Salve a tutto il clan da Baffobruno!
Mi sto lambiccando il cervello in una ricerca infinita e parto con un preambolo: II Guerra Mondiale e calibri delle armi automatiche "pesanti".
Le mitragliatrici italiane "terrestri" utilizzavano, se non vado errato, il calibro 8 mm x 59 mm Breda per le mod. 37 e 38 e tanto per aumentare la confusione logistica l' 8 mm x 50 mm Mannlicher (utilizzato per le Schwarzlose 07/12 di origine austro-ungarica di preda bellica e per i fucili della stessa marca dati poi in dotazione alle truppe coloniali). Essendo la produzione Breda posteriore ed esistendo una notevole riserva di cartucce e nastri e comunque una produzione specifica per il "50" Mannlicher non si capisce perchè si sia cambiato calibro. Ma non basta: si pensava di convertire le succitate Schwartzlose non all' 8 mm Breda bensì al 6,5 mm Mannlicher-Carcano, ma sembra che il progetto non sia andato in porto. I cannoni-mitragliera da 20mm montati sugli aeroplani da caccia erano solo del tipo Mauser MG 151 o equivalenti, se non vado errato. Ma sempre rimanendo in casa tedesca negli apparecchi "di importazione" come lo Stuka ("Picchiatelli", da noi) con le sue armi da 7,9 calibro tedesco di ordinanza Mauser? Altro munizionamento da aggiungere!
Non sono un esperto di micromeccanica applicata alle armi automatiche ma... cambiando Arma, le mitragliatrici italiane per la Regia Aeronautica impiegavano il calibro 7,7 mm x 56 mm (0.303 Britannico, quello per intenderci delle Lewis della Grande Guerra) sia per le Lewis che per le Breda mod. 35 e Scotti equivalenti; 12,7 mm x 81 mm. per le mitragliatrici pesanti Breda/SAFAT e Scotti. Non ho ancora capito se il 20mm delle mitragliere-cannoni da 20mm (Ansaldo-Breda, Scotti, ecc.) fosse il 20mm Oerlikon (peraltro la marina aveva adottato anche queste) o il 20 mm Mauser e se fra i calibri esisteva o meno una differenza.
In alcune vecchie immagini (documentari dell' epoca) ho notato delle mitragliere pesanti in postazioni a terra contornate da sacchi di sabbia (in evidente funzione di difesa portuale contro aerei e manovrate da uomini in divisa da marinai) e visibilmente del tipo "raffreddato ad acqua" per via del manicotto (zigrinato) attorno alla canna, bocchettone e tappo. E non mi sembravano di piccolo calibro. A tutt' oggi non sono ancora riuscito a risalire alla marca e al modello (anche perchè l' immagine ce l' ho solo conservata nella memoria visiva). Il mistero, anzi, la confusione, si infittisce. La Marina poi aveva anche armi automatiche in cal. 13,2nmm (Breda) che mi appaiono tanto come derivate da analoghe realizzazioni francesi "ricalibrate". E penso avesse "ereditato" dalla Grande Guerra anche le Colt 6,5 (QUALE 6,5?) già* montate sui primi MAS e viste anche a terra, in fotografie del 1918, dentro "nidi" serviti da personale della fanteria di marina (fronte del Basso Piave).
Qualcuno mi sa "illuminare" in proposito?
Ringrazio sin d' ora per ogni "dritta" che riceverò (e per la pazienza di chi ha letto questa epistola).
Bruno "baffobruno"