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Discussione: M40 ricondizionato

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    M40 ricondizionato

    Vorrei iniziare la mia partecipazione proponendo questo elmetto che è tedesco, marcato ET e che porta all'interno della calotta il timbro ovale anche se abbastanza illeggibbile.
    Ciò dovrebbe far pensare che almeno la vernice dell'interno della calotta è quella di fabbrica.
    Che c'è di strano, direte voi; lo strano è che questa vernice è indiscutibilmente giallo sabbia, cosa che notoriamente non è contemplato.
    Ecco, avrei piacere sapere cosa ne pensate di queto fatto.

    Inoltre l'elmetto, esternamente e sull'interno delle falde è ritinto di verde, anche perché si tratta di un elmetto ricondizionato postbellico con le insegne dell'aviazione norvegese, e come tale io l'ho comprato, non certo come elmetto tedesco.
    Come potete vedere il soggolo è una replica; comunque in quest'elmetto era presente una metà* del soggolo originale, la parte con la fibbia, e un frammento dell'altra parte: quello buono l'ho usato per completare un elmetto tedesco che aveva buono esattamente l'altro.



    qui oltre al marchio ET64 si vede il colore sabbia originale e la riverniciatura verde
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    qui si riesce ad intravedere il timbro ovale; la foto fa apparire il colore della calotta quasi verdastro ma vi assicuro che è giallo identico ai particolari delle altre foto
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    ancora un particolare per evidenziare il colore sabbia di fondo:
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    un'immagine d'insieme dell'elmetto
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    un particolare del liner col nome del soldato e la scritta Norway e ancora l'evidente sovraverniciatura in verde data a pennello debordata anche sul cuoio
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  2. #2
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    Ciao Piesse,ho appena visto questa discussione.Molto curioso sto fatto.Purtroppo lo sai che non sono un intenditore,e mi dispiace che nessuno sia intervenuto sino ad ora,ma provo a dire la mia.Può essere che il "genio" della Wehrmacht in un qualche momento abbia pensato di produrre in serie elmetti Dak?E'l'unica cosa plausibile che mi viene in mente,gradirei sentire le tue impressioni,sicuramente migliori delle mie,e quelle degli altri utenti.

  3. #3
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    Ciao Piesse,vorrei riportare a galla questa discussione,che spero diventi pari se non migliore del parà*,nel quale non intervengo xchè letteralmente dicendo "non so cosa dire",se non che sono "emozionato" dalla tua conoscenza in materia e quella degli altri interlocutori.
    Cmq,mi dai un parere su quanto precdedentemente da me "esposto" sul discorso "dak"?Sono qui per imparare,e da uno come te ho taaaaanto da imparare.

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Mulon ma che dici? sono un ignorante anch'io, e in particolare sui tedeschi; c'è gente che è sempre strasicura di quello che dice, io no, vedo sempre tante piccole differenze e varianti che non so con certezza cosa è buono e cosa no.

    Però ti ringrazio, la mia vanità* oggi è stata sicuramente lusingata dalle tue parole![^][]

    Comunque, riguardo al mio "norvegese" l'ho postato perché anche per me la cosa è curiosa.

    E' risaputo che nel dopoguerra norvegesi e ceki riutilizzarono massicciamente i surplus tedeschi; i ceki forse addirittura continuarono a produrli, avvalendosi delle attrezzature originali, requisite o addirittura già* presenti in Cecoslovacchia durante la guerra, e regolarmente in produzione.

    E' risaputo che ceki e norvegesi utilizzarono elmetti dipinti o sovradipinti in colore giallo senape, il perché è difficile da capire, in quanto né la Cecoslovacchia, né tantomeno la Norvegia risultano essere paesi mediterranei o tropicali, dove necessita un mimetismo desertico, comunque....

    Ma in quest'elmetto ci sono alcuni particolari curiosi, e soprattutto il timbro ovale che, pur sfuocato e illeggibile, pare essere il classico timbro di accettazione tedesca usato durante la guerra.

    L'elmetto è un ET e non risulta che la ditta ET abbia prodotto elmetti dopo la guerra.
    La verniciatura giallo senape è sicuramente la verniciatura originale, o comunque la prima sopra il metallo.

    Secondo un po' tutti gli esperti, la Germania NON ha mai prodotto elmetti con verniciatura espressamente destinata al teatro Afrika/Sud Front, infatti gli elmetti impiegati in queste zone dovrebbero essere con la vernice verde di fondo e sovraverniciati in vari toni di giallo sabbia, a volte anche sulle falde interne, praticamente mai all'interno della calotta.

    Questo elmetto sembrerebbe smentire questa affermazione.

    Allora si fanno delle ipotesi:

    1) l'elmetto era un guscio (peraltro in ottime condizioni) è stato sabbiato e riportato al nudo metallo, è stato "creato" un falso DAK, con tanto di falso timbro, poi il solerte falsario si è accorto di aver fatto una gaffe, ha rimediato con fantasia, facendo diventare l'elmetto in un meno impegnativo "norvegese" postbellico, recuperando così le spese.
    L'obiezione è: falso per falso, poteva sverniciarlo un'altra volta e fare un bel SS o cos'altro volete voi.

    2) l'elmetto è effettivamente un norvegese color senape e si tratta di una partita di gusci prelevati dalla ditta ET ancora in fase di assemblaggio e non ancora verniciati, operazione compiuta poi dai norvegesi: allora perché il timbro di accettazione tedesco?

    3) resterebbe l'ipotesi di un elmetto nato per uso Sudfront/Afrika, per qualche motivo non consegnato, magari insieme ad altri finito tra quelli consegnati alla Norvegia alla fine della guerra, ed ecco si spiegherebbe il perché in Norvegia apparvero negli anni 50 elmetti tedeschi con verniciatura desertica; poi i norvegesi si resero conto che quel tipo di mimetismo non si addiceva molto al loro verdeggiante territorio, e ridipinsero di verde questi elmetti.
    Ma ciò va contro le opinioni consolidate di molti illustri "luminari" per cui sarà* soltanto una fantasia priva di logica e fondamento......[8D][8D]

  5. #5
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    "Ma ciò va contro le opinioni consolidate di molti illustri "luminari" per cui sarà* soltanto una fantasia priva di logica e fondamento"

    Parto e concludo dalla tua ultima frase.Effettivamente andarsi a "scontrare" con queste persone non deve essere il massimo,ma la tua ultima ipotesi mi sembra la più plausibile.Ed è quello che ho pensato io,d'altronde sono usciti tanti segreti dalla fine delle guerra,e chissà* quanti altri ne usciranno ancora.Poi,le nostre sono solo supposizioni,mica certezze,ma i dubbi,almeno per me,permangono.Ma quoto questa ipotesi.

    La prima invece mi sembra davvero inverosimile.E se fosse vera,sarei voluto essere invisibile per vedere la faccia del "pataccaro" accortosi del danno,ma ripeto,per me è inverosimile.

    La seconda sta in piedi fino al discorso timbro,che fa crollare ogni certezza.Sarebbe allora da aprire un discorso sul timbro e la sua eventuale originalità* o meno,ma non,mi sembra difficile anche questa ipotesi.

    Sarei curioso di sentire anche altri pareri.

  6. #6
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    Nel tentativo di aiutare piesse no pultroppo sul colore dak l'elmo è tedesco in quanto la norvegia dopo la guerra ha impiegato quelli lasciati intatti nei magazzini dalle truppe di occupazione e in effetti il timbro mi sembra ovale.Però non penso che la cocoslovaccia abbia continuato a produrli dopo la guerra in quanto facendo parte del blocco orientale le sue forze armate avevano in dotazione elmetti sovietici.Sarei propenso sulla tua terza supposizione. Lo sò di non aver detto niente di più di quello che già* si sapeva.[ciao2]
    luciano

  7. #7
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    Grazie degli interventi, innanzi tutto.

    Riguardo all'accenno fatto da Cocis sulla Cecoslovacchia, vorrei far notare che spesso si dimentica che la Cecoslovacchia (ma anche gli altri Paesi del defunto Blocco Comunista) non entrarono automaticamente dell'orbita Sovietica, con la fine della guerra.

    Nela caso della Cecoslovacchia ciò avvenne nel 1948, a seguito della vittoria nelle elezioni del locale Partito Comunista, e solo dopo di allora iniziò la standardizzazione di tipo sovietico negli armamenti e nelle attrezzature, e non fu cosa immediata, anche per evidenti problemi logistici ed economici.

    Restando nel campo "elmettifero", per quanto mi è dato sapere la Cecoslovacchia non fu dotata di elmetti di costruzione sovietica, ma sviluppò (come anche Ungheria, Polonia e Bulgaria) un progetto proprio di aspetto simile al russo Ssh40: all'epoca l'elmetto era un po' il simbolo visivo dell'appartenenza all'uno o all'altro schieramento.

    Ma il progetto cecoslovacco, denominato Mod.1953, non fu prodotto in serie e consegnato che a partire appunto dal 1953. Per inciso è un elmetto rimasto in produzione e servizio fino alla caduta del "muro", anzi precisamente fino al 1989, anno in cui la Cecoslovacchia uscì definitivamente dall'orbita Sovietica, trasformandosi nelle attuali Repubblica Ceca e Slovacchia; è stato un ottimo elmetto prodotto con materiali eccellenti, il più esportato fra quelli del blocco comunista, e la grande quantità* di esemplari prodotti e la repentina fine di un ciclo politico, fa sì che sia uno degli elmetti più comuni a trovarsi, a prezzi stracciati e in condizioni eccellenti.

    Tornando al discorso di origine, quindi, il periodo 1945-1952 è stato caratterizzato dall'uso di attrezzature e elmetti surplus sia di produzione locale (la Cecoslovacchia d'anteguerra era, per l'epoca, già* una discreta potenza industriale) sia di produzione, o meglio progettazione, in quanto molto prodotto in loco, tedesca.

    Da qui l'ipotesi da molti suffragata che la produzione di elmetti di foggia e stampo tedesco sia continuata; ad avvalorare tale tesi sono molti elmetti che si trovano con facilità* di colore nero e privi dei marchi dei produttori tedeschi (ET, Q, EF, ecc.) e dotati di interni a tre o quattro patte, tipicamente ceki, fermati con rivetti semisferici e molto grandi, oltre a soggoli assolutamente diversi da quelli tedeschi; bisogna altresì dire che anche gli autentici elmetti tedeschi furono quasi sempre ricondizionati con questo tipo di interni e colorati di nero.

    In questo scenario si collocano comunque anche gli ipotetici ceki "color sabbia/senape" (ma potevano essere anche "norvegesi"), che però, almeno nei quattro/cinque che mi è capitato di vedere, oltre alla colorazione dentro/fuori tipo desertico e data sicuramente come prima verniciatura sul metallo, hanno interni di foggia tedesca e marchi tipici tedeschi.

    Con ciò non voglio affermare niente, solo parlo di ciò che ho dedotto dalle mie osservazioni; sarei grato a chiunque volesse aggiungere, integrare o correggere ciò che dico.

  8. #8
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    E cosa vuoi dire di più,sei stato esaustivo oltre ogni immaginazione!

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