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Discussione: Mod.1917 americano.

  1. #1
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    Mod.1917 americano.

    US 50-11442.jpg

    Verso la fine dell'estate del 1917 l'impegno militare americano in Europa spinse il Congresso ad istituire nuove unità* combattenti da destinare al fronte francese.
    Tra di esse una destinata a distinguersi e a sopravvivere fino ai giorni nostri fu la 34 Infantry Division "Sandstorm", divenuta poi nota come Red Bull, come dirò più avanti.

    L'Unità* fu formata riunendo gli effettivi della National Guard degli Stati del Minnesota, Iowa, North e South Dakota e Nebraska.

    La base addestrativa fu scelta nel New Mexico, a Camp Cody; nel contempo fu lanciato un concorso per la scelta di una insegna che diventasse simbolo divisionale, e ne risultò vincitore Marvin Cone, di Cedar City (Iowa), un artista già* affermato nel campo della pittura, ma anche una delle tante reclute della neonata divisione.

    Per la cronaca Marvin Cone, nato nel 1891, seguì la divisione in Francia, nel 1918, dove rimase per diversi anni, lavorando come interprete e sviluppando la sua arte pittorica. E' vissuto fino al 1965 divenendo uno dei più importanti artisti nordamericani del secolo scorso.

    Il simbolo adottato riuniva simbolicamente le zone originarie dei soldati, le pianure dei Bisonti (la sagoma rossa di una testa bovina), e la durezza climatica delle zone di addestramento, ovvero le aree assolate e semidesertiche del New Mexico, e quindi la "olla" il tipico recipientre messicano per l'acqua fresca, rappresentata dalla sagoma nera dell'insegna.

    La Divisione fu dichiarata "pronta" nella primavera-estate del 1918 e quindi inviata in Francia, dove giunse nell'ottobre 1918; come noto, neanche un mese dopo la guerra ebbe termine, per cui praticamente non vi fu impiego in prima linea; comunque rimase ancora alcuni mesi, per poi rientrare in patria, dove fu momentaneamente sciolta.

    Nell'ottobre del 1940 però il Presidente F.D. Roosevelt ne dichiarò la rimobilitazione, che ebbe ufficialmente inizio il 10/2/1941.
    La 34 Div. partecipò allo sbarco in Algeria, prese parte alle Campagne in Africa e Italia.
    Fu proprio qui che nacque il nome, divenuto poi di successo, di Red Bull, coniato per altro dal nemico, in quanto furono i tedeschi per primi a parlare di questi soldati come "Tori Rossi" o anche "Diavoli Rossi".

    Concludendo (era ora direte!) l'elmetto che vi propongo è davvero bello e credibile; il soggolo è purtroppo tagliato come spessissimo si riscontra in questo tipo di elmetti, probabilmente per motivi di demilitarizzazione.
    Cronologicamente rientra nel periodo 1917-1919 ma è anche possibile che sia un riutilizzo al momento del "richiamo" nel 1941.

    Sempreché sia autentico, naturalmente......

    La provenienza è piuttosto seria e giustificherebbe le buone condizioni.
    Comunque un motivo di discussione per gli "americanofili" e per chiunque altro voglia dire la sua.

    Mal che vada vi ho raccontato un po' di storia.

    Questa è una foto datata 19/8/1918 e scattata a Camp Cody, immediatamente prima di partire per la Francia.



    Questa invece è datata 14/3/2006 e sono gli uomini del 1° Brigate Combat Team che formano l'insegna umana, a Camp Shelby (Massachusetts), appena prima di partire per il fronte irakeno.
    infine, il mio elmetto:


    scomparse le foto

  2. #2
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    Non sono in grado di discutere l'elmo(tanto per cambiare[!]),ma ho apprezzato e tanto le nozioni di contorno che ci hai messo.Ora so il xchè di quell'insegna.Grazie.[]

  3. #3
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    La materia è tragica. Dato che nel mondo abbondano i cervelli fini che amano pagare cifre iperboliche per elmetti "pittati", quale invito migliore per i personaggi senza scrupoli a prendere in mano il pennello? Leggiucchiando qua e là* ho trovato in USA chi sostiene che i disegni divisionali vennero messi sugli elmetti WWI sopo la fine della guerra e prima dell'imbarco per tornare a casa allo scopo di evitare casini di logistica al molo. Niente di male, però personalmente preferisco avere un elmetto nelle condizioni in cui è stato sul campo e non dopo. Quello che mi turba è che i falsari rovinano un bell'originale per fare un falso. La foto qua sotto, che non mi ricordo dove ho rubato, è stata scattata prima dell'imbarco nel 1919. Notare i cappotti belli nuovi di zecca.


    Shot at 2007-07-26

  4. #4
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    Permetti Artu, io non mi sognerei mai di dare a qualcuno solo del "cervello fino che ama pagare cifre iperboliche" (ergo uno sciocco che magari può sprecare del denaro) solo perché ha inviato delle foto di un oggetto che io reputo non autentico.

    Quindi di pure cosa ti pare dell'oggetto ma lascia da parte gli apprezzamenti personali.

    Io non lo so se l'oggetto è buono, io so che proviene da buona fonte, ma ciò non conta.
    Faccio qualche ricerca e cerco di rendermi conto se qualcosa è più o meno plausibile.
    Se poi c'è chi ha in mano la VERITA' meglio per lui, e meglio ancora se riesce a condividerla con gli altri, possibilmente senza arroganza.

  5. #5
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    A me piace,l'unico dubbio ce l'ho sul fregio,perchè mi pare che la 34ª l'abbia adottato nella WWII e non nella WWI.Può darsi che venisse utilizzato in addestramento e poi venisse sostituito con l'M1 per quando il soldato veniva inviato al fronte.
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  6. #6
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    I fregi sugli elmetti americani sono stati fatti a partire dal 1917, ho da qualche parte un paio di foto con degli ufficiali e soldati in una trincea della Francia con il loro bel fregio, appena le trovo le posto.
    Piesse, la 34° questo lo aveva dal 1917 l'unica cosa che si potrebbe dire è che sembra un poco "ravvivato".
    pensare poi che con il fregio sull'elmetto si possano risolvere i problemi dell'imbarco mi pare un'idea perlomeno "bizzarra"

  7. #7
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    Nella WWI il fregio era con tanto di "34" oltre al teschio ed alla "olla" messicana.Venne semplificato il fregio togliendo detto numero all'inizio della WWII o subito prima.Quindi questo fregio è stato applicato sicuramente diversi anni dopo la WWI.
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da piesse

    Permetti Artu, io non mi sognerei mai di dare a qualcuno solo del "cervello fino che ama pagare cifre iperboliche" (ergo uno sciocco che magari può sprecare del denaro) solo perché ha inviato delle foto di un oggetto che io reputo non autentico.

    Quindi di pure cosa ti pare dell'oggetto ma lascia da parte gli apprezzamenti personali.

    Io non lo so se l'oggetto è buono, io so che proviene da buona fonte, ma ciò non conta.
    Faccio qualche ricerca e cerco di rendermi conto se qualcosa è più o meno plausibile.
    Se poi c'è chi ha in mano la VERITA' meglio per lui, e meglio ancora se riesce a condividerla con gli altri, possibilmente senza arroganza.


    Ti prego di credermi se ti dico che fra tutti i difetti che ho, l'arroganza non trova proprio posto, anzi come persona sono piuttosto timido e cerco di tenere sempre un profilo alquanto basso.
    Se mi dici che il linguaggio è un pò colorito, devo confessare che hai ragione. Quello che volevo sottolineare era che in America da tempo moltissimi falsari sono all'opera con il pennello elmetti WWI e WWII che qualcuno compra anche a cifre vicino ai 1000$. Ora è evidente che nell'inconscio dell'acquirente il fascino della pitturazione prevale su quello esercitato dal pezzo pulito e quindi fa sì che che l'elmetto(rovinato) diventi un semplice oggetto di commercio. La cosa sinceramente mi fa star male e mi fa diventare talmente diffidente che non comprerei mai un elmo dipinto perchè con la mia mentalità* sarei costretto a far analizzare la vernice. Certamente ce ne saranno in giro anche dei buoni dato che appunto, come si vede nella foto, alcuni reparti se li pitturavano ma come fare a distinguerli?

  9. #9
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    Innanzi tutto ringrazio Artu per la cortese risposta.
    Non è successo niente, va bene così[]

    In quanto all'elmetto: certo, la diffidenza è d'obbligo; comunque, per quel che riguarda il fregio in questo caso per esempio, oltre che effettivamente in ottime condizioni, diciamo che grazie alle indicazioni di Dijio, ha subito anche un bel "maquillage" con photoshop che l'ha ulteriormente ravvivato e migliorato.

    Secondo, Blaster hai informazioni sicure su quel che riguarda il numero aggiunto sullo stemma? a me risulta che ciò è vero sugli stemmi in stoffa da braccio, ma sugli elmetti non ho trovato alcuna corrispondenza.
    Inoltre: il fregio come ho già* detto potrebbe essere del periodo 1918-1919, in quanto nel 1919 la divisione fu smobilitata, per essere rimobilitata all'inizio del 1941.
    Fino al 1942 furono comunque impiegati dagli americani gli elmetti a "padella" (Pearl Harbour, Filippine, Wake, Midway, ecc.) però normalmente con interno diverso, in cuoio a quattro patte; comunque, diciamo in fase addestrativa, potrebbe avere un senso; quando poi la 34 (nel gen-mag 1942) è stata destinata all'impiego oltremare e inviata nell'Irlanda del Nord, per poi prendere parte all'Operazione Torch (novembre 1942), sono entrati in dotazione gli elmetti M1, disponibili per altro da pochi mesi.
    Diciamo quindi che teoricamente gli elmetti mod.17 possono essere stati impiegati, in seno alla 34 Div., per circa 1 anno all'epoca della 1gm e ancora un anno nel periodo addestrativo iniziale dell 2gm.

    Comunque, se qualcuno è interessato alla storia della 34 Div. vi segnalo alcuni siti, nei quali oltre tutto troverete altri link, per ricerche sempre più approfondite.


    http://www.zianet.com
    http://www.minnesotanationalguard.org/u ... istory.php
    http://www.katonk.com
    http://www.34infdiv.org
    http://www.iowanationalguard.com
    http://www.34infantry.com
    http://en.wikipendia.org/wiki/34th_Infantry_Division

  10. #10
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    Ti cito cosa ho trovato:
    Soprannominata Red Bull,la 34ª nella WWI aveva come motto "Sandstorm Division",ed il simbolo era un teschio rosso di toro ed il numero 34.Nella WWII questo simbolo è stato semplificato da una olla messicana(tipico contenitore o fiaschetta del Messico)nera sormontata dal teschio rosso di toro.La divisione ha combattuto in Tunisia,Cassino,Gothic Line e Po Valley.
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