Pagina 2 di 4 PrimaPrima 1234 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 32

Discussione: In mare per lavoro

  1. #11
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Mar 2007
    Località
    T.L.T.
    Messaggi
    2,297

    Re: In mare per lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Klaus
    D'altra parte c'è chi fa il bagno a Tevere, ed è famoso il tuffo di Capodanno, ma i protocolli di sicurezza impongono attrezzatura stagna, anti inquinamento...
    Ricordo che parecchi anni fa, un regista che ha fatto il bagno nel Tevere, è morto di leptospirosi.
    Pare gli fossero entrate in bocca poche gocce d'acqua... ma la pipì di ratto non perdona.

  2. #12
    Banned
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Venezia
    Messaggi
    5,055

    Re: In mare per lavoro

    Klaus per quanto riguarda le ipotesi da formularsi sull'intervento della foto, direi che la tenuta da palombaro era l'unica disponibile all'epoca i sub sono venuti dopo.
    In quel punto in un senso e poi nell'altro a seconda delle maree c'è parecchia corrente ma oggi gli interventi vengono fatti senza particolari zavorre.
    Ipotizzerei, vista la distanza dalla riva della barca alla quale si appoggia il palombaro (per la cronaca si tratta di una "caorlina", mentre le due più piccole sul lato destro sono due "sandali"), di un recupero di natante affondato magari con il suo carico, operazione non semplice da effettuarsi anche ai giorni nostri.
    Potrebbe trattarsi del recupero di una "peata" barca da carico come le due ormeggiate appena oltre la caorlina; tra l'altro in quello stesso posto dove si vedono due piante appoggiate al muro della casa esiste tutt'oggi un noleggiatore di barche da trasporto.

  3. #13
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    10,266

    Re: In mare per lavoro

    Però la didascalia dice "scandaglia", magari cercano qualche oggetto particolare.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  4. #14
    Banned
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Venezia
    Messaggi
    5,055

    Re: In mare per lavoro

    Allora in base alla didascalia che dice "scandaglia" faccio un'ipotesi più fantasiosa: come dicevo il palazzo sulla sinistra ora sede della RAI si chiama Palazzo Labia dal nome della facoltosa famiglia patrizia che ne era proprietaria.
    E' conosciuta a Venezia la storia che durante le sfarzose feste che si tenevano nel salone detto appunto delle feste affrescato dal Tiepolo, i padroni di casa per ostentare la loro ricchezza servivano le pietanze in piatti da portata in oro e argento.
    Ma questo non bastava loro e allora affacciandosi dal balcone che si vede nella nostra immagine, declamando " Abia o non abia, sempre abia!!" (Che io abbia o non abbia, sempre abbia!!), lanciavano con noncuranza tali preziosi oggetti in canale, suscitando lo stupore dei commensali.
    Sotto sotto c'era un trucco però; infatti precedentemente i servitori avevano steso tra una riva e l'altra del rio una rete sotto il filo dell'acqua, e una volta terminata la festa veniva ritirata recuperando così gli oggetti precedentemente lanciati.

    Che il palombaro stesse cercando gli eventuali preziosi dei Labia?
    Dubito in quanto è risaputa la storia della rete occultata e comunque i canali a Venezia vengono periodicamente dragati dai sedimenti che man mano si depositano sul fondo; mi è piaciuto comunque raccontarvi questa curiosità*!

  5. #15
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: In mare per lavoro

    Ho letto con molto interesse quanto sinora detto, concordo in larga misura con voi tutti.
    Interessante il racconto su Palazzo Labia, comunque a quei tempi come dice Michele, gli unici ad andare sotto per lavori erano i palombari i sub vennero sicuramente dopo.
    Ricordo che molto tempo fa mi dissero che per effettuare i lavori di sistemazione delle catenarie nei porti gli unici che potevano farlo erano appunto i palombari.
    Integro con una foto che ho scattato a Londra in un negozio di articoli marinari.

    [attachment=0:2807agbv]P1010058.jpg[/attachment:2807agbv]
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login


    luciano

  6. #16
    Collaboratore
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Lazio
    Messaggi
    1,324

    Re: In mare per lavoro

    Quando parlo di corrente forte intendo davvero forte, principalmente fluviale, come quella che ha ucciso, qualche anno fa, nel Tevere in piena, un vigile del fuoco con attrezzatura non adeguata: il "gran facciale", insufficiente, gli è stato strappato via, appena si è immerso... Un mio conoscente stava per fare la stessa fine con l'elmo da palombaro, di moderna concezione, ovviamente, nel Reno in piena, a Berlino. L'acqua ha una forza irresistibile e gli ha strappato di dosso l'elmo... dopo due mesi di convalescenza, tra la vita e la morte... ha aperto un negozio di mobili...

    Identica storiella, sul lancio di stoviglie e apparecchiature preziose, si racconta dei festini tenuti a Roma, alla Villa Farnesina, in riva al Tevere... Questa leggenda è ambientata nel '500, la vostra?

    La tua ipotesi barca affondata credo sia la più plausibile, se non l'unica plausibile.
    Ma doveva essere una barca di un certo interesse o ingombrante alla navigazione, altrimenti per il recupero del solo carico avrebbero usato metodi più economici...

    Tanto per dire, che si tratti di "scandagliamento" vero e proprio l'ho escluso a priori.
    Il verbo scandagliare piace molto ai profani, come credo fosse chi ha scritto la didascalia della cartolina, ma significa, tecnicamente, "misurare la profondità* con lo scandaglio".
    Solo in senso traslato, atecnico e derivato può significare "esplorare, verificare a fondo"...
    "Scandagliare" col palombaro, quindi, anche all'epoca era piuttosto insolito...
    Specie in acque tanto basse...
    Anche perchè lo scandaglio è attrezzo molto semplice ed antico (consiste in una pietra legata ad un filo, fondamentalmente...) e non occurre bagnarsi per usarlo... e perchè metodi di immersione più leggeri ed... abbordabili, c'erano anche all'epoca.

    Muovere un palombaro significa oggi, come allora, usare un operatore altamente specializzato e almeno due assistenti ben in forma ed addestrati, oltre ad una attrezzatura estremamente costosa e rara.
    Insomma, per farla breve, a seconda delle difficoltà*, della profondità* e dei rischi, con meno di 2 o 3.000 euro al giorno mi sa proprio che non te la cavi, per imbarcazione, personale ed attrezzatura. E ho detto poco: se ci sono difficoltà* particolari, distanze, profondità* o rischi, le cose possono solo peggiorare....
    All'epoca tutte queste difficoltà*, anche in una città* di professionisti del mare come Venezia, anche con costi di mano d'opera inferiori, dovevano essere amplificate, perchè i pochi operatori disponibili avevano il monopolio nella loro zona (anche per legge, peraltro) ed ereditavano le attrezzature dai loro padri...
    Oppure erano militari, ma pure i militari non è che possano fare uso delle risorse loro affidate a piacimento...
    Insomma, ora come allora, il palombaro arriva per ultimo, quando le altre risorse non sono sufficienti e quando il lavoro, per lui, è bello e che individuato, per non fargli perdere tempo prezioso per prospezioni che possono essere effettuate in altro modo, meno costoso.
    Scomodare tutto ciò per... "scandagliare" mi pare 'na barzelletta... Per Carità*, tutto può essere, ma corda e sasso costano meno e il secchio col fondo di vetro (o batiscopio guardafondo che dir si voglia) pure, per intenderci...

    Comunque il palombaro, per immergersi, ha bisogno della pompa di aria, in superficie, che, all'epoca, era quasi sempre a mano, con dei grossi volantini ai due lati... la vedete, voi?
    E cosa ha sollevato a bordo il barcaiolo al centro, di spalle?
    Bah... Se non si tratta di barca affondata, magari col tesoro, sarà* forse foto posata, di propaganda, di pubblicità*: il fotografo, magari incaricato da qualche ente di promozione, avrà* chiesto di simulare un intervento e si è mossa la squadra con l'attrezzatura minima e, senza andare troppo lontano ha posato nel canale...
    Molte foto e filmati nascono così anche oggi...

  7. #17
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: In mare per lavoro

    Ciao Kl.aus, purtroppo non ho molte cognizioni tecniche, ma ritornando al palombaro se ho capito bene, non credo sia del tutto vero quanto dici """"Insomma, ora come allora, il palombaro arriva per ultimo, quando le altre risorse non sono sufficienti e quando il lavoro, per lui, è bello e che individuato, per non fargli perdere tempo prezioso per prospezioni che possono essere effettuate in altro modo, meno costoso. """ , infatti dal mio scritto ripreso da giornali d'epoca dice che molto lavoro di verifica veniva fatto dai palombari, aggiungo una riga tratta sempre da quell'articolo """E' un lavoro di insetti intorno al corpo inerte di un pachiderma, compiono il giro della nave, visitano l'interno.............ecc."""
    Ricercando il settimanale mi sono imbattuto in questa foto.

    [attachment=0:3uwyeo2q]palombaro.jpg[/attachment:3uwyeo2q]
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login


    luciano

  8. #18
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Sicilia
    Messaggi
    1,098

    Re: In mare per lavoro

    Luciano è davvero una storia interessante questa dei palombari, a cui non avevo mai pensato minimamente. Sicuramente è stata ed è gente col fegato e che è giusto ricordare
    Belle le fotografie
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  9. #19
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: In mare per lavoro

    Grazie Salvo
    luciano

  10. #20
    Collaboratore
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Lazio
    Messaggi
    1,324

    Re: In mare per lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da cocis49
    Ciao Kl.aus, purtroppo non ho molte cognizioni tecniche, ma ritornando al palombaro se ho capito bene, non credo sia del tutto vero quanto dici """"Insomma, ora come allora, il palombaro arriva per ultimo, quando le altre risorse non sono sufficienti e quando il lavoro, per lui, è bello e che individuato, per non fargli perdere tempo prezioso per prospezioni che possono essere effettuate in altro modo, meno costoso. """ , infatti dal mio scritto ripreso da giornali d'epoca dice che molto lavoro di verifica veniva fatto dai palombari, aggiungo una riga tratta sempre da quell'articolo """E' un lavoro di insetti intorno al corpo inerte di un pachiderma, compiono il giro della nave, visitano l'interno.............ecc."""
    Ricercando il settimanale mi sono imbattuto in questa foto.

    [attachment=0:vgcmhvra]palombaro.jpg[/attachment:vgcmhvra]

    A me pare che questo conferma proprio quanto ho detto, invece, e mi dà* l'occasione per spiegarmi: mi sa che non mi ero spiegato.

    Si chiama il palombaro quando non se ne può fare a meno e conviene economicamente, almeno in teoria. Poi, se ho fatto un buco nell'acqua e ho buttato i soldi, lo capirò solo dopo. Ma questo è un altro discorso: se lo so dapprincipio, non lo chiamo.
    Il palombaro costa.
    E tanto: a trenta metri di profondità*, e su lavori pesanti all'epoca, non se ne poteva fare a meno e quindi, coerentemente, è vero quel che dici...
    A due, quattro, sei metri, in un canale veneziano, se ne può fare a meno, secondo me, per scandagliare o effettuare semplici prospezioni tecniche...
    Mi spiego: se devo chiamare il palombaro, per un lavoro a sei metri, lo faccio quando non ho alternative e gli faccio trovare tutto pronto, gli individuo il lavoro e sta sul posto il minimo indispensabile. Posso preparargli il campo, usando altri mezzi.
    Se il minimo indispensabile è anche una prospezione, a trenta metri, nel 1940, devo chiamarlo anche per la prospezione....
    La prospezione profonda, allepoca, non si poteva fare, usando altri mezzi...
    Se il minimo indispensabile è ricavare fango curativo a trenta metri, lo chiamo anche per questo.
    Se il minimo indispensabile è esplorare un relitto profondo, valutare la convenienza di recuperare il carico e/o la nave, magari sezionandola a pezzi, lo faccio, ma, per ipotesi, non chiamo il palombaro "per cercare ed individuare" il relitto: lo chiamo, come dicevo e ripeto: "quando ho trovato, preparato, individuato il lavoro per lui"...
    Per capirci: il palombaro è come il chirurgo: interviene quando la camera operatoria il paziente e l'anestesia sono pronti e puliti: il suo intervento, la sua freschezza, la sua stanchezza, le sue capacità* sono preziose e costose....
    Se occorre, per un intervento importante o difficile è possibile doverlo chiamare anche durante le fasi pre-operatorie. Ma costa.
    Non è che i palombari li trovi all'angolo della strada: sono, ed erano, iscritti nel registro della gente di mare ed hanno sempre avuto altissima professionalità*.

    Nella foto che hai postato si vede bene, ma bene, bene, bene, la pompa a mano con i volantini ai lati. Con tutta probabilità* QUESTA è una foto operativa.

Pagina 2 di 4 PrimaPrima 1234 UltimaUltima

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BB è Attivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG] è Attivato
  • Il codice [VIDEO] è Disattivato
  • Il codice HTML è Disattivato