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Discussione: m33

  1. #11
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: m33

    Ciao, e' sicuramente un 33 ricondizionato in arsenale. Si vede dalla diversa colorazione della scheletratura rispetto al guscio. La scheletratura a mio avviso appartiene a una produzione post molto tarda come si vede dalla tipologia degli anelli trapezoidali dagli angoli smussati e dal soggolo tardo. Il guscio e' sicuramente bellico ed e' stato sverniciato in maniera non integrale atteso che sono rimasti lembi di livrea bellica. Quindi un lavoro da arsenale. In sostanza il guscio e' sicuramente bellico come anche comprovato dal codice. Ciao.

  2. #12
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    Re: m33

    Grazie posto anche l'altro
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  3. #13
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    Re: m33

    La punzonatura
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  4. #14
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Re: m33

    Il fatto che i gusci siano di probabile costruzione anni 40 non ha niente di strano, anzi tende a confermare quella certa opinione, puramente personale per carità, ma condivisa anche da altri, che i gusci di M33 utilizzati nel periodo postbellico, siano in realtà prodotti negli anni di guerra, e l'eventuale produzione postbellica numericamente molto scarsa per non dire assente, ad eccezione forse di una limitata produzione negli anni 80, di gusci con caratteristiche anche estetiche leggermente diverse, in particolare nel bordo più svasato e aperto all'esterno.

    Purtropopo come sappiamo la documentazione ufficiali sulla produzione dei M33 è sostanzialmente inesistente, e tutto ciò che diciamo è basato sulle osservazioni di noi collezionisti, nel corso degli anni, su migliaia di pezzi esaminati, e su una certa logica che porta a considerare quanti all'incirca furono gli elmetti prodotti in epoca bellica, quanti ipoteticamente si sono potuti salvare nelle caserme e nei depositi, e quanti ne sono occorsi negli anni a seguire per l'Esercito Italiano.

    Non è difficile ipotizzare, in base al numero di Divisioni in armi durante la guerra, quanto fossero gli elmetti costruiti; anche ipotizzando una perdita per cause belliche della metà di essi, o anche del 60%, ne rimangono un numero ampiamente sufficiente per equipaggiare, a rotazione, un Esercito che non ha mai più superato le 300.000 unità di militari in forza.

    Anche per gli accessori (cuffie, soggoli, ecc.) il discorso è simile; gli stock di magazzino erano probabilmente ingenti, alla fine della guerra, per cui non è strano trovare elmetti come questi sicuramente riconducibili agli anni finali dell'onorato servizio del 33, che montano ancora accessori anni 40.

    Il secondo elmetto che ci mostri, quello marcato M50, ad esempio sembra avere una cuffia che all'aspetto ha caratteriche del periodo di guerra.

    Essendo questi però componenti che soffrivano di una usura molto più marcata, sono stati per certo prodotti nel dopoguerra e sono facilmente distinguibili come sappiamo; inoltre il tipo di concia della pelle delle cuffie usata negli anni 30-40 fu considerata dannosa per la salute, e quindi le cuffie sicuramente postbelliche hanno un tipo di conciatura diverso, più "ecologico", ma quelle vecchie non furono certo buttate via, come appunto testimoniato da innumerevoli esempi.

    Oppure i rivetti-areatori, che, smaltite le riserve di vecchia produzione, sono stati riprodotti massicciamente ma con caratteriche diverse.

    Quindi, ammesso che il guscio di un elmetto poirti ancora tracce di grigioverde, non è necessariamente testimonianza del fatto che sia stato effettivamente un elmetto che ha visto un utilizzo in guerra; magari appartiene a qualche pila di gusci prodotti in quegli anni, non completatio, rimasti accantonati in depositi o fabbriche e poi ripreso in mano nei decenni successivi e completato con accessori che si avevano a disposizione, sia di vecchia produzione, che di nuova.

  5. #15
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    Re: m33

    Sì è corretto quello che hai detto e ho potuto imparare nuove cose sull' m33 ; sono infatti un collezionista alle prime armi di questo modello e la mia era una domanda da principiante essendomi sempre interessato alla prima guerra mondiale. Io volevo arrivare a questo: se sverniciando gli elmetti potevo risalire a qualche fregio risalente alla Seconda guerra mondiale. Il primo elmetto postato presenta infatti ammaccature sulla calotta che potrebbero essere riconducibili al conflitto essendo al di sotto della seconda verniciatura.

  6. #16
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Re: m33

    Mi permetto una piccola considerazione: si va affermando la convinzione, da me condivisa, che i gusci utilizzati nel dopo guerra siano in realtà stati prodotti negli anni'30-'40, a fronte di questa ipotesi(mi sembra condivisa sia da Piesse che da Gertro), che senso ha la distinzione "di fabbrica" "di arsenale" riferita ai ricondizionamenti? credo che le fabbriche abbiano poco a che fare con questi elmetti, già in carico presso gli enti militari, e che sia più probabile che i ricondizionamenti siano da considerare tutti da arsenale ( o da opifici militari) e comunque in mancanza di certezze, questo tipo di distinzione basata solo sull'accuratezza o l'omogeneità degli insiemi abbia poco senso...

  7. #17
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    Re: m33

    Hai ragione...

  8. #18
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Re: m33

    Adriano come sempre fa considerazioni logiche e sensate.
    Può essere senz'altro vero come dici tu, diciamo che personalmente tendo a distinguere gli elmetti palesemente sopraverniciati senza particolare cura, magari più volte, talvolta con accessori montati un po' "alla buona", a quelli che chiaramente sono realizzati con più cura, forse sabbiati, o forse addirittura gusci mai dipinti, verniciati accuratamente a spruzzo, o per immersione, con accessori montati correttamente con le idonee attrezzature.

    Questi ultimi tendo a definirli "di fabbrica", forse risultato di commesse volte appunto al ricondizionamento di elmetti già presenti nelle strutture militari, o addirittura ancora presenti nei depositi delle fabbriche, rimasti accantonati e mai consegnati in seguito agli eventi bellici.

    Supposizioni, ovviamente; come sappiamo; il mondo del M33 è tuttora molto misterioso.

  9. #19
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Re: m33

    Quello che non riesco a spiegarmi è proprio questo mistero che circonda i nostri elmetti, sono dispostissimo ad accettare il fatto che, per quanto riguarda la situazione fino al periodo bellico, il totale vuoto di informazioni possa essere conseguenza delle distruzioni dovute ai bombardamenti, al cambio di regime e all'oblio che un aspetto cosi "secondario", ma quello che proprio non mi spiego è la mancanza di informazioni dopo il 1946, io non ho l'età per avere un riscontro diretto circa questo argomento, ne ho mai frequentato particolarmente gli ambienti militari, ma collezionisti storici, alcuni dei quali con conoscenze tra gli alti gradi dell'esercito, che hanno avuto la fortuna di entrare nelle caserme, anche in occasione della loro dismissione, che si interessano all'elmetto 33 da decenni, che hanno scritto libri e consultato archivi, possibile che non siano mai stati in grado di chiarire le circostanze che hanno riguardato le vicissitudini di questo peculiare accessorio, almeno per il periodo più recente?

  10. #20
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: m33

    Citazione Originariamente Scritto da adriano
    Mi permetto una piccola considerazione: si va affermando la convinzione, da me condivisa, che i gusci utilizzati nel dopo guerra siano in realtà stati prodotti negli anni'30-'40, a fronte di questa ipotesi(mi sembra condivisa sia da Piesse che da Gertro), che senso ha la distinzione "di fabbrica" "di arsenale" riferita ai ricondizionamenti? credo che le fabbriche abbiano poco a che fare con questi elmetti, già in carico presso gli enti militari, e che sia più probabile che i ricondizionamenti siano da considerare tutti da arsenale ( o da opifici militari) e comunque in mancanza di certezze, questo tipo di distinzione basata solo sull'accuratezza o l'omogeneità degli insiemi abbia poco senso...
    Una distinzione esiste ed ha un senso. Per fartene un'idea basta analizzare i 33 della marina ricondizionati in arsenale: le verniciature non sono perfette, spesso ci sono ancora tracce di grigioverde sotto il nuovo colore, per non parlare delle cuffie e dei soggoli. Per l'esercito non dico che sia la stessa cosa ma, come giustamente rilevato da Piesse (pensiero che condivido) i ricondizionamenti in arsenale non sono perfetti. I 33 di fabbrica, come anche io li chiamo, sono ricondizionamenti perfetti che danno la sensazione di un elmetto nuovo di fabbrica con tutte le caratteristiche che un prodotto di fabbrica puo' presentare. L'elmo, in quest'ultimo caso, e' perfetto sia nella colorazione che nel montaggio. Se trascorri molto tempo ad esaminare decine e decine di 33 ti risultera' subito evidente questa differenza. La differenza induce a ritenere (a ipotizzare) che nel dopoguerra apposite fabbriche furono incaricate di ricondizionare i 33 gia' prodotti e disponibili. E' proprio l'esistenza di questi 33 nuovi di fabbrica che e' alla base della confusione dei codici tra bellici e postbellici. Ciao.

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