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Discussione: Ninotcka "abusiva" a Milano.

  1. #1
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    Ninotcka "abusiva" a Milano.

    Dal 9/12/1944 la compagnia di Nuto Navarrini e Vera Rol mise in scena a Milano lo spettacolo di varietà intitolato “La gazzetta del sorriso”. Il numero di danza acrobatica della soubrette Vera Rol, intitolato “Duello tip-tap” era ambientato in una sala cinematografica del territorio invaso, dove ballerini in uniforme americana e truccati da neri al modo di Al Jolson, si contendevano una donna italiana. Frattanto sullo schermo scorrevano spezzoni in lingua originale del film americano “Ninotchka” con Clark Gable e Greta Garbo, all’ epoca ancora inedito in Italia. Questa curiosa ma evidente violazione dei diritti d’ autore è riportata anche nella rivista Film, edita nel territorio della Repubblica Sociale, che nel 1945 dedicò una recensione allo spettacolo. Dopo la liberazione Nuto Navarrini fu arrestato con l’ accusa di collaborazionismo per aver devoluto gli incassi dello spettacolo alla L.A.M. “Ettore Muti”, ricevendo in cambio il grado di capitano ad honorem della formazione milanese. Testimoniando a sua discolpa il capocomico riferì che le pizze utilizzate gli erano state affidate dietro richiesta dell’ Ufficio Propaganda della Rsi (quello che aveva a capo il giovane giornalista Giorgio Almirante), ma erano materialmente custodite da un ufficiale delle Camicie Nere di stanza a Torino. Costui avrebbe confidato a Navarrini che da tempo un reparto specializzato raccoglieva in nazioni neutrali o sui campi di battaglia films e cinegiornali anglosassoni nel massimo riserbo, per fini istituzionali. Ancora nel 1980, nel libro di Mario Quargnolo “Dal tramonto dell’ operetta al tramonto della rivista. Mezzo secolo di fasti e miserie del varietà e dell’ avanspettacolo” l’ episodio vi era citato con un certo interesse in una frase che riporto integralmente.
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    …una curiosa primizia era poi quella della proiezione per una ventina di minuti di brani del film Ninotchka con Greta Garbo, in versione originale (erano almeno tre anni che gli italiani non vedevano un film americano).
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  2. #2
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    Scommetto che gli alti papaveri del regime vedevano tutto quello che volevano

  3. #3
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    E facevano tutto quello che volevano...
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  4. #4
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    Esisteva sin dal 1940 un nucleo da preda della MVSN postelegrafonica, incaricato di clonare in segreto le pizze dei films americani spediti dagli Usa via nave a Genova e diretti alla neutrale Svizzera. Ne venivano fatte 3 copie: una per la visione privata di Mussolini e famiglia a Villa Torlonia, una per il Minculpop che organizzava visioni riservate per gerarchi e intellettuali, una per l' archivio dell' Istituto di Cinematografia a Cinecittà (purtroppo depredato dai nazisti dopo l' armistizio)...

  5. #5
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    Esisteva sin dal 1940 un nucleo da preda della MVSN postelegrafonica, incaricato di clonare in segreto le pizze dei films americani spediti dagli Usa via nave a Genova e diretti alla neutrale Svizzera. Ne venivano fatte 3 copie: una per la visione privata di Mussolini e famiglia a Villa Torlonia, una per il Minculpop che organizzava visioni riservate per gerarchi e intellettuali, una per l' archivio dell' Istituto di Cinematografia a Cinecittà (purtroppo depredato dai nazisti dopo l' armistizio)...
    Privilegi del potere?

  6. #6
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    Privilegi certamente, ma anche legittima volontà di conoscere e sfruttare a proprio vantaggio i metodi propagandistici più avanzati del nemico. Pensa che durante la guerra noi e gli americani ci siamo rubati a vicenda films di successo copiandoli di sana pianta...

  7. #7
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    della serie: "la cinematografia è l'arma più forte"

  8. #8
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    Piuttosto della serie: "copiamo loro perché la nostra propaganda è controproducente"

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