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Discussione: Mod.1917 americano.

  1. #101
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    Re: M17

    Acc...non ci credo..un elmetto come l'ha fatto mamma...nudo e crudo!!!! Possibile che sia scappato a qualche pennellata di troppo???

    Ultimamente è solo un susseguirsi di fregiati più o meno divertenti e poco plausibili...

    Complimenti Per il pezzo, mi sembra tutto in ordine!!!!!

    Saluti
    Corrado

    p.s. x Blaster: non rispondere anche al mio intervento, altrimenti sto topic diventa un match di ping pong...

    ..però un salutino su feisbuk me lo puoi lasciare!!!!
    Il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo,fatti apposta per farti prendere paura. (Marco Paolini)

  2. #102
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    Re: M17

    Vero che diventa un ping pong, però ti devo rispondere per il discorso delle pennellate. Credo anche io come te che qualcuna extra sia stata data.
    Grazie dei complimenti, Ado!
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  3. #103
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    Re: M17

    L'elmetto in questione mi piace molto di piu' di tutti quelli con i fregi.In effetti, al fronte
    ci andavano questi PaoloM

  4. #104
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    Re: M17 americano

    Ti ringrazio, Marpo, gentilissimo!!!
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  5. #105
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    M17 U.S.A. Fronte Italiano (332nd Inf.Regt.)

    All'indomani della rotta di Caporetto vi furono forti pressioni, negli USA da parte dell'opinione pubblica italo-americana, affinché fosse fornito un concreto aiuto militare all'alleato Italiano, in difficoltà*.

    Tralasciando i vari risvolti politico-diplomatici, si arriva al giugno 1918, quando il primo contingente di circa 2000 uomini arriva a genova e si trasferisce a Padova, dove organizza il Quartier Generale.
    Alla fine di luglio arriva finalmente il 332° Reggimento di fanteria USA.

    Si trattava di una Unità* formata il 30 agosto 1917 a Camp Sherman (Ohio), facente parte della 83^ Infantry Div. "Ohio" e inizialmente destinata al fronte francese, come in effetti avvenne, ad eccezione appunto del nostro reggimento, distaccato e destinato quindi al fronte Italiano.

    Il trasferimento in Italia, dalla Francia, avvenne per ferrovia, il 28 luglio 1918 i soldati USA sono acclamati trionfalmente durante il passaggio per Milano; la stessa festosa accoglienza avvenne giunti a destinazione, a Villafranca di Verona, località* nella quale fu accasermato il 3° Battaglione, mentre gli altri due battaglioni furono destinati uno a Custoza, l'atro a Sommacampagna.

    Nel mese di agosto l'Unità* fu considerata in grado di combattere, ma il loro impiego si limitò a turni in trincea in zone relativamente tranquille, battute da sporadici tiri di artiglieria austroungarica; le perdite furono irrilevanti, limitandosi a pochi feriti.

    Infine, il 29 ottobre 1918, il 332° entrò in azione, avendo qualche scontro col nemico, l'ultimo la mattina del 4 novembre, poche ore prima dell'armistizio.

    Sembra che in tutto questo i soldati USA abbiano avuto un solo caduto, e qualche decina di feriti.

    Una partecipazione quindi tutto sommato quasi simbolica, ma che continuò nei mesi successivi in quantò il 332° fu destinato a Forza di Occupazione di alcune zone ex austriache, zona Veneto e Friuli.

    La permanenza in queste zone durò fino all'aprile 1919, quando infine ci fu il rientro negli Stati Uniti.

    A testimoniare i rapporti di amicizia e collaborazione con il Regio Esercito e le zone Venete, tutti i soldati americani portavano sulla divisa una insegna tipicamente Veneta, ovvero il Leone di San Marco, insegna che venne adottata inizialmente senza alcun carattere di ufficialità*, pare che furono realizzate artigianalmente nella zona di Treviso, per poi diventare simbolo tradizionale dell'Unità* stessa.

    Anche gli elmetti furono spesso fregiati con lo stesso simbolo, e quello che vi presento oggi sembra essere uno di essi.

    Il "sembra" è inserito in quanto come sempre, di fronte a insegne dipinte ognuno può pensare quello che vuole.

    Questo elmetto inoltre presenta sui due lati il disegno della bandiera USA e di quelle del Regno d'Italia incrociate, riprendendo peraltro il motivo di un celebre, all'epoca, volantino redatto appunto nell'ottica di questa amicizia italo-americana.

    Per il resto si tratta di un normale M17 in buone condizioni generali, con l'unica particolarità* che è quella di avere cucito un lembo di pelle nera all'interno della cuffia a chiudere il foro cupolare, evidentemente per migliorare comodità* e igiene.

    Ecco qualche immagine.
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  6. #106
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
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    Re: M17 U.S.A. Fronte Italiano

    Un pezzo veramente bellissimo, Piesse! Su U&A di Novembre 2008, numero doppio dedicato alla Grande Guerra, si parlava proprio di questo Reggimento, che tra l' altro è l' unico Reggimento americano che ha combattuto in Italia nella Prima Guerra Mondiale. Molto particolare il discorso della modifica della cuffia, ma non è raro che gli elmetti vengano customizzati per renderli più confortevoli. Veramente un pezzo bellissimo, Piesse. Complimenti!
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  7. #107
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Re: M17 U.S.A. Fronte Italiano

    Questo è un bel pezzo che merita di rimanere vicino al suo proprietario...

    Immagino la difficoltà* nel pitturare le immagini su una verniciatura così rugosa, praticamente impossibile rendere dettagli minuti!
    Da profano, visto l'impegno su molti modelli di svariate nazionalità*, quali sono i vantaggi dati da questa tecnica di colorazione rugosa? (scusate l'OT...)
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  8. #108
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Re: M17 U.S.A. Fronte Italiano

    Citazione Originariamente Scritto da Centerfire
    ...Da profano, visto l'impegno su nolti modelli di svariate nazionalità*, quali sono i vantaggi dati da questa tecnica di colorazione rugosa? (scusate l'OT...)
    L'ingrandimento naturalmente fa sembrare la rugosità* molto più marcata, comunque lo scopo della rugosità* è quello di rendere la superficie meno riflettente, con maggiore funzione mimetica.

  9. #109
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: M17 U.S.A. Fronte Italiano

    Ciao Piesse, come al solito non ti smentisci in fatto di rarita' e pregevolezza dei tuoi elmetti. L'elmo effettivamete e' di quelli utilizzati dal 332 RGT fanteria usa giunto in Italia per dar man forte ai nostri soldati. Notevole la conservazione dei fregi e ottimo lo stato di conservazione dell'elmetto nel suo complesso. Di fronte a questi rarissimi pezzi non si hanno parole. Che dire dunque? Ancora complimenti. Ciao.

  10. #110
    Moderatore L'avatar di Waffen
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    Re: M17 U.S.A. Fronte Italiano

    Stupendo!
    kappa

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