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Discussione: Manusardi Dario, ricerca informazioni

  1. #1
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    Manusardi Dario, ricerca informazioni

    ciao Ragazzi,
    non so sei sia la sezione giusta, se nn è giusta spostate pure la discussione
    cerco informazioni riguardo al Capitano, poi Maggiore, di "Savoia Cavalleria"
    qui di seguto riposto le info che mi ha fornito bird dog (che ringrazio),

    Manusardi Dario,

    nato il 16 novembre 1906, è diventato Sottotenente l'1 ottobre 1932.

    Pur essendo assegnato, subito dopo la nomina, al 5° Lancieri di Novara, venne inviato a prestare servizio presso la Scuola di Applicazione di Cavalleria dove infatti lo troviamo al 31/12/1932.
    Promosso Tenente l'1 ottobre 1934;
    al 31/12/1935 è ancora in servizio presso la Scuola di Applicazione di cavalleria, ma frequenta il Corso complementare di equitazione di Tor di Quinto;
    al 31/12/1936 lo troviamo in carico alla Scuola di Applicazione di Fanteria;
    al 31/12/1938 è istruttore di equitazione (in carico allo Squadrone Palafrenieri) presso la Scuola di Applicazione di Fanteria;
    al 31/12/1939 è temporaneamente in servizio presso il 14° Reggimento cavalleria "Alessandria".

    quello che ho scopero io è che era stato in russia con il savoia cavalleria, comandando lo squadrone fantasma.
    Nominato Maggiore, e trasferito al comando, rubò il cavallo al suo generale (Barbò), poichè il suo era stato ucciso in azione contro una cammionetta russa, per partecipare alla carica di Isbuscenskij, e vndo decoato con una MAVM.

    qualcuno ha altre notizie in più? riguardo alla cariera militare e alle decorazioni?

    grazie a tutti

    Edo
    [center:10jfbh88]L' VLTIMO ANELITO DEL 52° GRVPPO CANNONI DA 152/37 RACCOLSE QVESTA ALTVRA - 10.7.1942-
    QVI VNA VOCE SI LEVA POSSENTE E AMMONISCE A MAI DISPERARE NEI DESTINI D'ITALIA-

    quota 33, EL ALAMEIN[/center:10jfbh88]

  2. #2
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    Re: Manusardi Dario, ricerca informazioni

    io ho trovato questo

    SAVOIA CAVALLERIA IN RUSSIA

    Storia di Savoia Cavalleria durante la campagna di Russia
    nicola zotti




    Lo squadrone fantasma

    Nel novembre del '41, il capitano Dario Manusardi, bergamasco, era da poco rientrato nel Savoia, dopo un periodo di malattia, riprendendo il comando di uno squadrone. Avendo frequentato la scuola di guerra, i suoi superiori avrebbero preferito averlo con sé, ma Manusardi era stato irremovibile: voleva il fronte.

    E il fronte ottenne dai suoi superiori, che non gli risparmiarono i rimproveri ricordandogli che "Lo stato spende denari in questa scuola perché chi è passato di qui vada a portare il suo bagaglio di esperienze presso i comandi, non perché vada a farsi ammazzare alla testa di una compagnia al primo assalto".

    Ma Manusardi non cambiò idea e ventiquattro ore dopo aver riottenuto il comando sul campo gli fu assegnata una missione speciale e particolarmente difficile.

    Il comandante dello CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia), Messe, era preoccupato per un enorme varco che era rimasto aperto tra le divisioni "Celere" e "Torino".

    Data la scarsità* delle forze disponibili, non c'era altra possibilità* che affidare ad un contingente di cavalleria il difficile compito di tenere i collegamenti tra le due grandi unità*, pattugliando il territorio e svolgendo contemporaneamente attività* esplorativa e di saggio dello schieramento avversario. Venne così costituito lo squadrone di formazione "Savoia" al comando di Manusardi.

    La neve era già* caduta, il termometro aveva già* raggiunto gli zero gradi (per precipitare velocemente verso i -30), le carte disponibili erano lacunose, le fattorie dove cercare il nemico o trovare riparo distanti chilometri l'una dall'altra.

    Per più di un mese, Manusardi e suoi operarono in queste condizioni tremende, portando a termine con successo il proprio compito e guadagnandosi l'appellativo di "squadrone fantasma". Le parti tra italiani e cosacchi si invertirono: furono questi ultimi a dover temere le incursioni della nostra cavalleria, a non poter dormire tranquilli persino nelle più sperdute isbe delle retrovie, e dovettero intraprendere, senza successo, massicce azioni di contenimento.

    Manusardi venne promosso maggiore, ma era destinato ad un altro appuntamento. Il giorno di Isbuscenskij prese in "prestito" (letteralmente rubò) il cavallo del proprio generale (il suo era stato ucciso due giorni prima durante un altro scontro) e partecipò alla carica del suo originario 2o squadrone, guidandolo in prima persona quando il capitano De Leone, il nuovo comandante, venne prima appiedato e poi ucciso.


    L'organico dello "Squadrone fantasma"

    Organico dello squadrone di formazione "Savoia"

    Comandante: capitano Dario Manusardi

    Plotone comando:
    1 maresciallo (su autocarro)
    2 portaordini
    1 attendente (sul carretto dei maniscalchi)
    1 trombettiere
    1 allevatore maniscalco
    2 maniscalchi (1 carretto)
    3 addetti alla sanità*
    3 cucinieri (due carretti)
    1 autista (autocarro)
    6 carretti di rifornimento
    Radiotelegrafisti:
    1 sergente
    3 radiotelegrafisti
    (le radio sono trasportate su due cavalli aggiuntivi)

    2 plotoni ciascuno composto da:
    1 comandante (tenente per il primo e sottotenente per il secondo)
    1 attendente
    1 trombettiere

    3 squadre, ciascuna composta da:
    1 caposquadra
    1 capoarma
    1 porta arma
    1 porta rifornimenti
    6 cavalieri (la III squadra del 2o plotone ha 5 cavalieri)

    1 plotone mitraglieri composto da:
    1 comandante (sottotenente)
    1 attendente
    1 caposquadra
    1 portarma
    1 portatreppiedi
    2 porta rifornimenti
    3 conducenti porta arma con due cavalli ciascuno

    2 squadre composte da:
    1 caposquadra
    1 capo arma
    1 porta arma
    1 porta rifornimenti
    3 cavalieri (4 nella II squadra)

    in totale: 4 ufficiali, 20 sottufficiali, 92 cavalieri, 136 cavalli (compresi quelli da trasporto e i basti), 9 carretti, 1 autocarro.


    Nota: Venne in un secondo tempo aggregata una compagnia di cannoni anticarro 47/13, che Manusardi non gradì perché provocava un appesantimento alla mobilità* dello squadrone (i cannoni dovevano essere spostati a mano) e venne tenuta di postazione fissa in una città* occupata. I cannoni da 47/13 avevano oltretutto un'efficacia assolutamente risibile contro le corazze dei carri russi.
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  3. #3
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    Re: Manusardi Dario, ricerca informazioni

    ciao Marco,
    le avevo trovate anche io quelle info su internt, interessanti, ma purtropo incomplete di date e particolari.

    grazie mille

    ciao
    Edo
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