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Discussione: Messerschmitt Me. 163 Komet

  1. #1
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    Messerschmitt Me. 163 Komet

    Oggi posto alcune immagini di un modellino in scala 1/48 del Messcherschmitt 163 Komet primo caccia propulso da un motore a razzo.
    Era armato con due cannoni Rheinmettal Borsig MK 108 da 30 mm con 60 colpi per arma.
    Il motore a razzo era alimetato da una riserva di 1650 litri di propellente suddiviso in due elementi: il C-stoff 490 litri, composto dal 30% di idrazina, 57% metanolo e 13% da acqua;
    il T-stoff 1160 litri di ossidante composto da perossido di idrogeno all'80% (comune acqua ossigenata).
    Aveva una velocità* massima di 960 Km/h a 9000 metri, quota che raggiungeva in appena 2 minuti e 36 secondi.
    In decollo utilizzava un carrello sganciabile e poi atterrava su di un pattino estensibile.


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  2. #2
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    [signal] Strano...deve esserci stata un'epidemia con conseguente estinzione dei cultori di modellismo [xx(][xx(][xx(].

    Ritornando al modello in questione, devo dire che gli ingegneri tedeschi erano proprio straordinari nel riuscire a far raggiungere i 960 Km/h a questo caccia appeso solo a quella piccola elichetta presente sul muso....[fuga]

  3. #3
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    Ciao!
    Complimenti per il tuo Komet! Molto bello e ben fatto. Mi par di ricordare per inciso che uno (credo il primo della serie) era stato dipinto tutto di rosso!!
    Ottima anche la scelta dei colori!
    Saluti
    Silvio

  4. #4
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    Bellissimo, complimenti. [ciao2]

  5. #5
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    Strano...deve esserci stata un'epidemia con conseguente estinzione dei cultori di modellismo

    Purtroppo la forzata lentezza del forum sta facendo danni....non demordere.
    Riguardo al gioiellino che hai postato che dire.....SPETTACOLO.
    Dettagli di qualità* superiore,davvero un ottimo lavoro.
    Complimenti.

  6. #6
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    Vi ringrazio per i complimenti...ora aspetto come al solito integrazioni, note tecniche, immagini, storia, ecc...[ciao2][ciao2]

  7. #7
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    Impiego bellico Messerschmitt 163 Komet

    L'operatività* iniziò nel 1944. Come previsto, l'aereo dimostrò di essere estremamente veloce, e per un certo periodo i caccia alleati non avevano la minima idea di come comportarsi con l'Me 163. Il Komet spesso saliva sopra i bombardieri più velocemente di quanto potessero tuffarsi i caccia avversari nel tentativo di intercettarlo. La strategia tipica dei Me 163 era di volare attraverso la formazione di bombardieri a 9.000 m, salire poi a 10.700-12.000 m, e quindi tuffarsi di nuovo attraverso la formazione nemica. Con un po' di fortuna, questo poteva permettere al pilota di avere due possibilità* per sparare qualche colpo dai suoi cannoni prima di dover ritornare alla base in volo a vela.

    Siccome l'abitacolo non era pressurizzato, la tangenza operativa venne limitata a una in cui il pilota poteva resistere per alcuni minuti, respirando ossigeno da una maschera senza perdere conoscenza. I piloti furono sottoposti a un allenamento per rinforzare la loro capacità* operativa alle difficili condizioni della stratosfera senza una tuta di pressurizzazione. I piloti potevano quindi ottenere delle vacanze per andare a sciare con il pretesto di allenarsi alle alte quote.

    Una squadriglia da caccia, il Jagdeschwader 400 (J.G. 400), fu equipaggiata con due gruppi di aerei, con lo scopo di difendere le installazioni di gasolio nel maggio 1944. Le prime missioni iniziarono alla fine di luglio, quando attaccarono due B-17 dell'USAAF senza però ottenere delle vittorie ufficiali, e continuarono a combattere fino alla primavera del 1945. In questo periodo, ottennero 9 vittorie ufficiali, accusando però 14 perdite.

    I piloti alleati si accorsero presto del breve tempo operativo con il motore attivato, quindi aspettavano che il motore esaurisse il propellente, e poi si lanciavano all'attacco dei Komet. Presto riuscirono anche ad identificare gli aeroporti da cui gli Me 163 decollavano e atterravano. La maggior parte degli aerei vennero persi prima ancora che i piloti potessero essere addestrati su di essi, e sembrò chiaro che il piano originale di creare una grande rete di difesa con gli Me 163 non avrebbe potuto mai essere realizzato.

    Dal punto di vista operativo, il Komet fu un fallimento, subendo più perdite (dovute agli incidenti di atterraggio) che vittorie, che ufficialmente sono 16. La bassa cadenza di tiro dei suoi cannoni permettevano di colpire con pochi proiettili i bombardieri nemici, vista anche l'estrema differenza di velocità* con l'obiettivo. Allo stesso tempo il Komet fu un progetto futuristico, molto in anticipo sui tempi. Fu uno dei primi segni che indicarono la fine dell'era degli aerei ad elica, e ispirò i progetti di altre innovative armi come il Bachem Ba 349 Natter e il Convair XF-92. Alla fine, la difesa di punto sarebbe stata affidata ai missili terra-aria (SAM).

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    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
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    Bellissimo,Peo!!!Devo dire che aveva una forma davvero futuristica per l'epoca.
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
    ALL THE WAY!

    www.progetto900.com

  9. #9
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    Ciao Michele nessuna estinzione è avvenuta almeno per adesso [:246]almeno da parte mia ero semplicemente assente [].
    Un modellino fatto molto bene come sempre, anche se come aereo non è tra i miei preferiti.
    Vedo che hai apposto giustamente anche le lettere "T" e "C" che indicano appunto le due bocchette di rifornimento dei due componenti del propergolo che anche un contatto accidentale tra questi avrebbe provocato una catastrofe.
    Non c'è molto da aggiungere a quanto ottimamente già* indicato da Viper.
    L'intercettatore a razzo Me 163 Komet fu il risultato di lunghe ricerche eseguite da Alexander Lippish per 15 anni prima della guerra.
    Il prototipo fu inizialmente provato come aliante, nella primavera del 1941, prima di essere dotato di un razzo Walter RII-203 a propellente liquido.
    I voli a motore del Me 163 VI ebbero inizio nella tarda estate 1941 e il 2 ottobre l'aereo raggiunse i 1004,5 km/h, due mesi dopo venne ordinata la produzione del Me 163B.
    I Me 163B di serie erano propulsi da un endoreattore Walter 109-509A nel quale erano impiegati come propergolo i già* citati liquidi.
    I primi Me 163B-0 furono armati con due cannoncini da 20mm. i caccia Me 163B-1 con due da 30mm. e avevano il complesso di atterraggio già* citato.
    Comunque l'entrata in servizio nella Luftwaffe fu ritardata a causa delle difficoltà* di maneggio del propergolo.
    I caccia Me 163B-1a di serie furono assegnati nel giugno del 44 al I/JG 400 di base a Brandis presso Lipsia (il seguito e stato citato da Viper)
    Posto questa immagine del Me 163B-1 dello JG 400 che porta il motto "Wie ein Floh, aber Oho!" (come una pulce ma in gamba)
    Immagine:

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    A parte i rischi già* ricordati, non poche furono le difficoltà* che si presentarono ai piloti specialmente nel puntamento e nello sparo, per cui fu studiato l'impiego di armi che facessero fuoco verso l'alto e di razzi da collocare sotto le ali.
    Benchè fossero stati prodotti circa 300 Me 163B (come pure alcuni Me 163C con aumentata dotazione di propergolo) e altri due Gruppen dello JG 400 ne fossero dotati, solo 9 vittorie aeree confermate furono conseguite dalla Geschwader.
    Caratteristiche del Me 163B-1a
    Propulsore Walter 109-509A-2 da 1700kg.di spinta
    Prestazioni velocità* massima 960km/h a 3000mt., salita iniziale 3600mt. al minuto, tangenza operativa 12.100mt. autonomia normale 80km.
    Pesi a vuoto 1905kg. massimo al decollo 4110kg.
    Dimensioni apertura alare 9,33mt., lunghezza 5,69mt., altezza 2,76mt., superficie alare 19,62m2.
    Armamento 2 cannoncini Mk 108 da 30mm.
    Posto anche la tattica del Me 163B Komet.
    Immagine:

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    [ciao2]
    luciano

  10. #10
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    Ottime integrazioni ragazzi!!! Così mi piace!
    Come dici tu Cocis il propellente usato era molto pericoloso in quanto esplodeva al minimo contatto tra i due componenti; infatti tutto il sistema motore e i serbatoi dopo il volo venivano lavati con acqua corrente proprio perchè non ci fossero pericolosi residui nel successivo rifornimento.
    Il pilota indossava una particolare tuta stagna nel caso ci fossero fuoriuscite di propellente; questo non impedì incidenti con esplosioni in volo... si narra che uno di questi velivoli si portò all'atterraggio, scivolò sul pattino, uscì di pista e andò ad adagiarsi sul bordo di un hangar.
    Quando gli inservienti si avvicinarono, attraverso il trasparente del tettuccio riuscirono a vedere solo una densa nebbia dentro l'abitacolo.
    Una volta sollevato il vetro videro che il pilota era morto e mummificato, una perdita di propellente in fase finale della corsa di atterraggio aveva in pochi istanti completamente disidratato il corpo del povero pilota.
    Un'altra fase pericolosa era costituita dal rilascio del carrello dopo il decollo; anche in questo caso ci furono incidenti mortali in quanto bisognava sganciarlo ne troppo presto, in quanto rimbalzava sul ventre del velivolo, ne troppo tardi perchè cadendo da una maggiore altezza posteva rimbalzare tanto alto da colpire il caccia nella fase di accellerazione in volo orizzontale.
    Verso la fine della guerra iniziò un programma di addestramento a questo intercettore anche per una componente di piloti italiani dell'ANR; il programma iniziò con una serie di voli in aliante ma poi la cosa non ebbe seguito e rientrarono in Italia.

    [ciao2][ciao2]

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