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Discussione: MAS sul lago di Ladoga

  1. #1
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    MAS sul lago di Ladoga

    Facendo delle ricerche sull'ambientazione del modellino di Messerschmitt Bf109 che sto trattando nella sezione modellismo, mi sono imbattuto in questa notizia che riguarda la Regia Marina nel 1942 in acque lacustri russo-filandesi e relativamente a 4 MAS li operativi; l'ho ritenuta interessante e per questo riporto integralmente il testo dal sito "Avanti Savoia!".
    Buona lettura.



    Nell'autunno del 1941 le forze armate tedesche, con il concorso delle truppe finlandesi, avevano completamente accerchiata da terra la città di Leningrado. I Sovietici tuttavia continuavano a rifornire la città assediata attraverso il Lago Ladoga dove conservavano una vasta zona di costa in loro possesso.

    Nell'inverno del 1941 i Finlandesi fecero presente all'Alto Comando tedesco la necessità di interrompere il flusso dei rifornimenti sovietici dislocando sul lago un certo numero di mezzi veloci che ostacolassero il movimento del naviglio nemico

    Il naviglio sovietico presente sul lago era stimato in 11 cannoniere e 32 dragamine per la scorta diretta ai convogli per Leningrado, da costituirsi tra 9 piroscafi, 17 rimorchiatori e 25 altri natanti; la Marina finlandese non disponeva su quelle acque che della vecchia silurante «Sisu».

    Nell’aprile 1942, il Comando della Marina germanica chiedeva ufficialmente alla Regia Marina di esaminare la possibilità dell'invio di naviglio leggero silurante sul Lago Ladoga; i Tedeschi, da parte loro, avrebbero disposto l'invio di una squadriglia di posamine e di alcuni pontoni armati.

    La Regia Marina accolse subito le richieste degli alleati e decise l'invio sul Lago Ladoga di quattro MAS, i numero 526, 527, 528 e 529 con i quali venne costituita a La Spezia la 12a Squadriglia MAS posta agli ordini del Cap. di Corvetta Bianchini. L'intera spedizione italiana si componeva di 17 ufficiali, 19 sottufficiali e 63 sottocapi e comuni.

    Per il trasferimento degli uomini e dei mezzi fu stabilito il seguente percorso: via terra con un'autocolonna da La Spezia via Brennero, Innsbruck, Monaco fino a Stettino; via mare su piroscafo da Stettino ad Helsinki; via mare autonomamente con un tratto trasportati su terra da Helsinki a Sortanlahti, località fissata come sede operativa della Squadriglia. Si trattava di un totale di 3.105 km che vennero percorsi in 26 giorni dal 25 maggio al 22 giugno 1942, senza incidenti di rilievo.

    Come base logistica venne messa a disposizione dalla Marina finlandese la struttura di Lahdenpohja, località ben provvista di baracche, magazzini, officine e collegamenti ferroviari, il tutto posto all'interno di un bosco al sicuro dall'offesa aerea ed a breve distanza dai moli.

    Era intanto già stato formato, in data 17 maggio, il Distaccamento Navale K, comprendente i quattro MAS italiani, alcuni posamine costieri tedeschi KM (Küstenminenboot - battelli costieri da 16 tonn. armati con una mitragliera da 15 mm portanti 6 mine magnetiche da 500 kg e con velocità massima di 31 nodi), 21 pontoni armati tedeschi della FLAK (pontoni armati tipo «Siebel» distinti in tipo leggero con 4 pezzi da 37 mm e mitragliere da 20 mm e pesante con 3 pezzi da 88 mm, un 37 mm e varie mitragliere quadrinate da 20 mm, capaci di una velocità massima di 10 nodi) ed il battello finlandese «Sisu», tutti sottoposti, dal punto di vista operativo, al Comando della Brigata Costiera del Ladoga, retto dal Col. finlandese E. Järvinen.

    I mezzi italiani operavano su tutta la superficie del lago e godevano dell'appoggio dell’Aviazione finlandese e della 1a Luftflotte tedesca.

    Il 25 giugno 1942 i MAS italiani erano perfettamente operativi ed iniziavano la loro attività con un necessario periodo di prove a mare, attività che durò per un mese.

    I MAS si erano subito ridotti a tre in quanto il MAS 526, il 25 luglio, aveva avuto un incidente in navigazione ed era stato messo in riparazione.

    I tre MAS superstiti, 527, 528 e 529, iniziarono alcune missioni di esplorazione con compito di appoggio ad unità finlandesi, di sbarco di informatori e di localizzazione di un presunto sommergibile sovietico.

    Il 14 agosto i MAS 527 e 528, uscirono in missione di sbarco informatori sulla costa russa; alle ore 2,40 del giorno 15 il MAS 527 comandato dal s. ten. di Vascello Renato Bechi, avvistava una formazione sovietica di tre cannoniere da 800 tonn. della classe BIRA che, poco dopo, aprivano il fuoco sul MAS colpendo la plancia della nostra unità. Il MAS si metteva allora in posizione di attacco ma veniva nuovamente colpito mentre apriva a sua volta il fuoco con la mitragliera da 20 mm, colpendo ripetutamente il bersaglio. Il MAS, proseguiva l'attacco mettendosi in posizione favorevole al lancio contro la terza unità della fila da una distanza di 300 m. Alle 3,02 avveniva il lancio simultaneo dei siluri che centravano in pieno l'unità sovietica affondandola. Il MAS si disimpegnava quindi ad alta velocità.

    Un'altra vittoriosa azione avvenne il 28 agosto.

    Il 27 agosto sera il MAS 528 al comando del s. ten. di Vascello Benvenuto in sezione col MAS 527 si diressero verso la zona delle rotte costiere meridionali del lago scortati, sino a notte, da caccia finlandesi. Alle 00,03 del 28 agosto, il MAS 528 avvistava a circa 3.500 m due unità che alle 00,10 venivano riconosciute per due rimorchiatori che trainavano una maona lunga circa 70 m navigante a 4 nodi; un terzo rimorchiatore, più piccolo, precedeva il convoglio. Alle ore 00,20 la distanza veniva ridotta a 1.500 m ed i nostri MAS decidevano di passare all'attacco, i siluri vennero regolati per profondità 1 metro. Alle 00,47, quando distava ormai circa 800 m dal convoglio, il MAS 528 venne scoperto ma continuava la rotta di avvicinamento finché i rimorchiatori non aprirono il fuoco con mitragliatrici. Alle ore 00,50, il MAS ormai scoperto ed in posizione favorevole di lancio, distando 5.600 m dal nemico, e con un'angolazione adeguata, lanciò il siluro di sinistra colpendo, dopo circa 30 secondi, la maona e facendola saltare in aria.

    Il 1 settembre altra azione di guerra. Il MAS 529 partiva alle ore 9,40 alla volta di Lahdenpohja ma all'altezza dell'isola di Verkkosaari, veniva attaccato improvvisamente da due motovedette russe armate di mitragliere da 12,5 mm e cannoncini da 40 mm che lo inquadravano con un fuoco nutrito. Il nostro MAS rispose al fuoco e nello stesso tempo aumentò la velocità per sottrarsi, con ardite evoluzioni, ai colpi nemici; contemporaneamente colpiva le unità nemiche con la sua mitragliera. Poco dopo sopraggiungevano aerei tedeschi e finnici che costringevano le due unità alla fuga.

    Ancora il 29 settembre i MAS 528 e 529 al comando del C.C. Bianchini usciti in missione, avvistarono alle 00,10 un piccolo convoglio costituito da un rimorchiatore con trasporto a rimorchio e con la scorta di una cannoniera. Data la grande luminosità lunare alle 00,45 i nostri MAS vennero avvistati dal nemico che da una distanza di circa 1.000 m. aprì il fuoco. I due MAS allora, trovandosi in posizione sfavorevole per il tiro, si allontanarono a gran velocità per sottrarsi ad un intenso fuoco di artiglieria e di mitragliatrici, rispondendo con l'armamento di bordo. Messisi al sicuro ritornarono poi all'attacco da altra direzione ed il MAS 529, da angolazione favorevole e da una distanza di 1.000 m lanciò un siluro regolato ad 1 metro di profondità contro il trasporto costituito da tre bettoline cariche di materiale e strettamente collegate tra loro. Ma il siluro non colpì il bersaglio.

    Le poche uscite del mese di ottobre avvennero tutte in appoggio ai pontoni tedeschi inviati a battere le postazioni sovietiche lungo il lago.

    Si stava però avvicinando l’inverno che, gelando le acque del lago, avrebbe imprigionato gli scafi ed impedito qualsiasi attività. Come gli altri battelli dell’Asse sul lago, i nostri MAS partirono il 29 ed il 30 ottobre, in sezioni di due (il MAS 526 era da poco riparato) da Sortanlahti e raggiungevano Lahdenpohja dove sbarcavano tutte le dotazioni di bordo, venivano caricati su vagoni ferroviari e trasportati per ferrovia sino a Punkasalmi dove erano rimessi in acqua e riarmati. Il 5 e 6 novembre ripresero la navigazione alla volta di Helsinki e poi per Reval, la località scelta per lo svernamento in attesa di riprendere con maggior profitto l'attività nel Golfo di Finlandia, zona di operazioni più congeniale, dove giunsero il 19 novembre.

    Le mutate necessità militari indussero Supermarina a richiamare in Italia il personale della 12a squadriglia e nella primavera del 1943 i 4 MAS furono venduti alla Marina finlandese.

    Durante circa 90 giorni di attività sul Ladoga, dal 25 luglio al 22 ottobre 1942, i nostri 4 MAS effettuarono 59 missioni di cui 17 per agguati e tutte senza alcuna perdita di personale o di mezzi, affondando una cannoniera da 800 tonn. classe BIRA e una maona marina da 1.300 tonn.

  2. #2
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    Grande Peo notizia alquanto importante ed interessante, che mi era completamente sfuggita e non ne ero nel modo più assoluto informato, idem per il sito che è già finito tra i preferiti, è proprio vero non si finisce mai di imparare, grazie!!!!!!
    Virgo fidelis Usi ubbidir tacendo e tacendo morir

    Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: MAS sul lago di Ladoga


    Mitico...!!!
    Che notizia...
    Non ne ero assolutamente al corrente...
    E' proprio vero che non si smette mai di imparare...

    Grazie delle "news"...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
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    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di stecol
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    E' uno dei capitoli meno conosciuti della storia delle unità sottili italiane, che si distinsero particolarmente in quel teatro d'operazioni.

    La RM non disponeva di mezzi per il trasporto stradale dei MAS e ci si affidò ad una allora famosa azienda di trasporti speciali, la Fumagalli di Milano, che curò il trasporto degli scafi fino al porto di Stettino

    Particolarmente "avventuroso" fu il trasporto attraverso Alto Adige e Austria: in alcuni casi si dovettero demolire manufatti come angoli di case o balconcini, oppure sostituire i pneumatici dei rimorchi trasportanti gli scafi con rulli per passare sotto ponti ferroviari particolarmente bassi.

    La maggior parte del personale della XII Sqd. MAS, le sovrastrutture delle unità, l'armamento, gli apparati propulsivi e ausiliarii vennero mandati a Stettino per ferrovia.

    Sull'argomento esiste un libro dell'USMMI della collana "La Marina Italiana nella II GM" dal titolo "Attività il Mar Nero e Lago Ladoga" di P.F. Lupinacci (A. Cocchia revisore) e un capitolo sul libro fotografico della Albertelli "Navi e Marinai Italiani nella II GM" di E. Bagnasco.

    Ciao
    Stefano
    É difficile volare con le aquile quando hai a che fare con i tacchini ....

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: MAS sul lago di Ladoga


    Grazie delle ulteriori informazioni...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  6. #6
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    Ottimo
    Interessante raccontare questo pezzo di storia, non molto ai più conosciuto e per molti versi anche avventuroso per portare i mezzi sino al Ladoga.
    Aggiungo, dal mio cartaceo, una corrispondenza e le relative foto tratte dall'Illustarzione Italiana del 20/9/1942 anno XX E.F.

    Se a suo tempo fu considerato sensazionale, l’annuncio che Mas italiani operavano nel Mar nero, la presenza di nostre motosiluranti nel Ladoga, costituisce addirittura un colpo di scena per tutto il Nord Europa.
    Hanno attraversato l’intero continente per giungere quassù.
    Treni, autocarri, piroscafi, terra, mare, canali, laghi.
    Viaggio lungo, complesso.
    I russi stavano in agguato, mentre nel Baltico le motosiluranti italiane venivano trasportate verso la Finlandia.
    Non riuscirono ad agire.
    Quale esattamente l’obiettivo di questi mas? Pietroburgo, alla cui catena d’assedio un anello manca, viene rifornita attraverso il Ladoga e l’istmo careliano.
    I viveri, le munizioni, il carburante, i materiali in genere, gli giungono attraverso la ferrovia di Vologda che fa attualmente capo a Uusi Laatokka.
    Da Uusi Laatokka, i rifornimenti proseguono via acqua o seguendo una rotta esterna che dirige senz’altro sull’istmo di Camelia, o per una rotta interna che comincia nel Canale Maria e che sbocca poi nell’appendice meridionale del Ladoga.
    Poiché quest’ultima rotta, situata parzialmente sotto il tiro dei grossi calibri tedeschi di Schlusselburg, appare già di dubbia sicurezza, è soprattutto la rotta esterna quella che occorre precludere al traffico sovietico, per saldare definitivamente l’anello che ancora manca alla catena d’assedio.
    A questo miravano i Mas italiani nel Ladoga.
    Il compito non è semplice, per i russi le due rotte attraverso il grande lago costituiscono la vita di Pietroburgo, a sua volta l’ex capitale zarista implica l’esistenza di un intero fronte, quindi i bolscevichi, nulla trascuravano pur di mantenere efficienti le rotte del Ladoga, con cannoniere, monitori, battelli armati e motoscafi.
    D’altra parte, i bersagli su cui dirigere i siluri sono relativamente piccoli, se il fuso metallico non è stato lanciato da presso con vera maestria, con precisione assoluta, poche sono le probabilità di colpire, in quanto le chiatte russe stazzano al massimo un migliaio di tonnellate, siamo ben lontani dalle dimensioni delle unità contro cui un Mas agisce in condizioni normali.
    Occorrono, agilità, velocità, ardire.
    L’importanza che i russi attribuiscono ai nostri Mas è dimostrato dai replicati bombardamenti che subito li hanno accolti, però le sponde del lago offrono buoni rifugi sia per gli uomini che per le macchine, è assai problematico identificare dal cielo, piccole baracche nascoste nella foresta che giunge fino al lago e il nido dei Mas.
    Le varie ricognizioni russe non hanno avuto esito e lo dimostrano i risultati già ottenuti dai motoscafi d’assalto, ossia la distruzione di una cannoniera e di un trasporto nemico.
    L’onore di entrambi i siluramenti è toccato al giovane sottotenente di vascello Renato Bechi, che durante le difficili azioni ostacolate dalla violenta difesa nemica, seppe dar prova del suo ardimento e capacità.
    I nostri marinai sono un po’ stupiti dell’ambiente che li circonda, foreste, aria fresca,acqua dolce……..strano campo d’azione!…………non importa, quando il successo arride ugualmente.
    Successi a colpi di siluro….o di schioppo, il Ladoga, paradiso del cacciatore , gli offre anitre, beccaccini, alzavole che finiscono spesso nelle mani di abili cuochi i cui intingoli sono particolarmente apprezzati dai “”colletti azzurri””.
    Il grande lago, offre anche miriadi di zanzare e brutto mese fu luglio quando dalla loro voracità non si riusciva a salvarsi.
    Nell’agosto le prime vittorie.
    Settembre, autunno nordico che avanza a grandi passi portando le temperature già prossime allo zero………….

    Il Mas di Renato Bechi
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    Renato Bechi (a destra)
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    Ufficiali finlandesi a bordo di un nostro Mas

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    In piena corsa, sullo sfondo la riva russa del Ladoga
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    Un ricognitore russo è stato avvistato, il Mas accosta rapidamente
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    Nella baracca-officina si apprestano i micidiali ordigni
    [attachment=0:1cp388lw]5.jpg[/attachment:1cp388lw]
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    luciano

  7. #7
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    Belle foto... ve ne sono alcune anche a colori, in particolare del MAS 527

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di kanister
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    Non so cosa rimanga oggi, a distanza di trenta - trentacinque anni, però ricordo un articolo su una rivista circa degli anni settanta-ottanta in cui veniva presentato quanto restava di uno dei MAS tirato in secco sulle rive di un lago.
    Era stata l'occasione per ripercorrere tutta la storia di queste imbarcazioni.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  9. #9
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    Bellissime integrazioni Luciano!

  10. #10
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    Re: MAS sul lago di Ladoga

    Citazione Originariamente Scritto da Vexillifer
    Belle foto... ve ne sono alcune anche a colori, in particolare del MAS 527
    Sai dove possano essere recuperate le foto a colori del Mas 527?


    Attendo, nel possibile, notizie
    cordialità

    Lorenzo
    Il Tempo, quando entra al Filadelfia....si ferma un attimo e...si toglie il cappello...

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