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Discussione: MkI* ed MKII Sud Africa

  1. #271
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    interessante!!
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    Max

    Frangar non flectar

  2. #272
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  3. #273
    Utente registrato L'avatar di soldatidiplastica
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    Citazione Originariamente Scritto da piesse Visualizza Messaggio
    Bell'elmetto ma con la Francia potrebbe darsi che non c'entri; la bandiera francese ha questi colori, ma disposti in maniera diversa, ovvero blu a sinistra e rosso a destra.
    Questi colori potrebbero riferirsi al QSC sudafricano, ovvero Quartermaster Service Corps, struttura Amministrativa dell'esercito che riuniva in se' le mansioni di amministrazione, logistica, gestione dei mezzi e del personale, ecc.

    Il simbolo di questo corpo era un po' diverso ma i colori erano quelli e non č raro trovare sugli elmetti simboli fatti con gli stessi colori ma disposti in maniera semplificata.

    Si spiegherebbe anche l'ipotesi di un elmetto che non ha mai lasciato il Paese.

    Il simbolo ufficiale del QST
    Allegato 217222
    Un altro tassello, nella ricerca di cosa potrebbe essere .....Riprendo l'ipotesi di Piesse dopo aver trovato on line un immagine di un basco nella configurazione in uso dal 1946 con il fregio dell' SA ARMY ADMIN SERVICE CORPS e sotto una spilla col tricolore, stavolta disposto come nell'ordine dei colori della bandiera francese.
    Un vero e proprio mistero.
    ADMIN SERVICES CORPS BERET-WORN 1954-76_edit.jpg
    Il berretto

    Incomincio a pensare che l'elmo abbia avuto un uso post

  4. #274
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    dove non sarei mai finito se fosse dipeso solo da me
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    Ho fatto una piccola ricerca sui flash sudafricani, quegli stemmi della tradizione militare anglosassone con i colori araldici che distinguono l’arma, il corpo o il servizio.
    I flash furono inzialmente destinati ad ornare i caschi coloniali ed i cappelli a tesa larga (alla boera) sudafricani in guisa di una pezza rettangolare larga mm50 ed alta 75mm. Questi copricapo tradizionali cedettero il passo ai baschi nella seconda metā della 2^GM ed i colori, pur mantenuti, vennero ridimensionati e riconfigurati verosimilmente giā allora, sino al formato standardizzato delle “barrette” (dette balkie) attualmente in uso. Il rosso (a sinistra di chi guarda), il bianco ed il blu erano inequivocabilmente i colori del Commissariato (Q Services Corps) durante la 2^GM. Per altro, il basco di cui alla foto del post n°23 ha il fregio dell’Amministrazione adottato nel 1949 ed il balkie applicato rovescio (il rosso č a destra di chi guarda).
    Si dice che il colore verde di alcuni elmetti (mentre la stragrande maggioranza é giallo-sabbia), sia tipico di unitā che combatterono in Italia. Da verificare.

    MP

  5. #275
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    Citazione Originariamente Scritto da MarcoPennisi Visualizza Messaggio
    Ho fatto una piccola ricerca sui flash sudafricani, quegli stemmi della tradizione militare anglosassone con i colori araldici che distinguono l’arma, il corpo o il servizio.
    I flash furono inzialmente destinati ad ornare i caschi coloniali ed i cappelli a tesa larga (alla boera) sudafricani in guisa di una pezza rettangolare larga mm50 ed alta 75mm. Questi copricapo tradizionali cedettero il passo ai baschi nella seconda metā della 2^GM ed i colori, pur mantenuti, vennero ridimensionati e riconfigurati verosimilmente giā allora, sino al formato standardizzato delle “barrette” (dette balkie) attualmente in uso. Il rosso (a sinistra di chi guarda), il bianco ed il blu erano inequivocabilmente i colori del Commissariato (Q Services Corps) durante la 2^GM. Per altro, il basco di cui alla foto del post n°23 ha il fregio dell’Amministrazione adottato nel 1949 ed il balkie applicato rovescio (il rosso č a destra di chi guarda).
    Si dice che il colore verde di alcuni elmetti (mentre la stragrande maggioranza é giallo-sabbia), sia tipico di unitā che combatterono in Italia. Da verificare.

    MP
    ho un amico in sudafrica,collezionista di elmetti,lui classifica quelli verdi come fronte italiano,

  6. #276
    Utente registrato L'avatar di soldatidiplastica
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    Grazie Marco, Enrico65 per gli utlimi interventi, da quanto si č saputo da fonti sud africane che cito in altro post sul quale si discute di altre questioni (vedi post #3 http://www.milistory.net/forum/la-fi...tml#post514691) la colorazione degli elmi sud africani era:

    The helmets were sent for painting to Messrs. Herbert Evans & Co. (Pty) Ltd. Helmets were first painted in the standard UDF green, then a darker UDF green and later in a desert sand or those helmets destined for troops in the Italian campaign, in a brown.

    Quindi ci dice che inizialmente erano dipinti di verde UDF (Union Defence Force), poi lo stesso verde in una tonalitā pių scura e poi color sabbia, gli elmetti destinati al teatro italiano venivano sovratinti in un colore che lui definisce marrone (poi vediamo che in pratica gli elmi SA sovratinti sul teatro italiano sono anche verdi di varie tonalitā).
    In ogni caso avrete notato che il mio elmo del post č verde dentro e fuori e non č un sabbia ritinto, da qui la mia idea che questo elmo non abbia mai lasciato il Sud Africa.

    L'elmo SA per antonomasia utilizzato sul teatro italiano dovrebbe quindi essere un color sabbia sovratinto verde, anche se questo a detta di altre opinioni riscontrate altrove non esclude l'utilizzo, dell'elmo discusso in questo post, sul nostro fronte.

    PaoloZ

  7. #277
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    I miei Mk II Sudafricani

    sud afriq-qw.jpg

    Stimolato dai post id altri utenti del forum, ho deciso di postare alcuni dei miei Mk II sudafricani. Per le spiegazioni relative alla colorazione e al periodo di produzione, rimando al mio post precedente sull'argomento: http://www.milistory.net/forum/la-fi...p-vt46464.html

    Il primo Mk II in ordine cronologico č un classico esempio della prima serie di produzione della Transvaal Steel Pressing Syndicate Limited, verniciato in verde, con liner della Jaeger Rand datato 1940, un esemplare, a quel che sembra, unissued.
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  8. #278
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    Del secondo dispongo solo di una fotografia, fatta quando ancora non avevo un macchina fotografica digitale, ma prometto che appena lo recupero dal ripostiglio lo fotografo in dettaglio. E' un Mk II con lo stemma della Sesta Divisione Corazzata Sudafricana, formata in Egitto nell'aprile del 1943 e iimpiegata sul fronte italiano a partire dall'aprile del 1944. Il liner č marcato Jaeger Rand 1942.
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  9. #279
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    Ecco il tipico Mk II sudafricano usato sul fronte italiano: sulla verniciatura sabbia originale č stato sovrapposto uno strato di vernice verde. Lā dove si č scrostata si intravede la vernice color sabbia sottostante. Il liner č marcato 1942.
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  10. #280
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    Mk II, in realtā non sudafricano ma inglese, con i marchi della 1st South African Infantry Division. Anche questo in magazzino, necessita di essere "riesumato" e attentamente fotografato. Notare il numero tattico sul retro. La 1st SA Infantry Division č stata la prima formazione sudafricana a essere impiegata durante il conflitto, e fu formata nell'agosto del 1940, quando ancora non erano disponibili - o lo erano in modo molto limitato . elmetti di produzione nazinale. Combatterā in Kenya e in Etiopia contro gli italiani, nel deserto occidentale, a Sidi Rezegh, Gazala, nella 1ā e nella 2ā battaglia di El Alamein, per fare ritorno in SA nel gennaio del 1943. Le formazioni della disciolta 1st SA Infantry division daranno vita alla 6th South African Armoured Division.
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