato dal 1955 in poi era piu' marcatamente tendente al verde. E' consequenziale ritenere che i 33 abbiano ricevuto inizialmente la colorazione rossiccia sia sotto l'influenza dei colori inglesi sia per le sfumature dell'originario panno usato per il confezionamento delle battle dress italiane probabilmente meno tendente al verde. Anche riscontri in opere uniformologiche parrebbero confermare questa tendenza rossiccia delle uniformi di tale periodo. Comunque condivido i rilievi espressi da te e da Marpo. La mia era una ipotesi finalizzata a dare un probabile senso logico alla colorazione rossiccia del 33 negli anni 50 poi variata nel verde oliva negli anni 60. Certo una comparazione della tonalita' del panno delle uniformi a cavallo tra il 45 e il 55 aiuterebbe molto per capire appieno le ragioni della livrea rossiccia che il 33 ha avuto in quegli anni. Ciao.

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