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Discussione: Ma dove si sta andando?

  1. #41
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    Ciao Axel, ora capisco, ma sai non è che della robe non da scavo mi sia curato più di tanto, ogni mercatino ha la sua particolarità*, li è la fiera dello scavo e so che genere di materiale non da scavo gira per cui non è che guardi o chieda più di tanto, certo, a volte è uscito qualche bel guscio italiano o tedesco II guerra ma in genere prendono altre vie prima di arrivare sui banchetti, diciamo che funziona così: ne conosco parecchi che trattano materiale da scavo e durante l'anno ci si vede o li vado a trovare se mi serve qualcosa in particolare però alla fiera pur potendoci andare il sabato (prenotando un banchetto) ci vado la domenica perchè so che qualcuno arriva in giornata solo la domenica stessa, i pezzi che cerco sono sostanzialmente accessori o giù di li (pezzi d'ottone, viti, eliche, tappi ecc ecc..) cioè tutte cosette che mi servono per completare qualche oggetto o simili, in esempio questo giro ho recuperato un bossolo in ottone da 75/13 (7,5 cm m15 ex au skoda) utilizzato nella II guerra dalla nostra art. alp. e un tappo di gavetta I tipo austriaca (quella alta) visto che il corpo lo avevo trovato ma erano parecchi mesi che cercavo un tappo non bucato pur avendone trovati alcuni anche se in pessime condizioni.
    Contento di aver portato a casa un pezzo che mi mancava (del 75 da mont. avevo solo il tipo in ferro RE) e avendone completato un' altro mi sono accontentato anche perchè gran parte del materiale esposto non era di mio interesse.
    Nella mia politica collezionistica preferisco cercare di completare un pezzo prima di pensare a prenderne altri da completare, queste fiere vanno benissimo per trovare l' accessorio ricercato anche se spesso per trovarlo ci metto molti mesi!!!!
    Poi ovvio che se butto l'occhio e vedo un bel 33 o un cappello o qualche equipaggiamento strano se riesco lo recupero però non è stato questo caso.
    In questa edizione come ti dicevo vuoi per la marea di gente, vuoi forse per la poca voglia di spendere non mi sono attardato sui pezzi sani.
    Ritornando al discorso del materiale da scavo devo anche dire che io rispetto a molti altri sono avvantaggiato (perchè vivo nelle vicinanze del fronte), da parecchi lustri mi dedico a questa tematica (che considero come un hobby e non come una collezione vera e propria) per cui personalmente ne ho trovato parecchio materiale di tutte le categorie, magari frequento la fiera con la speranza di trovare un bossolo di 91 con il fondo piatto, o uno di Steyer marcato 88, oppure una borraccia au anche da scavo con un marchio raro e altre cosine del genere, di cui conosco l'effettiva difficoltà* del rinvenimento ma mai comprerei un adrian o un m.16-17 da scavo o un baionetta o un distintivo au perchè non trovati personalmente.
    Ho un' idea strana della collezione forse non comparabile con quella altrui!
    Ovviamente c'è chi per i più svariati motivi non riesce a reperire dal genere di materiale e riempe le auto di oggetti vari.
    Riguardo alla tua osservazione anche li i prezzi del materiale sano
    si stanno uniformando ai nostri, sia perchè parecchi collezionisti sloveni conoscono il nostro mercato sia perchè loro stessi lo recuperano all' estero e quindi tra ricarichi e spese il prezzo sale.
    Poi si sa chiedere è lecito rispondere è cortesia!!!
    Dipende se uno vende o meno ciò evidentemente è determinato dall' acquirente!
    Diciamo pure questo che con un po di preparazione l'affare si riesce a farlo forse ovunque ma escluderei che esistano delle isole felici per il collezionismo qui da noi come all' estero, almeno per i paesi che sono più avanzati dal punto di vista collezionistico (Europa e USA) poi magari in India troviamo un sacco di giacche italiane II guerra dei prigionieri nei campi inglesi e ce le vendono per 10 rupie ma un altro discorso è arrivarci e soprattutto trovarle!!!
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  2. #42
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    Si , considerazioni condivisibili ...

    e poi, parliamoci chiaro : in Italia non è che stiamo benissimo per certi aspetti " legislativi " ... mercati esteri quali quelli delle baionette, delle cartucce, delle (ex) armi disattivate sono di fatto preclusi a Noi " privati " ...

    un amico aveva addocchiato un trommel per la LP 08 ... ovviamente ha dovuto lasciarlo dove era ... che fai , Ti smazzi tra licenze di importazione ecc ecc dovendolo far " limitare " in ossequio al ns. catalogo nazionale ? (sempre che sia possibile importarlo limitato, cosa che viste le ultime circolari , dubito)o rischi la "galera" , il sequestro di ciò che hai legalmente, e la certezza di mangiarti " casa e terra " tra avvocati e periti ? no, grazie....

    ciao

    axel 1899

  3. #43
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    Si Axel ciò che dici è verissimo, effettivamente il problema legislativo è importante!! Fin che si tratta di ferri ruggini tutto va bene, su certi settori collezionistici per materiali in buona conservazione i problemi aumentano e spesso diventano invalicabili!
    Come in tutti i campi (militaria compresa) tutelarsi è la migliore cosa! a farsi impallinare si sta un' attimo!!!!
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  4. #44
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    A proposito di "dove si sta andando"...
    Leggo su ebay!!!!
    "Berretto Modello '34 di un Colonnello di Cavalleria Dragoni del Regio Esercito Italiano distaccato presso Scuole,Distretti,od altre Sedi.

    Prodotto da Unione Militare Torino,il berretto è praticamente nuovo ed in condizioni splendide,immacolato,mai toccato,con interno superbamente perfetto,fregio e gradi impeccabili, soggolo con bottoncini da dragone.

    La foggia di questo berretto è tarda (periodo bellico 4142) e questo Colonnello lo ha commissionato richiedendo l'utilizzo di materiali di lusso consoni al suo rango.

    Eccezionale berretto in queste condizioni di conservazione. "

    Prima cosa: trattasi di un berretto dell'UNIONE MILITARE..e cioè la sartoria militare..quell'azienda che produceva per tutti. Posso capire se fosse di sartoria privata.
    Seconda cosa: il prezzo, 500 euro per un mod.34 con fregio Dragoni!
    MA DOVE STIAMO ANDANDO?
    Allora, a questo punto, si tratta di pura ignoranza (e vorrei tanto sperare sia così), oppure trattasi di pura speculazione nella speranza si trovi il fesso di turno????
    Un cappello che in genere si trovava intorno alle 200.000 lire e che poi qualcuno a portato a 180/230 euro..Questo lo vende a 500 euro!!!!
    Questo è quello che mi fa pensare...chi rovina il mercato, quelli con il banco alle fiere, questi che mettono queste assurdità* su EBAY (ormai punto di riferimento per i prezzi di alcuni prodotti) o noi FESSI che siamo pure capaci di spendere determinate cifre per pezzi che valgono un terzo e, come spesso sta accadendo, c'è gente (magari gente alle prime armi) che acquista per il semplice gusto di possedere e non sa il danno che provoca con sti gesti da "fesso"?
    Non ho parole!!!!!

    Saluti
    Corrado
    Il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo,fatti apposta per farti prendere paura. (Marco Paolini)

  5. #45
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    Non ci resta che sperare che il numero dei FESSI
    informandosi su forum come questo diminuisca![][]
    E che gli speculatori ne escano sempre più scornacchiati!
    Cerco tutto ciò che riguarda il 157^LIGURIA

  6. #46
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    --------------------------------------------------------------------------------

    fra poco ci venderanno anche questo come originale magari ss

    Immagine:

    30,89 KB

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    Ho letto che, in America, qualcuno ha provato a spacciarli per fedayn iracheni portati a casa come war souvenir.
    Si potrebbe anche parlare dell' evoluzione del collezionismo militare dopo l' 11 settembre.
    Io personalmente spero(prego) che succeda come con le carte telefoniche (che NON ho mai collezionato||).Arivati i cellulari il mercato collassò.ora credo che chi ancora le colleziona le trovi a prezzi irrisori.
    Anche i santini, alcuni anni fa tutti volevano i santini, oggi rimangono sui banchi.
    Nel nostro campo si può fare l' esempio degli elmetti DDR,caduto il muro aumentò la quantità* e i prezzi crollarono (credo che sia l' unico esempio).
    So che non succederà*, ma la speranza è l'ultima a morire.
    Purtroppo mi capita troppo spesso di pensare:" E' un prezzo alto ma tra un anno sarà* il prezzo corrente."
    Spero di non aver fatto troppi errori di grammatica e di non aver detto delle caz..te

  7. #47
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    Caro Endopat io credo fermamente che tutto continuerà*
    a salire di prezzo. In trent'anni non ho mai visto nulla scendere
    ma al limite fermarsi a causa dell'affermarsi di una moda improvvisa.
    Es. il settore umbertino a causa dell'impazzata per la WW1.
    Nulla scende e tutto sale, semplicemente ci sono momenti in cui
    conviene acquistare certe cose. Oggi un copricapo nero è
    sottostimato rispetto ad un adrian. Ma saliranno entrambi.
    Cerco tutto ciò che riguarda il 157^LIGURIA

  8. #48
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    Mi inserisco anch'io per dire la mia ...
    Sono un collezionista di armi che ad un certo punto è stato pure colto dalla smania della militaria ...
    per evitare le "sole" ho cominciato dapprima a documentarmi e, come penso la maggior parte dei collezionisti, mi sono subito orientato sulla militaria tedesca, risultato: le uniche cose buone che ho recuperato non vengono dai mercatini ma dai depositi di un tribunale: una cintura della LW, un parà* 38, una maschera antigas che era rimasta a casa durante la ritirata e poche altre buffetterie ... il resto, acquistato nei mercatini, rimane a casa mia, ma è una pena mostrarlo a che sembra saperne più di me (senza mai aver letto un libro sull'argomento, anche perchè guarderebbero solo le figure).
    Ciò nonostante questi "illetterati" sono riusciti ad insinuare il dubbio che ciò che ho acquistato se non è falso è quantomento stato rimaneggiato a vario titolo.
    Soluzione: mi tengo le mie presunte "sole", perchè ritengo eticamente scorretto sbarazzarmene rimettendole sul mercato, accumulo libri e documentazione perchè quelli sono gli acquisti più importanti per un collezionista e mi dedico al collezionismo "alternativo" di militaria, credetemi, anche a Novegro si può trovare qualcosa di veramente pregevole spendendo il giusto, se si ignora deliberatamente il materiale tedesco e del ventennio.
    Esempio: andate a vedervi il colbacco in pelo d'orso della gendarmeria pontificia postato nella sezione risorgimento, pagato non più di 7 anni fa la cifra di 400 Euro attuali.
    Così sono arrivato a una mia linea di azione (discutibilissima, ma che mi sta dando delle soddisfazioni): perchè devo pagare migliaia di Euro un parà* tedesco messo pure male, arrugginito, ossidato nella gomma, fradicio nel cuoio, esteticamente discutibile (stiamo pur sempre parlando di un elmetto di acciaio) quando posso acquistare oggetti evocativi, in condizioni splendide ed appaganti dal punto di vista estetico ?
    Lo so, sono una voce fuori del coro, ma il mio è anche un meccanismo di autodifesa nei confronti di un mercato sempre più malato (quello italiano).
    Fatevi un giro all'arsenale cantonale di Bellinzona, se vi capita ... c'è un locale dove viene esposto il surplus in vendita: si può trovare un bel po' di materiale degli anni '40. Io mi sono portato a casa una bicicletta militare mod. 1935 a 99 Euro. A Novegro te ne chiedono oramai 350 - sono pazzi !!!.
    Per non parlare poi dei fucili K31 buttati sul bancone in vendita a 150 Franchi Svizzeri !!!
    Un'ultima nota prima di finire: con e-bay mi sto specializzando in un settore che ho sempre amato ma che gli operatori italiani non hanno mai coperto (forse perchè sono l'unico idiota in Italia che cerca queste cose): le uniformi cerimoniali britanniche (postbelliche ovviamente) - ho fatto dei buoni acquisti con il personale dei reggimenti scozzesi che si congedava dopo il rientro dalle missioni in Iraq ...
    Ragazzi, tra 40 anche questa sarà* storia ....[]

    Saluti, Marco

  9. #49
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    ognuno fa bene a collezionare ciò che gli piace senza sentirsi in nessun modo, il problema è se ti piace la roba più preziosa, come a me che colleziono prevalentemente la roba tedesca e non riuscirei mai a ripiegare su qualcosaltro pur di collezionareMagari la mia testolina mi dicesse di fare come te invece di dirmiarà* parà* parà* mimetico mimetico mimetico ss ss ss ss []

  10. #50
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    Salve,

    il collezionismo non è estraneo alla logica del mercato:

    "Più domanda e, logicamente, meno offerta = prezzi in crescita"

    Se tutti chiedono elmetti da Fallschirmjaeger (e per di più mimetici), ovvio che il prezzo sale e così come esistono i Rolex falsi, ne esistono pure gli elmetti.

    Esistono "battle dress" inglesi falsificati? O almeno, in che rapporto essi esistono, a paragone di giacche SS da truppa?

    Potrei fare lo stesso discorso con le decorazioni (che sono il tema centrale della mia collezione) o le armi antiche e le armature (di cui mi interesso per ragioni professionali).

    Ed ai tempi del "Grand Tour", allorché ogni ricco viaggiatore inglese voleva il suo bravo "cratere" attico, ecco che abili artigiani si misero a sfornare magnifiche terrecotte che a tutt'oogi fanno impazzire gli archeologi. Ed i prezzi degli originali salirono alle stelle.

    Dopo ogni fiera, tra collezionisti è sempre la solita geremìade; con tutti noi a lamentarci che 1)è tutto falso, 2)che non si trova più niente e che 3)i prezzi sono da sceicchi.

    1) non è vero: i falsi sono un fenomeno endemico e vecchio come il collezionismo in sè. La soluzione è lo studio "matto e disperatissimo", il confronto, la visita a collezioni pubbliche e private (faccio un esempio: un viaggio breve a Vienna per visitare approfonditamente lo "Heeresgeschichtliches-Museum", costa meno di un medio elmetto e se ne traggono immensi benefici culturali).

    2) non è vero: mai come in questi ultimi anni, si trovano pezzi che trenta-trentacinque anni fa erano impensabili. Per fare un esempio, a Militalia, edizione Maggio 2000, sul banco di un buon commerciante era esposta la "Militaerverdienstkreuz" di I Classe con KD, austriaca, appartenuta a Federico II del Baden; un pezzo stratosferico, da museo. Costava molto meno di un elmetto da parà* tedesco e fatti due conti, mi sono detto che per quell'anno potevo dirmi contento e la ho comprata. E potrei andare avanti con esempi su esempi dall'esperienza di tanti colleghi collezionisti dotati di sguardo "positivo". E ad un'asta tedesca (ditta conosciutissima da noi italiani) furono vendute le decorazioni di Conrad von Hoetzendorf. Nessun italiano era tra i concorrenti, in sala o al telefono.

    Mi sa che se non troviamo niente, è perché cerchiamo poco...

    3) non è vero, almeno in massima parte. Per le leggi del mercato cui ho accennato sopra, se vi è richiesta, ovviamente i prezzi crescono. Non dobbiamo lamentarci. Se i prezzi sono alti, è perché qualcuno li paga, e qui non parliamo di generi di assoluta necessità*, ma di cose assolutamente inutili al nostro sostentamento e di valore intrinseco spesso vicino allo zero. La soluzione a questo problema è semplice, anche se sembra paradossale: non comprare.

    In conclusione, ecco quella che a mio modesto avviso dovrebbe essere la "regula" di noi collezionisti:

    1) Leggere, studiare (la cosa assolutamente più importante).

    2) Cercare, muoversi.

    3) Avere senso della misura.

    Buona serata ed a presto,

    Elmar Lang

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