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Discussione: Ma dove si sta andando?

  1. #51
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    concordo in pieno con il pensiero e lo scritto di Elmar
    Novara fa da se'

  2. #52
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    Caro Elmar condivido pienamente tutto ciò che hai scritto,
    tuttavia mi sento di denunciare un aspetto della militaria che rende
    questo settore ancora più triste e pericoloso: NON SOLO LA DIFFUSA TOLLERANZA
    E LA TACITA ACCETTAZIONE DELL'ESISTENZA DELLE FRODI MA LA INDISTURBATA
    CONVIVENZA TRA IL COMMERCIANTE E IL LADRO CHE E', SECONDO ME, MENO VISTOSA
    IN ALTRI AMBITI COLLEZIONISTICI.

    Se in una mostra filatelica un pataccaro cerca di esporre e vendere per
    buona la propria merce fasulla viene quasi linciato dai commer-
    cianti seri e denunciato. Si può dire altrettanto delle esposizioni
    di Militaria?
    Cerco tutto ciò che riguarda il 157^LIGURIA

  3. #53
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    Ciao Elmar
    concordo anch'io su quasi tutto quello che hai magnificamente, come sempre, esposto.
    Il "quasi" lo riferisco al punto 1) del tuo post ove asserisci:
    "la visita a collezioni pubbliche e private (faccio un esempio: un viaggio breve a Vienna per visitare approfonditamente lo "Heeresgeschichtliches-Museum", costa meno di un medio elmetto e se ne traggono immensi benefici culturali)"
    ecco Elmar, il principio sacrosanto che hai menzionato è valido in linea di massima ma non in termini assoluti in quanto anche per il citato museo in alcuni casi valgono le considerazioni a cui siamo giunti nel post relativo alla "Hindenburgstern" della collezione del museo della guerra di Rovereto.
    In altre parole: loro stessi si sono rivolti per il reperimento di alcuni pezzi da esporre nel museo al mercato del collezionismo.
    Conclusioni: pezzi meravigliosi ma falsi come la moneta da 7,5 euro. Mi riferisco ad alcuni pezzi, di cui uno in particolare che ho scoperto addirittura essere stato prodotto da un bravo artigiano dalle parti di Firenze non piu tardi di quindici anni orsono.
    Il collezionista che visita il meraviglioso museo che idea potrà* farsi ? magari a Novegro trova a caro prezzo lo stesso pezzo che è uguale a quello del museo (pubblicato tralaltro da prestigiose pubblicazioni) ed il falso storico è bello che confezionato con tanto di pedigree.
    Ne conosco altri di musei con le patacche, PIU SERIETA' NEI MUSEI GRAZIE
    Un saluto [}]
    HANDE WEG VOM LAND TIROL

  4. #54
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    Condivido ciò che hanno scritto Elmar e Walzi!
    Gli ambiti collezionisti sono molteplici e ogni ambito ha i suoi specifici falsi!
    Si Walzi è vero spesso nei musei vige una regola per cui quello che è esposto è di solo uso dei dirigenti dello stesso che molto raramente scendono a ragionamenti con mortali collezionisti e spesso non accettano correzioni o spunti sul materiale esposto.
    Il tutto viene burocratizzato all' ennesimo livello e chi si occupa dei cimeli spesso non se ne interessa affatto in quanto non appassionato (vedi topic sulla collezione De Henriquez).
    Comunque saltuariamente visito dei musei dove osservo dei pezzi che potrebbero mancarmi, magari sono esposti con didascalie errate ma di ciò non me ne curo perchè in linea di massima so quello che guardo, diciamo che guardo un museo come potrei guardare un libro e finita li! Non posso certo fregiarmi di titoli pomposi del tipo "perito del tribunale tal del tali ecc ecc, per cui mi temgo per me le deduzioni e sotto i baffetti da sparviero mi faccio grasse risate!
    Quanto ai temi guida esposti da Elmar vanno bene solo che è ovvio che a un giovane collezionista che si avvicini alla materia mancano i contatti giusti, certamente poi la bibliografia non costa poco e neppure gli spostamenti iln lungo e in largo per l'Europa sono economici, per cui bisogna attrezzarsi in base alle proprie tasche e possibilità*, diciamo pure che siti o negozi specializzati la sparano grossa sui prezzi, con cifre veramente da capogiro del tutto ingiustificate e spesso ridicole per il materiale offerto!
    Secondo me anche questa è un' operazione speculativa bella e buona qualcuno non trovando un lavoro decente ha deciso di guadagnare presto e molto vendendo pezzi di ferro e di tessuto addobbati all' uso bellico, con quale successo non vi saprei dire in realtà*!
    Giusta la deduzione di Elmar, in certi casi basta non comprare essendo beni superflui ma quanti di voi vivrebbrero senza i begli elmettini o medagliette in vetrina? Probabilmente avremmo una vita molto più piatta ed infelice!!
    Il tutto sta in un giusto equilibrio tra l'avidità* della raccolta e la cifra spesa per un determinato pezzo, poi il tutto è lecito se fossi il figlio di Gates mi comprerei un museo all' anno ma questo è un' altro discorso!
    C'è da dire pure questo, sicuramente i prezzi saliranno e il tarocchi pure ma presto o tardi si arriverà* ad un limite oltre il quale il 90% di noi mortali dovrà* rinunciare all' acquisto se prima non accende un mutuo!! Guarda caso poi tutto ciò riguarda quasi esclusivamente il materiale delle 2 ultime guerre in quanto il materiale risorgimentale (esclusi certi pezzi di altissima rarità*) ha mediamente prezzi meno elevati rispetto al solito elmo parà* o al solito schirm SS pur essendo proporzinalmente molto ma molto più raro di qualsiasi elmo prodotto nell' ultimo secolo!
    Purtroppo o per fortuna la legge del mercato impone che chi ha più disponibilità* raccatta il materiale migliore sul mercato ma spazi per ritrovare bel materiale a prezzi onesti ce ne sono ancora!
    Ovviamente in parte è anche vero che sono forse le nostre paghe inadeguate al mercato collezionistico come lo sono per tutti gli altri campi del vivere quotidiano!
    E' anche vero che il collezionista italiano è mediamente più invasato rispetto al resto del mundo per cui è disposto a spendere più del reale valore dell' oggetto del desiderio! Nel resto dell' Europa ci sono dei mercatini dove il materiale proposto è qualitativamente inferiore rispetto al nostro, dove vengono proposte delle merdacce che non terrei neppure nello scatolone della rumenta, idem dicasi per musei e collezioni private ove il pastroccio è all' ordine del giorno spesso fieramente esposto insieme a del materiale interessante!
    Comunque fanciulli non disperatevi, è una vita che sentoi la fomisa triade ma a quanto pare il materiale continua da uscire e/o girare, Se così non fosse Novegro sarebbe privo di banchi da molti anni![][][]
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  5. #55
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    ma quanti di voi vivrebbrero senza i begli elmettini o medagliette in vetrina? Probabilmente avremmo una vita molto più piatta ed infelice!!
    Sante parole Lafi, sante parole ...........[:261]
    HANDE WEG VOM LAND TIROL

  6. #56
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    CONSUNTIVO:

    - Il lavoro.........ci ha rotto i maroni!

    - La famiglia.......anche!

    - La politica.......pure!

    tornare a giocare ci costa? Sì, ma è così bello!! [][][]
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  7. #57
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    eh, ho capito che è bello, ma mica posso arrichire gli altri per riempirmi uno scaffale.
    Fino a quando c'è gente che può spendere e polli che vogliono spendere a tutti i costi i prezzi saranno quelli che sono e ripeto, non esiste merce rara, semmai esiste merce che non viene messa nei banchi, ma nelle collezioni è invece presente.
    Comunque da un pò di tempo a sta parte riteniamo raro anche una replica, per cui....

    Buona Domenica, qui piove.
    Corrado
    Il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo,fatti apposta per farti prendere paura. (Marco Paolini)

  8. #58
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    Un vecchio adagio inglese:

    "The difference
    between men and boys,
    is the price
    of their toys"


    Grazie per condividere qualcuno dei miei punti di vista, che in realtà* altro non sono che il riassunto delle idee ben esplicite di tutti noi.

    Però, quanto alla rarità*, essa è un dato di fatto. Non condivido il ragionamento "...non esiste merce rara, semmai esiste merce che non viene messa nei banchi, ma nelle collezioni è invece presente..."

    In un mio intervento precedente, ho ricordato che a Militalia, su un banco (molto qualificato, ma pur sempre un banco di vendita) era esposta una decorazione austriaca di immenso valore storico, ad un prezzo più che accettabile. Ho fatto un esempio personale, ma sappiamo che alle fiere appaiono pezzi spettacolari e sicuramente autentici, più rari di elmetti mod.33 senza fregio. Se qualcuno vuole vendere, dovrà* pure far vedere la sua merce, via...

    I collezionisti raccolgono e, per ragioni soprattutto anagrafiche, le loro cose in gran parte "rientrano in circolo", senza eccezione. Ricordo le memorabili aste della collezione del Duca d'Essling (ovvero il Maresciallo Massena), la "von Heyden"; Ratti, Clerici, la collezione/archivio del Prof. Elmar Lang (non io, quello "vero"), la collezione di Veit Scherzer e via così, per arrivare all'asta Sotheby's "Royal House of Hanover" di Ottobre/Novembre scorsi, dove cose mirabili sono state vendute a pochissimo, meno che ad un mercatino di provincia.

    Un museo immenso come lo HGM di Vienna, potrà* pure avere in mostra uno o due pezzi "dubbi" (quale sarebbe l'oggetto opera di un artigiano fiorentino di fine XX Sec.?). Lo HGM ha depositi enormi, di materiali di proprietà* statale e non ha bisogno di comprare sul mercato, se non in casi sporadici. Per la militaria e le decorazioni della Monarchia, resta un punto fermo indiscutibile (dov'è che un collezionista può vedere decine e decine di croci del MMThO,tutte in una volta? E le uniformi di Radetzky? E quelle di Imperatori e generali dalle guerre napoleoniche alla I G.M.?).

    Diverso è il caso di musei privati, quale quello di Rovereto.

    Resto dell'idea che la visita a musei e collezioni sia indispensabile, come la lettura e lo studio, assolutamente fondamentali, base unica ed insostituibile per iniziare qualunque collezione.

    Perché lo studio ed il confronto creano in noi quello spirito critico e quel bagaglio di conoscenze che da sole possono evitarci -in gran parte- le brutte esperienze di cui tanti di noi si lamentano.

    I falsi, ci sono e ci saranno in tutti i settori del collezionismo. A costo di sembrare controcorrente io sostengo che nel campo delle militaria, i falsi siano molto meno numerosi (e pericolosi) che nella numismatica e nell'arte ed antiquariato in generale.

    Non credo che vi siano oscuri complotti collezionistico-mercantili (una specie di "S.P.E.C.T.R.E." delle militaria...): forse vi furono in Germania, patria del falso specialistico, ma anche lì recentemente (si vedano le aste Thies e Künker), le cose stanno cambiando.

    Collezionare, per me è e deve restare un divertimento, qualcosa che rende gradevole il tempo che ho libero dal lavoro e dagli impegni di famiglia. Come ogni cosa, ha un costo, che col progredire diventa sempre più oneroso, ma di sempre maggiore soddisfazione storica e culturale.

    Spendo molto in libri ed in studio, con qualche viaggio collaterale. Sono spese che si ripagano sempre.

    A presto,

    Elmar Lang

  9. #59
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    Ehm ... volevo informarvi che il mercato è stracolmo di battledress britannici tarocchi ...

    [xx(][B)]

    Riguardo alle collezioni private, ho conosciuto una persona che, per allestire un piccolo museo privato sulla Grande Guerra, aveva acquistato tra i tanti cimeli, una mitragliatrice disattivata di fabbricazione tedesca mod. MG13, adottata dalla Germania nel 1932 e successivamente ceduta al Portogallo che la adottò come mod. 1938.
    Me la mostrò gongolante dicendo che il venditore gli aveva assicurato che i tedeschi l'avevano utilizzata nell'ultimo anno di guerra (pochissimi esperti lo sanno).
    Lo aveva intortato talmente bene che è stato colpito da un attacco di cecità* selettiva che a tutt'oggi gli impedisce di vedere il crest portoghese di 4 cm. di diametro sormontato dalla dicitura M1938 !

  10. #60
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    ... ennesima prova che se fossero stati spesi quattro soldi in qualche buon libro, si sarebbe evitato un rarissimo caso di cecità* selettiva (meritevole di pubblicazione su "The Lancet"!).

    Ed una nemmeno costosa visita al Bayer. Armeemuseum di Ingolstadt (con pernottamento e sontuosa colazione al "Waldgasthof St. Kastl", già* casa di caccia di gerarchi del III Reich, molto cara a Goering & Co.: la camera doppia con balcone, colazione compresa, a meno di 60,- Euro...), avrebbe dissipato ogni restante dubbio su armamenti vari.

    Ma io domando e dico: uno vuole (lodevolmente) mettere in piedi il solito "museo privato"... ma lo fa' giusto per mettere in mostra un ammasso di più o meno credibili "robe dea Prima", o perché ha una qualche vaga idea de da farsi?

    Prova ulteriore -in questo caso- di quanto sostengo: vogliamo metter su un museo? Andiamo a visitarne quanti più possibile; qui ed all'estero; belli o brutti, sporchi e tirati a lucido.

    Io credo che il nostro principale problema sia che ci buttiamo a comprare senza nemmeno sapere cosa andiamo a prendere. Non lamentiamoci se poi compriamo delle schifezze, magari pure costose.

    A presto,

    Elmar Lang

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